FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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I VORTICI DEL SENSO COMUNE

Elena Urgnani




Dondolavano Paolo e Francesca, affidati ai vortici della "tempesta infernal che mai non resta".
- Sei bella - le disse Paolo accarezzandole dolcemente le tempie, mentre i lunghi capelli di lei, dalle vaghe striature rossastre, gli solleticavano il collo.
- Per te son sempre bella - rispose lei inaspettatamente risentita, con una sfumatura cupa nella voce - sono quasi sette secoli che andiamo avanti così, e non capisco come tu possa ancora trovarmi bella: ho il viso tutto graffiato, gli occhi pesti, sono piena di lividi, ahi! - S'interruppe un istante, mentre il vortice infernale li sbatteva contro una roccia sporgente, rimbalzarono due volte, prima di venire ripresi dal gorgo. Paolo si ruppe il femore sinistro, ma purtroppo sapeva che sarebbe guarito entro il tramonto, gli era già capitato, era la legge crudele di quel luogo, e non poter morire...
Francesca lo strinse forte, gli altri spiriti dannati si libravano attorno a loro, gesticolando scompostamente, era già un privilegio lo stare insieme, lo sapevano bene entrambi.
- Che anno è ora a Firenze? - Chiese Francesca improvvisamente.
- Il 1873, perché? - Le rispose Paolo un po' stupito della domanda.
- Niente, così, è come un presentimento... - borbottò Francesca, come parlando fra sé. E tacquero altri cento anni, avevano già parlato troppo.
- Ci siamo! - Disse improvvisamente Francesca, che si era raggomitolata fra le braccia di Paolo, lasciando che il suo corpo le facesse da scudo contro i detriti che rovinavano loro addosso. - Ci siamo dove? - Chiese Paolo.
- Ci siamo, è quasi il 1973! - Rincalzò lei, urlando per farsi sentire in mezzo al frastuono della tempesta.
- E allora? - Chiese lui.
- Aspetta e vedrai. -
Quel giorno il sole sembrava avesse fretta di sorgere, i giornali italiani uscivano con un titolo cubitale: "LA LEGGE SUL DIVORZIO E' STATA APPROVATA, anche in Italia sarà possibile divorziare."
- Capisci ora? - Chiese Francesca a Paolo.
- Ma che cosa dovrei capire? - Rispose lui.
- Prima di tutto che non sono mai stata sposata, che il mio matrimonio era nullo fin dal principio, in primo luogo perché mancava un elemento fondamentale che è il consenso: io credevo di sposare te, e non quel rozzo cafone di Gianciotto Malatesta, perché così mi avevano fatto credere quando ero partita da casa. E poi, anche se in quel momento non ho trovato il coraggio di oppormi, avrei certamente potuto cambiare idea anche dopo il matrimonio se fosse esistito il divorzio, noi due ci saremmo sposati e non saremmo in questo pasticcio. Siamo lussuriosi noi, ma non adulteri, siamo vittime di un errore giudiziario e di una legge ingiusta! -
- Mi pare una forzatura, e poi bisogna vedere se queste faccende legali hanno un effetto retroattivo. Oltretutto il Papa continua a proclamarsi contrario, e quindi non credo che per noi cambierà niente. - Ribattè Paolo, approfittando di una tregua nel vortice infernale, e lisciando con una mano la matassa ingarbugliata dei capelli color rame di Francesca. "Beh, anche le situazioni peggiori hanno il loro lato positivo" - pensò Francesca - "ho quasi ottocento anni e neppure un capello bianco".
- Se poi fosse come dici tu, per noi cosa cambierebbe? - Chiese scettico Paolo.
- Cambierebbe che potremmo finire in Purgatorio, avere qualche speranza per l'eternità! - Rispose con veemenza Francesca.
- E magari con il bonus accumulato in questo periodo all'inferno potremmo anche chiedere una vacanza premio, che ne so, una reincarnazione temporanea. - Aggiunse Paolo, che già stava cominciando ad appassionarsi all'idea.
- Ma lo sai che per le reincarnazioni premio c'è una lista d'attesa che non finisce più, e che passano solo i raccomandati, oppure quelli che hanno lasciato i parenti in terra che passano le giornate a raccogliere gli ex-voto, o a far dire messe per l'anima loro. Noi qui siamo dimenticati da tutti, giusto gli scolari si ricordano di noi, ma solo in vista dell'interrogazione, e poi ci dimenticano subito. - Ribattè Francesca.
- Non ci dimenticano affatto, è solo che ci ricordano in un altro modo, abbiamo il più alto indice di popolarità fra tutti i personaggi della Divina Commedia. E quanto ai raccomandati in lista d'attesa, non è proprio il caso di disperarsi prima del tempo, sono sicuro che potremmo partire con un punteggio alto in graduatoria. - Insistette Paolo. Dopo qualche istante però scosse la testa incredulo, non credeva proprio di poter cambiare una situazione sedimentata da sei secoli, Francesca però era ben decisa ad andare fino in fondo. Un frammento aguzzo di roccia si conficcò nella coscia destra di Paolo.
- Aaauugh! - Gridò Paolo, mentre Francesca allungava cautamente una mano, estraendo con mille precauzioni il frammento dalla coscia sanguinante.
- Non è nulla, sarai guarito prima di sera. -
- Questo lo so. - Mugolò Paolo tristemente, stringendosela forte fra le braccia.
Come andò a finire? Beh, venne interpellato il sommo Dante, lassù nel cielo degli spiriti sapienti, ed in effetti Paolo e Francesca vinsero il ricorso. I due passarono al Purgatorio, con tante scuse del Padreterno che promise loro di riportarli sulla Terra e permettere loro una vacanza premio: una reincarnazione temporanea a Rimini. Certo, è il 1993 e loro sono ancora in lista d'attesa, ma pur non avendo grossi appoggi politici non disperano. Il vento infernale si è cambiato in uno scirocco caldo e umido, che porta loro di tanto in tanto l'odore della terra che hanno lasciato. Francesca non ci tiene tanto a reincarnarsi: pensa che se stavolta le capitasse di morire in età più tarda, poi dovrebbe tenersi i capelli bianchi e le rughe per tutta l'eternità.
Il Santo Padre è stato avvertito del cambiamento, ed avrebbe già dovuto avvisare il Ministero della Pubblica Istruzione per far opportunamente modificare i programmi scolastici, ma questo non si è mai verificato, e non si è mai capito come siano andate veramente le cose: c'è chi giura che un fax dal Vaticano sia stato intercettato e distrutto, c'è chi collega l'episodio alla morte improvvisa di Papa Luciani, che sarebbe stato ucciso da un complotto internazionale di dantisti inferociti. Immaginarsi rifare da capo interi volumi di critica dantesca. Insomma, come siano andate veramente le cose, proprio non si sa, ma in fondo, si sa che la giustizia umana è così imperfetta...




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