FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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1...2...3...STELLA!

Roven




"Ciao stella" termino il saluto mentre riappendo la cornetta e torno di corsa al computer.

Come temevo! Ho dimenticato di metterlo in pausa e così, mentre parlavo con mia moglie, il computer ha avuto il tempo di studiare la prossima mossa. Lo so che è solo un gioco, tuttavia, "il gioco è la cosa più seria che conosco: la vita stessa non è che un gioco." Caspita, mi è uscita proprio una bella frase, dopo me la scrivo.

Driiin! Ancora il telefono. Certamente è di nuovo mia moglie ma stavolta non rispondo: devo parare l'attacco di torre del computer.

Driiin! E due; va bene, un attimo di pazienza; sposto un alfiere e vengo a rispondere!

Driiin! E tre; accidenti, se sposto l'alfiere metto in pericolo la donna, devo pensarci meglio. Metto il computer in pausa e rispondo al telefono.

"Ciao stella!" E' Stella.

No, non è mia moglie: anche se mi piace chiamarla stella, mia moglie si chiama Lina. E' proprio Stella.

Non ho idea di chi sia Stella ma neanche lei deve aver idea chi sia io. O meglio, lei un'idea l'ha, solo che deve essere sbagliata, come il numero che ha composto.

"Sento che sei allegro e TRANQUILLO" tuona lei facendomi saltare la cornetta dall'orecchio. La sua voce deve essere piuttosto alterata, o almeno immagino che lo sia (in effetti non so quale è il suo tono di voce normale). In effetti sono tranquillo e rilassato; anche se ho appena finito di pulire casa, mi sto godendo il meritato riposo immerso nel silenzio della città semi deserta (trovatemi una città - non di villeggiatura - che non sia deserta il 10 di agosto).

"Non ti sembra di aver dimenticato qualcosa?" La domanda prevede un'unica risposta affermativa ma, non sapendo di cosa sta parlando, preferisco tacere. Non so perché non Le dico subito "scusi chi desidera, prego" o qualsiasi altra cosa che le faccia capire che ha sbagliato numero (questo è chiaro). Invece la lascio parlare, forse una di quelle pazzie che non piacciono ad Lina.

"Ad esempio un appuntamento?... " continua Lei " UN'ORA FA?" Il silenzio che segue è, ovviamente, per la risposta ma al momento ho pensato che nella foga si fosse mangiata la cornetta vedendoci la mia testa (tipo la scena dantesca del conte Ugolino che solleva la testa dal fiero pasto). Inserisco meccanicamente il viva voce e appendo la cornetta temendo inconsciamente che possa mordermi a distanza. E' stato un attimo, mi rendo conto che vuole mordere la testa di Lui non la mia e che, comunque, sta aspettando la sua risposta, cioè la mia, insomma devo dire qualche cosa.

"Veramente..." aspetto, uno, due, tre secondi di silenzio: devo aggiungere qualcosa. Provo con "non mi sento bene... " questo unito all'effetto del vivavoce può giustificare la mia voce diversa da quella di Lui. Ancora silenzio. Aggiungo un timido "... ho un bel po' di confusione in testa...". Non sarebbe carino farla litigare con Lui ma evitando che si calmi è più facile che mi confonda con Lui (chissà se nel cambio ci guadagna?).

"Dove sei?" butto là alla fine con lo stesso sollievo che provo quando giocando a pallavolo riesco a mandare la palla oltre la rete: a questo punto tocca di nuovo a Lei. Attendo alcuni secondi (mi sono sembrate ore) temendo che accortasi dell'errore, Stella, abbia chiuso. Forse stava soltanto valutando se continuare l'attacco o sospendere il fuoco in attesa che si diradasse la polvere.

Decide di sospendere il fuoco. "Hai una voce strana, Giorgio, stai bene? Sei stato troppo al sole?": è andata. Il gioco mi sta appassionando terribilmente: non è affatto come fare uno dei soliti giochi di ruolo sul computer; si avvicina, ma soltanto un poco, alle partite di Dungeons & Dragons fatte ai bei tempi prima del matrimonio. Stella crede veramente che io sia Lui, non sta giocando e questo rende il tutto molto più interessante. E più difficile. Mi sento un po' in colpa: in fondo che diritto ho di giocare con Stella ma tolgo di torno il pensiero con la stessa rapidità con cui tolgo le cartacce dalla scrivania quando mi occorre spazio: devo pensare alla risposta visto che Stella non aspetta che finisca il tempo a mia disposizione per questo giro.

"Vediamo se ti ricordi... " la Sua voce è più calma, oppure, sta aspettando un mio errore per scatenarsi? Comunque noto che la voce si è fatta più graziosa. Troppo tardi per fermare la mia fantasia: stava già cercando di dare un sostegno materiale a quella voce e, come sempre, non si limita ad un generico "giovane e carina" ma stende mentalmente una scheda identificativa (non ho mai creduto di essere un sensitivo: è la descrizione di un sogno ad occhi aperti).
Età :forse 27-28
Sesso :femminile (unico dato "probabile")
Altezza :forse 1.70
Capelli :forse biondi, forse lunghi
Occhi :forse azzurri

"... domenica... ore undici... in piazza... sotto l'orologio... SOTTO IL SOLE!" sottolinea bene l'ultima nota per ribadire che si tratta solo di una tregua e che non ha abbassato la guardia. Mi viene alla mente quella scenetta di Totò che racconta di aver preso un mucchio di schiaffi da un tizio che lo chiamava Pasquale ed alla fine dice "e che m'importa a me: mica sò Pasquale!". Io ho il vantaggio che Lei non sa chi sono (ha sbagliato numero, no?).

"Si la piazza... alle undici..." e poi? Ricordate Eliza quel programma che sembra interloquire intelligentemente mentre si limita ad estrapolare alcune parole dalla frase dell'interlocutore umano e costruirci sopra una domanda? Beh, Eliza avrebbe fatto meglio di me visto che mi sono limitato a ripetere una parte del discorso di Stella. La cosa comincia a farsi difficile, non so cosa inventare: la conosco così poco (anche se mi sembra di conoscerla da sempre). Le uniche cose che conosco sono che un tizio (marito, amico, amante, fratello o chissà cosa) le ha fatto un bel bidone e che Stella è furiosa ma non tanto da non preoccuparsi per Lui: non è molto ma deve bastarmi.

"Accidenti: sembri proprio fatto! Ma dove sei?" Porca miseria e adesso? No, no, aspetta è un trabocchetto: basta cliccare col mouse, la trappola scatta poi si può passare. "Senti Stella, anche se sono intontito non sono stupido, almeno non più del solito" Chissà se Giorgio ha di queste battute (forse ne ha di migliori). "Sei Tu che hai telefonato quindi SAI dove sono" E penso "magari dillo anche a me così lo so anch'io".

"Già, è vero, sei ANCORA a casa" L'attimo di silenzio prima della risposta deve esserle servito a segnare il colpo andato a vuoto (come una battaglia navale). Comunque siamo in una situazione di stallo e bisogna uscirne. Nelle avventure sul computer, spesso, bisogna fare qualcosa di piuttosto bizzarro come contrattaccare. "Senti, aiutami ad uscire da questo pasticcio, vuoi?" e, senza lasciar spazio per la risposta (ovvia) chiedo "Comincia col dirmi che giorno è oggi" sapendo già la risposta posso pensare alla prossima mossa.

Così credevo, invece replica "Senti Giorgio..." dal tono capisco che non ha funzionato; mi converrebbe ricaricare la partita e ripetere la mossa, potendo. "... se mi stai prendendo in giro stavolta ti pianto: sono abbastanza giovane e carina da non avere difficoltà a trovarmi un altro, se non più bello certamente più gentile e PUNTUALE." Adesso so che Giorgio non è certo il fratello e che Stella è giovane e carina e credo che il meglio debba ancora venire, infatti.

"Che ne diresti di un annuncio tipo AAA da ventinove anni i miei occhi scuri scrutano l'orizzonte dall'alto (si fa per dire) di centosessanta centimetri di dolcezza in tua attesa mio principe: dove sei?" Mentre annaspo per uscire dall'ondata di adrenalina che mi è arrivata in gola, butto là un "togli quel - si fa per dire - mi sembra che stoni in una inserzione pubblicitaria." ed intanto corro mentalmente a correggere la scheda che comincia a delinearsi.
Età :forse 29
Sesso :femminile (unico dato "probabile")
Altezza :forse 1.60
Capelli :forse biondi, forse lunghi
Occhi :scuri
Le chiedo come sono i capelli, tanto la fortuna aiuta gli audaci. "inoltre ti consiglio di aggiungere qualcosa sui tuoi capelli, ti costa un po' di più ma guadagni qualche punto".

"Qualcosa tipo... occhi che scrutano l'orizzonte finché i lunghi capelli neri scendono come la notte ad interrompere la ricerca?" "Direi proprio che va benissimo: potrei essere uno dei primi a rispondere." Intanto correggo la scheda.
Età :forse 29
Sesso :femminile (unico dato "probabile")
Altezza :forse 1.60
Capelli :neri, lunghi
Occhi :scuri

Dopo la discesa inizia la salita. "Ora guardati allo specchio che hai davanti e prova a scrivere il Tuo annuncio" Forse mi sto immedesimando troppo: coma fa a sapere che ho uno specchio davanti al telefono? Beh, evidentemente anche Giorgio ha lo specchio davanti al telefono, in fondo cosa vuoi metterci davanti al telefono, la doccia? Comunque il problema adesso è come uscire da questa domanda. Chissà quale è la combinazione di tasti per chiedere l'help, mi piacerebbe avere un F1 a disposizione. Mi tengo sul vago e cerco di volare al di sotto dei radar.

"Potrei tentare con un AAA un mare di dolcezza, poco più che trentenne, cerca una dolce onda per diventare oceano insieme" A me non piace affatto e temo neanche a Lei. Così è. "Intanto non calarti gli anni. Poi credo che se non ti descrivi un poco sembra l'annuncio di un ectoplasma siderale" E' vero ma speravo passasse; sembra che la rabbia le sia sbollita e Stella sia più attenta alle mie frasi. Abbiamo iniziato il secondo livello di gioco e sembra decisamente più arduo del primo. Tocca ancora a me e devo per forza fare una mossa: temo un attacco e non posso neanche arroccare.

"34 sono poco più di 30 quindi non mi sono calato gli anni, ho solo arrotondato... " la mia età ha tante possibilità di coincidere con quella di Giorgio di quante ne ha un limone di essere scambiato per una locomotiva: attendo urli ed epiteti.

Non arrivano. Mi appunto di guardare meglio limoni e locomotive e proseguo. Un colpo è andato bene ma tentiamo di non rischiare troppo "per il resto credo che la dolcezza sia la mia qualità migliore, non credi?" Chissà se la palla è andata di là della rete. "Si ma negli annunci ci vuole un minimo di descrizione fisica, insisto" Non ci è andata: punto suo.

"34, 184, 20, castano, biondo, azzurro. Sembra la lista della spesa ma se pensi che servano le misure: eccole." Conto mentalmente: meno tre, due, uno... non esplode. "I colori si capisce cosa sono, il 34 ed il 184 pure ma il 20 - pausa - brutto porco!" Il commento è in tono allegro: buon segno. C'è qualcosa che mi sfugge ma vediamo di cavalcare l'onda "Ma cosa vai a pensare? E' la lunghezza dei capelli, ovviamente."

Ridiamo: è fatta. Sbircio l'orologio: sono le 12:15 una doccia e via, da casa mia venti minuti e posso raggiungerLa "vedo di prepararmi e Ti raggiungo". E se arriva Giorgio? Devo spostare la regina. "Non restare SOTTO IL SOLE, aspettami nel bar all'angolo" - tento di prendere anche il bonus - "e non metterti a parlare con gli sconosciuti!" Mi sento elettrizzato e non vedo l'ora di partire.

Aspetto i saluti invece replica "Per oggi ho aspettato abbastanza, qui o al bar che sia: torno a casa - pausa - ti chiamo domani... al 30901. Baci, ciao." Balbetto un "Aspetta, ma, ma, ma..." ma è troppo tardi, ha già riagganciato: game over?

A parte il dispiacere per l'avventura rimandata o sfumata, quello che mi lascia perplesso è che il 30901 è proprio il numero di questo telefono.



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