FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







SORRISI

Mara (Marcella Contarella Chiovaro)




POTREMMO

Sono gentile dolce ed espansiva
sono del cancro ed amo la famiglia
felice chi mi accoglie e chi mi piglia
non chiedo nulla e sono diponibile.
In realtà inseguo le farfalle
e sogno i voli i draghi e i cavalieri
quello che penso resta inaccessibile
e nessuno può illudersi di avermi.

Potremmo forse scrivere
una storia
irriverente e piena di malia
allegra scanzonata e pirotecnica
gioiosa e tenera
lucciole e champagne
ma racchiusa ben bene e limitata
a un piccolo angolino di follia.

Ma sei un leone tu e mi fai paura.
Tanti leoni ho avuto nella vita
zuffe cruente e inutili battaglie
e dolcezza sprecata e poi il dolore.
E come non sarai come non sei
preferisco sognarti amore mio
volare sul trapezio verso il cielo
e lasciare i leoni a Nando Orfei.


SEI DEL LEONE

Sei del leone amore
ma del leone
non hai più la criniera
e la baldanza.
Resta l'aspetto maestoso
e altero
la presunzione
e un po' di tracotanza.

Io sono un cancro
ma del cancro
non ho più la dolcezza
e l'acquiscenza.
Resta l'aspetto tenero
e socievole
la fantasia
ma ben poca pazienza.

Così anche se amo
la tua voce
e gli occhi verdi
mi fanno impazzire
riattivo l'ironia
che mi è compagna
e su questa storia
disegno una croce.
E se canto al mattino
appena alzata
o la notte ti dormo
tra le braccia
mi racconto una storia
tragicomica
per dare il tono giusto
alla giornata.

Amore mio non ti sopporterei
un leone vuol sempre
aver ragione
mi fertiresti e ti ferirei.
Non mostro ammirazione
o gran rispetto
e dopo breve bruciante passione
mi verrebbe una crisi di rigetto.

GARDENIA

Ieri era lì insecchita
le foglie accartocciate
il verde cupo e spento
e l'anima smarrita.

Quasi senza speranza
l'avevo trapiantata
ma con dolcezza e amore
ed ecco era sbocciata.

Splendeva nella sera
elegante e lucente
fiori bianchi e carnosi
profumo inebriante.

Sembra così stonata
tra salvia e rosmarino
tra basilico e menta
rosso peperoncino.

Ha il sapore del sogno
che salva la memoria
rende meno prosaica
la mia comune storia.

Se faccio il minestrone
o stiro due camicie
e metto il detersivo
dentro la lavatrice

seguendo il suo profumo
posso abbracciare il sole
volare tra le nuvole
coprirmi di viole.

Visitare l'Irlanda
su un carro cigolante
mentre i cavalli trottano
nella luce abbagliante.

Posso abitar castelli
dalle stanze segrete
con letti a baldacchino
una cappella e un prete.

E vederti arrivare
dai ricordi lontani
coi verdi occhi splendenti
tendendomi le mani.

E con te finalmente
riprendere le strade
di sabbie incandescenti
verso nuove contrade.

Finché stanca e felice
dopo tanta passione
mi chiamerà all'appello
la pentola a pressione.



DIRIGENTI

Neanche sei arrivato
e ti lamenti.
Niente qui va
come dovrebbe andare.
Troppo lassismo
e comprensione senti
e certo non è un uomo
a comandare.

Son troppo disponibile
e accogliente.
C'è familiartà
non c'è paura.
A casa sua
ciascuno qui si sente
ed entra ed esce
senza alcuna cura.

Non sembro un dirigente
che impassibile
fa assegnare a ciascuno
la sua sede
e spara ordini a raffica
e dispone
uomini e cose
come meglio crede.

Sono troppo gentile
ed amichevole
rispondo a tutti
e a tutto
in ogni ora
e questo non va bene
è inammissibile
devo essere un capo
no una suora.

Oh se tu fossi alto
di statura
con gli occhi verdi
e il portamento altero
voce suadente
ed il profilo fiero
ti mostrerei
la suora di clausura!

Ma sei atticciato
basso e tarchiatino
la voce acuta
chioccia e prepotente
e naso a palla
sguardo inconsistente
ti sposti con movenze
da tacchino.

Così metto a profitto
quel consiglio
che mia hai già offerto
con astuzia accorta.
Ti fisso altera
e dico con cipiglio
o parli con rispetto
o lì è la porta.



ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.

à