FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







UZI UZI SENTO ODOR DI... POLVERE DA SPARO...

Vincenzo Vinciguerra




Dedo aveva appena salutato il professor Massa. Aveva appena lasciato alle spalle Piazza Leonardo da Vinci, e si era ficcato in via Celoria. Deserto del Sahel. Quella vacca della Suni gli aveva dato bidone. Non dovevano trovarsi all'uscita di Veterinaria? invece niente, non si trova da nessuna parte. Il Dedo si appoggia svaccato ad uno gnomone stradale e accende una Milde Sorte. All'improvviso una 155 inchioda a uno sputo dal Dedo. Sirene in lontananza annunciano l'arrivo del 7° cavalleggeri.
"Che cosa succede? avete dietro tutta la squadra mobile di Milano!"
"Sali, VACCA L'EVA!".
Una mano esce dal finestrino e agguanta per il bavero il povero Dedo, che viene risucchiato nell'abitacolo. L'alfa 155 rossa fiammante riparte sgommando. La radio canta con impegno Johnny lo zingaro dei Gang. Dedo è tutto eccitato "Perché mi avete tirato su?"
"Ci sembri una persona simpatica, un tipino fino, di quelli che non fanno scherzi. Se ci prendono avremo un ostaggio, altrimenti al prossimo benzinaio ti molliamo, contento?"
L'autista si gira verso Dedo: "Che fai nella vita, ragazzo?"
"Scusi, mi intimidisce un po', con quel passamontagna.."
"Ma che idiota, ti formalizzi?", gli dice l'altro, quello senza passamontagna, con il cannone nella destra.
"Io studio, cioè studiavo ingegneria, stavo laureandomi, poi però -".
L'autista lo interrompe: "Abbiamo uno scienziato tra noi. E dimmi, dimmi, mi interessa, che cosa studi?".
La parola EDILIZIA CIVILE, sta guizzando sulla lingua del Dedo quando un missile gli sibila a fianco dell'orecchio, e frammenti del lunotto termico gli piovono sulle spalle: "EDILIZIAAAAAAAA!". Al Dedo tornano alla mente i sibili calibro 22 che sentiva passare sopra di sé quando da bambino andava a cambiare il bersaglio che suo padre aveva sforacchiato in qualche modo. Ma questi dovevano essere dei bei confettoni di piombo da matrimonio di extra-lusso. Il bandito gli schiaccia la testa, lui scivola sul fondo della macchina, nel naso gli penetra l'odore della tappezzeria dell'Alfa, appena uscita di fabbrica. A mani giunte fa brillare le polveri del cannone, i missili escono dal vetro posteriore come da una rampa di lancio. Dedo sente un pizzicore sul parietale, le orecchie gli scoppiano. "Ehi, ragazzo, da una mano al collega, non vedi che è nelle grane?"
Dedo non capisce: "Io?" - "Si proprio tu, INTELLETTUALE DEL CAZZO! guarda un po' sotto il sedile, sì, proprio dove nascondi di solito l'autoradio, guarda bene, c'è l'intera artiglieria di Israele li sotto!"

Venderà cara la pelle, Johnny non si arrenderà, senza tetto né patria né stelle né donna né casa né terra lo catturerà.

Dedo cerca disperatamente, il ginocchio del bandito con la spiridiona tuonante gli opprime un braccino, ma con l'altro libero fruga sotto il sedile anteriore. Si trova in mano una cosa che gli sembra di aver già visto: "Una UZI?"
"ARS-5. Bravo sette +... sfrutta l'effetto sorpresa e innaffiali di piombo!"
"Un attimo, non so come si usa, avete il libretto di istruzioni?" - "Che cazzo dici, stronzo, un ditalino lo sai fare, o vuoi le istruzioni per l'uso in inglese da confrontare con la traduzione italiana? e allora infila il dito nel clitoride, che fa tutto da sé!".
"La lingua batte dove il clito... ride", pensano i chips del Dedo. Che stronzata! deve disdire l'abbonamento alla rivista underground. Ha il naso che gli cola, ma schiaccia le ginocchia sui vetri infranti e infila il naso della UZI a vedere che aria tira lì dove stava il vetro. A quindici metri c'è davvero tutta la squadra mobile di Milano, sirene spiegate, persino gli uffici amministrativi, la sezione rimessaggio dei veicoli, l'ufficio passaporti e gli Olivetti 8086 impolverati ancora da rimpiazzare. "Che cosa avete fatto, avete svaligiato Bankitalia?". "Quasi, abbiamo -"
Il bandito non fa in tempo a precisare le cause del disagio per la cittadinanza, che le mani del Dedo si illuminano di luce.
"Stringi forte, stringi forte, cristo!".
"Per un pelo non ci mandi al creatore: ripiega il calcio e riprova: sarai più fortunato!". "Ha sprecato venti colpi, 'sto coglione! rimetti il caricatore, mezzasega!".
Il bandito con il passamontagna abbatte più volte sul volante i badili che mamma gli ha dato come protesi naturali: "Occhio all'AirBag!" - "Se trovo il pilota della pubblicità, quello che torna in villa con la 155 dopo aver imbarcato la giornalista troia, gli faccio un culo come un secchio!". Il bandito con la spiridiona.38 è stupito: "Cristo, Alfio, non dirmi che prima di soffiare la macchina hai pensato alla pubblicità?". "Proprio così, cazzo, proprio così! Sono a tavoletta, ma non tira!"

Venderà cara la pelle, Johnny non si arrenderà, né finestre né mura né celle mai potranno fermare la sua libertà.

Dedo è riuscito ad aprire il calcio ripiegato, e lo ha allineato alla massa battente in modo perfettamente coassiale. Chissà perché le parole del bandito gli hanno fatto sovvenire quel manuale, Le cento posizioni dell'amore profano, che a tredici anni aveva rubato alla libreria Rizzoli per capire qualcosa di più sul miracolo della riproduzione sessuata umana che incominciava a incuriosirlo. Aveva già rubato qualche mese prima un libro intitolato La mastubazione come tic nervoso, un trattato di psichiatria la cui mancanza di figure lo aveva innervosito alquanto. Non che gli mancassero i soldi, solo si vergognava di portare alla cassa libri del genere. Non tolse da sotto il cappotto il libro sulle cento posizioni fino a quando non fu arrivato a casa, o meglio al cesso di casa. Aprì il cellophane per vedere se la refurtiva giustificava il furto. Incominciò a leggere, ma la sua attenzione era rivolta alle figure: come temeva, si trattava di disegni, per quanto ben fatti, realistici. Lui preferiva le fotografie, le trovava più dettagliate. Dopo aver cercato di capire inutilmente la fisiologia dell'endometrio, aprì il libro sulla figura che illustrava la fellatio, si sparò una sega e la fece finita. Dedo era turbato. Una volta aveva letto un racconto breve di Peter Bichsel in cui un uomo disperato, sul punto di voler lasciare moglie, figli, patria - anzi Heimat -, giustificandosi con un solo, misero e freddo bigliettino, attendeva il momento della decisione finale di partire, che non veniva mai, leggendo le istruzioni della penna stilografica e comparando le versioni francese, tedesca e inglese. Dedo aveva capito allora di essere strano: lui le istruzioni delle penne stilografiche le leggeva davvero, e davvero comparava le traduzioni. "Che cazzo fai, fisolofo, apri il fuoco o ti rompo le ossa!". Dedo alza la cannetta dell'UZI e infila il dito nel clitoride, cioè, ehm, nel grilletto, pensa al Che e spera che gli infonda coraggio. Lui, che aveva sempre l'A-47 a tracolla, non avrebbe avuto i suoi scrupoli. Dedo sta per schiacciare per la seconda volta il grilletto, quando un tonfo sordo e una nuvola di vetro in polvere si irradia nella 155. Si sente il collo caldo, come se qualcuno glielo avesse irrorato con lo spruzzatore del giardiniere caricato a caramello bollente.
"ALFIOOOOOO!"
Dedo non capisce più nulla: la 155 incomincia a roteare come una trottola, dal quadrante del vetro retrovisore scompare il cavalcavia che hanno appena passato, e la squadra mobile, e compare la strada nella direzione di marcia, ed ecco ancora il cavalcavia, dei ragazzi stanno scappando allegri e terrorizzati nello stesso tempo, e la squadra mobile, e di nuovo la strada, ed ecco l'altro bandito rimuovere Alfio e prendere il suo posto alla guida.
Dedo guarda il bandito riverso sul sedile di fianco al guidatore. Alfio indossa ancora il passamontagna, solo che un sasso modello-massicciata-ferroviaria è penetrato alquanto nella scatola cranica, facendo sprofondare tessuto lanoso in istologia umana.
L'altro bandito, incurante dell'aria condizionata al massimo e della radio che srotolava impietosamente le note di La lotta continua, aveva rimesso la 155 in carreggiata e la sparava a duecentodieci all'ora. La volta che era andato al massimo, Dedo aveva toccato i centosessanta, con una Polo 1000 noleggiata alla Hertz, sull'autostrada per Monaco. Ora il tachimetro lo stupiva, non credeva di andare così veloce.
Massa, l'università, la Suni che probabilmente la dava al Giangi, papi rompicoglioni erano lontani mille miglia. Dedo prende un'altra Milde Sorte. Ne infila una in bocca anche al bandito, l'accende, e poi accende la sua. Chiude gli occhi.
L'agente Annarumma aveva mancato la 155 già due volte. Ma il terzo missilone che esce dalla sua d'ordinanza va a bucare proprio il serbatoio. Il Dedo non sente nulla, è soprappensiero.
KATA-BOOOOOOM.




ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.