FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LA STORIA DEL TOPO

Elena Urgnani




C'era una volta un topo. Questo topo non era uno dei soliti topini rompipalle che ti guardano senza parere, immersi come mozzarelle nel loro latticello, e che ti distruggono rosicchiandoti a poco a poco quando li guardi: esseri squallidi e senza nessun senso estetico. Questo topo era molto peggiore: ti voleva mangiare tutta in un solo boccone, e per farlo decise di cominciare a ridurti ad una pallina omogenea. Senza che tu te ne accorgessi mise del veleno per topi nel tè della prima colazione, tu lo bevesti e stesti molto male. Eri a letto e non capivi una parola di ciò che ti stava accadendo intorno. Solo allora questo viscido e ripugnante essere osò avvicinartisi e ti rosicchiò spietato tutte le giunture, tu urlavi da fare pietà, ma nessuno ti stette a sentire. Il topo iniziò a rosicchiarti il polso destro finché la mano si staccò, a quel punto tu svenisti per il dolore, ma lui con calma e metodica precisione passò al gomito, poi all'articolazione della spalla, e così via, ebbe qualche problema quando si trattò di fare a pezzi il tronco e la testa, ma non per questo si perse d'animo, non era certo il tipo lui, e poi non aveva fretta. Le lenzuola ed il materasso erano ormai completamente intrise di sangue, una piccola pozza stava dando origine ad un rivoletto che sarebbe andato a sfociare sulla moquette chiara, e l'avrebbe inevitabilmente macchiata se tutti gli altri topi del piccolo allevamento che stavi tentando di realizzare in casa tua non fossero corsi bavosi a berselo.
Il topo li lasciò fare: si prendessero pure le briciole! Ad uno ad uno prese i pezzi e li portò in cucina. I pezzi gocciolarono orribilmente in tutto il corridoio. Sul tavolo della cucina c'era il tritacarne elettrico: vi passò tutti i pezzi fino ad aver trasformato quello che una volta era il tuo corpo in un enorme ammasso rosso e sanguinolento. Lo mise in un catino e lo condì con abbondante olio, limone, sale e pepe, ne mangiò una parte molto piccola e lasciò lì il resto. Una famigliola di scarafaggi uscì da un buco lì vicino ed in breve tempo fece sparire gli avanzi. Del topo si sono ora perse le tracce.
Un momento, dici tu, ma io sono qui che sto leggendo! Già, dicevo, del topo si sono ora perse le tracce, ma da qualche parte dovrà pur essere.




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