FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LA VACANZA DI ILIO

Luc Ovilna




Ilio, giudice popolare ormai a riposo per raggiunti limiti di età, consultava le carte con il nipotino Manjo sul luogo per il periodo di riposo programmato.
La scelta cadde su un posto molto pubblicizzato alla periferia di Las Vegas, un centro turistico attrezzato per lunghe residenze dove la gente parcheggiava gli homejet e usufruiva poi di mezzi pubblici che ti portano in lungo e in largo per la città;Las Vegas nel 2040 era ancora una città attraente, il gioco non cambiava mai e ti lasciava sempre quella voglia di tornare negli hotel della metropoli dove droga, sesso e trasgressione erano ormai permessi da quel lontano 2010, anno in cui si scoprì il sistema di disintossicare le persone da ogni cosa sottoponendole semplicemente ad una terapia di laser magnetoelettronico di primo grado.
Il vento del deserto faceva svolazzare i capelli di Ilio, lunghi e bianchi, che contrastavano con i riccioli neri del nipotino. I due mano nella mano camminavano vicino alla strada a conduzione magnetica, i pochi mezzi che transitavano a quell'ora erano incolonnati in modo perfetto, i viaggiatori si dedicavano alle faccende più strane per combattere la monotonia di quei viaggi silenziosi automatici e a volte inutili.

Madigan, ispettore di polizia del 2° distretto, guardava quel corpo di uomo ormai freddo e irrigidito senza sapersi dare una spiegazione:aveva una cicatrice in mezzo alla fronte, rimarginata come se l'avesse da almeno dieci anni, eppure Madigan era sicuro che non poteva essere così infatti l'uomo era lo stesso che la sera prima era stato arrestato per violenza nei confronti della moglie, l'aveva pestata a sangue e la poveretta era in coma all'ospedale. Le fotografie computerizzate non avevano rilevato nessuna ferita ma ora c'era, evidente e strana e forse un controllo con la scansione corporea avrebbe chiarito più cose e fornito particolari più precisi.
L'elaboratore elettronico fornì i risultati poco dopo e il monitor inquietò sempre più il vecchio Madigan:sullo schermo tridimensionale passavano strisce di testo ininterrottamente e il responso era sempre uguale e incomprensibile:" rilevato corpo non identificabile composto da materiale sconosciuto posizionato al centro della sostanza cerebrale".
Il giorno dopo sul tavolo del suo ufficio trovò l'oggetto estratto dalla testa della vittima, un cilindretto di piccole dimensioni con una punta trasparente ad una estremità e una rassomiglianza costruttiva ad un proiettile di armi che si usavano fino agli anni duemila.
Si mise le mani nei capelli e assunse un'aria pensierosa.
L'ulteriore sopralluogo agghiacciò il poliziotto:il luogo del delitto era una squallida camera di uno di quei vecchi hotel a cinque stelle, ancora in muratura dove si usavano ancora gli ascensori per salire ai piani superiori, dove le piattaforme antigravitazionali non erano ancora state installate, e dove le porte si chiudevano ancora con le chiavi. La porta della vittima era stata trovata perfettamente chiusa e non era nemmeno stata lontanamente forzata, il morto era stato trovato a pancia in giù e Madigan scoprì un foro passante che aveva bucato il materasso e il cuscino, un buco estremamente preciso accresceva il mistero di come si fosse potuto formare in quella posizione.

Molly fu trovata dalla squadra di controllo identità personali nel buio di una traversa dietro una casa da gioco, era chiusa nella sua carjet, una vettura blindata, e solo la polizia potè aprirla con i codici da scansione. Nella sua borsetta furono trovate diverse carte di credito, alcune delle quali avevano portato al suicidio diversi giocatori rovinati da una serata di gioco. Lei faceva parte di una banda di truffatori che agivano in accordo con i casinò per impossessarsi di tutti gli averi di questi pezzi grossi, con metodi al limite della legalità. Madigan guardo la donna e impallidì, la cicatrice in fronte e un foro preciso nello schermo direttivo della vettura gli fece collegare questa morte all'altra.

Ilio guardava la città e spiegava a Manjo quanto gli uomini venivano condizionati dal possedere denaro;la gente che passava vicino a loro sembrava fosse inebetita:era gente che, abituata al ritmo notturno, era infastidita dalla luce solare calda e brillante di quel magnifico estate. Passeggiando incrociarono Madigan, che stava uscendo dal laboratorio della polizia scientifica, con i risultati dell'elaboratore elettronico:erano identici ai precedenti.
Per un attimo lo sguardo di Ilio incrociò quello del vecchio segugio e gli sembrò che avesse stampato in fronte un punto interrogativo. Madigan era frastornato, aveva un caso fra le mani che non gli dava il minimo indizio, non sapeva cosa fare.

Sulla sua scrivania c'erano i due oggetti, li guardava e li studiava, non un segno, un graffio, cos'erano?

Manjo guardava il sole e le poche nubi di spuma all'orizzonte e aveva nostalgia dei suoi genitori (i bambini sono fatti così) quando si voltò verso il vecchio Ilio e disse:- Nonno quando torniamo a casa? -.
- Presto, molto presto! - Fu la sua risposta.

Il 2° distretto era in subbuglio, erano scomparsi i reperti estratti dalle teste dei due morti, Madigan urlava a squarciagola, imprecava e scaraventava ogni cosa in giro per l'ufficio, non era mai successo che si perdesse qualche cosa nel suo dipartimento, poi di colpo si calmò, assunse la posizione pensierosa e tornò con la mente ad una decina di anni prima:lui aveva già visto il vecchio Ilio e anche il bambino, ma no, non era possibile, perché comunque erano passati dieci anni, il vecchio sarebbe dovuto essere senza dubbio più vecchio e il bambino un giovanotto;era pazzesco ma pensò di utilizzare il ricognitore di identità, uno strumento che riesce a localizzare la posizione di ogni persona nel raggio di 50 miglia.

Manjo stava raccontando ai genitori la sua vacanza, il viaggio nella preistoria e i due corpi presi in prestito in un posto chiamato cimitero, i tempi di cambio di luce molto brevi che gli esseri viventi chiamavano giornate, " pensa mamma, papà, il loro cambio di luce è talmente breve che per farne uno dei nostri ce ne vogliono mille, per muoversi hanno bisogno di utilizzare i corpi, materiali organici, per spostare le cose usano delle appendici chiamate mani, sono buffi, comunicano con rumori, non come noi che utilizziamo il pensiero, vivono in contenitori diversi e strani, carjet, case, homejet, alberghi e tanti altri posti,.........."

Madigan era arrivato al centro turistico, era salito sulla piattaforma antigravità ed era entrato nell'homejet di Ilio, lo trovò seduto con in braccio Manjo, sembrava dormissero, sfiorò quei corpi e ne osservò lo stato, erano mummificati, erano morti dodici anni prima in un incidente, il mistero si faceva sempre più fitto.

"..........pensate mamma e papà che questi esseri viventi applicano la giustizia ancora con metodi che chiamano processi e non hanno i giustizieri, gli uomini, si chiamano così vivono anche loro 25000 cambi di luce, proprio come noi, ci sono tante cose strane......"

Madigan guardò un contenitore tridimensionale sul tavolino, gli occhi del vecchio Ilio sembrava gli dicessero di aprirlo, il poliziotto aveva un forte mal di testa, non riusciva quasi a ragionare:prese l'involucro e meccanicamente lo aprì, all'interno i due oggetti misteriosi, nella sua testa presero forma i ricordi, la sua vita dedicata alla giustizia, il rammarico di non avere catturato il terrorista che aveva distrutto tante vite e di essersi lasciato sfuggire il killer che aveva ucciso i suoi colleghi.
I due oggetti cominciarono a brillare di luce intensa, erano sospesi nel vuoto, un lampo attraverso il cervello di Madigan, aveva capito tutto, i due "proiettili" si posizionarono verso diverse direzioni e scomparvero.

"........ mamma, papà, dimenticavo di dirvi che nonno Ilio ha voluto lasciare i suoi due giustizieri ad un uomo che se fosse come noi sarebbe un giudice".

Madigan stava tornando a casa, non voleva più pensare, si era fatto buio e il cielo era magnificamente stellato, il suo sguardo vagava verso l'alto alla ricerca di qualche cosa che nemmeno lui sapeva, in tasca aveva la scatoletta trovata sull'homejet, era vuota ma la teneva stretta, ormai aveva capito che i due suoi "amici" dopo il lavoro sarebbero tornati, dalla sua bocca, con un filo di voce e una parola:"Grazie".


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