FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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SUL FILO

Maurizio Amizzoni




Appeso a un lunghissimo filo di seta blu, un uomo scalava lo spazio, immerso tra le stelle. Procedeva con la tecnica di un esperto scalatore: una mano sopra l'altra, issandosi con il corpo e le gambe; e poi, di nuovo, il corpo, dapprima proteso in fuori, scattava come una molla, allungando una mano dietro l'altra, e così via. Stagliato contro il vuoto pareva un piccolo verme che si fletteva e stendeva lungo la bava di una ragnatela. Con un perfetto movimento in due tempi, l'uomo si arrampicò metro dopo metro per un lungo tratto di filo fino a raggiungere un grosso nodo; e qui, si fermò.
Una bandierina triangolare pendeva dal nodo: l'afferrò con una mano e attese con ansia che cambiasse colore. Ma la bandierina non mutava: "Sempreverde", pensò tra sé, "come tutte le precedenti". Allora, non faceva differenza il filo, se ciò che incontrava era identico a ciò che lasciava dietro.
Dalla tasca dei pantaloni tirò fuori un accendino e si accese una sigaretta. Poi, avvinghiato saldamente con le gambe al filo, si sedette sopra il nodo per godersi il panorama. Tutto intorno si allargava l'immensa sfera dell'universo stellato. Dovunque guardasse, c'erano ammassi di stelle e pianeti colorati. E laggiù, in basso, sotto di lui, oltre la grande galassia rossa, si vedeva solo il lungo filo blu penzolare giù nel nulla. E dentro il nulla... Sfregò la pietra dell'accendino e l'avvicinò al nodo, sotto di lui. La fiamma cominciò a corrodere il filo. Una vampata e la bandierina illuminò per un istante il volto dell'uomo, volando via in cenere. Poi, la fiamma mangiò la parte inferiore del filo e continuò a scendere. Giù, giù, sempre più giù, bruciando rapidamente come una miccia.
Sospeso nel vuoto, l'uomo restò immobile, aggrappato a una metà del filo, a guardare l'altra metà dissolversi nel fuoco. Osservava incredulo lo spazio dilatarsi sotto di sé e la fiammella farsi sempre più piccola fino a scomparire lontano, nel cielo. Poi, rimase ancora alcuni istanti a fissare laggiù, un invisibile puntolino nero. Ora, non restava che attendere. Il tempo trascorse fluido nell'attesa. Ore, giorni, mesi e forse anni scivolarono via in fretta prima che una tenue luce apparisse di nuovo in cima al buio. Lassù, in alto, la luce vibrava e cambiava colore: ora rossa, ora gialla, rossa e ancora gialla. Era la fiamma, che fatto un giro dell'universo, ora scendeva per il filo fino a lui. Soltanto qualche secondo e la fiamma avrebbe divorato i pochi metri che ancora restavano di quella lunga catena blu. E già si vedeva liberato dalla fiamma e scaraventato nel vuoto, quando il freddo soffio del vento polare lo schiaffeggiò sul volto e si svegliò.
"Il solito sogno, sempre lo stesso", commentò. "Un universo circolare: che assurdità!". Ma lo assalivano dubbi, domande, perplessità. "E se fosse giusto bruciare tutto in un istante per arrivare alla verità?".
Il cammino era lungo e non restava tempo da perdere. Si stiracchiò un braccio, poi l'altro e infine riprese a salire. Sospeso nell'immensa cavità buia del cielo sembrava un vermicello, lungo il suo filo di seta blu.



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