FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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DAL CAVALLO DI SAMARRA A DIETRO LA STAZIONE, CON POESIA DI NATALE

Picchio




LA CHIESA
Sinergie di volute contorte ascendono a dio
visti dal punto più alto cori belanti anelanti su file di panche
ANIME
tirate dal tempo in fogli sottili di carta velina
ombre spalmate si muovono piano dietro all'altare
VECCHIE
di anni spremuti perduti quasi nascosti ma senza speranza
futuro e passato perché ricordare di essere stati vivi quando la vita la vedi con gli occhi
SPECCHIO
un mostro sul viso, e come d'incanto a fare domande
dentro al buio di una chiesa.



LA STORIA DI NINO SCHEGGIA
Nino Scheggia aveva il mito della velocità
sicché la storia della sua vita sta tutta qua
datosi che lui, naturalmente,
è vissuto velocissimamente.



MERCOLEDI' 17 FEBBRAIO 1993
Dieci minuti prima della fine
sette miliardi di simpatici nanetti
ballavano allegri sopra la loro terra.



16/9/1993:BUONI PROPOSITI
a partire da domani mattina
cercherò di farmi carico
di tutte le atroci sofferenze
del mondo.
questa sera no.



LA CADUTA
Un giorno scese un tizio su questa terra
e mi disse che era Dio.
Allora io
presi la mia bottiglia più bella
e bevemmo insieme,
lasciammo venire il mattino
guardando il fondo del bicchiere,
senza dire una sola parola.
Alla fine lui
ha alzato i suoi occhi da pazzo
e mi ha chiesto
"Che cosa vuoi?"
Allora io
ho tirato fuori la mia pistola
e gli ho sparato al cuore, amore.



LA TABERNA
Ci troviamo un po' fatti - e sognanti -
dentro un antro un po' stretto
- luce fioca soffitto alto -
sedie appoggiate lungo lunghe pareti
sapore di fumo - nebbioso -
vociare confuso indistinto MA
sono tante voci di amici,
RICONOSCIUTE.
E allora via, si va via che si va
aggruppati a graspi di quattro,
cinque, sei persone beviamo
PARLIAMO, fumati e parlati,
perlati, perché abbiamo una buona
...sensazione...
anche se abbiamo dovuto creare
...l'ambiente...
col vino e col fumo, mezzi fatti,
fatti interi, fatti doppi...ehm...ehm...

Ed ecco che dal buio del fondo della sala EMERGE...
La bionda...
The blond...
The super-fica...
ed ecco che lei con fare sinuoso e passo
deciso...
si avvicina...provocante...
Si fa largo tra le sedie e gli amici
...viene verso di me...
...viene fuori dal fumo...
...viene fuori, luce dal buio
E MI FA, a me:
"ciao...tesoro...
è una vita che non ci si vede...
dammi un bacio in bocca, cocco!"
...SLURRRP...SLURRRP...
La Taberna ammuta tutta,
il cocco le schiaffa il bacio in bocca
scatta in piedi, un poco barcollante,
ad essere SINCERI...ma...
salta su, arraffa la bionda,
che cede...cede...
arraffa la bionda, guadagna l'uscita,
la banda si gusta
il cocco pregusta
la bionda si svesta...MA...
a questo punto mi sono svegliato.



LA SQUADRA
Voglio che laggiù dentro l'Inferno
la bestia più feroce
salga sopra la roccia di fuoco
e voglio che là sotto scelga fuori
i suoi uomini peggiori
e voglio che fra questi
scelga fuori i più cattivi.
E voglio che costoro,
comandati da questo capo,
salgano sopra questa Terra
e vi portino la pace.


SANTA BARBARA
E' una radiosa giornata di sole
e il galeone galleggia tranquillo
avanzando piano sopra un mare addormentato.

Calma piatta anche sopra coperta, sotto tutte quelle vele bianche;
molti dei marinai guardano un poco lontano
qualcuno degli altri annusa il vento
e ce n'è uno che se ne sta sotto il cielo senza fare proprio niente,
e tutto sommato, nulla si muove veramente.

Chiuso dentro la sua cabina,
appena appena cullato dalle onde,
il capitano traccia la rotta
per il suo timoniere che è di sopra e aspetta,
e con buona pace dei suoi ufficiali
che hanno messo in conto di arrivare a destinazione
per poi ripartire con altre ciurme.

Intorno al galeone, qualche volta
salta fuori un delfino
e per un istante sembra restare sospeso,
si ferma a guardare la scena, come se fosse sorpreso
poi s'infila di scatto dentro agli abissi
senza sollevare nemmeno uno spruzzo
e sembrerebbe che non ci fosse mai stato.

Ogni tanto qualche vela si scuote,
qualcuno distrattamente ci appoggia un'occhiata.
Piano piano, ogni cosa rimane al suo posto.
Piano piano, procede tutto tranquillamente.

Comincia da sotto, appena il tempo di esistere, poi si ferma
è come una specie di vibrazione,
che qualche animo bene allenato avrebbe forse potuto sentire.

Una frazione di secondo, e
dal ventre panciuto del galeone esplode fuori l'inferno
il boato tremento squassa le carni e polverizza il legno
la vampata di fuoco incenerisce le vele all'istante
l'acqua intorno ribolle di schiuma e di ossa e di sangue
non si sente una parola, non si sente un urlo
nessuno di loro ha avuto il tempo
nemmeno per capire.

Dopo poco, è di nuovo silenzio.
Sopra quello stesso mare di nuovo sereno
galleggia ancora qualche pezzo di legno annerito dal fuoco,
e qualche pezzo di essere umano.
Per un occhio non bene allenato,
procede tutto tranquillamente.



DIETRO LA STAZIONE
Quando vedi un gruppetto di delinquenti
che vendono la droga a una serie di perdenti
nel buio della notte dietro la stazione
lì dentro, bambina, c'è la vera disperazione
e non puoi pensare ad altro che a due cose
da sotto le trapunte del tuo letto di rose:
puoi pensare a quelli che abitano dentro quei bei palazzi
e che sfortuna si trovano sotto casa quel manipolo di pazzi,
o puoi pensare a che razza di vita fanno quei poveri disgraziati
che tutto quello che hanno avuto nella vita, è stata la tragedia di essere nati.



GLI ADDOBBI NATALIZI. POESIA DI NATALE
Nei pressi del Santo Natale a.d. 1995,
due quasi-barboni, completamente ubriachi
vengono via da un cassonetto delle immondizie
facendo tanta fatica a mettere un passo dietro l'altro
che uno dei due sembra gravemente azzoppato.
L'altro è il cane-guida,
è vestito meno cencioso,
porta addosso qualche addobbo di Natale,
non troppo chiassoso, quasi sobrio, elegante:
un paio di stelline colorate,
qualche lustrino appiccicato qua e là.
Parla tranquillo, e si volta indietro ad aspettare il suo amico.
Ah, è quello azzoppato che è la vera festa fatta persona...
quello azzoppato è uno splendore rutilante,
riluce magnificenza e sfavilla bagliori accecanti,
lo si dovrebbe guardare solo con gli occhiali da sole.
E' COMPLETAMENTE avvoltolato dalla testa ai piedi
da un ordine doppio di stelle filanti a pelucchi d'alluminio,
in parte rosso vivo, in parte argento;
porta un cappello di carta rosso e bianco di Babbo Natale
con in cima un grosso pon-pon e con intorno aghi verdi di pino;
è ASSOLUTAMENTE ricoperto di palle di Natale multicolori
che gli spuntano fuori
da quello che dovrebbe essere un cappoto (si intravede appena qualche lembo di stoffa...);
dagli occhielli dei bottoni e dai buchi delle tasche
gli dondolano appesi svariati pupazzetti;
tra le mani tiene in miracolato equilibrio
un numero indefinibile di ninnoli multispecie;
in qualche anfratto insondabile ha indubbiamente nascosto
qualche strano vivace animaletto;
intorno alle gambe c'ha avvolto ulna carta da fiori, verdissima
e c'ha in qualche modo agganciati numerosi campanellini;
sopra le scarpe (se ha le scarpe)
s'è messo un altro genere di casino in multicolor.
E questo tipo di individuo
se ne va barcollando beato in giro per la città.
Se non ti spaventi troppo a vederlo passare,
ti viene in mente che anche quest'anno è Natale.



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