FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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NESSUNA TRACCIA

Giuliano




Antefatto

Il pallido sole del sistema planetario brillava giallo, quasi evanescente, a quella distanza. Gli schermi riflettenti erano stati attivati poco prima del suo ingresso nel sistema. Ora la tozza figura della nave spaziale era praticamente invisibile, sospesa a quarantacinque gradi sul piano orbitale. La possibilità che la sua presenza fosse scoperta era praticamente nulla. Solo raffinati strumenti in grado di rilevare anche minime variazioni di massa potevano tradirla. Gaylor era certo che, posto che esistesse, la civiltà del terzo pianeta di quel sistema non possedeva sicuramente quel tipo di strumentazione.
Troppo poco tempo fa era stata segnalata come civiltà in probabile fase evolutiva tecnologica, da una missione commerciale di Gondor, suo pianeta natale e centro economico e culturale del vasto impero omonimo. Impero che controllava politicamente almeno due bracci della galassia nella quale si trovava anche quel sistema.
Trovatasi nel bel mezzo di una tempesta magnetica, la missione commerciale era stata costretta ad un balzo veloce e poco accurato nell'iperspazio. C'era un guasto al propulsore gravitazionale e non potevano affrontare la tempesta in quelle condizioni. Erano emersi dalle profondità dell'iperspazio, poco più di vent'anni gayloriani orsono, in prossimità di quel sistema solare.
Tutto sommato potevano ritenersi fortunati, l'avaria era di poco conto. Era comunque necessario un po' di tempo per le riparazioni e le verifiche del caso ed il Comandante se lo prese. Stabilirono quindi la base su un pianeta esterno e si misero al lavoro. Il Comandante era uno spirito curioso, oltre che uno spaziale saggio. Mentre i tecnici di bordo ispezionavano il propulsore, si mise a fare rilevamenti e osservazioni sulle masse planetarie del sistema, soprattutto su quelle più interne. C'era la possibilità che ospitassero forme di vita intelligente. E così quando il suo capo-tecnico gli diede il via per il decollo, programmò il computer di bordo per far descrivere una larga ellissi alla nave, in modo che uscendo dal sistema lambisse tutti e nove i pianeti. I sensori della nave, tesi al massimo grado, scoprirono effettivamente qualcosa, e quel qualcosa era sul terzo pianeta.

Diario di bordo

Gaylor, accucciato sulla sua poltroncina, fissava il grande schermo trasparente al di spora della console di comando. Il suo sguardo passava oltre, mentre la luce che proveniva dall'esterno vi si rifletteva dando l'impressione, ad un osservatore, di vedere spazio nello spazio. cercava il terzo pianeta, vicino a quel pallido sole.
Lo faceva sempre, prima di cominciare la missione vera e propria si attardava un momento ad osservare l'oggetto delle sue ricerche, era un gesto quasi scaramantico. Allungò l'esile mano e le sei dita trovarono la connessione articolare del computer di bordo. Immediatamente la sua mente si mise in sintonia col calcolatore. Apparve sullo schermo tridimensionale della console il sistema planetario, con i nove pianeti sparpagliati intorno al sole ed il puntino della sua astronave appeso sopra l'orbita del settimo. Ebbe chiare le coordinate del terzo e mosse la nave, la quale silenziosamente si allineò a piano orbitale e proseguì alla volta del sole.
"Missione 15.1, centundicesimo giorno di viaggio dell'anno siderale 6501. Diario di bordo tenuto da Gaylor Hardin, Capitano di Incrociatore Stellare.
Il pianeta a questa distanza, all'incirca pari a quella a cui orbita il suo unico satellite, appare di un intenso colore bianco-azzurro, il computer ha rilevato un'inclinazione del suo asse di rotazione di circa sessantasei gradi sul piano orbitale. Particolare che fa supporre l'esistenza di un clima differenziato, anche in relazione al suo periodo di rivoluzione intorno alla stella pari a circa appena un centesimo del periodo di rivoluzione di Gondor".
"Mmmh, un'esistenza cadenzata da ritmi incredibilmente veloci" pensò Gaylor. "Probabilmente l'anno del pianeta è suddiviso in dodici sottoperiodi, in relazione al numero di rivoluzioni che il suo satellite, completamente sterile e butterato di crateri, compie nel periodo. I due poli appaiono ricoperti di calotte che all'analisi risultano formati da acqua alo stato solido. A norma delle convenzioni galattiche sto osservando l'emisfero nord, in quanto la rotazione avviene in senso antiorario. Il calcolatore ha individuato quattro punti, nella sua orbita, che possono essere determinanti agli effetti climatici. In due di questi punti l'inclinazione dell'asse è pressoché ininfluente, equa, negli altri due l'un emisfero risulta più esposto alla radiazione solare di quanto non sia l'altro. Mettendo in relazione inoltre il periodo di rotazione con quello di rivoluzione, si vede che nell'anno planetario si compiono circa trecentosessantacinque rotazioni".
dalla prima e veloce analisi dei dati che affluivano alla sua mente non si poteva no rimanere esterrefatti dinanzi alla difformità delle condizioni ambientali esistenti su quel pianeta. Tutto ciò anche in relazione alla estrema irregolarità della superficie stessa che appariva percorsa in più punti da catene montuose rilevanti e dal frazionamento delle terre emerse, un terzo rispetto alla acque. Tutto ciò doveva dare luogo ad una caterva di microclimi e condizioni anche molto eterogenee, colle quali doveva pure aver fatto i conti la vita intelligente, almeno alle sue prime esperienze.
Come era diverso Gondor, col suo clima uniforme e dolce per tutto il lungo anno, com'era mutevole e inospitale questo pianeta. Ebbe qualche dubbio sulle possibilità di sviluppo di una vita intelligente, di una civiltà, almeno come lui la concepiva.
Il ritmico pulsare della vita a bordo lo riportò al suo lavoro. Doveva stabilire, per conto del suo governo, il maggior numero di fecondi contatti commerciali, culturali o qualsivoglia forma di collaborazione con eventuali civiltà. E su questo pianeta doveva stabilire se ne esistesse una.
"Quella che mi accingo ad osservare, è la cinquantatreesima alba dall'inizio della stagione calda, su quella strana terra;una curiosa penisola a forma di stivale, posta nell'emisfero nord. Dalle segnalazioni pervenute pare che fu in qualche modo coinvolta con le manifestazioni di vita intelligente".
Dalla sua orbita, stazionaria rispetto al pianeta al quale nel frattempo si era avvicinato, Gaylor vedeva la linea del terminatore avanzare lentamente alla sua destra. Era sospeso su quella terra ancora avvolta nelle tenebre della notte planetaria e soltanto fiocamente illuminata da qualche fugace luce. L'impressione che ne ricavava era di stagnazione, sonnolenza. Ricordava a memoria le parole scritte sul rapporto commerciale:- dai dati raccolti dai sensori ed elaborati si desume la presenza di moltitudini di esseri viventi (intelligenti?) variamente attivi. Chi occupato ad edificare (fortificazioni? accampamenti?) chi intento a migrare, piuttosto primitivamente, da un luogo all'altro (marce? esibizioni sportive?) chi infine intento ad occupazioni di sostentamento (raccolta di cibo) -.
Tutto ciò denotava effettivamente un fervore di attività presumibilmente collegabile ad una vita senziente. Anche se, a modesto avviso di Gaylor, in una dimensione ancora piuttosto animale. Ora egli era lì, pronto a raccogliere il messaggio degli eredi di quegli esseri, sia che fosse positivo, sia che fosse negativo.
Quanto bruscamente la luce di quel giorno aveva colpito le corazze della sua nave, tanto lentamente si insinuava sulle terre che apparivano sugli schermi, man mano che il terminatore, quella linea che divide il giorno dalla notte avanzava verso occidente.
"Ho scelto come base per le osservazioni, il punto in cui la grande pianura a settentrione della penisola si incontra con il mare. La presenza di una grande linea fluviale e, ora che la luce mi permette di scorgerli, di addensamenti costruiti, mi induce a pensare che questo sia un punto di incontro e di eventuali traffici. Il calcolatore rileva la presenza di una complicata rete viaria, presumibilmente destinata a veicoli propulsione terrestre. Rileva inoltre la presenza di notevoli agglomerati urbani (non saprei come meglio definirli) nei punti di incontro di questa rete. Ah! interessante, noto sullo schermo la presenza di notevoli infrastrutture, probabilmente destinate ad una attività produttiva;ma al contempo non si nota traccia di alcuna attività, né veicoli sulle strade, né traccia di movimento negli opifici".
Di per sé non erano segni contraddittori, Gaylor lo sapeva bene. Le attività potevano essere legate ai particolari ritmi biologici di quei particolari esseri. Tuttavia egli non riusciva a liberarsi da un fastidioso senso di abbandono, di desolazione. Potevano degli esseri senzienti, a qualunque civiltà appartenessero, interrompere per un qualche motivo la propria attività? Potevano rinunciare, anche se per poco, al raffinato piacere che dona l'attività, la costruzione, la creatività? Ma non doveva lasciarsi condizionare dai propri pregiudizi, in fin dei conti era solo all'inizio delle osservazioni.
Decise di concentrarsi sulle informazioni che gli schermi gli fornivano. Quello grande, posto al centro della console, gli dava una visione, diciamo panoramica della zona sottoposta alla sua indagine, mentre diversi visori laterali gli davano informazioni brute, concetti ed elaborazioni del calcolatore. Dallo schermo centrale, a suo piacimento e previa fornitura di coordinate, poteva ottenere delle zoomate, ricche di particolari e più nitide dell'immagine del migliore dei telescopi.
Lungo la grande pianura, pressoché parallelamente alla via fluviale, correva una via di comunicazione. Essa moriva in un grande agglomerato urbano, il più grande della costa. Decise di focalizzare lì le sue osservazioni, doveva necessariamente essere rappresentativo.
"Sono incuriosito da certe strane strutture regolari che tappezzano la spiaggia, voglio osservarle da vicino". Man mano che le considerazioni si formavano nella sua mente, per l tramite della connessione articolare con il computer, venivano registrate nel diario di bordo. Solamente alla fine egli le rivedeva, le soppesava e traeva le debite conclusioni, stilando il rapporto definitivo. Sempre mentalmente diede le coordinate per la zoomata sulla spiaggia.
"Ecco, ora vedo nitidamente. Ciò che prima appariva una struttura regolare e compatta, ora appare puntiforme, un insieme di strutture puntiformi tappezzanti chilometri e chilometri di spiaggia".
Cercando analogie con la sua esperienza gondoriana, l'unica cosa che gli venne in mente era un sistema di recinzioni (ricoveri per animali?), ma perché mai in riva al mare poi?
"...a diverse ore dal sorgere del sole, non si apprezza ancora cenno di attività sociale. Gli unici esseri viventi fino ad ora notati si aggirano solitari e sparuti, apparentemente senza una meta precisa......il sole è ormai una grande palla di fuoco che proietta i suoi raggi sul mare il quel comincia ad incresparsi appena. Anche la sabbia dovrebbe scaldarsi bene. Si, certo... comincia ora ad apparire un certo movimento. Si notano gruppi sempre più numerosi di esseri che confluiscono da tutte le direzioni verso le strutture puntiformi. Le quali prendono a trasformarsi. Man mano che la gente arriva si assiste ad una esplosione dei punti, si allargano in corrispondenza dei gruppi di esseri che vi stazionano sotto, direi. E' un fenomeno di proporzioni vastissime a quanto pare, e sembra orchestrato da una entità invisibile ma ben presente. Come in preda a chissà quale remoto richiamo, torrenti di esseri si riversano nei recinti. Recinti?".
La parola aveva colpito Gaylor, Non l'aveva pensata coscientemente, era affluita in modo del tutto spontaneo alla sua mente. Era sicuramente colpa delle analogie che automaticamente si formavano in lui.
"Proseguiamo con le osservazioni, proverò ora a descrivere un gruppo tipico di questi esseri:mediamente composto da tre o quattro individui, dei quali due generalmente più grandi degli altri (ciò potrebbe far presumere rapporti biologici), con una gioia quasi estatica dipinta sul volto, procedono lentamente, ma con metodo, verso la spiaggia. All'analisi morfologica e strutturale appaiono evidenti differenze, quasi un dimorfismo... si, mi sembra il termine adatto, tra i grandi. Differenze che si attenuano fin quasi a sparire tra i piccoli.
Seguiamoli ora all'interno delle loro strutture, dove pare regnare sovrano il caos, la promiscuità. Evidentemente il gruppo sa come orientarsi nella confusione. Quello che è il più grosso degli adulti si ferma sicuro nei pressi dell'oggetto puntiforme e con gesto consumato lo fa esplodere, tra le risa e l'allegria del gruppo (struttura gerarchica), quindi si tolgono quasi tutti gli indumenti mettendo a nudo la morfologia tipica. E' confermato il dimorfismo. Quello più grosso (il capo), è sprovvisto di due curiose appendici mollicce, duniformi con un punto ora chiaro ora scuro sulle due sommità, per contro la maggior parte dei capi sembra possedere una grande protuberanza carnosa nella parte mediana del corpo, appena sopra quel curioso indumento che nessuno degli adulti sembra volersi togliere (che abbia un significato mistico? che sia in relazione coi luoghi?). Vale la pena di notare che non tutte le appendici duniformi, di cui sopra, sembrano possedere la stessa consistenza. Ora flaccide e pendule, ora turgide ed erette, attiranti solamente queste ultime, la totalità delle attenzioni dei capi (che siano in rapporto con la loro biologia?).
E' difficile orientarsi nella colorata confusione che regna in questi recinti. Proviamo ad analizzare il comportamento tipico di questa specie. Eccoli proni sulla sabbia, immobili per ore ed ore (rapimento estatico? semplice pigrizia?), eccoli agitarsi in forsennate danze, la cui componente costante pare essere un piccolo oggetto sferico, variamente colorato che passa di mano in mano. Ah! eccone alcuni impegnati in attività costruttive... forse ci siamo... utilizzando sabbia ed acqua, disponibili in gran quantità, stanno edificando qualcosa. Sembra un edificio, una casa, ornata da torri cinta da mura. Cero è difficile metterla in relazione con le infrastrutture notate, ma potrebbe essere l'inizio de processo produttivo che... ma eco che un gruppo di cuccioli con la massima disinvoltura e tra l'allegria generale, distrugge tutto. No, effettivamente non era un processo produttivo, bensì un gioco, un semplice gioco":
Un pensiero cominciava a farsi strada, tenace, nella mente di Gaylor, e non lo abbandonò per tutta la lunga giornata di tediose osservazioni, mentre esplorava chilometri e chilometri di spiaggia, rivedendo dappertutto le stesse scene, e città deserte e strutture produttive immote.

Conclusioni

La pressoché imperante uniformità individuale, dominante nella caotica confusione dei "recinti", la mancanza di gerarchie, eccezion fatta per quella presente all'interno del gruppo, e che fa pensare ad una struttura pseudo-tribale, la evidente mancanza di propositi intellettuali e costruttivo-creativi associate alla evidente placidità animale di cui paiono godere questi esseri, non possono certo accostare il pensiero al concetto di civiltà. Almeno come è concepito su Gondor.
Tuttavia la innegabile e palese presenza di infrastrutture produttive, anche se, ricordiamolo, inoperanti, fa sorgere un interrogativo legato alla seguente affermazione:la civiltà fu.
E se la civiltà fu, come inducono a crederlo i suoi resti, che fine ha fatto?
Molto probabilmente una catastrofe di immani proporzioni, di portata planetaria, le cui cause sfuggono ad ogni gondoriana comprensione (almeno fino a che ulteriori ricerche non gettino luce sulla vicenda), provocò la totale estinzione degli esseri senzienti.
Quello che resta può solamente essere oggetto di speculazioni. Una probabile ipotesi è la seguente:le strutture che abbiamo osservato ed analizzato non sono che i resti di quelle che originariamente furono unità alimentari, strutture destinate al sostentamento, allevamenti. Strutture automatizzate che sono sopravvissute ai loro costruttori, unico momento di una razza intelligente che fu.
Molti sono gli elementi che suffragano tale ipotesi. La salubrità delle condizioni di allevamento, il che fa pensare ad un popolo estremamente civile, che tende ad allietare la breve esistenza del bestiame, la localizzazione di tali allevamenti nei punti di incontro della rete viaria (per ovvi motivi di smercio e trasporto), la vicinanza di strutture sedi di probabili processi produttivi (macellazione, trasformazione, conservazione>).
Pertanto la logica conclusione che traggo dalla attenta esplorazione del terzo pianeta del sistema solare, e che invio a rapporto è la seguente:di vita intelligente, nessuna traccia.
Gaylor Hardin ritrasse esausto la mano a sei dita dalla connessione articolare del calcolatore di bordo. Come sempre avvertì un formicolio ala punta delle dita, segno evidente del troncamento di contatto. Si accucciò, essendo la rotta già programmata, rilassandosi sulla poltroncina, mentre la nave usciva dal sistema solare e si inabissava nelle profondità dello spazio.


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