FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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TARTARUGANDO

Kaspar




***

Tartarugando qua e là nel mondo
ed a ritroso nella conoscenza
dissocio il centro della mia essenza
purificandomi vagabondo

***

Nella casa,
incurvata
d'immensa vastità
e luce grandiosa.

Pure,
dalla finestra ariosa,
traspare un orizzonte
stretto,
come strette
le parentesi
di dio.

Sia vita o morte,
è cosa silenziosa.

***

Capisco ora
il senso del ritardo.

La nostra vista è priva
del suo ultimo sguardo.

***

Se è vero che ascolti,
puoi sentirli chiamarsi
nella nebbia,
i miei smarriti istanti.

Guardano a un giorno caldo,
forse d'estate,
forse l'estate
potrà ritrovarli.

Ora è autunno,
e nella scorta di legna
c'è la mia scommessa.

***

Di tutti i nomi che mi hai dato
il mio, proprio quello,
lo hai dimenticato.

***

Al neon
Le cornici
concludono vortici estremi
d'ingenuità perduta
nell'allucinazione
di una falsa
ultima
cena
ed una scala
di gradini smisurati
smussati da una mano acida
eterna nella forma e nel giudizio
la scala che risale il precipizio
dello sforzo disumano
di capire
quella notte
in cui non c'è dormire.

La trovi proprio lì
la tua balera
in cui danzare stretto
agli spiriti assassini dei distanti
ancora loro
e al loro ritmo ancora
sempre più incalzante
un liscio di ricordi raggelante
alla luce metallica
di un neon
di una luna intermittente
ora gioia ora dolore
amore
vieni a prendermi
è un favore che ti chiedo
poi ti ripagherò
come ho sempre fatto
come potrò.



Consecutio

Domani
quel che fu oggi sarà ieri.

Si confondono i tempi
nella grammatica dei pensieri.



Dialogo in coda al gruppo

A Paolo e Daniela


Migrando sul mare del dubbio,
cercare quel gorgo
che porta diritto all'abisso,
al solido fondo del vero.

- La luce è ferita - gridavi
- ne vedo scorrere l'ombra! -.

- Il buio - ti ascolto - il buio
è morto di vita!
I raggi di sole ne oltraggiano il corpo -.

L'onda più bianca
s'infrange sul nero arenile.
E' stanca risacca o un giorno d'aprile?

- Sul mio onore, ti dico,
le cose hanno perduto le parole!
Pertanto ho deciso
di non dare più sangue
al mio cuore -.

Un battito d'ali ed un altro...

- Ci perderemo - sono qui
- quando diremo <io>,
per guardare tra il sempre
ed il mai,
il ritorno e l'addio -.

Scoperta nel nodo la mano che lo scioglie,
cercammo nel dolore la pietà.

- Vedi che il mondo perdona se stesso,
l'inverno, l'estate e le loro metà?
Cos'è la rugiada - ti seguo adesso
- il pianto di un fiore o l'umidità?-.

Volare,
tra terra e orizzonte e,
poi,
rompere il cielo
per il troppo coraggio, o paura,
di essere dio
che ricorda da uomo.

- Eppure le ho viste
viaggiare a braccetto
raggianti d'amore,
bugia e verità.
Ridevano schietto e...-
- Vai avanti! -
-...qualcosa...un odore...-
- di cosa? -
- di felicità! -.

***

Una linea marcata
scompare
prima della fine del foglio.

Accade spesso,
come dire - io voglio.......................

***

Schiuderò il più piccolo pensiero
usandomi la rima come arnese
(serviranno ancor tre versi almeno).

Ma se l'ipotesi corrisponde al vero,
che l'anima è una scatola cinese,
aperto l'ultimo vuoto vedrò il pieno.

***

Dopo l'insonnia di una notte intera

L'alba sussurra promesse
di vita leggera.



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