FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







RISVEGLI

Marco Tombesi




1 Aprile 1995 18.56
E' successo ieri notte.

Stavo sognando, o meglio stavo avendo un incubo, camminavo tranquillo su un prato, c'era il sole, l'erba era alta, papaveri rossi coloravano il prato, ero felice, d'un tratto un serpente cominciava a salirmi lungo un gamba e poi intorno al corpo, cresceva a vista d'occhio, ricordo la sensazione delle spire che mi avvolgevano, soffocavo...

Mi sono risvegliato stravolto.

Ma non è solo questo, nel dormiveglia che è seguito l'incubo sono sicuro di non essermi risvegliato nel io letto!!
Ricordo una spalliera, un comodino... addirittura qualcuno che dormiva accanto a me...
Il sonno e la stanchezza hanno avuto la meglio e mi sono riaddormentato.

La mattina successiva ricordavo vagamente qualcosa, ma non gli diedi molta importanza, '... Il mio solito sogno assurdo...' pensai e mi sono messo a farmi la barba...


3 Aprile 1995 19.03

Sono molto preoccupato, è successo di nuovo, nel cuore della notte mi sono risvegliato... nel letto di qualcun altro!!!

Non era un sogno, era realtà, mi sono svegliato dolcemente, serenamente, mi sono voltato per guardare l'ora della sveglia... la sveglia non c'era!!!

Mi sono mosso, mi sono voltato, non era il mio letto, conosco le mie lenzuola, il mio cuscino.

Panico.

Dov'ero?

Chi dormiva accanto a me?

Più che riaddormentato penso di essere svenuto perché non ricordo nient'altro, di colpo è finito tutto, mi sono risvegliato nel mio letto....


6 Aprile 1995 19.10

E' successo stanotte.
Una cosa spaventosa...

Mi sono svegliato ancora, nel cuore della notte, in un letto non mio, stavolta la sensazione è stata ancora più forte, era realtà non sogno, era tutto vero...

Stavolta sono stato coraggioso: mi sono alzato.

Ai piedi del letto ho trovato delle pantofole (non le mie naturalmente), mi sono mosso nella stanza immersa nel buio, ho sentito muoversi qualcuno nel letto, ho cercato di fare ancora più piano, non so come sono riuscito dalla stanza, ho trovato un corridoio.

Inutile dire che niente assomigliava a casa mia, ho pensato cento cose, ho pensato di essere fuori Roma, per lavoro, di essere in albergo, oppure qualcuno mi aveva ospitato per la notte dopo che avevo perso tutti i treni possibili e immaginabili...

Tante cose tutte insieme mentre mi muovevo lentamente lungo il corridoio, dove stavo andando?

Mi sono reso conto di andare deciso verso una porta, incosciamente mi stavo dirigendo verso il bagno!

Infatti varcata la soglia mi sono ritrovato inequivocabilmente in un bagno, l'odore di umido, di sapone, di disinfettante... Ho chiuso la porta, ho acceso la luce...

Lo spavento è salito a livelli inauditi, perché? direte voi, che male c'è ad entrare in un bagno?
Infatti non c'è niente di male... Ma svegliarsi nel letto di un'altro, passeggiare in casa d'altri nel cuore della notte, introfularsi nel bagno... Non è esattamente il sogno della mia vita!!

Già che ci siamo... Uno dei miei incubi peggiori (a parte rivedere la realtà...) è proprio essere sorpreso in casa di qualcuno come un ladro... Urla, strilli, io che farfuglio scuse, minacce di chiamare la polizia... Terrificante...

Insomma ero entrato nel bagno...
Ma non è finita cui, il bagno non era male... ma quando mi sono mosso ho visto la mia immagine riflessa nello specchio.

Non ero io...

Era qualcun'altro!!!

Ho sentito un gelo terribile in tutto il corpo, la pelle d'oca mi ha fatto drizzare tutti i peli del corpo, mentre fissavo questo sconosciuto mi sono rivenute in mente tutte le preghiere che conoscevo, fa che mi svegli dicevo a me stesso...
Ma non succedeva niente... ero sempre lì, di fronte allo specchio, a guardarmi senza riconoscermi.

Fissavo quest'individuo mortalmente pallido, con gli occhi sbarrati che mi fissava a sua volta.

Osservavo i suoi capelli candidi leggermente diradati (io sono praticamente calvo ed ho a malapena trent'anni), gli occhi scuri, i lineamenti piacenti... Era molto più alto di me... Solo leggermente ingrassato..

Mi sono mosso, è stato come liberarmi da una mossa, ho spento la luce, è stato come infrangere un incantesimo, al buio, mi sono ripreso, sono uscito dal bagno, avevo voglia di scappare, tornare a casa, poi è subentrato un sonno ed una stanchezza terribile, sono tornato a letto, mi sono sdraiato e mi sono addormentato immediatamente.

Per risvegliarmi a casa mia nel mio letto...


9 Aprile 1995 19.36

Continuo a fare lo stesso sogno, ma ormai non lo considero più tale: è qualcosa di diverso, è come una vita paralella, mi addormento e mi risveglio un'altra persona, vivo qualche ora come qualcun'altro, questa persona si addormenta e mi risveglio me stesso...

L'abitudine rende accettabile questa situazione, nel cuore della notte la vita è come sospesa, ovattata: la sensazione di calma e di serenità che mi da la notte è indescrivibile.

Inoltre la casa che mi ospita durante la notte è molto piacevole, non bella, ma comoda, confortevole...


12 Aprile 1995 21.10

Stanotte ho conosciuto mia moglie.
O meglio: la moglie della persona in cui mi trasferisco la notte.
Ormai ragiono così, la notte 'divento qualcun'altrò... come non so, non riesco a immaginare come possano succedere cose del genere, non potete pretendere da me cose dal genere, sono solo un programmatore (scarso) di trent'anni... troppo mediocre per capire una cosa così complessa.

Una cosa che non so ancora se esiste realmente, ci sono momenti in cui considero tutto questo ancora solo un sogno... Per assurdo mi succede quando mi sveglio: allora dico a me stesso '... ancora quel sogno...', poi nel corso della giornata, riflettendoci, mi rendo conto che non può essere un sogno.

Torniamo a noi, o meglio a Lei. Mia moglie.

Ieri notte mi stavo alzando, quando ho sentito una mano sulla mia spalla, pensavo che se fosse successa una cosa del genere sarei morto di paura, invece mi sono voltato, calmo e tranquillo, il mio sguardo ha incontrato il suo.
Eravamo al buio, ma so che Lei mi stava guardando e so io la stavo fissando negli occhi.
Non chiedetemi come facevo a sapere tutte queste cose, penso che siano cose che un marito sa... 'Cos'hai? ti alzi spesso la notte...' mi ha chiesto. Non sono riuscito a risponderle, stavo ascoltando la sua voce, improvisamente ho percepito il suo profumo...
'Non prendere freddo, mettiti la vestaglia...' ha aggiunto e si è voltata dall'altra parte.
Sapevo che non dormiva, ma mi sono alzato lo stesso, mi sono messo la vestaglia e sono andato in salotto come al solito, ho scoperto una bella libreria, a 'Lui piace lo stesso autore che piace a me: Maupassant.

Però non sono riuscito a leggere, pensavo a quella donna, d'un tratto un'idea mi attraversato la mente: mia moglie!

Il sonno stava per farmi addormentare e sono tornato a letto, poco dopo dormivo.


15 Aprile 1995 21.27

Passo le giornate pensando a Lei, ieri sera non mi sono alzato,
son restato sotto le coperte, a sentirla respirare, muoversi,
sento il suo profumo...

So che non si dovrebbe desiderare la donna di un altro, ma questa è mia moglie, o meglio, la notte è mia moglie, quindi non dovrebbe essere male... O sì?

Non so più cosa pensare...

Potrei parlarle, questo non è male...

Non so nemmeno come si chiama...


15 Aprile 1995 21.33

Abbiamo fatto l'amore...

Non so nemmeno io come sia successo, o meglio, so esattamente cosa è successo, ma non mi capacito.
Tra marito e moglie è perfettamente normale, ed io sono suo marito, almeno nelle circostanze che civedono protagonisti, ma so anche che io non sono realmente suo marito, il suo vero marito...
incomincio a chiedermi chi sono realmente, sono Emilio (ho scoperto di chiamarmi così) il marito di Delia (Lei si chiama così), oppure sono Marco: una persona dalla vita piuttosto squallida e stressante?

Sono Marco, programmatore fallito che sogna di essere Emilio, marito felice, oppure sono Emilio, uomo che si affaccia all'altra metà della vita che sogna di essere un programmatore?.
Problema serio, veramente serio...

Diciamo la verità, a me Emilio non dispiace, mi piace la sua casa, la libreria (anche se i quadri sono veramente brutti), anche il suo cognac non è male...

Eppoi c'è Delia una donna meravigliosa, mi ha fatto sentire per la prima volta in vita mia un vero uomo; diciamo la verità, io prima di far l'amore con Lei ero vergine, Lei mi ha insegnato tutto, è stata dolce ed appassionata, forte e paziente...

Non so se potrò mai tornare alla vita di prima, che senso ha ormai? tutta la mia esistenza è stata completamente priva di significato...
Assenza di stimoli, di coraggio... di vita, appunto... Se adesso tutto è cambiato lo devo anche a Lei, una situazione angosciante, un incubo notturno si sta trasformando poco a poco in un meraviglioso sogno...


22 Aprile 1995 21.05

Oggi mi sono appisolato davanti al computer in ufficio... mi sono risvegliato seduto nel salotto di Emilio e Delia, in pieno pomeriggio, c'era una leggera penombra, le serrande erano per metà abbassate, fuori si intravedevano le piante del giardino condominiale, la casa deve trovarsi al primo o al secondo piano.

E' entrata Delia, è bella, alta come Emilio, è bionda (anche se tinta), è formosa, l'età le ha arrotondato la figura modellandola e rendendola estremamente attraente. Si seduta sul bracciolo della poltrona su cui ero seduto io, mi circondato le spalle con un braccio e mi ha baciato la fronte, io le baciato le mani. Siamo rimasti un bel po' così, senza dire niente.

Poi è entrato Paolo, mio figlio...

E' un bel ragazzo di 15 anni con qualche brufolo e qualche pelo sul mento.

Ci ha salutato ed è andato in camera sua, io l'ho seguito.

Dovevo conoscerlo meglio, dovevo parlargli, ascoltarlo...

Sulle prime lui era un po' freddo, rimaneva un po' sulle sue, poi ho visto che sulla scrivania della sua stanza c'era un Personal Computer con CD-ROM e Sound Blaster e ci siamo messi a parlare di computer ed informatica.

Paolo è rimasto stupito della mia preparazione (quella di Emilio), io gli ho detto che ho letto qualche articolo.

Paolo è fantastico come tutti i giovani, non so se devo dirglielo o se devo tenermelo per me come fanno tutti i genitori.

Quando sono tornato in salotto Delia non c'era più, mi sono seduto, mi sono addormentato subito.


25 Aprile 1995 21.22

Ormai tutto è chiaro, non essendo in grado di crarmi una vita mia, una famiglia, sono penetrato in qualche modo in una famiglia preesistente, mi piace pensare che loro avevano bisogno di me, almeno quanto io avevo bisogno di loro.

Ho l'impressione che Emilio li trascurasse un po', non che fosse un cattivo marito e padre, assolutamente no, però soffriva di quel male che affligge parecchi uomini della sua età: pensano di aver sacrificato qualcosa per la famiglia, che essa li abbia legati ed abbia impedito il compiersi di qualche misterioso avvenimento.

In realtà si sono assuefatti alla loro stessa vita, alla famiglia, alla loro casa, è diventato tutto scontato, banale, ovvio, mentre non è nulla di tutto ciò.

Io ho fatto in modo che Emilio avvertisse nuovamente l'importanza della propria famiglia e Paolo e Delia si sono riavvicinati a lui con affetto e simpatia.

Ora dormo tranquillo, non dormo più nel letto di Emilio, non leggo più nel suo salotto, purtroppo non vedo più Delia, non sento più il suo profumo, non posso accostarmi a lei timidamente, con amore e ricevere il suo abbraccio ed i suoi baci...

Eppure, anche se sento un gran nostalgia, non posso dire che mi dispiaccia, loro devono vivere la loro vita io la mia, sta a me conquistarmi e mantenere quello che loro hanno.

Ora che ci penso potrebbe anche esserci un'altra spiegazione: Emilio ha vissuto qualche giorno come me, in me, al mio posto, in ufficio, ha dormito nel mio letto con il materasso rovinato e vecchio, nella mia stanza piena di polvere, ha lavorato al posto mio tra mille problemi e tra mille mortificazioni, come succede a me...
Allora e solo allora ha capito l'immensa ricchezza della sua vita, questo non ha potuto che migliorarlo e renderlo più sensibile.

Tutto sommato è finito tutto bene...

In fondo era solo un sogno...




ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.