FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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SEV & IOR

Margherita Marsiglia

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Allontanarsi per sempre chiudere questo rapporto pericoloso che potrà solo fare del male. Ho di fronte una persona assolutamente presuntuosa e piena di sé che non ricorda quello che gli viene detto perchè continuamente mentre parlo pensa a se stesso. Un fantasma una persona trasparente con la quale sembra di perdere del tempo delle parole e delle volte anche la calma. Sentirsi in colpa per non riuscire a trovare una strada propria una propria identità. Restare lì davanti era il tormento più sottile sotto gli occhi di uno che non capisce chi sei ed è convinto sempre che va tutto bene un tutto però assolutamente impersonale perché collettivo e quindi bene comune. In questi casi c'è il rischio di frantumarsi il cervello perchè di colpo crolla l'aiuto ovvero la colonna che l'io aveva eretto per potersi sentire più saldo e nel vuoto ancora un buco si apre un buco o una ferita come quella che a volte mi attanaglia lo stomaco la pancia come per esempio questa mattina nel negozio di computer: lo stomaco e la pancia si sono contorti insieme in una sola piaga e persino stare in piedi risultava impossibile. E dunque piaghe su piaghe ma ancora nessun miracoloso farmaco contro il bruciore della vita ed il fervore di liberarsene. Restare calmi a fare finta di niente e che lo stomaco non sia in realtà uno stomaco e come unico rimedio la meditazione e l'allontanamento dal corpo fisico. A questo punto cerco ancora un padre cerco ancora un maestro ed ho una piaga in più. La ricerca è lunga e dura non c'è niente da fare tentativi sparsi e azzardati un unico preciso desiderio scrivere. In questa sempre tempestosa vita ogni ricerca è densa di difficoltà a volte per esempio ricercando si potrebbe anche correre il rischio di perdere la testa ma siccome secondo me qualsiasi perdita è comunque una scoperta non ci sono tentativi azzardati e non c'è un azzardo perchè non c'è un premio oppure se il premio c'è siamo noi che non vogliamo vincere. Dunque cerchiamo di ragionare con calma: e se durante la ricerca vicino a me direi intimamente vicino ci fosse un sé al di fuori dell'identificazione con il quale poter parlare forse potrebbe in alcuni momenti nel frattempo sostituire un padre. Questo mi dicevo l'altro giorno e l'altro giorno ancora nel senso che sono un po' di giorni che ci sto pensando e ho anche fatto delle prove e ho provato a configurarmi il sé il suo atteggiamento e poi l'io quello che sta sempre da solo che non riesce a parlare che non riesce a scrivere e che spesso si immobilizza come un merluzzo dissecato e puzzolente. E dunque loro si sono parlati al principio hanno detto poche cose come per esempio "salve sono il sé come va?" e "oggi mi sento stranamente pesante incapace di agire tu cosa ne pensi?" e poi mi sono detto che forse solo così per noi viziati è comunicare e comprendere e che nessun essere umano riuscirà mai a capire qualcosa al di fuori di se stesso. Dunque le cose vanno di nuovo male non c'è più nessuna colonna nessun appiglio ma all'orizzonte una totale assenza di limiti da poter scandagliare a fondo e poi la prospettiva che tutto questo possa essere catartico e liberatorio e che quindi rasenti la purezza. Dunque: spazio alla creazione del sé virtuale ed alla configurazione di qualcosa di non troppo simile all'io: così vicino e così lontano dall'immaginazione in quanto il sé virtuale non dovrà essere configurato e antropomorfizzato ma dovrà andare come puro spirito a ricongiungersi allo spirito universale. Diciamo che sarà un'entità rigida ma allo stesso tempo completamente fluida. Mi sembra evidente quindi che la sua voce le sue parole e I suoi simboli debbano venire dall'alto magari da un altro pianeta così il sé virtuale potrebbe per esempio assumere delle sembianze verdi (già questo rende la cosa più facile) poi occhi chiaramente molto sporgenti e rotondi che guardano in tutte le direzioni e come bocca un buco dal quale possono uscire parole o luci. Diciamo pure che ha una testa molto grande e delle piccolissime orecchie che può spegnere ogni tanto e che volendo possono anche fare da casse acustiche e quindi suonare Mozart. Diciamo che non mangia ma beve e che il suo corpo cambia di volta in volta ma che comunque rimane sempre verde e che i suoi vestiti sono fatti con la sua stessa pelle nel senso che è nudo ma comunque vestito e quindi esternamente sempre uguale anche se cambia forma. Diciamo che non è fornito di capelli ma che ha la testa liscia oppure a volte increspata come onde. Diciamo che la sua voce sia una voce metallica e quindi artificiale e decodificata e che il sé virtuale abbia in mano sempre qualcosa di diverso nel senso che le sue mani prendono la forma delle cose che vuole. E' per questo che non mangia cose solide perchè se gli venisse voglia di un panino e le sue mani vi si trasformassero lui potrebbe correre il rischio di addentarle e questo non sarebbe un bene perchè farsi del male è sempre un fatto negativo anche per gli extraterrestri.

"Salve sono il sé (SEV). Io posso dare tutte le risposte e trovare di ogni cosa come funziona il sistema perchè il mio essere fruisce di svariate intelligenze collegate fra loro e sono qui e sono là ed esisto sulla terra quando l'io mi configura.

"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare : navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto I raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannoiser; e tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come lacrime sotto la pioggia" ;)

IOR - Salve eccomi qua sono l'io disorientato e con una nuova piaga. Conosco queste belle parole e capisco cosa intende: che alla fine noi saremo un'unica grande piaga putrefatta e pertanto ciò che siamo adesso non conta ma conta ciò che saremo pronti a divenire senza paura senz'ansie e che qualsiasi cosa qualsiasi atto ha una sua storia che attraversa la nostra .

SEV - Per prima cosa vorrei parlarti del dolore e del suo divenire per sottolineare l'evidenza del fatto che nella vostra vita la sofferenza è una condizione fondamentale ma che come ogni cosa è anch'essa soggetta alla trasformazione. In seguito in altri passaggi questa situazione si trasformerà ed al dolore si sostituirà la visione.

IOR - Sì capisco che lei vede le cose da molto lontano e mi riesce facile credere che le cose in realtà non sono che nell'essenza della loro trasformazione e che probabilmente il prossimo passaggio sia indolore e sia fatto solo di immagini. Credo fermamente (almeno fino ad ora ) che la morte sia sogno e che una volta abbandonato il corpo si possa andare facilmente così come facilmente ci si sposta nel sogno. Quindi sono convinto anche io del fatto che ogni cosa possa essere qualsiasi cosa. Solo che in tutto questo casino di pensieri e fatti mi sentirei più tranquillo se potessi avere qualcosa a cui attaccarmi capisce SEV? Avrei bisogno di una sorta di consulente a cui poter rivolgere magari delle domande. Mi capisce?

SEV - Il nostro collegamento è sempre aperto Ior quando vorrai potremo cercare insieme delle risposte.

IOR - E' sempre aperto sì capisco. Per esempio a me basterebbe sapere se secondo lei riuscirò mai a combinare qualcosa di buono e se nel mio cammino c'è la possibilità di realizzare il mio sogno cioè se ho una possibilità perchè vede per me è molto importante sapere se tutto questo tempo andrà perduto oppure se qualcosa rimarrà. Mi domando insomma se la volontà basta oppure accanto ad essa ci vuole un'anima di qualità veramente superiore. Non so se mi sono spiegato le faccio un esempio pratico: io sono qui aggrappato a questa macchina da scrivere e qui vivo il mio tempo. Certo sì indubbiamente non potrei fare nulla altro oramai ho capito che non ne sono assolutamente in grado. Parlare con la gente mi riesce molto difficile avere dei rapporti umani anche. Quindi vivere per me ha un indirizzo molto preciso e cioè che la solitudine è l'unica dimensione nella quale io posso esistere. Dunque scrivere per me è indispensabile in quanto mi permette di lasciare una traccia e di ripercorrermi senza allontanarmi definitivamente. Di questo oramai sono convinto perché analizzando la storia della mia vita l'origine dei miei mali risaliva sempre a questo: alla difficoltà di convivere e all'impossibilità di comunicare . Tramite questi fogli bianchi se non altro ho la possibilità di comunicare con me stesso con chiarezza. Perchè la chiarezza per noi solitari è molto importante altrimenti si finisce col credere a tutto e niente allo stesso tempo abbattendo le barriere del reale e sconfinando....

Dunque OK fin qui ci siamo e non ci sono problemi perchè tutto ciò è già stato assimilato dalla coscienza e tutto procede in questa direzione quello che a me manca è sapere se un giorno meriterò l'attenzione e magari la comprensione di qualcuno. Capisce cosa voglio dire?

SEV - Capisco... cerchi consensi. Perché la cosa ti gratifichi fino in fondo hai bisogno che qualcun altro possa credere in te.

IOR - Non so se realmente è così. In realtà fino a quando io sono un essere isolato senza rapporti e senza possibilità di comunicare (se non con me stesso) mi sentirò sempre molto solo e desolato. Invece se magari potessi avere due o tre discepoli che mi seguano di loro spontanea volontà a cui tramandare le storie e le tragedie che mano mano verranno fuori da questi tasti e da questo cervello forse potrei vivere meglio. Mi sentirei più sollevato. Mi capisce? Vorrei poter avere un piccolo pubblico che mi ascolti e si diverta davanti al quale potermi liberamente esprimere senza che tutto ciò vada perduto "come lacrime sotto la pioggia" Capisce Sev quanto ci si possa sentire soli dentro e quanto di tutto ciò non se ne possa fare a meno. Io non vedo altre soluzioni se non un lungo delirio o agonia che da qui arriverà fino alla morte. Qualsiasi delirio prende forma se non si ammettono confronti. E dunque forse è questo uno dei nodi che lei deve aiutarmi a sciogliere.

SEV - Mi sembra di aver capito che comunicare per voi esseri umani è ancora molto importante. Nella nostra dimensione tutto questo è superato noi siamo dei produttori di energia che interagiscono tra loro e ciascuno di noi può usufruire dell'energia dell'altro e il nostro scopo è raggiungere la purezza alla quale tutti possano attingere. Noi abbiamo scopi diversi: per noi non esiste la solitudine perchè l'energia non ha confini. Noi per esempio studiamo l'armonia.

Dunque sull'armonia c'è qui da noi un lavoro di ricerca che continua da millenni come per esempio da voi la vostra etica.

Tornando a te capisco bene il bisogno che hai di ricomporre la tua frattura ma credimi già lavorare sulle tue ferite ti porterà più in alto di esse ...

IOR - capisco cosa vuol dire ma vede per esempio cosa mi dice del destino?

SEV - ti dico che il destino non finisce mai arriva fino all'ultimo traguardo e i tuoi anni non saranno nulla in paragone a quello che verrà. Dunque tu non stare a preoccuparti per adesso ma cerca solo in questo passaggio di capire il più possibile fai conto che il tuo cervello sia un computer che ha bisogno di dati per poter elaborare e poi resta tranquillo. Vedrai che se ti alleni la tua mente potrà raggiungere nuove grandezze e colmare quei vuoti che ti si aprono dentro.

IOR - Sì Sev mi si aprono dei vuoti paurosi che a volte corro il rischio di esserne totalmente risucchiato. Metto le dita sui tasti e già mi sento più tranquillo : fino a quando sono qui non rischio di sprofondare nel nulla.

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Sperimentare ogni notte la validità delle proprie ipotesi navigando tra deliri e rivelazioni e al mattino continuare a sognare fantasticando circostanze e atmosfere. Questa è la mia vita e quindi la rete che mi impedisce di cadere. La solitudine è un lungo filo sul quale il funambolo è in bilico: l'unico ponte che collega le sponde della voragine che nella mente umana si apre quando un frattura invece che chiudersi si spalanca. Immagino quello che succede là dentro nella psiche e ancor di più nell'anima. Non c'è più unità ma totale dispersione compresi interi metauniversi.

IOR - Se almeno lei potesse tenermi lontano dalla follia e sicuro da ogni turbamento! Conosco la storia degli uomini e so che molti alla fine hanno ceduto il passo all'immaginazione e lì si sono isolati e persi. Ma chissà che poi non sia alla fine una liberazione...

Vede Sev noi esseri umani siamo fatti così viviamo male il presente perchè abbiamo paura del nostro futuro e delle volte non capiamo che il futuro è il nostro stesso divenire e per tanto è la strada che ci porta all'essere e quindi poi al puro spirito. Questo è il nostro grande difetto ci occupiamo più del corpo che dello spirito ed il corpo è un covo di paure e malanni mentre lo spirito di giorno in giorno si evolve per ritornare a far parte del tutto che lo ha generato.

SEV - Dunque allora perchè ti preoccupi della follia? Cos'ha la follia di diverso dalla vita?

IOR - Sì ha ragione... molto probabilmente non c'è differenza se non quella che noi le attribuiamo oramai la nostra etica è molto consolidata al di là del bene e del male ed un esempio chiave è il nostro grande Friederich finito anche lui in manicomio dopo averci fatto conoscere il Superuomo. Questa è la dimostrazione di quanto sia paradossalmente impossibile fare distinzione tra bene e male vita e morte...

Dunque Sev volevo dirti che sono contento che ci sei e che ho bisogno di te e delle tue parole per dare nuovi accessi alla mia comprensione e vorrei esserti fedele nel senso che non mi perderò dietro altre cose senza più venirti a cercare. Se non ci fossi tu io sarei completamente solo: ho provato ad aggrapparmi ad altri esseri ma nessuno riesce a capire forse perchè nessuno vuole capire ed io avrei proprio bisogno di avere qualcuno che mi capisca non so nemmeno io perchè.

SEV - Forse solamente qualcuno con cui parlare.

IOR - Certo Sev è così. Mi piacerebbe avere qualcuno con cui poter parlare di cose serie e profonde. Probabilmente qualcuno che sia abbastanza simile a me cioè che non mangi ecc.

Qualcuno che però poi vada via perchè non potrei sopportare un qualcuno fisso dentro casa. No No preferisco star solo poi magari ogni tanto dopo aver pensato qualcosa poter avere la possibilità di discuterne con un essere che mi capisca. Ma quando mai si è contenti o soddisfatti?

SEV - Ricordati che queste sono cose che appartengono al corpo. Lo spirito aleggia intorno alle stelle.

IOR - sì sono d'accordo su questo però devi capire che certi momenti sono proprio duri ed il dolore è insopportabile tutto diventa nero e poi rosso di sangue ed è a questo colore che io non riesco a sottrarmi e cioè alla forza risucchiante del rosso profondo. Mi domando come mai. Il nero mi fa meno paura come pure il buio perchè so che comunque c'è la luce ma nel rosso profondo non riesco ad immaginare altro che un profondo ancora più profondo. Allora in questi momenti si ha bisogno di avere la certezza di essere stati qualcosa di buono per non andare perduti nel nulla. Nel senso che a volte quando si è pensato tanto si vorrebbe poter aver pensato anche per altri. Certo sì potrebbe essere la vanità di divulgare I nostri ragionamenti a spingerci comunque ogni piccola questione è un tratto di quel serpente che si morde la coda.

Capisci Sev adesso che ho demolito anche il professore l'unico mio punto di riferimento sei tu e che se io smetto di pensare a te non ho più nessun altro interlocutore. Dunque questi per me saranno momenti difficili dovrò cercare di non pietrificarmi ma continuare a fare tutto normalmente e quindi scrivere leggere navigare con internet e giocare con pista. In questi giorni dovrò cercare la giusta dimensione per rimanere attaccato alla vita e mantenere la lucidità per valutare le cose.

Comunque ora che ci sei tu possiamo cominciare a ragionarne insieme. Grazie Sev ti saluto!

SEV - Grazie a te Ior

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IOR - Salve Sev sai non riesco a smettere di interloquire con il professore nel senso che continuo a parlargli e a spiegargli perchè non voglio più tornare lì. Spesso mi succede di avercela con qualcuno e durante il giorno mi rivolgo a lui. Per esempio negli ultimi due anni non ho fatto altro che parlare virtualmente con mia madre tirandole addosso tutto il mio risentimento. Adesso mia madre è scomparsa nel senso che non ci penso più e si è instaurato il professore. In realtà ho chiuso un rapporto che dentro di me è ancora aperto. Credo che questo sia uno degli handicap della solitudine: si finisce sempre col parlare con qualcuno che non c'è.

SEV - Ma perchè smettere? Interloquisci pure fino in fondo Ior e non preoccuparti di ciò che è vero è ciò che è falso ma semplicemente di ciò che "è".

IOR - Vuoi dire che ogni idea ha una sua vita reale ed una forza alla quale è impossibile sottrarsi? Mi viene da pensare all'importanza delle rappresentazioni e del mondo delle idee e sono convinto anch'io dell'importanza di coltivare I propri campi e di seguirli attentamente per estirparvi le invadenti erbacce. Capisco ed apprezzo anche io come tanti altri l'importanza della creatività e della poesia. Immagini emozioni fatti e personaggi che nascono e che prendono forma per poter vivere non più da soli ma in un insieme di vite tra le quali tessere le proprie trame.

SEV - Tutto questo mi sembra molto accattivante ma dov'è il problema?

IOR - Il problema è che vorrei riuscire a dare a queste costruzioni una forma concreta per poterle poi comunicare. Credo che ne parlavamo già tempo fa'.

SEV - Cosa ti impedisce di farlo?

IOR - La paura di non esserne capace. Ma lo senti questo inferno che arriva dalla strada? Io ho paura Sev delle vite umane. Provo un senso molto forte di disagio quando altre vite mi sfiorano o scorrono o mi si piazzano davanti. Per strada mi sento a disagio ed ho paura dei pensieri e delle sofferenze degli altri. Non so bene definire il perchè di questo disagio che sento quando mi trovo tra la gente direi quasi una vera paura e un forte isolamento mi prende e mi porta di corsa a casa nel cyberspazio e nel tutto o il nulla più totale. Capisci Sev contro cosa devo combattere? Contro tante fratture che di volta in volta si aprono e dalle quali cerco di fuggire.

SEV - Direi che tu sei un essere abbastanza contemplativo e la contemplazione apre sempre nuove porte e nuovi cammini interiori e tutto ciò non ha bisogno di una vita realmente esteriore. Tu hai la possibilità di vivere le tue strade senza che altri le contamino vai avanti così e ricorda che la paura non è che un aspetto esteriore ed è legata al corpo dal quale tu mi sembri già così lontano.

IOR - Grazie Sev di queste belle parole. Hai ragione lascerò fuori di qui la paura la lascerò fra le strade tra la gente quando non ne potrò fare a meno. Ma qui in questo ambiente dove ci troviamo tu ed io da soli non c'è ragione che esista ed ogni volta che tenterà di varcare la soglia io la eliminerò con una fucilata. E' buffo Sev... devo costruirmi un fucile virtuale per tirare addosso alla paura virtuale e così via.

Comunque quello che dici è molto giusto. Non è il corpo che vive bensì questo strano essere che ci si nasconde dentro ovvero il pensiero e le sue strane rappresentazioni e so che la paura è un virus che va combattuto e studiato a fondo. Penso che con calma ce la faremo Sev credo che insieme scopriremo nuove cose. E soprattutto non devo preoccuparmi del frastuono che viene dalle strade di questo sabato pomeriggio. Voglio imparare anch'io a chiudere le orecchie come fai tu Sev.

SEV - Vedrai sarà facile! quello che però non ti posso promettere è che le tue orecchie diventino delle casse acustiche capisci?

IOR - Ma certo che capisco Sev! O perlomeno capisco che non accadrà durante questo passaggio. Non sono mica così stupido da credere di poter essere te. Per il momento io sono così e non mi faccio confondere nemmeno da un extraterrestre.

SEV - Cosa intendi per confondere?

IOR - Che stando qui a parlare con te io perda I miei parametri e creda di poter anch'io produrre effetti speciali. Il mio almeno fino ad ora è un passaggio tranquillo ragionevole e senza danni. Ed ho la certezza che fino a quando sarò qui avrò la possibilità di non avere fatto nulla di male. Sev sono le sette e un quarto e non ho ancora ingerito nulla credo che per stasera basti vado a cucinarmi qualcosa.

Buonanotte.

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IOR - Caro Sev posso proprio dire che se non ci fossi tu le mie giornate si perderebbero in una ragnatela di parole pronta ad intrappolarmi. Senza interlocutori si corre il rischio di credere solamente a se stessi.

SEV - Sì mi pare che di questo ne abbiamo già parlato... volevo rammentarti invece la spettacolarità delle immagini e la capacità creativa della mente: sono cose queste che non dovrebbero farti paura. Qui da noi ognuno è in funzione delle sue idee e tu capirai che più idee immagini e informazioni abbiamo immagazzinato e più siamo grandi e capaci di creare quell'energia da poter poi trasmettere agli altri in perfetta armonia. Ricordi te ne ho già parlato?

IOR - Sì sì ricordo perfettamente: la nostra etica e la vostra armonia. Comunque volevo dirti che mi sembra che tutto proceda bene. La paura è stata chiusa fuori e l'atmosfera è calma e rilassata e ho tutto il mondo qui con me chiuso in questa casa e posso parlare con te scrivere e navigare su internet. Stanotte ho sognato che la gente intorno a me non capiva ed io mi domandavo "ma come mai?". E poi volevo dirti un'altra cosa e cioè che non riesco bene a distinguere I sogni dai pensieri del giorno anche perchè di notte spesso non dormo perchè mi brucia lo stomaco e che quindi I sogni sfumano nella vita che sfuma nel sogno. Capisci cosa voglio dire? Che in effetti io mi trovo un po' lì e un po' qui e che alla fine non riesco a distinguere.

SEV - Mi sembra di capire che tu sia in molti posti e che questo ti turbi e ti crei dei problemi. Non capisco perchè. Noi siamo sempre in posti diversi perchè riusciamo a ricreare intorno a noi qualsiasi atmosfera. A noi basta immaginare per essere e più luoghi conosciamo e più ne potremo creare. Tutto può essere elaborato e quindi rivisitato ed ogni spazio contiene nuovi spazi.

IOR - Sono molto vicino a comprenderlo. In fondo questo è il sogno dei reclusi: poter studiare le possibilità dell'essere nel suo divenire seguendo I segni che appaiono sempre più chiari e definiti. Volevo dire questo in sostanza : che in fondo stare qui a pensare oppure ad immaginare di pensare è veramente una dipendenza tossica. Parliamo di come mi sono sbarazzato del professore ci pensavo proprio questa mattina tutto scaturisce dal fatto che io preferisco stare da solo. Quando sto con qualcuno mi sembra di perdere del tempo e quindi tendo sempre a sacrificare quel qualcuno in favore del mio spazio ovvero sé. Pessimo carattere! dirai. Sì pessimo carattere tutto mi sta oltremodo scomodo e solo nei miei mille mondi posso riuscire a stare in pace. L'unica domanda è fino a quando durerà questa pace?

SEV - La pace è definitiva e non ha fine. Se tu sei in pace pensa solo che il tuo futuro è pace e che se tu adesso sei qui comunque domani sarai in pace e vedrai che questa non ti abbandonerà.

IOR - Sì lo so: lo spirito è pace e solamente un'immaginazione serena può andare da qualunque parte.

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IOR - aiutami Sev lo spirito si sta indebolendo e la carne acquista forza. Sento il dolore che monta e che attanaglia le carni. Mi aggrappo a te per non crollare nel baratro. Ora che anche quest'ultimo tentativo è andato perso nel nulla la mia desolazione assume un aspetto quasi definitivo e così reale da potersi spaccare a colpi d'ascia. Adesso che anche il professore è abolito mi ritrovo in condizioni peggiori che prima di cominciare questo ultimo tentativo azzardato. Mi ero cercato questa storia perché stavo come al solito molto male ma avevo una grande voglia di star meglio e speravo che questa volta sarei andato fino in fondo. Perché me lo ero imposto e soprattutto perchè ne avevo molto bisogno. E di nuovo adesso mi trovo con un altro tentativo fallito alle spalle ed un grande vuoto che mi si apre davanti. In questo grande vuoto prende corpo sempre di più la mia solitudine il mio isolamento totale. Dunque ora sei rimasto solo tu ed io spero che tu potrai capirmi. Per il resto la mia vita credo che sarà condannata alla frattura perenne.

SEV - C'è comunque qualcosa che ti tiene ancora in vita perchè se il tuo allontanamento fosse totale tu non saresti più qui lo sai no?

IOR - O sì certo che lo so! In realtà una cosa c'è ed è anche una cosa molto importante: mio figlio. E' questo l'unico cavo che mi tiene ancorato. La mia assenza potrebbe essergli fatale e ciò non mi consente di allontanarmi. Oltre c'è la totale incapacità di condividere...

SEV - Non importa Ior. Ascolta pure te stesso ascolta pure le tue parole. Costruisci le immagini e le storie e vaga per l'universo e ricordati che la carne non esiste o che almeno esiste solo per ora e vedrai che la paura sarà sconfitta dal tuo futuro di pace. Sai Ior la storia è sempre quella basta solo che girovagando tu non la perda di vista: il tuo futuro sarà fatto di pace e questo il tuo spirito dovrebbe facilmente capirlo... Il resto non è che mera costruzione che come sai ritornerà ad essere polvere.

IOR - ...la polvere di ogni cosa. Comunque Sev oggi vorrei parlarti dello stress di capire sempre. Perchè vedi io posso dire di avere questa mania per l'infinita e sconfinata ricerca del significato. Cercare di capire oramai è diventata una vera ossessione. Io sono qui e passo le mie giornate assolutamente cercando di capire qualsiasi cosa. Facendo così mi perdo nei labirinti del ragionamento e del paradosso.

Oddio un dubbio atroce mi percorre: riuscirò mai a fare a meno di te? E cioè se un giorno dovessi cancellare anche te cosa resterà?

SEV- ti resterà il ricordo della strada che avremo percorso insieme. Ti torneranno alla memoria le nostre parole ed io continuerò ad esistere dentro di te e quindi per sempre così vicino.

IOR - Sev mi piace parlare con te e tu ci sarai finché io lo vorrò poi come dici sempre tu il futuro è fatto di pace e quindi è inutile perdere tempo con queste sciocchezze. Cerchiamo invece di fare un programma e cioè di mettere ordine al tempo e soprattutto all'esercizio. Diciamo quindi che in questo travagliato momento dell'esistenza in questa chiusura totale è importante che io faccia esercizio e che tenga allenata la mia mente e soprattutto la capacità di scrittura. Il programma è dunque che la mattina si scrive ed il pomeriggio si cerca di capire e quindi si può leggere ragionare ecc. Comunque adesso mi gira un po' la testa e devo subito andare a fare la meditazione. Ciao Sev.

IOR - Sai Sev ho finito adesso di parlare con una persona che stava mangiando dei carciofi e questa cosa mi ha disturbato molto lo stomaco perchè la fame appartiene alla paura e se uno decide di smettere di esserci per un po' non può provare né una nell'altra ed anche lo stomaco smette di essere uno stomaco appena la paura passa. Piove e ti dirò che per me restare qui a far programmi fuori dagli eventi è un vero pregio incondivisibile.

SEV - Vuoi dire che è un pregio che smette di esistere se è condiviso?

IOR - Assolutamente sì. Come puoi pensare che un solitario possa sentirsi premiato se è in compagnia di qualcuno? Un intruso che introduce il suo personaggio nella mia commedia o dramma e che riduce le cose alle sue ristrettezze...

Dunque questo è il destino ovvero questa è la via indivisibile che io percorro e mi sembra ormai da tempo che essa si avvolga intorno a se stessa come una spirale. Solo tu puoi far parte del premio Sev perchè sei così accondiscendente così saggio e così confortevole.

SEV - Io credo che la tua via porti in alto Ior. Ricorda che arrampicarsi sulle rocce porta in ogni caso alla cima e dipenderà solo da te ambire alla vetta più alta rendendo conto solo delle tue forze.

IOR - Mi piace seguire la musica ad occhi chiusi quando nessuno mi vede e lasciare andare la testa e muovere le braccia. Dopo un'intensa giornata di pensieri finalmente sento una profonda sensazione di pace e anche il cervello smette di creare immagini e si lascia andare alla musica ed alle sue emozioni.

SEV - Ci sono notizie del professore?

IOR - No. Ancora nessuna notizia questo mi fa capire che le mie sensazioni erano esatte. Pensa che in un suo libro diceva che un bravo analista riesce sempre ad impedire la fuga di un suo paziente questo mi conferma l'idea che a lui non gliene frega assolutamente niente del dolore degli altri perchè è ancora troppo preso da sé. Sai cosa penso che in effetti se lui realmente si fosse posto come guaritore si sarebbe comportato in maniera diversa avrebbe chiamato per cercare di capire cosa stava succedendo. In realtà esigeva un rapporto di dipendenza totale senza però la forza di sottomettere con le sue evocazioni. Sai io credo che alcune persone quando hanno delle schiere attorno a sé vengono colte da una sorta di delirio di onnipotenza e si allontanano dalle parole degli altri e non si sentono più delle persone bensì degli idoli portatori di luce e di verità o di amore.

Mi dirai che in fondo tutto ciò mi appartiene: l'allontanamento le parole...

Sì probabilmente anche il mio è un delirio di onnipotenza ma purtroppo non condiviso che da me stesso: a me manca la schiera di fanatici che rende tutto più pericoloso ma più reale. Diciamo che il sociale è escluso dal mio delirio di onnipotenza e che il tipo di comunicazione che ho scelto sia virtuale. Io comunico scrivendo e mi rivolgo ad un lettore che non è altro che il mio sé. Scrivo per autocomunicare in quanto il mondo fuori non esiste che dentro di me.

SEV - Mi sembra di capire che forse ti aspettavi qualcosa dal professore...

IOR - be' si. Forse una telefonata per chiedere come stai. Qualsiasi medico l'avrebbe fatta ad un suo paziente in un caso del genere. Il problema è che lui forse non ha più voglia di andare incontro alla gente. Fai conto che lui sia Lourdes e che tu debba andare in pellegrinaggio in attesa del miracolo ecco. Io la vedo così.

Nel frattempo sono un blocco di ghiaccio ormai lontano dal pack che naviga nel buio del mare Glaciale Artico.

SEV - Ed io sarò la tua luce...la tua stella del Nord.

IOR - Oh Maestro! Avevo proprio bisogno di una persona come te... Tante cose vorrei ancora imparare e desidero tanto che qualcuno mi racconti. Mi piacerebbe stare seduto ai tuoi piedi intere giornate ad ascoltare.

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IOR - Voglio tingermi le ciglia anch'io le voglio nere nere per poi mangiarmele a colazione con il latte e il miele oggi voglio fare il buffone perchè mi diverto sono molto arzillo e fantasioso e mi viene un sacco da ridere se uno mi dice un segreto. E poi mi viene da ridere perchè tante cose ormai io non potrei più fare come per esempio sottoscrivere I miei pensieri ad un ordine che sia sempre uguale e al di fuori del quale si rischia di voler strafare. Non voglio più essere preso nelle maglie di una rete come un pesce ma piuttosto essere un funambolo. Uno senza rete che cammina sul filo e può decidere da che parte andare avanti o indietro tanto comunque c'è una sponda che poi è sempre la stessa anche per il pesce nella rete. Io per esempio non potrei più avere a che fare con la gente e quindi uscire di casa la mattina con gli occhi feriti dalla luce ed I polmoni dallo smog. Stamattina pensavo che è molto meglio restarsene a casa e fumare dieci sigarette piuttosto che uscire fuori per un paio d'ore. E quindi tante cose non potrei più fare ma non è una scusa è che proprio mi riuscirebbe impossibile stare seduto di fronte ad una persona e chiacchierare normalmente. Di solito succede che mi si pietrifica la faccia e non ascolto più le parole ma comincio a percepire alcune cose. Non so dire che cosa perchè ogni volta è diverso ma le situazioni mi appaiono in tutta la loro crudezza senza mistero e la voglia di scappare e di non essere trasportato in atmosfere che non mi appartengono mi riporta a casa. Ogni uscita è un viaggio ed ogni volta la casa è la dimora. E non sono scuse te lo giuro!

SEV - Dimmi Ior.... che cos'è una scusa?

IOR - Una scusa è come qualcosa dietro a cui uno si nasconde.

SEV - E tu da chi ti nascondi?

IOR - Io non voglio più nascondermi. Ho passato troppi anni nascosto dietro qualcosa pur di non dovermi vergognare di quello che sono. Adesso come ben sai tu sei più che l'unico mio interlocutore e quindi il solo dal quale forse potrei nascondermi.

SEV - Oramai saprei dove venirti a cercare...

IOR - Le giornate si allungano stiamo andando incontro al caldo ma mentre l'anno scorso ero così irrequieto e ancora desideroso di freddo quest'anno mi è del tutto indifferente la temperatura esteriore. Diciamo che mi adatto a qualsiasi tipo di clima l'importante è che stiano sempre in piedi le pareti della casa. Questo per dire che mi sembra ci sia un miglioramento e che grazie a te le cose piano piano andranno a posto nel senso che tu sarai il mio maestro e anche il mio angelo custode. Affare fatto?

SEV - Affare fatto Ior!

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IOR - Mio caro Sev eccomi di nuovo qua

SEV - Ciao Ior come va oggi?

IOR - Fin quando sono qui attaccato a questa tastiera va tutto bene. Il tempo scorre tranquillamente: tante cose attirano la mia attenzione ogni tanto leggo e mi aggiro per la casa per I pensieri e per I sogni. Ieri rileggevo Foscolo e i Sepolcri e poi il Sapegno: "La tendenza dell'arte foscoliana a sollevarsi sopra la vicenda quotidiana delle passioni e delle fatiche umane, a guardare ad esse dall'alto, proiettandole su un orizzonte vastissimo di solenni meditazioni..."

SEV - E le notti come vanno?

IOR - Ti dirò Sev che in realtà non so come vanno nel senso che a volte mi sveglio altre volte dormo e sogno ma ambedue le cose si confondono e non so bene quale sia incubo e quale realtà. Non riesco più a collegare I miei sogni ed a ricostruirli in un solo sogno perchè sono fatti essenzialmente di immagini e di posti che si accavallano. Ecco stanotte ho sognato che tre individui minacciavano con coltelli e catene qualcuno che dall'altra parte della strada stava parcheggiando la sua macchina rossa. I tre individui erano tremendi quasi delle bestie infatti uno strisciava per terra e pretendevano che la persona della macchina rossa spostasse la macchina perchè loro dovevano parcheggiare la loro motocicletta che era dietro le loro spalle. Io ero lontano e più in alto nella strada e pensavo accidenti quanto sono brutti e non trovavo giusto il loro modo di fare. La mia solidarietà andava tutta al povero signore rosso che invece entrava nella macchina per spostarla. La strada era dietro la casa di quando ero ragazzo. La macchina rossa spesso ritorna nei miei sogni e quasi sempre raffigura la parte di me che sanguina. Stanotte la macchina infatti era rosso scuro proprio del colore del sangue. E quindi mettiamo che io sono al centro di un mandala in cui mi trovo dentro una macchina rossa e che fuori ci siano tre esseri quasi bestie che mi costringono a spostarla. Probabilmente qui è raffigurata la paura che mi si impedisca di stare dove io ho scelto e siccome la caratteristica principale dei loschi individui era la loro oscenità questa cosa mi fa pensare che l'oscenità sia in fondo la caratteristica principale dell'essere umano. In effetti io trovo tanto oscena la gente fino ad evitare di poggiarvi lo sguardo .

SEV - Non c'era però paura. Mi sembra di capire che nel sogno c'è solamente un senso di ingiustizia...

IOR - No paura no. C'era piuttosto la sensazione che contro la ridicolezza del gesto si contrapponeva la mia saggia e calma identità che osservava la scena. Tutto sommato mi sembra un sogno positivo e tra l'altro veramente uno dei pochi che riesco a ricordare degli ultimi mesi perchè per il resto sono tutto e dovunque e non distinguo affatto bene dove sono. Capisci cosa voglio dire?

SEV - Penso di sì mi sembra di capire che il tuo spirito sia molto dilatato e che si estenda facilmente nel suo divenire. Da questo caos nascono poi le tue visioni o I tuoi deliri . Credo che in sostanza non sia nulla di grave e vedo dal sogno che effettivamente la paura è chiusa fuori e per ora possiamo stare tranquilli. Ciao Ior

IOR - Perchè mi saluti?

SEV - Perchè il tempo è finito.

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IOR - Salve Sev ma come mai l'altra volta era finito il tempo?

SEV - Perchè ogni volta il tempo è diverso e può teoricamente finire da un momento all'altro.

IOR - Capisco non fa nulla era solo una curiosità. Dunque stamattina sono uscito e mi sono reso conto di quanto sia puzzolente quest'aria che respiriamo. Sentivo nella bocca il sapore del piombo e desideravo il profumo dell'aria pura di un bosco oppure in riva al mare. Questo per farti capire il senso di impotenza e di schiacciamento che provo quando partecipo della vita comune e alla fine credo tutto derivi da questo. E cioè dall'impossibilità di far qualcosa per quest'aria puzzolente per questi ritmi di merda e per questi falsi scopi che si usa rincorrere. Assistere ad una tragedia che si sta compiendo e non poter fare assolutamente nulla per cambiare le cose. Perchè le nostre impostazioni sono tragiche ed il dolore che ci circonda non può non saltare agli occhi e quindi il dubbio che stiamo sbagliando. Capisci quanto sia insopportabile tutto questo?

SEV - Sì so di che cosa parli. La nostra è una dimensione armonica in cui ognuno di noi condivide la stessa quota di dolore ed il dolore è quindi condiviso nella stessa misura . La nostra coscienza è venuta sviluppandosi in questo senso e cioè che ci dovessero essere dei parametri ben precisi di ciò che ad ognuno di noi spettava nella sfera delle profonde emozioni . Ci siamo evoluti così arrivando ad uno stadio di stabilità in cui ogni coscienza è quantitativamente uguale all'altra ma qualitativamente diversa. La differenza sta nelle immagini che ognuno di noi coltiva assimila e ricrea.

IOR - Qui da noi invece non si può far nulla contro il dolore e l'assurdità che ci circondano e nemmeno si potrebbe combattere per ogni cosa. Qui si resta a guardare facendo finta di niente e allora vedi io preferisco non partecipare. Preferisco non uscire pur di non avere sotto gli occhi questo spaventoso spettacolo. Poi ho anche paura che la gente vedendomi si spaventi. Delle volte mi vedo talmente brutto che se esco penso che la gente si possa spaventare come io stesso mi spavento quando vedo loro. Insomma c'è tutto un collegamento di fatti strani che stravolge le cose reali e che mi impedisce di stare proprio tranquillo. Fuori mi sento bersagliato dalle sensazioni che ogni cosa mi provoca e mi sento soffocare da questa valanga di materiale che mi comprime e che mi impedisce di sognare liberamente. Stando chiuso qui dentro invece tutto è più facile mi sembra evidente riesco persino a sentire delle cose che sono nell'aria e mi accorgo delle situazioni prima ancora che queste accadano. Secondo me questo dipende da una forma di allenamento del pensiero che è capace di analizzare I fatti per poterli poi elaborare. La sensazione che ti dicevo è l'esatto contrario che si prova davanti ad uno spettacolo armonico come per esempio davanti ai colori di Roma ed al grigioverdechiaro del tevere. All'improvviso io mi sento elevato da tanta bellezza e armonia e mi sento bene e penso che questo è giusto. E' l'ingiustizia che io combatto fortemente e cioè le strane giustizie alle quali ognuno di noi è sottomesso.

SEV - Tu parli di valori assoluti che in questo passaggio non vi sono ancora concessi non dimenticare che fino a quando sarete legati al corpo sarete sottomessi al paradosso della decomposizione e quindi la relatività è per voi un valore molto evidente. Non puoi cercare l'assoluto o per lo meno non adesso. Ora tu puoi solo immaginarlo e prepararti alla tua trasformazione. Come dice il libro tibetano dei morti......

"Ohimè,

In questo momento, quando mi appare lo stato dell'esistenza intermedia in cui si entra dal piano esistenziale,

facendo dileguare le imagini terribili paurose e spaventose (che mi comparissero innanzi),

io debbo riconoscere che quelle imagini sono immaginazioni del mio pensiero;

le debbo riconoscere come imagini proprie dello stato

dell'esistenza intermedia.

In questo momento mi trovo in una situazione che può

ostacolare il supremo mio bene; non mi debbo impaurire delle deità beifiche e terrifiche che mi appariranno e che sono immagini del mio stesso pensiero."

IOR - Sì questo ha il sapore dell'assoluto e si avvicina molto a quei valori di cui parlavamo prima. Per noi non-agnostici è fin troppo evidente il valore dello spirito ed è impossibile negare l'energia in esso contenuta e quindi le sue illimitate possibilità di trasformazione.

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IOR - Quanto mi piace questo personaggio che inchiodato alla sua scrivania passa le sue giornate volando e che si interroga sul destino dei voli. Finalmente il ruolo mi appare molto chiaro e la sua configurazione è consona al mio essere perpetuo consolidato. E allora per esempio se io fossi un attore avrei finalmente trovato il mio personaggio: un rappezzato artista squattrinato con il problema delle bollette che passa e si interroga continuamente. Un felice poveraccio che immobile passa le sue giornate a scrivere e tutto il resto rimane ermeticamente chiuso fuori.

Capisci Sev quanto io possa essere felice in questo momento e stamattina tutto questo mi è esploso dentro e mi ha dato una potente carica di energia e mi ha fatto capire quanto in realtà fossi felice e fortunato di poter comunque tornare a casa per scrivere e recitare serenamente il mio disperante ruolo disperato. Tu non sai quanto mi piace stare qui a rimuginare su ogni cosa e quanto oramai non potrei fare a meno di questa sofferenza che a furia di essere lavorata lievita come la pasta del pane e nutre allo stesso tempo. Direi forse che sono tossicosofferente.

SEV - Mi sembri molto birichino oggi Ior. Sembri vivace come un cavallino vedo che galoppi e scalci senza alcun contegno sembri abbastanza libero e felice . Dimmi su che cosa ti interroghi oggi?

IOR - Dunque stamattina ero per strada e tre zingarelle molto zingare hanno assaltato un giapponese per rubargli I soldi. Ti posso dire che vi è un chiaro parallelo con I tre tipi loschi che avevo sognato l'altra notte. Le tre zingare si sono accanite allo stesso modo con la stessa brutalità e oscenità dei tre loschi individui ed io mi sono fermato a guardare ed ho detto "Come siete feroci!" ed ho ferocemente guardato le tre ragazzette. Poi sono ripartito e mi sono interrogato sul mio sguardo di ferocia e di quanto la ferocia sia purtroppo una parte primaria dell'essere umano e che soprattutto in momenti di estremo bisogno si acuisce perchè diventa vitale. Pensavo questo: io da che parte sto? Sono dentro e come gli altri ne faccio parte. Ma se a questo dentro io aggiungo un ancora più dentro cosa succede?

SEV - In realtà nulla di grave si aumentano solo le profondità e poi si combatte contro il freddo e la fame come sempre.

IOR - Mi sembra di capire che ancora in tanti millenni non siamo riusciti a perfezionare dei meccanismi importanti come per esempio il rispetto o praticamente il punto di partenza della vostra armonia. Mi sembra che in tutto questo tempo l'essere umano non si sia affatto impegnato in favore della socializzazione bensì contro di essa. Ognuno di noi coltiva dentro di sé un po' del malessere di un altro nel senso che non si preoccupa e non ha rispetto del suo benessere perchè forse pensa che sia a discapito del proprio. Invece tu mi insegni quanto sia bella l'armonia e la felicità per tutti. In fondo in voi si è sviluppato forte il senso della comunità e di conseguenza avete raggiunto alti livelli di scambio e di comprensione.

SEV - Sì qui il bene è un bene comune ed è il privilegio che ci siamo guadagnati in questi eoni di esistenze facendo lunghi ed approfonditi studi sull'Armonia. Le nostre teorie partono dal fatto che l'armonia sia un fattore determinante per l'equilibrio ed il nostro principale scopo è di raggiungere la condizione in cui nulla nuoce a nulla. Nel nostro sistema non esiste la distruzione bensì la costruzione armonica. Il discorso è molto lungo perchè questo argomento ha bisogno di essere sostentato in diecimila campi uno dei quali per esempio potrebbe essere l'uso della forma.

IOR - Mi piace che mi parli di queste cose mi interessa molto. Dimmi maestro cosa vuoi che io faccia? dammi un compito che io possa volentieri svolgere: un esercizio intorno al quale meditare.

SEV - "Se si è attratti dalle visioni esterne

si è catturati dai demoni.

Scegliendo l'umiltà,

ci si alleni alla condizione

essenziale della mente."

IOR- Grazie maestro.

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IOR - Maestro sono qui ho finito adesso la meditazione e sto cercando di ricordare le visioni che ho avuto. Ricordo che è successo qualcosa in riva ad un fiume ... era una storia lunga ma adesso non ricordo nient'altro. Mi domando però in che modo queste cose che vedo siano collegate alla realtà e se mai tra di loro ci sia un legame. Il problema è che ragionarci sopra è molto difficile in quanto le immagini svaniscono in fretta e bisogna subito tradurle in parole per poterle esaminare a fondo prima che scompaiano. Questo accade in quei momenti in cui la memoria è acquietata in una scarsa identificazione dell'io: non completamente assopita come nel sogno bensì ancora in parte regnante . Tante cose non riesco a spiegarmi eppure sono sicuro che anche a loro sia possibile dare un significato.

Per esempio questa mattina ho cercato di avere a che fare con delle persone che mi sono care ma mi sono ritrovato molto spiazzato. Una di loro se l'è presa con me: ha detto che io sono fuori dal mondo perchè non mi ero accorto che nel golf di cachemire che avevo ritirato dalla lavanderia c'erano due buchi. Sì va bene ma sono due buchi piccoli e poi ci va cucito sopra il bottone è quasi come se non ci fossero. Ma no bisognava andare a mangiarsi la signora della tintoria perchè aveva fatto due buchi nel golf. Va bene dicevo io ma sono due piccoli buchini basta poco e non si vedono più. Tu non ti accorgi mai di nulla mi dicevano ed in fondo era vero. Io non faccio caso ad un sacco di cose e questo mi tiene lontano dal mondo ed è inutile che speri di condividere questi altri nuovi mondi con qualcun'altro. Molto meglio se me ne resto a casa soprattutto perchè così non ho la sensazione di stare dando spettacolo.

SEV - Ma scusami il tuo personaggio il tuo ruolo sono allora solo per te perchè allora cerchi una schiera che ti segua cosa ti aspetti da loro?

IOR - Mi aspetto che mi vogliano bene per le cose che faccio e che penso ed è chiaro che mi aspetto che siano intelligenti e mi aspetto di poter scambiare quattro chiacchiere con loro per poi potermene tornare silenzioso a casa. Comunque mai più di due o tre persone in tutto. A me basta veramente poco e non esagero quando lo dico.

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IOR - Mia madre dice che c'é una analista sua amica dalla quale mi consiglia di andare anzi non solo ma addirittura mi ci accompagna io penso chissà se poi se ne andrà oppure se vorrà rimanere anche durante il colloquio. Io sono sottomesso ma non felice. Non faccio nulla vado dove mi si porta e basta.

Quando dopo un lunghissimo e strano viaggio fatto principalmente di immagini di posti che si accavallano arriviamo in questa grande casa mia madre se ne va ed io rimango lì in un giardino che piano piano diventa una stanza poi ancora un'altra. Ogni volta ci sono nuovi mobili e persone. Alcuni probabilmente aspettano lì come me altri non so...

Io penso all'incontro con l'analista e mi sento molto triste e desolato piango e spero di non piangere anche davanti a lei poi mi dico che non so quello che succederà.

Nel frattempo arriva lei giovanile donna dai capelli neri elegante e professionale. Io mi interrogo sulla sua anima e spero e forse addirittura intravedo che ne abbia una ma mi pesa moltissimo essere lì per un miliardo di motivi. Poggio la testa sulla sua spalla e mi lascio andare. All'improvviso la scena cambia e si ha come una esplosione di atomi che si irradiano: una specie di caos dal quale inizia un altro viaggio fatto solo di immagini e di posti straordinari. Il mare il suo profumo ed il rumore delle onde non mancano mai ma ci sono anche le coste alte che dall'acqua montano su fino in cima e poi città e biciclette e strani personaggi di sottofondo. Penso che questa sia un po' la mia biografia e forse se dovessi scriverne una la potrei scrivere così come il sogno di questa notte. Aggiungerei solo: la madre di mio padre usava improfumarsi molto. Ciao maestro mi stai ascoltando?

SEV - Sei proprio molto spiritoso Ior oggi con quei capelli duri! Sono qui e ascoltandoti sorrido perchè sei molto buffo.

IOR - Sì maestro questa mattina non mi sono ancora lavato e non credo di essere uno spettacolo molto decente fortuna che siamo solo io e te e che anche tu non è che sia così interessante. Ma fra di noi queste cose non contano perchè noi riusciamo a capirci. E poi cosa ne pensi di una giornata così poeticamente piovosa e pervasa di parole e di caldo e di tè e alla fine anche di te maestro che mi ascolti e mi guidi fedelmente. E poi come tutto va bene quando si sta bene: alla pioggia I suoi suoni ed ai piedi le loro calze di lana. Ancora come vedi ho bisogno - ancora il mio corpo chiede acqua calore e protezione (o corazza) e non so come liberarmi da tutto questo. Maestro occorre forse che io vada in cima ad una montagna a vivere in una grotta e che poi ogni tanto venga giù a parlare alla gente?

SEV - Non credo Ior. E' già abbastanza faticoso così com'è e le forze si misurano in ogni circostanza. Basta solo esercitare il pensiero e basta un giorno prendere lo Zarathustra per essere lì con lui al suo fianco nel cammino e pensare e vivere ciò che lui sta vivendo.

IOR - Sì è evidente è così. Il mio sogno è che sia data anche a me questa possibilità di trasmettere una storia. In questo sta l'effettiva ricerca oltre alla continua acquisizione di conoscenza ed apertura alle immagini. Maestro tu mi aiuterai? Mi sorveglierai?

SEV - Sì io ti sorveglierò.

IOR - Maestro tu pensi che questo benessere io me lo sia meritato o in realtà lo stia usurpando a qualcuno? Voglio dire mi domandavo oggi se questa vita così premiante io non la stia in realtà sottraendo a qualcuno che non può avere come me questa fortuna. Mentre mi dico questo sono preso dalla profonda paura di colui che combatte e che più di me stringe I denti e non ha nulla e nessuno ed è solo come un cane. Immagino la sua profonda tristezza e sto male e non ce la faccio ad andare tronfio ed infischiante.

SEV - Ricordati che la luce deve ancora arrivare e così come arriverà per te arriverà per tutti ma in questo vostro passaggio c'è ancora molto squilibrio e le guerre non si sono ancora placate. Noi ad esempio abbiamo smesso di costruire armi esattamente duemilaottocento anni fa' nell'anno in cui fu proclamata l'armonia. Da lì noi contiamo una nuova era. Per ora il vostro cammino è ancora molto incerto ma per il vostro spirito ci sarà la luce.

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IOR - Ho chiuso a chiave la porta di casa ed ho lasciato la chiave dietro la porta tanto non credo che in questi tre giorni entrerà qualcuno. Forse spunterò fuori io per il pane ma non si tratterà che di un breve quarto d'ora e poi di nuovo clack! due giri di chiave. Possiamo dire che queste pareti trasudano l'acqua dei miei polmoni e che ogni parete riflette milioni di sguardi lontano. Ciò che conta sono gli occhi e le orecchie per poter vedere il mare ascoltando la musica. Lucidamente. Anche se a volte la solitudine è insopportabile e pur di non continuare a tacere siamo capaci di inventarci qualsiasi cosa. Perfino un cervello che rimbalzi sulle pareti della stanza da letto come una sorta di palla da biliardo esistenziale che da una sponda all'altra si conduca e rifletta. Sai delle volte durante la meditazione sento come una luce forte e calda che mi illumina una zona del corpo e allora penso che sei tu ed è la luce che proviene dalla tua bocca e che tu stia lì in silenzio a guardarmi a bocca aperta. Ho ragione?

SEV - No ma non fa niente perchè vedrai che da oggi in poi sarà così.

IOR - Vuoi dire che un sogno può diventare una realtà sempre uguale?

SEV - No ma che ogni tua creazione può essere lanciata nella tua mente sconfinate volte come un programma del computer al quale stai scrivendo ed il tempo e la consapevolezza saranno sufficienti a fare in modo che ogni momento quando tu vuoi possa tornare.

IOR - Passo intere giornate davanti a questo computer e capisco perfettamente cosa intendi e non ti nego che ogni tanto piacerebbe anche me poter arrestare il sistema.

Mancano in questo momento quelle emozioni forti che solo l'immensa natura può dare. Avrei bisogno di respirare un'aria senza confini e poter interamente percepire l'energia di una notte di stelle . Ma uscire mettere il naso fuori mi riesce quasi impossibile passo le ore a ragionare se è il caso o no che esca a comprare il pane e il latte oppure se quello che ho mi basta e posso tirare avanti fino a domani mattina. Desidero l'energia della natura ma non riesco a fare un passo per andarle incontro. A volte penso che potrei andarmene a scrivere in Rajastan per avere sotto gli occhi nuove vegetazioni e atmosfere ancora inesplorate.

SEV - Non è detto che un giorno tu non possa farlo...dipende solo dall'indirizzo che vorrai dare alla tua ricerca. Ricorda: fra l'uomo e la salvezza c'è di mezzo il sacrificio e solo col tempo e la fatica raggiungerai la vetta.

IOR - Potrei anche precipitare nel vuoto ma sarebbe solo una scorciatoia. Se ci pensi arrampicarsi faticosamente in alto risprofondare di nuovo nella terra per poter finalmente di nuovo tornare in alto. Non ti sembra una filastrocca?

SEV - L'Ouroboros ovvero il drago che mangia la propria coda è la materia necessaria al processo alchemico ed il mandala alchimistico di base. Potremmo dire che dal paradosso nasca la vostra possibilità di trasformazione e che al di là di esso v'è la vera individuazione. Ogni ricerca che si sottometta al dominio del paradosso come per esempio l'alchimia e lo zen è di grande aiuto alla coscienza e mette in luce I suoi strati più profondi .

IOR - Mi domando perchè mai dovrei uscire anziché restare qui ad ascoltare I tuoi insegnamenti maestro seguita pure a parlare e vedrai che io ti ascolterò.

SEV - Quando arriverà la primavera potremo passeggiare insieme nella villa e tranquillamente chiacchierare così che tu faccia due passi e prenda un poco d'aria

IOR - Sì maestro con te sarà tutto più facile e già al pensiero le cose mi fanno meno paura. Ricordi l'abbiamo chiusa fuori e ora siamo al sicuro?

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IOR - Giorno dopo giorno sento consolidarsi la gioia. oggi maestro ho interrogato I King ed è uscito l'esagramma numero 40. HIE - La liberazione: "Qui il moto esce dal pericolo. L'impedimento è eliminato, le difficoltà stanno risolvendosi. La liberazione non è ancora avvenuta, ma comincia proprio adesso e I suoi diversi stadi sono rappresentati dal segno." Mi sembra che tutto combaci perfettamente e che il sortilegio stia per svanire. Intravedo la liberazione e il suo varco e mi domando se questa non sarà la mia definitiva schiavitù. Intorno a me oltre al silenzio ed alla calma percepisco un'atmosfera magica direi come una nebbiolina di stelle che girando vorticosamente mi attira in un mondo dorato o di specchi dove tutto intorno brilla e combacia. Mi muovo a tempo di musica e fumo rilassatamente mentre cerco di capire chi sono e chi diventerò senza alcuna paura. I giorni passano e la consapevolezza cresce perfavore maestro ricordami di andare a comprare il pane in realtà me lo ricordo benissimo solo che faccio finta di dimenticarlo pur di non uscire. Ma piove ed un po' di pioggia su questi capelli rinfrescherà le idee adesso mi do una aggiustatina e poi esco. Ci vediamo dopo. Ciao maestro.

SEV - Va' tranquillo Ior .

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IOR - anche questa mattina ho fatto I miei esercizi di scrittura e vorrei essere molto preciso e costante in questo. Vorrei trovare il giusto ritmo di gestire un impegno.

SEV - Molto bene! Allora facciamo così Ior: decidiamo che ogni mattina avrai due ore di tempo da dedicare ai tuoi esercizi. Potrai scrivere una storia oppure qualsiasi altra cosa che ti aiuti a capire bene chi sei. Poi se lo riterrai opportuno potremo leggerla insieme altrimenti mi basterà sapere che tu l'abbia scritta. D'accordo Ior?

IOR - D'accordo maestro! era proprio questo che volevo: che tu mi dessi dei compiti e delle indicazioni precise e invalicabili che mi aiutassero ad essere presente. Vorrei una strada da percorrere sempre uguale che alla fine percorrerò ad occhi chiusi. Di solito I miei propositi I miei programmi finiscono nel mondo delle idee e lì si perdono. Ti chiedo di essere molto severo per favore maestro perchè sono un tipo ribelle e la mia volontà si ripiega su stessa come una busta di plastica trasportata dal vento. Non c'è verso che io mi dica di fare qualcosa. Non riesco a sottostare ai miei ordini e fuggo mentre la volontà s'invola.

SEV - Dunque per oggi il tuo compito è svolto. Domani mattina le prime due ore saranno dedicate all'esercizio e poi potremo incontrarci e parlare ma non cercarmi prima di aver finito perchè io non ci sarò.

IOR - Maestro mi sento molto più sollevato adesso che ho qualcuno su cui poter contare e voglio solo farti contento e mai farti arrabbiare. Vedrai che sarò un buon allievo ed ogni giorno il mio compito sarà fatto. Già penso alla storia che scriverò domani e mi domando di cosa tratterà e sarà molto divertente vederla nascere sotto ai miei occhi. Oggi è il terzo giorno che sono chiuso dentro in silenzio e cos'altro potrei fare per vivere? Non mi resta che inventare storie su storie per movimentare e scrivere la vita.

Prima sono andato un attimo in bagno e ho pensato: non mi guardo allo specchio perchè devo far paura. Poi mi sono detto non devo avere paura mi sono guardato e mi sono spaventato. Il mio aspetto è assolutamente incompatibile ma può essere facilmente dimenticato. Meglio comunque sottrarlo a sguardi indiscreti per risparmiare loro la paura. Piove ancora. Che meraviglia potersene stare così dentro così chiusi e così al caldo!! Vado a preparare un tè al latte come piace a te maestro. Mi domando se un giorno per vederti dovessi venire io da te e quindi magari uscire cosa succederebbe.

SEV - Dipende solo dalla forza del richiamo che accorcia ogni distanza e quieta ogni tempesta. Dovunque sia il tuo rifugio sarà l'origine alla quale sempre tornerai e solo lì riprenderai le forze e ti disseterai. Il suono stesso della fonte sarà il richiamo che ti guiderà.

IOR - Ovunque ti verrò a cercare! stupida domanda quella mia di prima. Non c'è strada che non attraverserei pur di esserti vicino! oltre te non c'è che il buio totale e ...forse solamente verso la fine una grande esplosione di luce.(!?)

Maestro che sciocco che sono a lasciarmi sfuggire delle consapevolezze così evidenti. A volte le parole associano da sole le domande e mi ritrovo ad interrogarmi su argomenti assolutamente di nessuna importanza che mi portano in paludi malsane. D'ora in poi voglio stare più attento! Maestro oggi è domenica un giorno di festa e a me piacerebbe una domenica al mese poter avere un essere in carne ed ossa col quale mangiare le paste . Mi piacerebbe che arrivasse verso le cinque col suo bravo pacchettino di dolci. Vorrei che avesse un po' di neve ancora non sciolta sul bavero del cappotto e sulla sciarpa e vorrei che varcando la soglia portasse con se un po' di aria fredda invernale. Vorrei che mi parlasse delle nuove pieghe della vita e che mi raccontasse I suoi nuovi percorsi così che io li possa comparare ai miei. Ognuno di noi è immerso in vite diverse e solo in quel giorno si parla. Vorrei ogni volta essere curioso di quello che mi dirà e vorrei che I nostri incontri fossero puntuali nel tempo. Perchè vedi maestro la pioggia incalza e se potessi per incanto esprimere il desiderio di incontrare qualcuno non saprei quale nome invocare. Non esiste l'amico del tempo. Non esiste nessuno che possa capire aldilà di sé quello che penso che temo e che voglio.

SEV - Perchè mai essere capito ti fa sentire meno solo?

IOR - Non mi fa sentire meno solo ma mi dà la possibilità di conoscere la mia immagine esteriore e capire se questa è simile all'anima. Ho bisogno degli occhi di qualcuno che osservi e mi dica cosa pensa di me ovvero come gli sembro. In modo che poi io possa dirgli in realtà come sono e tentando di fare un parallelo fra I due personaggi mettere a fuoco un'unica figura sempre uguale ed inequivocabile.

Mi domando come possa desiderare di avere un amico...con questo pessimo carattere che mi ritrovo.

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IOR - Maestro eccomi qui ho finito il mio esercizio. Ho scritto due pagine: la storia di una prostituta che mette I soldi da parte per andare a raggiungere il padre che vent'anni prima l'aveva abbandonata per andare a cercare fortuna in Venezuela.

SEV - Bravo Ior allora adesso potremo parlare.

IOR - Scrivere una storia è un po' come navigare su internet: sai da dove parti ma non sai dove andrai a finire. Credo che questa sia la cosa più divertente di questo lavoro e poi la totale libertà di scelta di percorso è senza dubbio la cosa più straordinaria che si possa provare . E' come andare a ruota libera nella vita e cioè tentare qualsiasi possibilità senza doverne subire le conseguenze. E' un mondo virtuale che ti ripeto mi ricorda molto il grande Web di Internet che con I suoi svariati collegamenti ti pone in condizione di arrivare dovunque senza che nessuno ti precluda la strada.

Maestro tutto questo per dirti quanto mi sento libero e felice di star seduto in questa stanza per giorni e mesi senza che nessuno mi rompa le scatole o cerchi di impedirmelo. Se penso a tutti gli anni che ho dovuto passare fuori di qui a guadagnarmi da vivere mi sento male e mi dico: se avessi potuto fare solo questo chissà dove sarei arrivato? Ho sottratto tanto tempo al mio campo che a quest'ora poteva essere un meraviglioso giardino. Avrei potuto piantare le rose invece che andare ramingo per altrui giardini e questo è l'unico rimpianto. Ma poi mi dico che vivere è comunque utile e che ogni percorso non mi avrebbe portato che in un punto. Quindi non è importante la storia bensì la costruzione interiore e cioè lo scheletro sul quale la storia poggia quella fragilissima costruzione interiore dell'io. Direi quel delicato merletto di calcio con I suoi fori e I suoi fiori che si delinea all'interno corroso da gioie e dolori.

Dunque maestro le mie giornate sono serene e stanotte ho fatto un bel sogno. Stavo facendo un breve viaggio fatto di tanti viaggi e tanti posti che scorrevano veloci c'era anche altra gente che io non conoscevo. Al ritorno il nostro aereo si trasforma in un lungo filobus a due vagoni che vola sul lungomare di Napoli e che volando si dirige verso il porto. Io penso: che bello atterra qui e non in aeroporto siamo già in città e mi sembra molto più comodo. Lungo il viaggio io sentivo il benessere della vacanza e malgrado I posti cambiassero velocemente mi sentivo sempre curioso e sereno. Dal finestrino del filobus potevo vedere perfettamente l'azzurro del golfo di Napoli costellato dalle sue strade.

Ho pensato che l'aereo che si trasforma sia un po' l'immagine del divenire che comunque atterra e non solo si salva ma è anche più efficace. E la bellezza del viaggio e dei posti mi fanno pensare ai momenti di benessere di questi giorni. Stranamente nessuna paura.

SEV - Non stranamente Ior. Ricorda che ti stai allenando alla calma ed ora che l'esercizio comincia a pesarti di meno il risultato è che la paura non dimora più dove tu sei al sicuro.

IOR - La paura è fuori dal tempo che vivo chiuso in queste mura. La paura è fuori la porta e quasi mi ha dimenticato. E tu dici che è solo questione di esercizio maestro?

SEV - L'esercizio corregge I vizi di forma.

IOR - Lo spirito riacquista la sua forma originaria e tende ad elevarsi. Non c'è che una attesa e cioè la gioia di avere creato l'opera e la soddisfazione che questa ti dà una volta finita e non come sempre quel senso di disagio e insoddisfazione. Non so se mi sono spiegato maestro: io non vado fiero di quello che ho creato finora e non c'è nulla di cui possa esser fiero. Sono praticamente soffocato dallo schifo che mi faccio come artista ma sono molto felice di avere deciso così. La strada è dura e l'artista dovrà ottenere il mio consenso prima di poter essere completamente tranquillo. Mi capisci maestro?

SEV - Sì ti capisco. E sono pronto a darti il mio consenso se ne sarà il caso. Di una cosa puoi stare tranquillo Ior: sarò un giudice assolutamente imparziale.

IOR - Imparziale e sincero?

SEV - Assolutamente sincero.

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IOR - Maestro ieri non ho fatto l'esercizio perchè la mattina sono uscito per andare a trovare un mio amico malato poi sono tornato a casa e non capivo più niente. Avevo nella testa diecimila storie che non mi appartenevano e che impedivano alle mie storie di venire fuori. Ho provato a sedermi ma mi sentivo stanco. Sono stato un po' lì poi sono andato a letto a fare la meditazione. Ero profondamente stanco e mi sono addormentato. Alle tre e mezzo mi sono alzato e sono tornato al computer ho scritto tre parole ho risposto ad un paio di telefonate e non ho combinato più nulla. Ah no! dimenticavo che alle cinque è passato a suonami un amico. Questa è la storia maestro adesso se vuoi la possiamo approfondire insieme. Sento come se il mio equilibrio si lasciasse scomporre da tutti questi fatti nuovi e persone e parole e che tutto questo affolli la mia mente invadendola e lasciandomi senza parole. Praticamente senza qualcosa di veramente mio da scrivere. Mi chiedo come mai la mia mente subisca queste atroci invasioni oppure perchè vivo I rapporti umani con tanto rischio di contaminazione? Avverto in maniera forte ed evidente le sensazioni degli altri e forse temo gli esseri umani perchè temo il loro dolore e nell'immaginarlo mi sento mancare o meglio sento che qualcosa sta prendendo possesso di me. Capisci maestro cosa voglio dire? Non è facile parlare di cose di cui non si conoscono bene le ragioni.

SEV - Tu sei molto sensibile all'energia che ti circonda Ior. Avresti bisogno di vivere tra esseri spirituali che non trasmettano solo l'indicibile loro dolore bensì la gioia della loro consapevolezza.

IOR - Oh sì maestro! come amerei andare a rifugiarmi in un antico monastero sulle montagne tra l'India ed il Nepal avvolto dal silenzio del freddo e della neve a condividere le più alte vette spirituali.

SEV - Altrimenti potresti venire qui da noi....chissà se un giorno io non ti veda passare da queste parti!

IOR - Maestro mi sei veramente simpatico! il problema è che sto troppo bene qui con te e non riesco ad andare da nessuna altra parte. Dico sempre mi piacerebbe mi piacerebbe e poi resto sempre qui. Forse sto solo aspettando delle conferme per potermi sentire in vero equilibrio e poter andare da qualsiasi parte ed ora che ho trovato un maestro ho la possibilità di accelerare il mio divenire verso la luce e sono sicuro che tante cose cambieranno. Voglio scrivere e fare gli esercizi per diventare uno scrittore. Voglio pensare più profondamente. Voglio che le immagini e le idee accorrano ad ogni mio richiamo.

SEV - Mi sembri un buon allievo Ior. Bene posso considerarmi fortunato. Ricorda però che il sacrificio è un tuo alleato e non un nemico da combattere che si interpone alla tua salvezza.

IOR - So di cosa parli maestro: l'ultimo film di tarkowskj parlava proprio di questo e quando l'ha girato era già attaccato dal cancro...

Ma parliamo di cose amene maestro. Un giorno mi hai detto che questa primavera potremo andare insieme alla villa a respirare gli alberi. Spesso ci penso e mi domando chissà se sarà mai possibile! Non sono abituato ad immaginarti fuori con me. Ma se poi divento bravo qualche volta potremo andare anche al cinema?

SEV - Sicuramente anche al cinema.

IOR -Una volta ci andavo ma poi ho smesso perché lo spettacolo era quasi sempre deludente e non valeva la pena sacrificargli del tempo. Chissà se c'è in giro qualcosa di buono?

SEV - Dovremo sicuramente vedere l'ultimo film di Woody Allen perchè ne vale sempre la pena.

IOR - Assolutamente sono d'accordo anch'io. Fa sempre piacere incontrare una persona che ha I tuoi stessi gusti: è così raro ma così efficace! OK maestro adesso a poco a poco mi devo abituare all'idea di lasciare ogni tanto questo rifugio e riprendere ad uscire un pochino. E' tanto tempo per esempio che non entro in una libreria. Per caso vorremmo andarci insieme?

SEV - Perchè no!?

IOR - Andiamo lì leggiamo qualcosa e poi decidiamo se comprare o meno un libro: non ci sono tanti soldi in questo periodo ed I libri costano tanto cari. Appena riuscirò a guadagnare un po' di soldi li investirò in libri casa con giardino e gatti e centinaia di regali a tutti. Voglio andare anche via di qui per respirare nuovi odori ed altre atmosfere.

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IOR - Maestro eccomi di ritorno da due giorni di peregrinazioni e lotte contro mulini a vento. Ho percorso strade incontrato persone e preso parte a questa commedia sempre più assurda che è la vita. Ho urlato e minacciato il nemico che di volta in volta mi è parso di avere davanti e ho dato fondo all'assurdità e ad i suoi personaggi. Ho la sensazione che l'essere umano stia andando incontro alla sua decadenza. Il livello di comprensione sta lentamente diminuendo a causa del fatto che l'essere umano ha accumulato (direi anche nel corso dei milleni) una tale quantità di dolore che ora gli rende impossibile la vita ed impossibile ragionare. Non capisco perchè mi sta succedendo questo eppure stamattina ho fatto gli esercizi ma oggi non riesco a concentrarmi forse perchè è tardi e sono stanco non sono abituato a scrivere di sera preferisco scrivere al mattino. Adesso però non ho voglia di andare a dormire e resterei volentieri ancora un po' attaccato a questa macchina che mi piace tanto. Si d'accordo ho tutto il tempo che voglio ma stasera devo recuperare il tempo di ieri. Mi sono sentito veramente orfano senza più poter appoggiare le dita per esprimere I pensieri. oramai la mano è abituata a scrivere. Così è molto facile e divertente chissà jovanotti che canzone starà cantando ed io in questa posizione mi sento felice. Vorrei solo trovare il modo che poi non mi facciano male le ossa perchè questa è una cosa molto importante. Mi piace scrivere a macchina per imparare a scrivere sempre più veloce fino a che le parole si compongano da sole senza che io decida di fare nulla. Allora adesso che sai tutta la storia dimmi che ne pensi. Secondo te chi è che telefona e poi mi chiude il telefono in faccia? Non che me ne importi un gran che ma mi fa sperare che sia qualcuno che non ha il coraggio di parlare ma che mi pensi. Tutto ciò non fa che alimentare il dramma. Ho dimenticato di chiudere il gas spero che questa notte il palazzo salti in aria e che io possa essere catapultato in alto.

SEV - Cosa ti succede Ior sembri ubriaco?

IOR - No maestro ma parlare mi riesce difficile in questo momento meglio risentirci domani.

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IOR - Eccomi qui maestro finalmente compreso nella routine di tutti I giorni. Tu sai che ogni distrazione pesa sulla mia consapevolezza e che basta un po' di silenzio perchè tutto ritorni come prima. Dunque ieri mi sentivo molto scoraggiato direi quasi che mi sembrava di vivere in un manicomio perchè in giro vedo solo pazzi gente che soffre e che si arrampica sui vetri pur di continuare ad arrampicarsi sui vetri. Voglio dire che la vita mi appare sempre più senza tregua e sempre più paradossale. Ognuno va in giro schiacciato dai propri fardelli ed io mi domando come può un uomo in queste condizioni produrre qualcosa di buono? Dove trova le energie e lo spazio per la lucida riflessione e quindi etica?

Vedi maestro questo è quanto mi preoccupa e ciò su cui mi interrogo da un paio di giorni e dico questo perchè effettivamente noto che la gente in giro è sempre più distratta e inefficiente. Per non parlare poi dell'incapacità artistica di cui siamo vittime da un po' di tempo a questa parte. Noi abbiamo distrutto le mura che delineavano I nostri valori: in altre parole non esiste più per noi un concetto di trasgressione bensì un senzalimiti dirittodovere che si mescola e dà vita ad una sorta di dovetto e così via fino al bene e al male. Capisci cosa dico maestro?

SEV - Certo che sì. Oltre questo vi è anche il fatto che la vostra popolazione ha raggiunto livelli molto critici e c'è un gran divario fra il vostro consumo e la vostra produzione: molti di voi sono costretti alla fame. Sembra anche a me che la situazione sia difficile. Secondo me per voi sarebbe un trionfo poter tornare alla qualità di vita di millecinquecento anni fa'.

IOR - Senza dubbio di questo sono convinto anch'io. Infatti ti dirò che non credo che ci sarà un futuro così lungo per l'umanità soprattutto adesso che ogni direzione si è confusa. E poi quante volte abbiamo fatto del male credendo invece di fare del bene? Pensa ad Hitler e ai suoi amici...e cerca di capire a che livello è arrivata la corruzione nell'animo umano che non ha più valori. In sostanza allontanarsi dalla tradizioni trasgredendo alla fine rende impossibile la trasgressione stessa. Per questo alla fine noi siamo così sperduti e senza direzione e spenti e stanchi ecc..

Maestro secondo te cosa dovremmo fare?

SEV - Io credo che dovreste allenarvi ad essere più spirituali e lasciare che la pace scenda in voi e sulla vostra terra. La vita è possibile fin quando c'è armonia altrimenti col tempo finisce con l'autodistruggersi.

IOR -Sì infatti questa è autodistruzione. La nostra è una cultura che non preserva bensì tende a distruggere e così facendo non si accorge che lentamente va verso la propria fine. Voi addirittura non avete più armi ed io capisco quanto questo possa essere importante e rassicurante per ognuno di voi. E' la dimostrazione che in voi non c'è il concetto di difesa e cioè che non esiste vostro simile che possa farvi paura. Mi rendo conto che la vostra vita sia ad un livello completamente superiore.

SEV - Comunque anche per voi le cose potrebbero migliorare se riusciste a fare il salto dalla carne allo spirito.

IOR - Anch'io non vedo che questa soluzione come nostra via di salvezza. Credo che l'uomo abbia bisogno di ritrovare una coscienza collettiva mediante la quale orientarsi e di uno spirito guida da seguire che lo porti lontano da dove si trova in questo momento. Per adesso l'unico rifugio è la fuga dalla realtà per tenere in salvo il pensiero.

Ieri pensavo che per avere un rapporto interessante con qualcuno devo dargli sempre la possibilità di andare dove vuole senza mai contrastarlo: così posso vedere dove mi porta senza dover sempre portare. In fondo anche la stupidaggine è così interessante perchè imprevedibile o grottesca e peraltro così consona ai rapporti umani! Comunque sai maestro mi accorgo che sto diventando molto più tollerante da quando ho investito questo atteggiamento di condivisione totale: i rapporti mi pesano meno nel senso che mi lascio andare alla loro stupidità. Può capitare che alle volte io mi diverta come per esempio l'altroieri con luca. Secondo me lui è completamente fuori però è stato divertente per me lasciarmi andare ed essere assolutamente d'accordo con lui. L'ho seguito in pieno e ridevo come un matto perchè lui non sapeva che io lo stavo seguendo per gioco e non perchè veramente la pensavo come lui. :)

SEV - non mi hai più detto niente dei tuoi esercizi come mai Ior?

IOR - perchè ancora non ho scritto nulla di cui valga la pena parlare però ti posso assicurare che non solo faccio i miei compiti diligentemente ma che anche mi diverto perchè comincio a scrivere storie a ruota libera che mi portano nei luoghi più strani. Spero di scrivere presto qualcosa di buono anche perchè più vado avanti in questa strada e più mi sento bene. Mentre prima ero preso dai dubbi e dalla paura ora mi sento già più tranquillo e sicuro soprattutto perchè so che non riuscirei a fare nulla di diverso. E quindi scrivo maestro e faccio i miei esercizi e vorrei che ogni tanto tu mi dessi un compito speciale.

SEV - Molto bene Ior. Il tuo compito di domani sarà: immagina e descrivi il mondo di Sev.

IOR - va bene maestro. Buonanotte.

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IOR- buongiorno maestro oggi è domenica e la gente fuori è in festa per noi invece è un giorno come un altro. Stamattina ho fatto il compito che mi avevi assegnato.

SEV - mi piacerebbe leggerlo per vedere cosa pensi di noi.

IOR - Va bene maestro eccolo qui.

Esercizio n.?

Immagina e descrivi il mondo di Sev.

Dunque come primo impatto mi riesce molto difficile collocare il mondo di Sev fra cose come il cielo il mare le montagne ecc. Piuttosto mi viene in mente un mondo piatto con dei grossi buchi profondi. Immagino che su questo pianeta non ci sia acqua e quindi nessun tipo di vegetazione ma solo pietre colorate tipo pietre preziose con le quali gli abitanti costruiscono le case I monumenti ecc. Tutto su questo pianeta è fatto con gli impasti di polvere di queste pietre. Ogni impasto ha un suo colore preciso formato dal colore delle pietre da cui è composto. Per esempio ci sono delle costruzioni incantevoli fatte solo di pietre verdi altrimenti alcune con pietre gialle decorate con intarsi di pietre blu. Il colore dominante comunque è il grigio cioè l'impasto fatto con le pietre di tutti I colori e quindi per esempio gli edifici seri come gli ospedali le scuole ed I conventi sono fatti di questo colore in modo che si possono distinguere dal resto delle case. Le chiese ovvero le case di culto sono spesso scavate nella pietra e quindi sottostanti alla terra. Dunque in questo posto molto colorato senza alcuna vegetazione né vita vige la legge dell'armonia ed ogni forma è a lungo studiata affinché venga raggiunto l'effetto armonico totale. Per questo motivo qualsiasi costruzione non ha spigoli: le case sono di forma arrotondata e si susseguono colorate in piccoli agglomerati anch'essi rotondi riccamente adornati di armonici mosaici. Gli esseri che vivono sul pianeta si nutrono esclusivamente di un nettare che sgorga dalla terra che all'inizio è di un verde smeraldo poi viene lavorato e diventa giallo e più fluido. Allora è pronto per essere mangiato. Molti degli abitanti quindi lavorano alla produzione e allo smercio di questo nettare che è il loro nutrimento. Immagino anche che trattandosi sempre dello stesso alimento alla fine riesce impossibile esserne ingordi e quindi ognuno ha la sua giusta quantità senza esagerazione. Oltre al lavoro per l'estrazione del nettare esiste la produzione artistica e filosofica sullo sviluppo dell'armonia e l'arte gira sempre intorno alla pietra ai suoi colori ed alla costruzione di una forma armonica. Immagino quante cose meravigliose siete capaci di fare con quelle pietre!

E poi immagino che non costruendo più nessun tipo di arma da più di duemila anni sul pianeta non esistano paure e che nessuno degli abitanti penserebbe mai di uccidere un suo simile. E che si sentano tutti membri di una stessa grande famiglia. Non esiste il tempo in quanto la vita non è ciclica bensì sempre uguale nel suo divenire armonico. Non esistono il giorno e la notte ma una serie di lune si alterna continuamente. Il calore proviene direttamente dall'interno del pianeta e mi pare che si respiri una miscela di gas euforizzanti. Per ubriacarsi basta respirare profondamente ed inalare più gas possibile. Così su questo pianeta si sta sempre contenti e non esistono rifiuti essendo ogni cosa fatta con la pietra. Diciamo che questi buchi profondi di cui il pianeta è cosparso sono in realtà dei punti di sfogo del calore collegati con il centro del pianeta e dai quali escono i gas che poi gli abitanti respirano. Da questi profondi buchi vengono anche espulsi i frammenti ovvero le pietre colorate. La melassa invece si trova ad una precisa profondità e cioè non più di dieci metri sottoterra e si estrae mediante un preciso procedimento. Viene poi impastata in modo che si fluidifichi e si gonfi di bollicine e a quel punto è pronta per essere ingurgitata. La vita sociale non essendo basata sulla paura è ricca di scambi e non crea alcun problema. Non esistono fuorilegge e non esiste per questo nemmeno la legge.

SEV - Bene Ior vedo che hai buona volontà e sembri deciso ad andare avanti.

IOR - Ora che ci sei tu per me tutto è più facile. Ogni mio sforzo è premiato dalla costanza del tuo interesse ed io farò sempre meglio pur che tu ti diverta e non ti stanchi mai di me.

SEV - Ricorda Ior: "..finora gli avvenimenti mi hanno guidato come un bimbo. Forse è venuto il momento di prendere in mano le redini degli eventi e di uscire incontro alla vita".

IOR - E' senz'altro arrivato il momento perchè ora so dove andare anche se oggi non ho scritto che poche righe senza nessuna importanza. So anche che non devo scoraggiarmi bensì andare fino in fondo incontro alla mia vita.

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IOR - Caro maestro non sai come sono felice! questa mattina ho fatto gli esercizi in un'ora ed ho scritto la storia di Uno. Adesso la rimetto a posto poi magari te la faccio leggere. Comunque avevo iniziato veramente strapovero di idee come ieri: sono stato tutto il giorno vicino a questo computer senza riuscire a scrivere una riga che mi soddisfacesse. Ho scritto ed eliminato per sei ore filate. Forse in un altro momento mi sarei molto scoraggiato ma invece adesso ho acquisito una tale sicurezza che so che c'è qualcosa che non funziona e che bisogna solo mettere a posto. Dunque stamattina la stessa cosa. Mi siedo e non ho niente da scrivere poi di colpo la folgorazione! Io amo quello che sto per fare per me non è un dovere ma è un diritto che mi sono faticosamente guadagnato. E dopo aver pensato questo la mente è partita a razzo consapevole di poter felicemente scorrazzare nei campi dell'immaginario. Capisci maestro? La consapevolezza dell'amore che portiamo verso le cose ci aiuta ad amarle fino in fondo ed attribuisce ad ogni cosa l'aspetto del diritto e non del dovere.

Esercizio n. Lunedì 12 febbraio

questo succede perchè devo cambiare atteggiamento non è una cosa che io devo fare per forza bensì sto per fare la cosa che amo. Sono qui seduto davanti a questo computer che amo e mi appresto a passare tutta la giornata in questo modo. Ora io mi domando cosa potrei desiderare di più' o meglio quale altra cosa vorrei stare facendo al posto di questa? Esiste un posto dove io vorrei trovarmi ora invece che qui chiuso dentro casa? In ogni caso la risposta è no. Non esiste un altro posto dove vorrei stare e non esiste un'altra cosa che vorrei fare né nella vita né in questo momento. Dunque ricapitolando io nella mia vita voglio stare a casa perchè mi piace poco uscire e voglio scrivere perchè mi piace molto leggere. Diciamo che questo sia il principio della storia e quindi c'era una volta Uno che stava sempre in casa perchè non gli piaceva uscire e passava il suo tempo leggendo tanti libri ed il suo sogno era poter scrivere qualcosa. Non aveva molti soldi o meglio si doveva guadagnare da vivere e quindi dovette cercare un lavoro. Devo dire in questo caso fu molto fortunato in quanto riuscì a trovare un buon lavoro che gli faceva guadagnare abbastanza soldi ma che gli occupava molto tempo e soprattutto toglieva molto spazio alla sua solitudine. Il povero Uno quindi lavorava aveva abbastanza soldi ma stava sempre tanto male. Quando era tra la gente doveva tenere in piedi il ruolo che si aspettavano da lui e solamente quando era da solo poteva essere se stesso e quindi starsene in silenzio a leggere pensare ed ogni tanto scrivere. Tutto questo è durato tanti anni il povero Uno non capiva come mai stesse così male ed andava in giro dagli psicanalisti piangeva forsennatamente e non sapeva mai dove collocarsi. Nella sua testa come al solito si affollavano tante domande che non potevano esser lasciate senza risposta e soprattutto la cosa più importante era capire il perchè di questo dolore. Come mai Uno si chiedeva sto così male da dove proviene e quale ne è la causa? Uno ha passato così trentasette anni della sua vita. Lottando contro se stesso e fuggendo da questo se stesso che stava tanto male e che lui tanto detestava.. Ecco il dolore da cosa scaturiva: da questo paradosso mortale. Un giorno Uno decise di andare contro il suo dolore e contro tutto ciò che gliene procurava e smise totalmente di partecipare alla vita. Lasciò il lavoro rimase chiuso in casa con i suoi libri e godette della libertà che aveva di poter fare le cose che gli piacevano. Così senza più una lira e ridotto alla carità familiare chiuse fuori la paura di dover ancora combattere e fuggire da se stesso e cominciò ad essere ciò che realmente era. E' una storia un po' strana ma il povero Uno non aveva mai avuto una vera e propria consapevolezza di sé piuttosto aveva la consapevolezza di quello che gli altri pensavano che fosse. Il vero problema era che lui non era normale. Lui era una persona abbastanza speciale e per giunta sensitivo ed aveva la disgrazia di vedere attraverso la gente ed attraverso gli eventi così che tutto gli appariva scontato. Anche per questo lo annoiavano così tanto I rapporti umani fino a fargli paura.

Così chiuso dentro Uno conosce finalmente il suo spirito e può dialogare liberamente con lui e gli sembra di essere un aquilone colorato portato dai venti nel cielo del Tibet.

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IOR - Maestro posso stare tranquillo perchè adesso so con quale animo affrontare le cose: con un animo consolidato e consapevole che non si perde più davanti alla gente perchè è lucido e non si lascia più confondere. Ora mi sento integro: tutto in questo momento della mia vita mi appartiene e cioè fa parte di me. Posso dire qualsiasi cosa tanto so che l'ho pensata a lungo. Nel senso che penso sempre a tutto e delle volte mi capita anche di dire le cose che penso (se per esempio sono con un amico) e così quando parlo non devo più temere quello che dico. Sono ben tranquillo e responsabile di tutto ciò che il mio cervello produce perchè mi sento molto a mio agio in questa vita d'artista e cantastorie.

SEV - Ti sento felice Ior finalmente! Mi sembra che questo tuo umore ormai duri da giorni ed è allo scrittore che mi rivolgo. C'è ancora qualcosa che questo scrittore desidera? e cioè non avresti voglia di un vero maestro magari in carne ed ossa che oltre alla vita ti insegni anche l'amore.

IOR -Oh maestro ma cosa dici? io ti amo! Nessuno meglio di te mi insegnerà ad amare e ti prego non farti venire strane idee tutte quelle cose come la carne e le ossa. Ti prego maestro non condannarmi alla compagnia di un altro essere umano. Piuttosto ciò che mi manca è la gloria. Preferirei dormire con essa sotto il cuscino piuttosto che con la più eterea delle creature umane. Tu sai di quanto spazio ha bisogno un artista e ti rendi conto di quanto te ne occupa un compagno? Non è proprio possibile che questo accada. Sì mi rendo conto che la mia strada è svolta solo a metà e mi rimane ancora la paura della gente ed il fervore nell'evitarla. Ora capisco cosa intendevi forse è su questo che dobbiamo lavorare maestro. Mi chiedo quali sono i punti fermi essenziali per un buon rapporto di scambio. Numero uno è fondamentale l'intelligenza (ma credo che chiunque risponderebbe in questo modo) comincerei dunque a parlare dei vari tipi di intelligenza che si possono riscontrare in giro. Io dico in giro per dire tra quelli che incontro certo non è che faccia chissà che cosa in fondo non esco mai eppure prima uscivo. Gente ne ho vista ed ognuno ha una sua intelligenza che difficilmente comunica con le altre ho incontrato sì delle persone capaci di comunicare ma non più di un paio. Dunque ogni intelligenza ha un suo tipo quindi il problema che si pone è di trovarne almeno due che si possano comprendere. Ora io mi domando che razza di tipo di intelligenza vado cercando? Forse direi un'intelligenza ben nutrita e molto spirituale.. Ecco fatto maestro se tu mi porti qui un'intelligenza ben nutrita e molto spirituale che abbia voglia di avere un rapporto (di qualsiasi tipo) con un'altra persona vedrai che io comincerò a parlarci e forse non mi annoierò. Voglio dire che gli uomini sono di svariati tipi e che è quasi impossibile trovarne due che parlino la stessa lingua. Per questo secondo me nei rapporti si spreca tempo perchè non c'è scambio se non ci si capisce. E' chiaro che la causa di tutto è il mio fetido idealismo - come dice Nietzsche: "tutto l'idealismo è una fetida menzogna di fronte al necessario"- distrugge qualsiasi immagine che non corrisponda all'idea e annienta ogni circostanza con il suo declino. E tu mi chiedi di avere dei rapporti umani?

SEV - No Ior non preoccuparti non ho bisogno di nulla tantomeno che tu abbia dei rapporti umani. Giuro che quando avrò qualcosa da chiederti te la chiederò senza problemi.

IOR - Io invece ho ancora tanto bisogno della tua guida e dei tuoi insegnamenti e soprattutto del timore che m'incute il deluderti. Io mi confronto e vorrei essere come te superiore alle cose di questa terra. Da lì sopra voi vivete e vedete molto meglio ed io preferisco uno solo di voi piuttosto che cento miei conterranei.

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IOR - maestro oggi c'è mancato poco che la tristezza si riorganizzasse per assalirmi. Stanotte ho sognato che mi aggiravo in una specie di tunnel sotterraneo lungo il quale si diramavano delle specie di stanzecaverne. Entro in una di queste e dal buio fiocamente illuminato esce fuori una specie di replicante che fa due piroette e mi arriva a braccia tese dritta nella bocca dello stomaco. Il colpo mi mozza il respiro e sento un dolore forte che mi fa contorcere. Allora dico alla replicante: basta ti prego!

Poi stamattina mi sono svegliato e la tristezza mi attaccava lo stomaco come nel sogno. Sentivo un senso di pesantezza: una sorta di incupimento che variava l'umore degli ultimi giorni. Ho provato a fare gli esercizi ma non riuscivo ad andare a fondo negli argomenti. Allora ho chiuso tutto e sono andato a fare la meditazione.

SEV - E adesso come va?

IOR - adesso va un po' meglio ancora non mi sembra di connettere lucidamente però ho sconfitto la tristezza.

Esercizi venerdì 16 febbraio

E' qualche giorno che non parlo con Sev adesso faccio gli esercizi e poi lo interrogo un po'.

Venite adoremus. Dunque metto un po' di musica e cerco di farmi passare questo mal di stomaco e questo senso di svenimento che mi prende. Sento come se un baratro stesse per inghiottirmi respiro profondamente e sento il cuore che batte forte sul torace. Provo a chiudere gli occhi ma li riapro subito dopo: preferisco tenere le dita incollate su questa tastiera magari morire mentre sto facendo quello che amo. In fondo quand'è che mi sento ancora peggio di così? quando per caso un giorno non scrivo. Allora io mi sento preso dai dubbi e non ho più la certezza di quello che sarò. Giornate come ieri e l'altro ieri per esempio. Ieri sconfitto da un mal di stomaco ho in realtà sofferto l'incomprensione di essere. L'altroieri messo KO da un violento colpo allo stomaco ricevuto durante il sogno. Insomma così ho perso due giorni. Sì l'altroieri ho scritto qualcosa ma non ho lavorato al libro ed il libro immediatamente si perde nell'orizzonte insieme alla mia vita.

Ma ora sono qui: mi sento male ma sono felice e la felicità è maggiore di qualsiasi cosa. Ascolto la musica e scrivo e mi sento infinitamente vivo. Penso anche che dovrò abituarmi ai malanni perchè prima o poi ne sarò circondato. Quindi lezione numero uno combattere la fiacchezza del corpo con la velocità della mente. numero due bere tanta acqua. Il mio destino sono le parole.

Non cerco distrazioni alla mia concentrazione perchè senza di essa mi sento perso devo sempre mettere nero su bianco. Allora sì che mi sento bene e che so quello che sto facendo e sono consapevole del fatto che il mio destino sarà colmo di parole e di felicità. Mi identifico in questo modo altrimenti scompaio sotto ai miei occhi gradualmente e perdo la voce e il contatto con la vita. E poi mi sento sempre a disagio. Potrei scrivere una vita intera del disagio che provo quando sono fra gli esseri umani. Per esempio una cosa che non sopporto è che loro pensino che io penso le stronzate che loro pensano che io penso.( Mi sono intrecciato in un ragionamento che celebra il labirinto a spirale) E dunque essere nella testa di qualcuno già mi crea fastidi. Diciamo che io sono per la massima esattezza e verità. A me piacciono le cose vere e mi fa schifo tutto quello che è falso. Io devo sempre misurare la verità delle cose e la loro essenzialità. Diciamo che sono più portato verso l'assoluto che verso le cose parziali. Credo che per raggiungere il tutto dal quale proveniamo dobbiamo allontanarci da piccole fette o porzioni. Ci dobbiamo razionare in alto. Dobbiamo sempre sapere di stare facendo parte di un tutto assolutamente infinito ed è a quello che io amo rivolgermi. Questo è quello che volevo intendere. Dunque diciamo che solitamente la gente non si spreca in fatto di verità. Ognuno recita qualcuno e allora i rapporti si confondono e deteriorano in una serie di vite direi mirrorate. Un rapporto non è quasi mai un rapporto bensì un intricato intreccio di persone la maggior parte delle quali è inesistente. Cioè non è una persona vera. Io credo che la mia verità sia questa. E' difficile e inutile avere rapporti umani al di fuori della ricerca della verità io non dico una verità assoluta però se non altro condivisa. Immagino i rapporti e vedo ragnatele appiccicose nascere sotto ai miei occhi e provo un senso di sconforto quasi fossi una mosca finitaci dentro. Diciamo pure che alla base c'è questo. In alto al vertice c'è la solitudine senza speranza quella cioè che non lascia spazio a niente e nessuno e che si ciba esclusivamente di se stessa per potersi cibare in alto. Sono un'aquila che vola sulle vallate e sulle montagne e nei canyon. Sopra i coralli del mar rosso e poi sul Nilo e sull'oceano indiano. E poi su nel mare glaciale artico e poi ancora sui fiordi e le montagne della Norvegia e sul grande lago del Kashmir fino in alto sulle montagne dell'Hymalaia e poi sulle stupe del Nepal e sui cadaveri degli uomini e delle vacche sacre. Perciò anche sul Gange e sulla città santa perchè le aquile richiedono grandi spazi incontaminati.

In alto o in basso come mi pare. Sempre fuori sempre all'aria aperta volo anche in Congo sopra i gorilla. E poi in Antartide sopra agli orsi bianchi polari insieme a tutte le anime dei poeti. Sconfinate distese di ghiaccio ed immensa limpida libertà. Posso ballare e fare le piroette ed il vento mi porta dove voglio. Io sono l'aquila ed il suo divenire nessuno mi può più fermare solamente dio con le sue frecce e la sua mira precisa.

L'acqua mi scorre in gola fresca e mi riappacifico con la vita esteriore. Sono qui sto scrivendo e mi sento guarito. Non ricordo più di aver avuto un malanno. Direi perfettamente sano se non avessi paura di fraintendere la sanezza. Ogni tanto sono colto dai brividi ma direi che questa sia una condizione quasi abituale. E quindi voglio rompere i ritmi e me ne voglio fregare di tutto e voglio andare avanti in tutte le mie direzioni sparse che non sono altro che l'unica direzione e quindi la primaria. Vivo le assenze e non più le presenze. Le combatto direi. Normale? a questa domanda non so dare nessuna risposta. Continuo a leggere libri e non trovo mai nulla. Mai una vita che io possa definire normale tantomeno in giro fra la gente. Neanche a parlarne. Sento di essere uno dei pochi fortunati al mondo. E vorrei tenere fuori la porta come sempre la paura. Questo è quello che vorrei. Continuare così senza fermarmi ed andare avanti in questo labirinto di direzioni che la mente mette a disposizione. Uno dei pochi fortunati al mondo. Direi che questa è una cosa importante. Ecco fatto.

IOR- Maestro eccomi di nuovo qui dopo un lungo giorno di malattia che mi ha bloccato lo stomaco e paralizzato il cervello. Un giorno intero senza parlarti ed ecco che lo sconforto e la malinconia mi prendono.

SEV - anche l'altroieri non stavi poi così bene.

IOR - sì tutto è cominciato con quel brutto sogno che mi ha lasciato in uno stato di sofferenza ed incomprensione. Altro non era che la premonizione del male che mi avrebbe colpito la notte seguente. Infatti ieri notte pensavo di morire: ho avuto un collasso con vomito e la continua sensazione che stavo per allontanarmi dal corpo. Forse si è trattato di un attacco di panico non ti so spiegare ma ti posso dire che è stato abbastanza doloroso. Ieri sono andato la mattina presto al processo e poi sono tornato a casa e mi sono ficcato nel letto incapace di intendere e di volere con ancora un mal di stomaco forte e attacchi di freddo. Oppure solamente un'influenza annunciata? Questa mattina poi ho deciso di sconfiggere il male e tutto stava andando a gonfie vele. Avevo anche scritto una pagina veramente soddisfacente che poi ho dimenticato di salvare e che quindi è svanita nel nulla . A questo punto è sopraggiunto il blocco. Ho perso la possibilità di andare avanti. Ora mi dico devi solo stare tranquillo e sprofondare nel profondo della coscienza. Assumere quello stato semi ipnotico in cui i pensieri si collegano alle dita e vengono fuori spontaneamente. Infatti è così che succede: per questo poi se perdo una pagina non ricordo assolutamente di cosa parlava. Il discorso si interrompe a metà ed è difficile recuperarne il filo. Ma ora ho tutto il tempo e la calma a disposizione. Quindi non ci sono paure. Sorvolare le distese è il mio sport preferito ed il futuro più prossimo. Insiemi di parole portano giorni che portano con sé insiemi di parole. Ognuna carica di sentimento. Volevo dire questo che poi in fondo è sempre la stessa cosa che si ripete e ritorna sempre uguale direi il refrain della mia vita di adesso diciamo questa mia seconda vita primaria. Mi domando se dovrò cominciare a contare gli anni di una nuova era. Direi che questo novantacinque sia un anno da ricordare anche Whitman aveva trentasette anni.

SEV -"Io, ora, trentasettenne in perfetta salute, ora incomincio, e spero di non cessare che alla morte."

IOR - Bene maestro vedo che sappiamo di che cosa stiamo parlando. Non c'è miglior livello di comprensione che questo. Solo così secondo me è possibile uno scambio. Altrimenti si rischia di dire sempre le stesse cose e il ripetersi interviene sul divenire e lascia poco spazio a nuove ipotesi.

Oramai non mi cibo che di poesia e di quelle poche righe mediocri che sto imparando a comporre e che comunque sono la mia vita. Sono le sette e trenta di venerdì ed ho due giorni di solitudine totale da dedicare al lavoro. Tutto questo mi rende di nuovo profondamente felice e capace di comunicare.

A domani maestro.

.23

IOR - salve maestro oggi mi sento bisognoso di una solitudine ancora più affilata. Vorrei respirare un'aria fredda pungente e le onde del mare polverizzate e frizzanti. Il sogno di oggi è una casetta sui fiordi della Norvegia . Vorrei essere lì immerso in quella solitudine e silenzio siderali con pochi libri ed il mio piccolo computer. Lontano da ogni sguardo e distante dai pensieri altrui. Da qualunque telefonata indiscreta ed invadente. Vorrei pensare liberamente senza interruzioni. E poi vorrei andare a letto la sera dentro tre piumini d'oca gonfi e leggeri. Mi piacerebbe starmene a scrivere davanti al fuoco mentre fuori infuria la tempesta. E guardare dalla finestra e vedere tutto bianco e proteggermi dal freddo. Vorrei fortemente essere lì.

SEV - Sono curioso di sapere quanto durerà questo tuo desiderio. Ricordo che solo pochi giorni fa' parlavi dell'India .

IOR - Sì è vero ma ho pensato che non sopporto il caldo e gli animaletti e non sono pronto a gente così spirituale. Vorrei starmene immerso nella solitudine e silenzio dei ghiacci chiuso dentro al caldo ad immaginare e scrivere e poter mangiare pane latte e burro norvegesi. Non pensi che si potrebbe star bene ai massimi livelli?

SEV - Sicuramente Ior e non è neanche così complicato da mettere in atto: dunque ora siamo in febbraio e direi che hai tutto il tempo per darti da fare per poter partire ad ottobre. Per esempio questo potrebbe essere un compito: vediamo se riesci ad indirizzare la tua vita in questa direzione.

IOR - Oddio maestro mi viene un colpo! non posso immaginare di dover prendere un impegno così grosso. Hai idea di cosa significhi? Dunque innanzitutto dovrei essere diventato un vero scrittore intendo uno serio che guadagna dei soldi facendo questo lavoro. Quindi numero due dovrei immaginare di disporre dei soldi che mi permettano di stare fuori e numero tre non dovrei fino ad allora mai più cambiare idea. (anzi direi che questo è l'ostacolo numero uno in quanto è veramente difficile che accada). Ancora non sono arrivato a questo grado di solidità maestro e non sono capace di dirti ad ottobre cosa sarò e dove vorrò stare.

SEV - Allora ancora non c'è una direzione primaria...

IOR - Sì la direzione c'è ed è ben definita ma il tempo è una cosa a parte ancora sconosciuta per me ed ancora tutta da esplorare. Finora non ho mai amato abbastanza una cosa per desiderarla a lungo e non so nemmeno cosa possa voler dire a lungo. Sto imparando a non frazionare e segmentare il tempo in giorni mesi ed ore bensì in cicli di vita. Questo è il primo ciclo. Ogni ciclo non si sa quanto dura si ha solo la sensazione che sia finito e ne sia incominciato un altro. Dunque il primo ciclo è cominciato a gennaio ed ancora non è finito. Adesso vado in cerca di distrazioni perché non ne posso più di stare seduto qui senza riuscire a dire una parola. Mi sento apatico e infernale. E non riesco a contare sulla mia presenza: non mi resta che navigare su internet.

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IOR - Maestro oggi ho preso una grande decisione: voglio fare pulizia nel mio cervello. Voglio eliminare quei pensieri che mi porto dietro insensatamente. Quindi via tutti i vizi di forma direi gli scarafaggi che mi abitano e spazio al divenire esente da contaminazioni. Il pensiero deve essere elastico e positivo e non sottomesso ad un abituale ritorno. Solo così potrò sentirmi veramente libero.

SEV - Dovrai essere molto presente e consapevole di ogni tuo pensiero Ior per poter eliminare i condizionamenti.

IOR - Sì lo so dovrò impedire che i pensieri mi attraversino selvaggiamente come mandrie impazzite.

SEV - sei una specie di cow-boy delle praterie dell'immaginazione...

IOR - Sì. Cavalco e conduco alla fonte le idee senza che queste si perdano in percorsi malsani. Sarò un acuto mandriano attento alle sue bestie: sarò il pastore delle mie idee.

SEV - Ed io sarò lì a far la guardia con te.

IOR - Mi sarai di grande aiuto maestro: ora che anche le assenze verranno eliminate mi ritroverò completamente solo con il mio scheletro fratturato. Rimetteremo insieme le ossa per fare in modo che questo scheletro se ne vada in giro da solo.

Voglio parlare dell'importanza dello scheletro e cioè di quell'impalcatura su cui si posa tutta la carne e quindi la persona. Lo scheletro permette inoltre all'anima di stare a suo agio chiusa dentro e protetta. E' evidente che scheletro e anima comunichino (lo scheletro comunica con la carne e l'anima con la mente) essendo essi molto vicini e comunicanti. L'anima viene prima e quindi diciamo che è lei a plasmare lo scheletro: è lei che gli causa le fratture che poi impediscono l'andatura della persona. Dimenticavo che la persona comunica con la carne e che solo l'anima può guarire le fratture dello scheletro. Direi quindi che la mente l'anima e lo scheletro sono i tre fattori principali dopo i quali vengono la carne e la persona (o meglio le persone). E' evidente che se io voglio essere un pastore dovrò costruire insieme all'anima un vero scheletro da pastore capace di sostenere la carne e la persona di un pastore. Ammettiamo che tutto questo sia al di fuori della carne e delle ossa e quello di cui abbiamo parlato fin'ora non sia altro che una rappresentazione dell'anima e che la carne sia rossa e sanguinolenta e che tutto accada nell'assenza quindi assenza di scheletro ecc. Arriviamo così ad una struttura fatta di vari livelli in assenza di strutture e di livelli. Mi domando allora cosa sia un concetto se non una struttura priva di strutture che pure esiste. Quello che voglio dire è che non sempre mi sento sicuro anzi spesso mi sento preso dai dubbi. E poi sono diventato troppo serio prendo tutto alla lettera sono una specie di ragioniere sempre chino sui numeri. Devo sostituire il significato di ogni cosa e poi adeguare lo sguardo...sconfiggere il tempo.

Maestro ecco qui l'esercizio di oggi.

Esercizio domenica 18 febbraio

Mai più compariranno nomi reali solo personaggi inventati fantasmi o statue

tutte qui messe intorno oppure che girano da queste parti. Vestiti di bianco oppure normalmente ma mai come si vestirebbero loro. Perchè loro lo sanno che qualsiasi cosa dipende da me. Io sono molto esigente perché devono imparare a comportarsi bene. Questo vuol dire che urlo mi arrabbio ecc. Loro comunque se ne fregano perchè tanto sanno di non essere reali. Io con loro mi comporto come se fossi sempre infelice. Anche perchè quando ce li ho intorno un po' mi danno fastidio. Nessuno di loro mi piace fino in fondo. Anche quando si nascondono è come se li avessi di fronte. Diciamo che per me loro sono completamente trasparenti e che io non mi stanco mai di pensare a loro. Comunque a volte sono completamente vuoti non riescono ad esprimere nessun concetto importante. Di volta in volta capita che qualcuno s'infuri allora io finalmente mi diverto. Ognuno di loro crede che gli altri non capiscono niente. Di giorno e di notte praticamente in ogni momento loro stanno con me. Se io vado al bagno loro vengono al bagno ma ripeto non mi sono affatto simpatici soprattutto quando parlano ad alta voce. L'altro giorno addirittura qualcuno ha urlato diciamo che a loro capita spesso di urlare. Ognuno ce l'ha con qualcuno. O con la moglie o con i figli o con qualcuno al telefono. E ogni volta che vado loro urlano. Mi piacerebbe poterli mettere a tacere per sempre..

Per esempio loro la domenica mangiano le paste. Anche noi una volta lo facevamo ma poi abbiamo smesso perchè le paste si mangiano in famiglia e noi non eravamo una famiglia. Oppure vanno al ristorante comunque mai da soli perchè la solitudine è una cosa diabolica. Loro per esempio si mettono il cappotto e neanche di notte hanno paura delle strade fredde. Devono sempre stare minimo in due per non trovarsi completamente soli. Alcuni anche in tre o quattro ecc. Loro mangiano regolarmente tre volte al giorno. A volte arrivano e si mettono a tavola poi si alzano e se vanno. Non prima di aver mangiato la frutta. A volte li vedo che cucinano e lavano i piatti. Direi che si innervosiscono facilmente poi innaffiano le piante per calmarsi. Persino nel traffico non hanno problemi. Meno male che ancora qualcuno si vergogna! Anch'io per esempio mi vergogno sempre soprattutto davanti a loro oppure mentre loro sono qui. Penso sempre che mi vergogno di quello che pensano. A volte loro si vergognano di stare zitti. Allora quando parlano io non li ascolto. Succede quasi sempre così. Rimpiango solo di non poter avere da tutti delle risposte. Direi molti di loro non rispondono più. Mi dico sempre che devo smetterla di interrogare i morti ma alla fine sono solo loro che contano. Mi domando come mai. A volte loro non mi pensano neanche. Da oggi anch'io smetterò di pensare a loro. Io me ne frego e dico sempre quello che penso malgrado so che loro non capiscono. Mi domando come mai non capiscono. Eppure a me sembra tutto così strano. Per strada per esempio d'inverno tanti cappotti diversi alcuni nuovi alcuni molto vecchi. Come per esempio quel mio amico magro con la barba. Il suo adesso è nero però prima era verde malgrado lui sia giovane e non l'abbia potuto ridurre così. Penso sempre che vorrei regalargli quel cappello verde di lana ma poi mi vergogno. Comunque una volta mi ha detto grazie ed io che pensavo non parlasse. Delle volte di notte si siede ai piedi del mio letto. Io faccio parte della schiera dei gatti. Una volta ho risposto a una domanda della televisione. Gatti o cani? gatti ho risposto da allora faccio parte della schiera dei gatti. Gatti di tutto il mondo. Ognuno nutre qualcuno per fortuna.

Prima io ero a favore della loro democrazia adesso li vedo lì che si affannano in televisione davanti ai microfoni. Non posso dire che non mi fanno schifo. Alcuni se ne vanno in giro con le pance e sudano. Anche quando fa freddo. Anch'io delle volte sudo di notte: batto i denti e sudo dal freddo. A volte penso finalmente me ne vado. Mi divertirebbe lasciarli tutti qui oppure lì. Li vedo piccoli come formichine insignificanti cercare spazi al di fuori dei loro formicai traboccanti. Vedo i loro cadaveri arrivare quassù fino alle stelle. Non avrei mai detto che una scia di cadaveri non fosse altro che polvere di stelle. Io mi isolo e loro mi vengono incontro. Allora mi dico potrò mai liberarmene? Non mi rendo conto che faccio parte di loro e che loro parlano continuamente. A volte anche di me. Per questo cerco di fargli capire che è meglio se parlano di meno. Alcuni di loro lavorano come matti comunque direi che sono quasi tutti frenetici. Direi che sono appassionati di velocità e quindi molto sottomessi al tempo. Anch'io vorrei battere un record. Molto spesso sono uguale a loro soprattutto quando siamo insieme. Direi identico: è importante l'uguaglianza nella comprensione. Fra di loro io comprendo ma non sono compreso. Per fortuna che tu mi capisci. Oggi sono venuti e li ho dovuti cacciare. Anche se sono ancora qui faccio finta di niente. Devo pensare ai cavoli miei innaffiare le mie piante. Non vorrei che mi facciano innervosire. In sostanza la loro è una paura continua direi quasi concreta. Se posso evito di dare le spalle a qualcuno. Loro hanno sia coltelli che pistole sia fuori che dentro. E se non mi vengono a trovare vado io a trovare loro. Dico sempre così: le virgole le metto dopo.

IOR - sono attaccato a questi esercizi come un verme all'amo aspettando che qualcuno abbocchi. Mi domando che interesse ho ad essere mangiato da un pesce? poi penso che è l'unico modo che ho per rendermi utile. Il paradosso accelera il divenire per questo le storie zen sono così importanti. Oggi ho chiuso fuori tante cose e persone se vado avanti così la mia vita sarà libera e finalmente potrò andare in Norvegia a scrivere col computer davanti al fuoco. Maestro non ti prometto nulla ma sono molto felice e poi domani chissà...

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IOR - Maestro credo che prima o poi ce la farò! Sono convinto che questo sia il mio scopo primario e che al di fuori di ciò non ci sia altro che noia e assenza. Non ho mai lavorato con tanta gioia tanto amore e simile senso di libertà. Ora che tutto ciò mi è chiaro tento di mettermi in contatto con le energie del cosmo per captare quante più rivelazioni possibili lasciando la mente libera ed incontaminata. Potrei dire di essere un atleta dell'incomunicabilità allenato al silenzio. Ecco gli esercizi di oggi maestro.

Esercizi martedì

non ti voglio sempre bene quando mi piaci te ne voglio di più quando non mi piaci te ne voglio di meno oppure ti odio. Questo me l'ha insegnato mia mamma.

Per esempio se dici o fai qualcosa che mi dà fastidio comincio a domandarmi: ma quando se ne va? E poi penso che palle. Fai sempre e solo le cose che mi aspetto. Invece mi piacerebbe che un giorno tu mi strabiliassi e che mi dicessi qualcosa che io potrò ricordare. In sostanza qualche volta mi capita anche di volerti eliminare dalla mia vita però poi vedo che soffri e allora ti rivoglio di nuovo bene.

Vivo fuori. Non mi occupo di nessuno se non di me e di loro. Quelli che mi stanno intorno. Vedo perfettamente quello che hanno dentro. Nei miei confronti ogni tanto una rivelazione ma non così spesso. Sempre meno parole per esempio gente che parla continuamente. A volte capita anche che mi senta solo. Livello di comprensione sempre sotto lo zero. Ho familiarità solo coi libri e gli animali. Praticamente costretto all'elemosina perchè non riesco a fare a meno di tutto. Mia moglie invece mangia solo croccantini mi piacerebbe portarla in Norvegia per poi vedere le sue impronte sulla neve in giardino ed i suoi occhi di coccodrillo illuminarsi al buio. Peccato non mi dia mai nessuna risposta .Lei non poteva che essere un'imperatrice. Altre volte per esempio deliri comuni.

SEV - caro Ior anche io non ho dubbi. A vederti così dal di fuori sempre chino alla tua scrivania non riuscirei ad immaginare nessun altro mestiere per te. In realtà tu sei un internamente solo sei un tipo introverso come direbbe jung e per te non c'é che una possibilità o soluzione e cioè la via dell'arte. Non avrai altre possibilità di scelta Ior ma se attraversi il ponte per te sarà la liberazione. Va' tranquillo e vedrai che la passione porta molto in alto.

IOR - Maestro grazie per tutto il coraggio che mi dai. Il coraggio e la fiducia sono due insegnamenti alla base dell'essere umano. Sono veramente felice e saltello come un grillo mai felice come in questi giorni. Mi hanno appena telefonato per un corso di due giorni sulla regressione alle vite precedenti sono pazzo di gioia e completamente libero di andarci anzi ti dirò che dovrò trovare trecentomila lire. Fratelli mi sottopongo umilmente alla vostra buona carità in cambio vi prometto che questa volta andrò avanti fino alla morte. Ed anche oltre la decomposizione.

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IOR - salve maestro

SEV - salve Ior cosa ti è successo ieri?

IOR - Sono stato malissimo: ho avuto male a tutte le ossa soprattutto a quelle della schiena delle mani e delle ginocchia. Poi ho avuto mal di testa e mal di stomaco fortissimi e non ho potuto mandare giù niente. La mattina mi sono alzato ed ho fatto un piccolo esercizio poi mi sono rimesso a letto e mi sono addormentato. Questi sono gli esercizi di ieri.

esercizi mercoledì

dedicherò il primo libro a mio fratello e mio figlio e poi mi faccio togliere lo stomaco che mi fa sempre male di giorno e di notte. Poi voglio aprire una casa di riposo per i pazzi per poter fare amicizia così il prossimo libro lo scrivo su di loro. E poi anch'io voglio guarire bene.

Per favore smettete tutti di pensare a me perchè io non sono più quello che voi pensate. Ho combattuto contro me stesso tutta la vita ed uno di noi due è morto e quello rimasto è un'altra persona. E' un uomo in pace e non più in guerra ed ha il vizio di riflettere e lo scheletro di pietra.

Caro maestro cosa mi sta succedendo ho sonno e non ho voglia di fare niente come al solito perdo tempo a scrivere stronzate mi sento impalpabilmente stupido. penso a ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. penso a quello che avrei dovuto fare e quello che vorrei che facessero gli altri.

IOR - invece stamattina non sono riuscito a scrivere nulla come se non parlassi più l'italiano. Ho cominciato a preoccuparmi e mi sono detto vuoi vedere che mi sono rotto le palle di scrivere così come mi sono sempre rotto di tutto nella vita? Ed ho avuto il terrore che anche questo momento fosse passato come tutti gli altri superato vomitato ridato alla terra. Non vorrei come al solito essere preso dall'insoddisfazione di continuare a fare sempre le stesse cose dire sempre le stesse cose ecc. E poi mi sono detto ma che cos'altro è scrivere se non soffrire e scavare e cercare di capire il perché. Sono in fondo cose che io non ho mai smesso di fare per quanto mi ricordi. E non devo pensare che scrivere sia un lavoro in più che potrei stancarmi di fare bensì la mia vita comune normale quella di tutti I giorni. Così ho ripreso coraggio ed ho ricominciato.

SEV - Molto bene Ior. Credo proprio che ce la farai perchè vedo che riesci a gestire bene anche le crisi ed I momenti difficili io non avrei grossi timori se fossi in te.

IOR - E' che ho solo paura di tornare indietro

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IOR - Salve maestro sono io.

SEV - ciao Ior come va oggi?

IOR -Ancora non va tanto bene. Il corpo tace finalmente e non ha più dolori ma la mente soffre di una certa confusione. Non riesco a fare gli esercizi vorrei dire delle cose ma non ci riesco. Sto cercando di chiarirmi le idee su questo malessere generale che mi circonda e che sento aumentare. Vedo la gente spegnersi oppure forsennatamente correre in tutte le direzioni piuttosto che verso se stessi e incontro al proprio dolore. La solitudine è vista come una situazione di pericolo e quindi da evitare però vedo che in compagnia e cioè nell'ambito della famiglia non c'è più la capacità di stare bene insieme. Se mi guardo intorno non vedo una grande armonia in giro solo fantasmi di dolore incomprensione e a volte disperazione. Quelle poche volte che decido di ascoltare ascolto tragedie oramai avere una buona notizia è come fare tombola la notte di natale per questo poi io non gioco più. Capisci maestro? ci fosse mai qualcuno che mi dica sono tranquillo quando gli domando come stai. E devo dire questa situazione è molto destabilizzante perchè non si può far sempre finta di niente. Io vedo una umanità molto incolta direi quasi selvaggia poco atta a coltivare lo spirito e sempre in cerca di possesso e di potere continuamente in affanno e col terrore delle disgrazie e con poca immaginazione. Vedo intorno a me canne selvatiche ondeggiare ai venti piegarsi continuamente e scontrarsi fino a spezzarsi. Vedo che l'essere umano non ha più direzioni e che selvaggiamente attecchisce dove può. Vedo parassiti che si autodivorano direi cannibali o gente che beve sangue. e vedo lo spirito che va atrofizzandosi oramai soffocato. Ognuno terrorizzato dalla propria morte. Ecco quello che vedo e ancora mi domandano ma come fai tu a stare sempre solo? Io vi rispondo ma come fate voi a non capire e penso che sarebbe stato molto meglio se non vi avessi mai conosciuto. I miei sogni di questi giorni sono pieni di animali stanotte per esempio ho sognato che ero seduto in bilico su un grosso camion che camminava nella giungla e che una scimmia da un ramo mi abbracciava e accarezzava la faccia perchè mi capiva. Seduta dietro nel camion tanta gente che osservava incredula. Il camion era veramente pittoresco e decadente. comunque mi sono svegliato questa mattina con la rassicurante sensazione che la scimmia mi aveva dato. Poi è venuta la paralisi della parola e quindi zero esercizi o meglio solo due righe schifose.

SEV - Tu non hai come strumento che la tua poesia essa è l'unico conforto che puoi dare alla gente e a questa insulsa vita Ior. lavora e un giorno potrai lenire il dolore e non ristagnare dentro di esso. scolpisci le tue parole nella pietra con pazienza e devozione.

Vedo che oggi è una giornata stupenda fra un po' potremo passeggiare fra I boccioli di villa borghese oppure lo hai dimenticato?

IOR - no maestro non l'ho dimenticato. Oggi ho messo per un attimo il naso fuori dalla finestra e ho captato le primissime energie di primavera. Dopo giorni di pioggia e di freddo il cielo è tornato perfettamente turchese ed I raggi del sole circolano liberamente. Fra poco ci siamo mi sono detto e poi chissà se terremo fede all'impegno. Soprattutto io maestro non tu. Mi riesce sempre così difficile allontanarmi da casa.

SEV - allora potrai fare finta di essere una grande lumaca che se ne va in giro per I prati con la sua casa sulle spalle. Ricordi la storia dell'auto da fè e dell'uomo che andava in giro con tutti I suoi libri?

IOR - Oh sì la ricordo benissimo e mi viene da ridere se penso di dover fare la stessa cosa solo che invece che di libri si tratta di un'intera casa. Mi sento un po' ridicolo forse sarebbe meglio cercare di andare tranquillo anzichè sempre ragionare sui problemi e quindi incasinarsi a morte. Devo cercare di rimanere lucido. Sai che ti dico maestro ci porteremo nelle nostre passeggiate il libro degli alberi così potremo imparare a chiamarli coi loro nomi (per esempio I platani). Se ci penso sono proprio contento!

SEV - Non c'è nulla che mi rende più felice che vedere felici gli altri.

IOR - questo sì che è parlare maestro! quando io sto con te sto doppiamente bene. adesso posso provare a fare gli esercizi.

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IOR - Buongiorno maestro oggi è veramente una buona giornata per me è sparito ogni dolore del corpo e la mente è di nuovo disposta a viaggiare e mi sento di nuovo bene felice e pieno di energie. E' un mese ormai che ho lasciato il professore e devo dire che la sua assenza non ha pesato per niente probabilmente perchè c'eri tu maestro a darmi una mano. Capisco però quanto sia importante ogni difficoltà e come è utile scavare dentro di sé per trovare una soluzione. "Chi va infatti per queste vie tutte sue, non incontra nessuno.." difficile incontrare qualcuno che possa illuminare potergli dare la mano guardarlo negli occhi e fargli un paio di domande. veramente molto difficile.

Sono tornato adesso dal supermercato maestro e ti dirò fuori c'è un'aria veramente stupenda direi che la primavera con la sua limpidezza è in arrivo ho pensato alle nostre passeggiate al verde ed al profumo della villa. a quest'ora sono tutti a tavola anzi ecco gli esercizi di oggi.

Esercizi

In giro il sabato un sacco di macchine niente di peggio che uscire o affrontare I raggi del sole per più di mezz'ora. poi la confusione e le curve poi a tavola si mangia. vino rosso? vuoi due patatine con l'abbacchio. aoh questo è vino buono mi passi un po' di pane. Cameriere scusi ci porta delle altre patate e per cortesia due mozzarelline. Buona questa frittura. mi passi un po' d'acqua! e quindi ieri avete visto anche voi il festival di sanremo. Si eravamo da daniela per lo meno trenta persone. Ma l'insalata quando ce la portano? Adesso ci penso io. cameriere mi scusi l'insalata. grazie. Dunque dicevamo del festival io avrei voluto che vincesse la numero tre e tu? No a me piacevano quei ragazzi numero dieci mi pare. ah sì ho capito quelli che cantavano ma come faccio a starti sempre vicino. Sì bravo. quelli mi piacevano. Buone ste patate me ne passi altre due. Eravamo arrivati la mattina in macchina . Avete trovato traffico? No perchè traffico? siamo arrivati abbiamo mangiato qualcosa e poi abbiamo aiutato daniela a cucinare per la festa. Abbiamo preparato di tutto dalla parmigiana agli sformati di pasta e poi il vitello. praticamente lei aveva cucinato anche ieri. E voi? No noi siamo stati da lucio con il direttore e il vice eravamo anche noi una quarantina. abbiamo anche giocato e ballato e fatto il karaoke e alle tre ci siamo fatti pure lo spaghetto Ti dirò questa mattina mi sentivo un po' pieno. Un altro po' di vino? Grazie io invece ho abbastanza appetito. Stamattina ci siamo svegliati presto abbiamo fatto colazione con I dolci di ieri sera. C'era la torta di mele della bruna e ce la siamo finiti. Ma quanta gente è rimasta? No eravamo solo noi daniela Michele I bambini e noi due. Io vorrei un altro pezzettino d'abbacchio. comunque dopo siamo andati a fare una bella passeggiata in campagna abbiamo comprato le bistecche per stasera e la frutta per fare le crostate. Perchè non vieni stasera? Sì grazie molto volentieri mi devi promettere però che mi rifai la torta di mele! OK non ci sono problemi. Che facciamo ordiniamo il dolce? Non so cosa c'è? Dunque babà profiterole al cioccolato crostata di frutta e millefoglie. E poi c'è una mousse di zabaione. che dici? Io quasi quasi prendo la mousse tu? Io sono indeciso tra il babà e I profiterole. Boh non so ti va uno a metà? OK. allora prendo tutti e due. Poi ci facciamo portare anche il vin santo. OK. Cameriere una mousse un babà e un profiterole e poi del vin santo grazie. A che ora ripartite domani? Non so credo nel pomeriggio tardi però quando fa buio perchè a lamberto non piace guidare con la luce. Perchè se mi date un passaggio caso mai me ne torno con voi. Sì come no non ci sono problemi. Com'è il tuo babà? Squisito assaggia è morbido è c'è il rum dolce proprio come piace a me. Hhmm che buono! aspetta che assaggio anche I profiterole hmm! buonissimi tieni qui c'è la tua metà. Grazie. so che sei stato in vacanza. Sì a santo domingo anzi stasera quando vieni ti faccio vedere le foto. Volete che porti qualcosa? Boh vedi tu caso mai un po' di vino... stasera poi c'è sanremo il giorno dopo con ambra così ce lo vediamo. Io sto scoppiando non ce la faccio più a mangiare che ne dici se ci alziamo e ce ne andiamo a mettere a letto? Ah sì che buona idea! Cameriere il conto perfavore.

SEV - vedo che quando sei felice rasenti la mediocrità perchè non provi a volare più in alto?

IOR - Infatti è proprio così! Quando sto bene mi riesce difficile parlare forse perchè ancora non mi sono abituato oggi mi sento un po' come ubriaco di gioia e I pensieri non si connettono granché bene. Penso che forse ogni tanto mi farebbe bene distrarmi magari andare in giro con qualcuno a ridere invece che nient'altro che desolazione. Se poi riuscissi addirittura ad andare a mangiare fuori sarebbe un vero evento. Ma sono solo e attorno a me non ho nessuno a cui chiedere poca gente avrei voluto incontrare ed anche questa adesso è sparita. Potrei invitarti al cinema stasera ma forse non è il caso perchè oggi è sabato e fuori c'è un mare di gente allora sai che facciamo stiamo in casa e ci facciamo due spaghetti.

SEV - Ok con l'olio e il parmigiano come piacciono a noi?

IOR - certamente maestro e ce li mangiamo a letto come facciamo sempre magari con le gambe sotto al piumone e la maglietta da notte. Mi ha chiamato una mia amica ed abbiamo deciso di aprire un manicomio per bambini insieme. Avremmo deciso di dedicarlo a tobino. Lei ha già il posto giù in Puglia ed io potrei scrivere ed allo stesso tempo occuparmi dei matti. Sarebbe veramente un sogno!

SEV - questo progetto viene prima o dopo della Norvegia?

IOR - dopo maestro. Potrei ad ottobre andare in Norvegia quindi scrivere un altro libro e poi andare in Puglia a lavorare per il manicomio. Forse mi farà bene stare un po' in compagnia. che ne pensi maestro? lo scopo principale è riabilitare il manicomio come luogo di cura in cui il malato è seguito curato ed ha come dice Hillman la possibilità di guarire andando fino in fondo al suo delirio. Ecco questo mi sembra importante mi viene in mente Magliano ed il manicomio di Pechino.

SEV - sono molto entusiasta di tutti questi tuoi progetti e lavorerò volentieri al tuo fianco perchè tu possa realizzarli nel migliore dei modi. Lotteremo insieme Ior ed io sarò l'interprete dei tuoi sogni insieme scioglieremo le difficoltà e si ti ammalerai sarò io la cura. Resisti nella tua solitudine : io sono con te Ior.

IOR - Questa notte potrò dormire veramente tranquillo. Grazie maestro.

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IOR - Maestro mi sento bloccato sono quasi dieci giorni ormai che non scrivo nulla di buono non ho più nulla da dire neanche a te. Resto qui seduto per ore davanti al computer e non scrivo neanche una parola. Mi sento infinitamente triste.

SEV - Caro Ior capisco perfettamente cosa vuoi dire ma non puoi certo pretendere in così poco tempo di esserti impadronito della scrittura. Ogni cosa nella vita non è sempre uguale né sempre facile. Va' fino in fondo alla tua tristezza e vedrai che troverai qualcosa di buono.

IOR - Lo so devo avere pazienza e non devo temere. Non preoccuparti maestro il tempo mi troverà qui inchiodato alla scrivania e mai più in nessun altro luogo. Questi sono gli esercizi di questi giorni ovvero le mie urla di paura

Esercizi

giorni di silenzio di ripensamenti e timori ho paura di assistere al crollo e allo sgretolamento di quest'altro castello di carte che ho costruito. Quante volte mi sono detto faccio una cosa e poi ho lasciato perdere per incostanza. aspetto ed interpreto ogni segno e mi interrogo e mi dico ci siamo è finito l'entusiasmo. La cosa che faccio non mi interessa più non mi va più di continuare. Ma perchè mi succede sempre questo? probabilmente metto troppo entusiasmo all'inizio e poi mano mano mi vado spegnendo perchè non mi soddisfa quello che sto facendo e quindi non mi soddisfo io. Dunque possiamo dire che io non sia mai stato soddisfatto di me e che le mie possibilità non siano mai state sfruttate adeguatamente. Anche quando dipingevo per esempio facevo un quadro all'inizio ci mettevo tanto entusiasmo poi mi piaceva e dopo un po' non ne potevo più e quindi non lo finivo e comunque non mi sentivo soddisfatto. In che senso non lo so. Forse mi arrendevo alla mia incapacità di fare le cose come meriterebbero di esser fatte. per esempio mi sembrava di usurpare le tele senza alcun diritto. Sentivo di voler essere un artista ma non mi ritenevo all'altezza come artista. Principalmente posso dire mi manca la pazienza anche se nel lavoro ne ho sempre avuta tanta. Forse non ho pazienza mi aspetto dalle persone sempre qualcosa di più e così pure da me stesso.

La mia paura è che anche questa volta possa succedere così certo andrei contro me stesso nella maniera più assurda in quanto questa è l'ultima prova che ho per accettarmi dopo di questo non vedo che il crollo totale e l'autodistruzione. Allora diciamo che se anche questo è un castello di carte che alla fine si sgretolerà come gli altri questa volta non sarà un semplice crollo bensì un'esplosione che disperderà il divenire in una nuvola di granelli di polvere.

La verità è che adesso ho modo di mettere alla prova quelle intuizioni e sensazioni che ho e che ho sempre avuto: il fatto comunque di sentirmi superiore agli altri è soltanto una malattia oppure è la ragione? Ora ho modo di dimostrare a me stesso che in fondo tutte quelle visioni non erano e non saranno deliranti bensì estese e chiarificatrici. E dunque allora dimostralo! Questa volta è in gioco la mia propria logica la mia propria memoria. Se smetto e quindi fallisco è la fine: da bambino non avrei dovuto fare altro che fraintendere. Non ci posso credere se fosse così vi prego venite subito a prendermi perchè sono pericoloso.

Quindi è inutile che io stia qui a cercare di interpretare ogni segno come l'inizio della fine. Ecco non ho più niente da dire non ho più voglia di scrivere: come ho potuto pensare di fare una cosa del genere. 0gni minimo mal di testa o momento di defeillance è riconosciuto come l'avvicinarsi imminente della fine. E che palle ma come posso io continuare a vivere in questo modo mi domando? sono vittima di un giogo mortale e devo cercare di liberarmene

Liberarmi innanzitutto dalle finzioni ed eseguire semplicemente la verità. Soprattutto la verità di quello che sono andato intuendo nella vita per sperimentare il fiuto che mi ha portato così distante dagli altri. E' evidente che oltre a ciò vi è il Tartaro (un'incudine di ferro impiega nove giorni prima di toccarne il fondo) e quindi nient'altro che una lunga caduta.

Due sono le cose: o io vado in giro con un paracadute sulle spalle oppure cerco di evitare il tartaro scrivendo e dandomi da fare.

D'altra parte ogni giorno è un difficile parto e la mente è ancora molto incerta. Sto percorrendo una strada che mi porta in un posto in cui non sono mai andato- una strada che non conosco dove però ho sempre sognato di andare. Mi annoierò anche questa volta mi domando? ma perchè la noia mi assale in questo modo? cos'è che non sopporto dopo un po'? il problema è sempre lo stesso: non sopporto me stesso né questa vita mediocre. Io voglio volare alto dove solamente pochi amano arrivare e me ne voglio stare lì in santa pace tutto solo.

Sbadiglio in continuazione forse è meglio se mi infilo nel letto. Oggi mi sento particolarmente pigro.

Vorrei poter curare tutti per non sentirli più stare male. Vorrei che la gente mi raccontasse solo cose amene non sopporto più tutte queste disgrazie problemi e disgusti che ci sono in giro. Potrei lasciarmi andare all'oblio e dimenticare improvvisamente tutto. Cognome indirizzo ecc. Chiudermi in una stanza e dimenticarmi gli occhi le orecchie lo stomaco la bocca e tutto il resto. Dimenticare anche I pensieri e non uscire e non entrare mai più.

Giorni e giorni davanti a questo computer aspettando l'ispirazione con impazienza e senza alcuna concentrazione. Mi sembra di essere tornato a scuola ed ai compiti in classe: ho sempre qualcosa da rimproverarmi e dentro di me c'è sempre qualcosa che non va come dovrebbe. Attendo la rivelazione e non mi muovo perché ogni momento potrebbe essere quello buono: mi conviene quindi rimanere sempre con le dita sui tasti. Scrivere è un percorso difficile come dice la signora del libro- cancellare invece è facilissimo aggiungo io e quindi scrivere per cancellare è quasi un gioco ed è a questo che io debbo giocare mentre aspetto. Perciò da qui non si scappa. La mattina mi alzo mi lavo e mi metto seduto qui fino alle tre o alle quattro del pomeriggio. Senza muovermi alzandomi solamente per andare a fare la meditazione o un tè. Mi dico che è inutile che io pensi: devo scrivere così poi mi tolgo il pensiero. E' facile che distrattamente io ceda a questo atteggiamento che è quello con il quale ho affrontato tutte le cose finora. Non dovrò finire mai di scrivere perchè scrivere sarà la mia vita. Dunque amici come al solito eccomi qui più scoglionato che mai. Scrivere è come scendere all'inferno basta sapere che prima o poi se ne verrà fuori. Ci sono dei momenti in cui un libro o una storia si bloccano in una sorta di nodo o strozzatura e non vanno più avanti. Allora non bisogna preoccuparsi perchè prima o poi il nodo sarà sciolto e la scrittura tornerà come prima. Basta solo avere la pazienza di soffrire e stare male per questa cosa e poi la cosa passa. Quindi io ora sto attraversando un momento di crisi: mi sento svogliato e non ho più niente da dire ma sono tranquillo perchè non mollo. Resto qui con calma e fiducia a soffrire ed aspettare. Adesso è quasi l'una ho ancora tutto il pomeriggio da passare davanti a questa tastiera.

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IOR - maestro oggi è un giorno speciale perchè sto per andare fuori a colazione con una mia amica ed il suo fidanzato. Ho fatto una doccia e guardandomi allo specchio pensavo sono proprio brutto ma chi se ne frega l'importante è non fare paura. E quindi fra un po' metterò il naso fuori ed andrò a colazione alla villa dove dovremo andare a passeggiare insieme vado in ricognizione a sentire se ci siamo oppure no se la trasparenza dell'aria e la brillantezza dei raggi del sole sono al punto giusto.

SEV- Buongiorno Ior e buon giro di ricognizione .

IOR - eccomi di nuovo qui carico di energie positive e deciso più che mai a riprendere il mio lavoro. Dunque la villa è bellissima ed è pronta per le nostre passeggiate direi quasi che da domani possiamo incominciare ad uscire maestro. Fuori si sta bene: questo è il momento più bello che c'è per la natura e nell'aria si spande l'energia e la gioia della vita che palpita e rinasce. Io respiro e mi sento elettrizzato e forte ed entusiasta nei confronti di tanta bellezza. La natura e l'amore sono I due motori principali capaci di elevare l'anima: entrambi ci riappacificano con il resto delle cose. Dunque la conclusione maestro è questa: primaditutto devo decidermi ad uscire e a non privarmi di queste benefiche sensazioni e secondo devo assolutamente mettermi a lavorare sul serio perchè sento sempre di più che questo sarà il mio lavoro e voglio cominciare a raccogliere dei riconoscimenti. Per poi potermene andare a lavorare lontano tranquillo dimenticato da tutti in India o in Norvegia chissà. Ora maestro ti prego aiutami a trovare un'ispirazione aiutami ad approfondire spiegami insegnami cosa devo fare.

SEV - "Chi mai non resta, chi col cuore e col sangue medita cose impossibili, vince" ricorda Ior. Quindi altro non posso dirti che lavora e datti da fare. Abbi anche il coraggio di affrontare il vuoto e non aver paura. Se non molli vedrai che alla fine riuscirai a vedere la luce. Vediamo un po' gli esercizi di oggi.

IOR - Eccoli qui maestro: sono penosi quasi quanto me .

Esercizio

Completamente vuoto come un guanto sulla consolle accanto alle chiavi di casa. Non una parola non un'idea bensì afflosciato sulle mie speranze. Muto come un pesce in una boccia di cristallo. Faina in tagliola. Mi viene il dubbio atroce che anche lui non abbia messo le virgole. Lui è bravo e racconta storie poetiche. Una dietro l'altra. Tre libri quattro libri eppure è molto giovane. Io vorrei essere come lui e invece sono preso dal vuoto totale. Ho paura di esserne definitivamente inghiottito. Corroso dalla ruggine del silenzio abbandonato ad un futuro estraneo silenzioso e freddo. Praticamente insopportabile. Sono in attesa del messaggio in attesa della rivelazione. Stamattina al sole una signora mi ha detto che dio sta per punire la malvagità ancora una volta e che I malvagi saranno sterminati come nel diluvio universale furono sterminati gli uomini. Solo alcuni si salveranno e che il mondo non è ancora pronto per la resurrezione.

Quando non posso è perchè non voglio. Perchè poi se voglio dopo un po' posso. La vita è veramente una tortura per le parole. Metterei la fiducia al primo posto come incentivo per la crescita dell'uomo. E dunque stamattina al parco gli alberi non hanno parlato o perlomeno le loro parole non hanno attraversato la mia cortina di buio. Non un raggio di sole mi ha illuminato. Solamente benefico per un attimo si è posato sulla mia pelle e poi basta: subito di nuovo il fastidio. Nulla mi ha commosso o forse sì: la signora bionda che dava da mangiare ai gatti che la seguivano. Tanto contento. Domani riprovo e già adesso va meglio devo imparare a disintossicarmi da solo. Devo a poco a poco riprendere ad uscire come la gente normale altrimenti questo silenzio finirà con l'inghiottirmi. Un ghiotto silenzio affamato che giorno dopo giorno mi consuma con ingordigia. Basta amici o siamo dentro o siamo fuori. Io per esempio voglio starmene qui perchè preferisco isolarmi. Anche se stamattina camminare da solo non mi è sembrato poi così bello. Fino a che non saranno fioriti I boccioli poi il profumo ed I colori cambieranno l'aspetto delle cose.

IOR - Che ne pensi maestro?

SEV - Io penso che tu debba andare avanti senza chiederti io cosa ne penso. Chiedersi cosa pensano gli altri è solo una scusa. In realtà il problema fondamentale è cosa ognuno pensa di sé. Devi lavorare e cercare di penetrare il mistero della scrittura fino a quando non ti si riveli chiaro. Per uscire dal labirinto prima devi conoscerlo in ogni suo aspetto dopo di che se possiedi il bene della logica la tua mente stessa produrrà la soluzione. Dunque Ior esplora più che puoi e sii sempre attento e presente e ricorda che per ritrovarsi nell'infinito bisogna distinguere e congiungere. Va' fino in fondo alle tue incertezze e vedrai che se hai pazienza le certezze arriveranno da sole. La mente è uno strano e capriccioso cavallino da addestrare con pazienza. E tu conosci bene la tecnica: devi allenarlo ogni giorno e farlo lavorare fino a che diventiate un perfetto binomio. Non lasciare dunque che la paura ti privi di lucidità ma vai sereno e vedrai che la tua stessa intelligenza ti farà da lume. Ascolta non mollare Ior!

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IOR - ciao maestro sono quel piccolo scarafaggio di Ior che ti parla dal basso della sua stupida vanità.

SEV - ciao stupido essere umano cosa c'è che non va oggi?

IOR - Ho sempre pensato nella vita di arrivare a qualcosa per poi poterla donare agli altri ed ora che teoricamente ne avrei la possibilità mi accorgo che non ho nulla da dare se non la mia superbia e la vanità di essermi creduto tanto intelligente.

SEV - come mai oggi sei così distruttivo Ior?

IOR - perché mi sento più ibrido di un mulo. Perchè dentro di me c'è sempre un'inquisizione che condanna e censura fino alla desolazione fino all'autocensura e all'oscuramento. Per questo mi sento così male e così solo oggi maestro. Ho paura che questa solitudine abbia intaccato l'io e cioè sia arrivata allo scheletro. Non c'è più nessun ricambio nessuno scambio e nessuna alternativa. Mi trovo nel deserto roccioso che ho sognato stanotte dietro al quale c'era una meravigliosa pampas che si estendeva sul mare per chilometri. E quindi devo attraversare questo deserto roccioso per poter poi di nuovo attingere al mare ed alla sua vita. Dunque maestro questo non è uno dei miei momenti migliori mi sento inaridito e prosciugato con ancora tanta strada da fare e sono debole e non so quale direzione scegliere. Sono un povero essere abbandonato al suo intuito e alla sua potenza fisica. Mi lamento perchè so di essere in pessime mani.

SEV - Provo un senso di frustrazione quando ti sento dire queste cose perchè sembra che non ci sia nulla che io possa fare per aiutarti.

IOR - Maestro scusami ma a volte metto in dubbio persino la tua esistenza sono come trascinato da un vortice e scompaio risucchiato nel nulla. Eppure stranamente stamattina era tutto completamente diverso. Ecco gli esercizi maestro.

Descrivi come sei

farei qualsiasi cosa pur di non mettermi a scrivere la paura è talmente tanta che cerco di evitare l'impatto con il momento in cui mi ritroverò da solo di nuovo davanti a questa macchina. Faccio qualsiasi cosa perdo tempo pur di non dovermi ancora una volta confrontare e mettermi alla prova. Ho paura di stare per tuffarmi in una piscina vuota così da prendere una bella craniata. Questa sarebbe sicuramente definitiva. E senza altre possibilità.

Posso dire allora quanto odio scrivere ma come ho mai potuto pensare che potesse essere il mio lavoro. Cosa ho creduto di avere in testa? Per caso un cervello che funzionava? Eh no! mi sa che ho sbagliato tutto mi sa che il mio cervello non funziona e non ha mai funzionato e la mia è stata solo una grande presa per il culo e che io sono un vero cretino evanescente senza nessuna possibilità di chiarezza. Condannato al buio del rincoglionimento. Tutto questo succede perchè sono cretino e pigro e non ho mai voglia di fare un cazzo sono veramente un coglione indisciplinato incapace di comportarsi in modo corretto tutto questo a che scopo? Nessuno. Meno scopi possibili per favore voglio solo stare a non fare niente e restarmene tutto il giorno nel letto. Ecco questo sono io!!!!!

Che bella prospettiva dunque da oggi mi metto nel letto e me ne sto lì in santa pace e che nessuno per favore mi rompa le scatole. No non sono malato sono solo un idiota e allora? Se non vi sta bene fatemi fuori. Io voglio stare qui ad ascoltare la musica e a vedere le cassette. Al massimo ogni tanto posso fare da mangiare. Sono malato? Noo! Sono solo un coglione e per giunta sono stanco. Sono un vuoto a perdere in balia della nettezza urbana. Quando mangio sbriciolo e poi non voglio pulire. Come mai sono così? Perchè non ho mai capito niente della vita: ho sempre frainteso pensando di capire praticamente ho vissuto tutt'un'altra cosa .

Ora vi faccio un esempio: dovrei andare a fare la spesa perchè ho ordinato I panini e mi manca il tè dovrei lavarmi e vestirmi e non ne ho voglia perchè adesso mi va di stare qui a scrivere. Quando invece devo scrivere mi va di starmene a letto o se devo rimanere a letto mi va di scrivere. Si può essere più cretini di così? Neanche a dire mi prendo di sorpresa e se devo scrivere faccio finta di dover uscire a fare la spesa perchè il pigro che ho dentro non si lascia ingannare dal suo stesso buon senso.

Dunque non vi aspettate nulla da me perché da oggi in poi sarò dichiaratamente così. Non chiedetemi nulla e lasciatemi stare non vi sono altre spiegazioni oltre a quelle che vi ho dato qui. Io sono così!!!

Ristagno senza possibilità di salvezza scrivo pagine e pagine di merda. Chiedo aiuto alle anime dei morti dei poeti dei grandi uomini che almeno loro mi aiutino in questo deserto di aridità mentale che almeno uno di loro si mostri e mi venga incontro e magari mi accompagni per un tratto. Vi prego elevati spiriti non abbandonatemi anche voi! Io non ho nessuno da cui valga la pena ascoltare una buona parola nessuno che mi poggi una mano sulla spalla. Sono sideralmente solo e rischio di morire congelato prima ancora di aver spiccato un piccolo volo.

Mi domando come si scrive una storia. Mi domando come si scrive in generale. L'italiano oppure cosa? Nella scrittura vi è lo stesso mistero che c'è nella pittura. Le parole o I colori sono la stessa cosa: importante è riuscire ad individuare il giusto impasto che trasporti il fuori al dentro e viceversa. Già stamattina per esempio mi sento molto meglio non ho quel sonno continuo che avevo ieri. Credo siano gli psicofarmaci che mi fanno questo effetto probabilmente devo smettere di prendere il prozac. Da oggi non lo prendo più e vediamo cosa succede. Terrò un diario per ricordare e rendermi bene conto delle reazioni.

OK quello che manca adesso è un po' di buona musica e poi un sabato e una domenica danzanti sui quadratini di questa tastiera. Dunque dicevo quanto mi risento bene e felice oggi. Mi piacerebbe lavorare due giorni di seguito senza mai smettere. Poi mentre sto così vengo trasportato altrove pervaso da una forte emozione direi una forte sensazione di pace associata alla breve immagine di un luogo. A volte troppo breve per essere riconosciuto. Oppure quelli che io riesco ad interpretare come luoghi del passato. Tutto questo accade all'improvviso e svariate volte in una giornata. Ormai sono un po' di giorni che mi succede e che non riesco a spiegarmene l'origine.

Mi piace stare qui . Oggi mi piace qualsiasi cosa perchè sono di ottimo umore!! Sono uscito a fare una passeggiata e mi sono ubriacato di un'aria limpida frizzante e profumata veramente ottima da respirare. In giro c'è un'energia fortemente vitale ed io ne ho fatto scorta stamattina al vento e al sole.

IOR - Ristagno nei pantani dell'interrogazione perpetua senza che questa produca nuovi frutti. Ma ormai maestro ho imparato la lezione devo solo avere pazienza e concentrazione e poi tutto passerà. Ho poche parole persino per te. Nulla di nuovo da raccontare. Addio per ora.

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IOR - Salve caro maestro anche oggi inganno l'attesa con pagine di esercizi mentre aspetto la magica illuminazione e le prime parole del libro. La notte sogno di leggere di giorno scrivo e tengo gli occhi ben aperti. Come sempre so che da un momento all'altro arriveranno e che io poi andrò via con loro. Per adesso sono qui insieme a te senza alcuna sorta di avvicinamento e mi diverto a vaneggiare e brancolare nella penombra delle parole. Attendo dunque sereno e fermamente convinto e grato a Dio per questo mio privilegio. La sensazione che più mi inebria è la totale libertà di movimento e di pensiero e la possibilità dunque di essere me stesso in qualsiasi circostanza della vita. Capisci maestro cos'è che riempie le mie giornate? E' questo senso di assoluta libertà da qualsiasi costrizione sia etica che estetica che mi lascia libero di pascolare dove meglio credo e soprattutto mi lascia la possibilità di scegliere I miei interlocutori.

SEV - Molto bene Ior ma ricorda sempre che la libertà è come un palloncino colorato da tenere legato ad un filo per non vederlo volare via. Un sottile filo che lo tenga attaccato alla terra.

E adesso vediamo cosa ci dicono gli esercizi.

Esercizi

Oggi è domenica suonano le campane la gente si avvia alla messa. Ci sono case in cui abitano delle vere famiglie praticamente dei bastioni all'interno dei quali si sta caldi e al riparo ognuno nel pieno rispetto dell'altro. Immagino che la mattina della domenica si alzino e si preparino per andare da qualche parte tutti quanti insieme. Per quel che mi riguarda ho conosciuto solo case in cui la vita era quasi impossibile. Ho conosciuto pseudo-odio e pseudo-amore mai nulla di puro mai nulla a cui possa far riferimento. Attorno a me mai nessuno di esemplare. Mi domando a questo punto dove io abbia tratto insegnamenti e a chi mi sia rivolto con devozione e rispetto. La risposta è una: ai miei libri ed a tutti coloro che li hanno scritti. Ho passato leggendo I miei momenti migliori e nulla mi è piaciuto nella vita quanto girare per storie personaggi e poesie. Il resto è stato solo un lungo impedimento prima fra tutti la mia famiglia.

Ora non soffro più come una volta prima avevo paura di diventare pazzo ora vivo tranquillo direi quasi immobile. A metà strada...

Per intere giornate completamente solo in autunno in estate in primavera.

Solo anche di notte.

Quindi oggi è domenica ed io dal mio tavolo immagino una bella domenica in famiglia. Immagino un padre una nonna dei figli tutti in partenza per una bella gita con il thermos del caffè e la frittata di pasta. Ma non c'è traffico la domenica sulle strade? Non è molto meglio se restano a casa? Il posto non è assolutamente determinante perchè loro stanno bene insieme comunque e dovunque la verità è che se stanno male hanno qualcuno a cui rivolgersi per essere consolati e non distrutti.

Ho voglia di cambiare aria ho voglia di uscire da questa camera a gas.

Mi piacerebbe anche poterne discutere con qualcuno.

Per strada ho avuto paura prima di un paio di scarpe e poi di tutte quelle che incontravo poi sono entrato in chiesa e ho ringraziato Dio per questo ed altro.

Due donne con i cappelli una di fianco all'altra. Camminano senza parlarsi. E' mattino presto fa freddo, stanno andando alla messa. In borsa hanno la corona , il libro delle preghiere ed una logora busta di plastica, a casa nessuno che le aspetta. Hanno cucinato stirato e pulito tanto ora pregano per la famiglia. Vanno adagio, portano il peso degli anni. Tornando a casa un po' di pane forse due mele e le bustine dell'acqua idrolitina. Non abitano nello stesso palazzo ma la mattina si danno appuntamento all'angolo per andare insieme fino alla chiesa, tutti i giorni tranne la domenica, giorno in cui ognuna si riunisce alla propria famiglia.

IOR - Non ho più voglia di parlare maestro. Non ho più parole né domande. Il problema non è scrivere bensì dire. Mi domando cosa dire cosa raccontare. Bisogna sapere bene quello che si vuole dire e poi immagino che fiondarsi in un'avventura irreale seguendo ragionamenti e logiche personali sia un po' come viaggiare in posti sconosciuti e città senza nome. Ma ora mi sento soffocare addio maestro.

SEV - A domani mio caro Ior e che la notte ti porti consiglio!

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IOR - Buongiorno maestro oggi potenti forze mi attraversano e mi sento felice ed entusiasta. Non ho più paura di quello che faccio diciamo che adesso mi sento molto ben conformato. Sono qui e mi sembra di giocare ed ogni cosa che faccio è come voglio io. Posso ballare anche se non so ballare. Posso dare i numeri come il vecchio nel racconto di Cortazar. Posso studiare liberamente senza interruzioni e posso scrivere senza fraintendimenti. Mi sento l'essere più potente di questa terra: dalle mie mani fasci di energia dalla mia mente il potere dell'ubiquità. Volo e sono contento di poter volare. Guardo fuori mi incanto sul colore del cielo e penso di essere cielo anch'io. Trasparente e leggero attraversato dai raggi. Ecco maestro oggi mi sento un fringuello canterino sarà la primavera che mi mette di buonumore ma sento che questo è un buon momento carico di intuizioni. Direi quasi che ho la capacità di predire gli eventi. Non tutti chiaramente solo alcuni alcune piccole coincidenze o nessi acausali.

Ecco qui gli esercizi di oggi maestro.

Esercizi

Dunque ritorniamo qui alle pagine di esercizi ad allenare la mente e lo spirito e a scavare in cerca di chiarezza. Ad ogni passo sorge una domanda ad ogni domanda duemila risposte intrecciate come segmenti di un labirinto. In questo modo cerco di capire il più possibile e mi sfrango il cervello senza sosta e mi esaurisco e divento pazzo i lunedì e le domeniche sempre dentro. Voglio passare un sabato lontano dalla concentrazione voglio ridere e guardare il sole negli occhi parlando di cose intelligenti. O meglio cercando di capire insieme su un prato o in riva al mare.

Infatti oggi sono irrequieto. Ho un sacco di forza che mi scaturisce dall'interno e vorrei in qualche modo poterla applicare a qualcosa di veramente grande che in un attimo porti in orbita e faccia girare lontano dalla terra. Il mio difetto è che anelo sempre alle stelle ed i miei occhi sono rivolti sempre verso l'alto. Tutto accade sotto l'orizzonte del mio sguardo. Da questa sedia posso immaginare il mondo e tutto ciò che in esso non è compreso: come dice Pessoa questa è "la sedia del soggettivismo". Uno scrittore è un abbonato in prima fila della realtà virtuale che paga il canone con la sua immobilità. Lascio il mio posto al ristorante cinema ecc. ad un migliore benpensante. Io mi occupo di spazi aldilà degli spazi il resto è troppo concentrato e compresso per il mio bisogno napoleonesco di espansione. Battaglioni a cavallo e cannoni sulle pareti di queste stanze. Alberi e foreste pluviali e foci sul mare. Onde polverizzate nell'aria frizzante "deserti ed ognuno dei loro granelli di sabbia" pescatori avvizziti su vecchie barche da pesca nella luce rasente dell'alba. Vortici e tifoni terremoti e vulcani. Distruzione e ricerca. Ulivi faggi api e salici piangenti. Poesia e sculture gente che va e che viene. La discesa nel Tartaro e Crono e le sue paure e tutte le amanti di Zeus. La trasformazione della materia e la storia della psicanalisi. Streghe maghi e conventi. Assassini armati e disarmati. L'Africa la Cina e la valle dei Morti. Il Gange e le sue pire nell'oro del tramonto e poi col buio topi in giro dovunque per le stradine piccole e tortuose. E mucche e tutti gli animali possibili e immaginabili anche quelli del passato e del futuro. Scheletri ed ossa di crani o pezzi di tessuto da analizzare immersi in formaldeide. Sulla rampa di lancio pronto all'accensione dei razzi. Orbitante nello spazio molto lontano dalla terra.

Sono io adesso essere sempre attento soggetto alle rivelazioni.

Un collezionista di pietre sempre vestito di nero magrolino con gli occhiali. Entra ed esce da casa sempre con una busta di plastica in mano. Cammina si guarda intorno e mentre attraversa il ghetto a piedi tutti quanti lo salutano perché lo riconoscono. Va a lavorare alle otto e torna a casa al pomeriggio a volte verso le sei a volte verso le sette. Poi si chiude in casa e non esce fino al giorno dopo.

Il sabato qualche volta va in cerca di pietre. Si alza al mattino molto presto e si incammina di là verso le montagne sempre con lo sguardo basso in cerca di qualcosa di interessante. A volte torna con la busta di plastica piena di belle pietre poi una volta arrivato a casa la svuota sul tappeto e comincia a studiarle ben bene: ogni pietra non è che un frammento del grande disegno che va componendo negli anni. Era un ragazzino quando capì che ogni pietra è una cosa a sé stante pur essendo qualificata come stessa cosa. Rimase affascinato dall'infinita varietà delle forme che paragonò al genere umano: cominciò allora un grande disegno che comprendeva tutte le forme tutti i colori e tutte le pietre possibili e immaginabili. La sua opera si estende lungo tutta la casa ed ogni parte di questa è la casa stessa. Sia le pareti che i pavimenti sono intarsiati di pietre e cioè sono un susseguirsi di piccole pietre inserite nel cemento come mattonelle. Il letto e la cucina sono fatti allo stesso modo come pure il tavolo ed i divani sopra ai quali aveva messo dei morbidissimi cuscini. Dunque una vera infinità di forme e colori ma più che altro un infinito lavoro di ricerca e costruzione. Logicamente in casa vive solo. Intorno a lui c'è la storia della sua vita ed ogni pietra gli ricorda un luogo ed i pensieri che vi ha riposto intorno. A guardarle così dal di dentro ognuna porta in sé qualche cosa di umano e vivere da solo tra queste pietre per lui è come stare in mezzo alla gente.

SEV - Sei veramente un ottimo ragazzo Ior direi proprio un buon discepolo. Vedrai che con la primavera arriveranno anche le rivelazioni sento che il tuo spirito è pronto a riceverle. Per adesso mio caro buon lavoro.

IOR - Le tue parole sono parte del mio nutrimento ed io devo principalmente a te questa mia trasformazione dunque grazie maestro.

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IOR - Buongiorno maestro sono qui. Sono tornato. Ho vagabondato in giro per tre giorni senza più neanche una parola senza nulla da dire e con l'angoscia di avere finito. Poi finalmente stamattina è bastata la pioggia a rendermi di nuovo stabile e felice. Fermo nella mia volontà di scrivere senza più paura del vuoto sono passato attraverso il fuoco per poi arrivare alla purificazione. Maestro ho tanto sofferto in questi giorni ma finalmente questa mattina è arrivata l'ispirazione! Il seme è sbocciato ed ho capito che cosa voglio scrivere. Voglio scrivere la storia di un uomo attraverso le sue visioni. Ne ho messo giù il primo capitolo ed ora sono molto preso e mi sento di nuovo vivo. Anch'io come un soldato ferito in guerra voglio le mie medaglie e le conquisterò sul campo lottando e perdendo sangue e nutrendo il mio spirito guerrafondaio.

Tutto questo grazie a te maestro alla tua comprensione ed alla tua fiducia! Ecco le mie pagine: è a te che voglio dedicarle.

SEV- Ben tornato Ior! Sono molto felice di questo tuo regalo e non vedo l'ora di ficcarci dentro il naso. Grazie a te per essere stato un allievo affettuoso e diligente. Io mi ricorderò di te a lungo nel tempo.

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Dunque mi trovo qui oramai da quattro anni. Sono sbarcato dal lontano Ione, sfuggito alle onde dei vortici e dell'incandescente lava. Sputato fuori tra frammenti di parti cerebrali e materia organica. Ora sono qui, a fare il cammino inverso dalla logica al delirio. Aspetto un cenno, aspetto che qualcuno si faccia avanti per venire a liberare Chisoio. Altrimenti non potendo più districarmi, resterò prigioniero tra le trame del tempo e comincerò anch'io a vomitare magma. Mi domando che diritto abbiate di ignorarci così e perché aggiungete sofferenza al dolore gratuitamente?

Oggi è domenica, io mangio pane e fette di silenzio.

Ogni notte lo stesso sogno, anche due o tre volte di seguito. Passeggio tranquillamente sopra le acque del mare quando ad un certo punto sento una voce che dall'alto mi chiama, alzo gli occhi e vedo Dio mio padre che mi dice: preparati figliolo perchè è arrivato il tuo momento! Subito dopo, un vortice si apre sulla superficie del mare ed io sono inghiottito giù. Mi manca l'aria e sento l'acqua entrare nei polmoni . Mi rivolgo col pensiero a lui e gli dico: padre perché mi stai facendo questo? lui mi risponde: tranquillo figliolo adesso arriva la tua parte migliore!.

Una donna vestita di bianco mi viene incontro sorridendo e mi abbraccia, ha il viso puro e gli occhi luminosi, io penso: questa è la mia vera madre.

Poi finalmente oggi mi sono deciso, ho comprato la spilla con micro telecamera che registrerà la mia vita e che tramite satellite invierà i dati all'accumulatore. Più in là fra qualche mese potrò, collegandomi con il computer alla banca dati, rivedere i momenti della mia vita centinaia di volte sino a svelarne ogni più piccolo mistero. Appunto la spilla sul petto ed attendo di vivere del materiale che poi con calma esaminerò. Intanto penso che se mi fossi deciso prima non avrei perso tanti momenti che ora avrei potuto con calma rivedere. Avrei potuto rivivere ed assimilare a fondo ogni momento di felicità fino all'esaltazione. Centinaia di migliaia di dati del passato concretizzati in un eterno presente da poter essere esperito ancora e ancora. Certamente mi sarei potuto spiegare un sacco di cose, avrei potuto attingere da ogni parola detta o ascoltata il più intimo significato, come pure di ogni gesto e di ogni sguardo o bacio. Quanto mi avrebbe fatto piacere rivivere la leggerezza dei vent'anni, quando steso a guardare il cielo sul ponte di una barca, inalavo l'energia circostante ed immediatamente salivo al cielo, in alto in vertici mai più raggiungibili.

Nonostante tutto, oggi posso sentirmi tranquillo: ho la microcamera, ovvero la mia supervisione e con questa il netto controllo sulla vita. La guardo, sono soddisfatto di averla comprata e sono indeciso se tenerla accesa o spenta. In realtà non sto facendo nulla di importante però mi dico che è meglio che mi abitui a tenerla sempre accesa, non si sa mai che da un momento all'altro accada qualcosa ...

Mi viene il dubbio e la paura che nulla più potrà succedere e che non avrò più possibilità di rivedere nulla di nuovo o entusiasmante, a parte le pareti di questa casa e cumuli di lettere, ovvero parole.

Dunque telecamera accesa mentre scrivo e mentre penso che in fondo la parte più bella dovrà ancora venire, e cioè quando sarà possibile registrare il pensiero. Ma credo che se continuiamo di questo passo ci arriveremo presto.

Tornando al sogno, onestamente io credo di essere il figlio di Dio e resto in attesa di poter compiere qualche miracolo. Per esempio mi piacerebbe resuscitare i morti, oppure fare morire qualche vivo, questo per dire che mi piacerebbe molto poter andare in giro a far miracoli. Ma non per influire sulla giustizia, bensì solo per avere la possibilità di stravolgere le situazioni.

Mi alzo e mi siedo continuamente. Le idee rimbalzano nella calotta cranica. Ondeggio come fanno le scimmie ed i bambini. Ondeggio sempre più forte e all'improvviso l'astronave mi viene a prendere. Un potente fascio di luce mi risucchia, io capisco e penso che finalmente sono arrivati. Monto su e li vedo. Non so quanti sono, il posto è circolare e c'è una strana luce, dentro di me penso: meno male che è successo. Loro sono calmi, direi quasi immobili. Io cerco di capire che cos'è questa luce, non mi è sembrato mai di vedere niente di simile. E' bianca ed emana un vago profumo che si spande nell'aria. Ora li vedo meglio, ora che gli occhi si sono abituati a queste nuove tonalità, vedo che sono anche loro dello stesso colore della luce ma sono circondati o avvolti insomma direi quasi che emanano una fioca aureola turchina e direi che si spostano senza muoversi. Provo a fare quello che fanno loro e penso finalmente non sempre la solita minestra! Sono loro che studiano me o sono io che sto studiando loro? Cerco di ispirare maggiore simpatia e benevolenza possibili in modo che la situazione sia da subito rilassata. Sicuramente da loro potrò imparare un sacco di cose, mi domando per esempio cosa mangiano.

Mi si avvicinano e intorno a me sento profumo e tepore in aumento, la luce è sempre uguale ma le loro energie ora vanno intensificandosi fino al verde. E' davvero uno spettacolo meraviglioso, sapevo che sarebbe valsa la pena venire! Ora mi domando chissà se mi terranno con loro, magari potrebbero anche darmi un lavoro, forse potrei dipingergli le case oppure le astronavi oppure l'iradidio. Non mi dispiacerebbe affatto poter rimanere qui per un paio d'anni o forse più e andare in giro vestito anch'io della mia aura di energia verde-turchina nella luce bianca tiepida e profumata. Non mi abbandonate anche voi, vi supplico! E loro PAF! immediatamente mi rimandano giù. Aiuto mi dico non gli sono piaciuto e desolato riprendo a dondolarmi avanti e indietro sulla sedia. Con la differenza però che ora so che esistono e posso dire che non mi capiterà mai più di dimenticarli.

Odio le virgole e voglio andare in sinagoga

Resto qui finché il tempo non mi porterà via completamente e senza parole. Sputo il sangue che ogni giorno ingoio. Dal naso, dagli occhi, dalle orecchie. Ad ogni frase un'emorragia: cerco rifugio nel silenzio e nella meditazione. Come unico antidoto al veleno brillanti storie, dorate poesie. Buffa questa vita che da lontano ci guarda soffrire. Buffa anche la voglia di divertirsi a tutti i costi. Tutti infettati dalla malattia di essere uomini e quindi crudeltà ed insufficienza mentale.

Non mi interessano più le medaglie di questa terra.

Spero di comunicare con gli angeli e con tutti i poeti scomparsi.

Esigo la purezza di tutte le cose cerco la mia dimora nell'assoluto.

Giaccio silente condannato alla costernazione. Affronto giorni e notti allo sbaraglio senza limiti fra il pensiero e il sogno. Adduco cause agli effetti e domande alle ragioni.

Lunghe peregrinazioni alla conquista del pensiero remoto, assediato dall'invalicabile ombra. Inghiottito e risputato dai vortici intiepiditi da una pallida luce, cerco il ventre della balena ed il capitano Akab con il suo arpione. Confuso tra i domini del paradosso attraverso il deserto in cerca del mare. Quante persone siamo? Non lo so, non siamo mai riusciti a contarle e soprattutto nessuno di noi è ancora riuscito a diventare qualcuno. Tossici di solitudine, ci siamo barricati in casa ed ora viviamo intrappolati nell'assenza, prigionieri fiduciosi e incostanti.

Ho il morbo di Wayrkins, praticamente nel mio fegato vivono popolazioni di vermi che scavano e mi divorano le cellule. Il dottore dice che dobbiamo sostituire il fegato, io non voglio andare contro il mio destino. Da dove vengono tutti questi vermi? Dal mio cervello. Nel senso che è lì che sono riposti i semi che poi vengono irradiati nel fegato e qui vi si stabiliscono e riproducono. Ho delle piccolissime ma frequenti emorragie, il sangue mi sgorga come lacrime dagli occhi e mi costringe a riempire infinite quantità di bianchi kleenex di un profondo colore rosso. Ma questa non è l'unica difficoltà che affronto, naturalmente ho dolori continui, potrei dire che mi sento rodere dentro e non riesco a digerire nulla. Ultimamente sto peggiorando, non riesco più a sollevare il tallone da terra e quando passeggio mi ondeggiano le ginocchia, e così preferisco rimanere a casa. Mando giù pillole di tutti i colori per cercare di combattere questi vermi ed ogni pillola cambia qualcosa. Mi sento completamente alterato dai vermi, dalle pillole, persino da me stesso. Fumo nervosamente una sigaretta dietro l'altra e penso che in fondo ce l'hanno tutti con me, ed è per questo che poi mi lasciano sempre solo. L'altro giorno per esempio li ho sentiti parlare male di me, dicevano: dobbiamo sopprimerlo, dobbiamo fargli del male. Io come al solito ho fatto finta di niente ma poi sono tornato a casa e ho pianto (o forse hanno pianto i miei vermi?)

Così ho deciso che non voglio più uscire e sono solo, chiuso dentro casa con i miei vermi e nel silenzio li sento parlare. Purtroppo non posso vederli , ma li immagino neri e con la bocca sporca di sangue.

Mi chiedo se mio padre è in ascolto, vorrei che mi parlasse ancora, che non mi abbandonasse. Non perdiamoci di vista, o padre! Chiudo gli occhi e sprofondo nell'umido Tartaro: mi ritrovo in un oscuro canale dove scorrono, ricoperte di veli neri, le anime dei morti. Scruto tra le facce sperando di riconoscere qualcuno, magari qualcuno che ho conosciuto e che si fermi a parlare, ma ho la vista ancora confusa ed in bocca sento un forte sapore di gas. Da lontano, un grosso dinosauro rosso con le corna, sorveglia che tutto scorra con un tridente in mano. Annodato alla gola, un mantello nero che ondeggia nei gas. Mi domando se loro possono vedermi e poi affogo in una simile moltitudine. Chissà se mai uno di loro si accorgerà di me.

Al ritorno non potrò guardarmi alle spalle prima che giunga la luce del sole.



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