FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL DOTTOR TRINITROHN IN LINGUADOCA

Giuseppe Iannicelli




La nazione di Amorfina -landa catodica, terra parabolica- si estende sotto i suoi Soli da 1Kw, numerosi e giallastri, sospesi in uno spazio nero.
In questa nazione vi sono svariate regioni, una più straordinaria dell'altra, come Copya e Surfazia, popolate da incredibili creature.
A Copya si può incontrare il Falciatore d'Occhi, essere che priva della capacità di intendere e di vedere chiunque lo incontri; e parimenti si può incontrare il Mostro Antonio, dalla testa fatta di bitorzoli pieni di aculei: Antonio usa assorbire raziocinio ed idee a chiunque gli capiti a tiro, decerebrando a destra e a manca grazie ed abili illusionismi, per riutilizzare poi lui, orrendamente maciullate, le idee rubate.
E in Surfazia, può capitare nel bel mezzo d'ogni attività, d'essere investiti da una tempesta di forza inaudita, con pioggia di lavatrici, bibite gassate, automobili, cibi per cani, piselli surgelati ed altri beni caldamente consigliati per l'acquisto.
Il nostro eroe dottor Getneon Trinitrohn, antientropico -ovvero presumibilmente artista ed essere pensante- era capitato un bel giorno in Amorfina precipitando attraverso un condotto lunghissimo e scivoloso, detto antenna.
Egli, essendo votato alla conoscenza ed alla diffusione dell'antientropia, osando come non mai, tornò in quelle lande più volte.
Ma prima di passare all'avventura, vi dobbiamo chiarimenti, poiché certamente vi chiederete come apparisse il nostro luminare, il che è presto detto: il dottor Getneon Trinitrohn aveva una statura, una capigliatura (scura), una pettinatura, una scriminatura, un'andatura, una certa levatura. Questo era in sintesi il suo aspetto.
Che era esattamente contrario al suo dispetto.
Munito di piccozza e ramponi, nonché di una bombetta nera posizionata sul dorso a mò di zaino, il dottore arrancava un bel giorno sul terreno assolutamente pianeggiante e gommoso di Amorfina; per saziare la sua sete di sapere ed esplorare sempre nuovi luoghi, per quanto insidiosi, per quanto minati da influssi entropici che avrebbero stroncato uomini men saldi di lui, uomini men sarti di lui, uomini men sordi, uomini men tardi, men bardi e adesso basta perché potremmo andare avanti mezz'ora.
Col dottore si avanzava il fido amico Prof. Wick Entropick, con moto sdrucciolevole, avendo egli rinunziato al volume in favore del bidimensionalismo. Aveva preso questa decisione tempo addietro, quando si era accorto che essendo bidimensionali non si può essere tamponati ma solo ammaccati lateralmente, con un relativo congruo abbassamento degli esosi premi di assicurazione.
Dunque, continuavano nella marcia i nostri eroi: ed ecco apparire un cartello gigantesco, sfavillante di lampadine, ed intermittente nei colori più diversi.
-Perbacco, Wick! Se leggo bene, ci ritroviamo in una celebre regione ricchissima di storia. Ed infatti il cartello dice "Linguadoca".-
Wick Entropick ebbe un sussulto: -Per tutti gli antientroponi! Questa è dunque la terra popolata da sole donne, preferibilmente biondastre, ma anche brune ed ogival-sinusoidali: le celebri Ammazzoni, così dette perché in grado di ammazzare qualunque germe di raziocinio, ogni bacillo di creatività! Trinitrohn, siamo in pericolo!-
E qui, caro lettore, tu comprenderai l'everestesca altitudine morale del dottor Trinitrohn, indubbiamente ben al di sopra del livello del mare, come qualunque barometro potrebbe comprovare. Poiché egli non si scompose, né invocò la convenzione di Ginevra, né tantomeno finse di essere un geometra del catasto di passaggio.
Egli invece iniziò a declamare la storia di quei luoghi come se si fosse trovato nel salotto di casa sua, cosa che gli riusciva facile, anche perché a casa non aveva salotto.
-Ricorderai, mio caro Wick, che la regina delle Ammazzoni, qualche tempo fa, si battè con un gigantesco dragone di dimensioni cinque volte il normale: e proprio mentre stava per esser soffocata da tal dragone, ella riuscì a trovare una via di scampo attraversando a nuoto diversi canali più o meno melmosi.- Mentre così argomentava il dottore, i nostri due eroi si trovarono improvvisamente circondati da Succubi (succu-bo, succu-ba, succu-bi) delle Ammazzoni, giacché è risaputo che giammai esse catturano da sole le loro prede, ma che si servono di numerose creature in loro potere, le quali fanno di tutto per far ben figurare le proprie signore e padrone.
Wick Entropick tentò di opporre resistenza ed iniziò a dire cose intelligenti, nella speranza di atterrire i Succubi. ma i Succubi non necessariamente sono da questo punto di vista deboli come le loro padrone, e la cattura fu inevitabile. In men che non si dica i nostri si trovarono seduti su un divano, che mutava in continuazione di forma e colore ma rimaneva in sostanza pur sempre un divano. Una forza di gravità tratteneva i nostri eroi, impossibilitati a muoversi e soprattutto ad alzarsi. E tale era la gravità che Wick Entropick, bloccato dal suo gravoso influsso, osservò gravemente -La situazione è grave.-
Quand'ecco apparire lei, la regina delle Ammazzoni, la signora della Linguadoca. Ella avanzò scrollando i capelli gialli in una danza rituale, e poi offerse ai nostri una zuppa di fagioli, in rispetto della tradizione. Il suo aspetto era terribile, il suo elmo dorato era quello tipico dei barbari del tempo che fu, conico ed ornato di due corna laterali; ma le corna erano di piccole dimensioni, ed anzi più che di corna si trattava di cornette, di cornette telefoniche. Talmente strani apparvero alla regina Linguadoca (per brevità essa era chiamata con il nome stesso del suo regno) i suoi nuovi prigionieri, che ella reputò necessario convocare il gran consiglio delle Ammazzoni. E così intervennero altre di queste signore. Alcune dalle forme provocanti, inguainate in vestiti seducenti e luccicanti e frammentati: e queste erano le Ammazzoni Notturne, creature con inclinazione al canto, all'applauso e all'ancheggiamento ed allo stare in piedi su vasti palcoscenici. Altre erano più modestamente vestite con eleganti tailleurs, ed erano le Ammazzoni Diurne, più inclini alla conversazione e allo star sedute ficcando il naso nelle questioni altrui.
Queste signore avevano spesso la compagnia di alcune migliaia di ancelle seminude e scodinzolanti, dette Ordalische per una lunga serie di ragioni, le quali sono le seguenti, se non vi disturba: numero uno che esse erano un'orda di odalische, numero due che la loro sostanza mental-nutritiva era pari a quella di una lisca di pesce, numero tre che mai sarebbero sopravvissute ad un Ordalia, giacché la Giustizia Divina le avrebbe con gioia spazzate via dalla faccia del tubo catodico ed affogate nel limbo del mambo, strapazzate da Rambo. Apparvero poi alcuni Ammazzoni di sesso maschile, cosa straordinaria ma come vediamo non impossibile (va notato che mentre nel genere femminile la pronunzia corretta è Ammàzzoni, nel genere maschile bisogna leggere Ammazzòni). E mentre uno sembrava un tricheco, ed il suo essere corporeo era composto soprattutto da un enorme collo (e pare che l'espressione "collo-quiare" derivi proprio da questa caratteristica dell'Ammazzone-maschio), l'altro era insipido come un cetriolo citrullo raccolto nel mese di marzo. Un terzo era un grande progressista, membro dell'Accademia del Cruscken, per la riforma e la deforma della lingua italdesigna: la sua testa aveva la forma di palla rossa, e come palla conteneva solo aria, ancorché compressa, depressa e cipressa. Questo Gran Consiglio iniziò quindi ad interrogarsi sui due prigionieri. -Colleghi, collegati e collesteroli collo-quianti, che tipo di sofferenza vi pare possano raccontare i due convenuti?- disse la regina, mentre tutti squadravano il dottor Trinitrohn e Wick Entropick, che per ingannare il tempo giocavano a domino (gioco molto diffuso in Amorfina, soprattutto in quanto prima persona tempo presente del verbo "dominare": io domino).
-Forse possono parlarci di quanto siano stati incompresi dalle loro madri e rivelarsi extraterrestri in diretta.- disse il collo-quiatore. -Forse potrebbero raccontarci di come siano stati truffati per ventisette milioni nell'ordinare l'ultima figurina mancante dell'album di Topo Gigio!- disse un Ammazzòne maschio occhialuto del genere lagnans. -Ho un'idea migliore -intervenne una Ammàzzone tailleurata - seppelliamoli vivi nelle Segrete di Segrate, così potremo parlare per mesi della loro misteriosa sparizione!- -Trinitrohn, chessifa'?- domandò Wick Entropick con uno sbadiglio, poiché nonostante le terrificanti minacce intendeva mantenere un atteggiamento impassibile, come aveva visto fare in alcuni films di spionaggio dall'eroe di turno.
Il dottore non sapeva che pesci pigliare, e nel timore di assomigliare per questa ragione troppo ad un uomo politico, decise di fare qualcosa. Con grade sforzo, perciò, si mosse a malapena, e riuscì a sfoderare dalla tasca il Telecomando portatile che considerava parte essenziale della sua attrezzatura d'esploratore, assieme ad un martello, al Protociclosincroantientropone, ad una bustina di citrato e ad un ritratto di Wassily Kandinsky.
Il Telecomando fece alle Ammazzoni l'effetto di un accendino sui selvaggi delle Isole Stevensoniane, a nord ovest delle Narcissus. E le Ammazzoni presero a blandire i nostri eroi, a sorridere loro, a cercare di farseli amici, mostrando un reverenziale timore. E tutte cercavano di convincerli a premer un tasto piuttosto che l'altro, tentando d'accattivarseli con promesse di ogni genere, premi in denaro, sesso, notorietà.
Solo il Collo-quiator pareva recalcitrante a questa asta del pulsante, ma di fatto si uniformò alle altre compagne sue nell'offrire di più. Al dottor Trinitrohn sarebbe bastato schiacciare un tasto, e la sua avventura si sarebbe trasferita su qualche edificante emittente lituana- quale miglioramento! quale felice svolta, soprattutto in funzione del fatto che del lituano non si capisce neanche una parola! Ma il fatto avrebbe indubbiamente cancellato dalla faccia dei divani tutte le Ammazzoni lì convenute. Il dottore nonostante tutto non se la sentì di operare una simile strage, ed argomentò in questo modo:
-Wick, siamo clementi, non dematerializziamo tutte queste Ammazzoni, anche se ne avrei una gran voglia. Mi sovviene or ora che noi ci troviamo su questo divano per un errore: infatti, non dovremmo trovarci a pagina xy della pubblicazione XXXXXXXXX,?-
E dopo questa brillante osservazione, il dottore (grazie al Protociclosincroantientropone) si mise in contatto telepatico con l'Autore, esigendo il rimpatrio immediato. Il che l'Autore eseguì con solerzia: e se guardate bene nella pagina potete chiaramente vedere Trinitrohn e Wick Entropick che vi sorridono soddisfatti per il riuscito salvataggio.
Sotto gli occhi di Linguadoca, Regina delle Ammazzoni, rimasero due divan-poltron-sedie vuote.
Ma già i Succubi sospingevano verso i divani di tortura altri prigionieri, cosicché le Ammazzoni dimenticarono in fretta l'incidente, proprio come se non fosse mai avvenuto, ed il regno di Linguadoca continuò a prosperare sui propri misfatti.
Non sanno, laggiù, che il dottor Trinitrohn progetta di tornare in Linguadoca, con intenzioni assai più determinate e risolutive. Un unico fatto ci resta da narrare: nell'attesa di partire per questa prossima avventura, il dottor Trinitrohn si lasciò andare ad uno slancio poetico, grazie al quale saltò in lungo tre metri e ventisette: e nello scrollarsi di dosso la sabbia in cui era atterrato, si avvide di avere in tasca un foglietto sul quale stava scritto:

TV DEL DOLORE

AAA
Afflizioni ed
Affini
Affittansi
Affinché
Affianchino
Affabulatori flebili.




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