FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







REDUCTIO AD ABSURDUM

Massimiliano Angelucci




Avrei potuto fare molte altre cose, in fondo oggi è una delle prime giornate calde dell'anno, volgo lo sguardo verso la vetrata di questa antica biblioteca, è difficile essere insensibili al calore della luce che illumina gli scaffali, comunque ho deciso così, di gettarmi fra cataste di volumi, fra Tolstoj e A.J.Cronin.
Vi starete domandando allora cosa stia facendo qui.
Ebbene, avevo promesso al parroco che gli avrei dato una mano a sgomberare i locali adiacenti alla parrocchia di San Bartolomeo, non ne avevo molta voglia ma ci andai.
Il lavoro era quasi finito, mancavano solo alcuni scatoloni di libri così mi sedei su uno di essi per prendere un po' di fiato, ma non appena mi poggiai sentii un tremendo pizzico, soprattutto perché inaspettato, mi alzai di scatto, chi diavolo può aver mai fatto uno scherzo simile, c'era un ago fra i libri, in effetti, cercando un po' vidi una punta sporgere dalle pagine di un libro incastrato di taglio fra gli altri nello scatolone, lo estrassi è si aprì esattamente nel punto in cui era stato attaccato l'ago.
Era "Le tragedie" di Sofocle, ma la pagina che si era aperta non era stampata bensì era scritta a mano, con una calligrafia molto difficile da leggere, una di quelle antiche, con le parole inclinate a destra e scritte con il calamaio, in alcuni punti l'inchiostro era scolorito, tuttavia vi riporto ciò che riuscii a leggere;la data, il 16 giugno 1822, poi ci sono alcune parti incomprensibili, quindi dice "...cerca in biblioteca il libro Paradoxes di S.Maan, il quale tratta i più importanti paradossi logici e matematici, alcuni di essi fanno riferimento agli antichi libri I - XVI che abbiamo nella biblioteca, quando li avrai trovati tutti, somma il numero equivalente alla posizione nell'alfabeto della prima lettera di ogni inizio paradosso che trovi in quei libri. Il numero, compreso fra cinquanta e cinquecento, indicherà la pagina di Paradoxes che contiene la soluzione ed il premio che avrai meritato. Si intravede la firma, Anselmo, mi sembra.
Fra cento e cinquecento, che grosso aiuto mi aveva dato!
Per quanto assurdo sia, questo è ciò che è successo. Non sono il tipo che crede a questo genere di cose ma ho voluto assicurarmi che non si tratti di uno scherzo qualche buontempone storico.
Certo non è stato difficile trovare Paradoxes di Maan, in questa città di eruditi non c'è il pericolo che qualche libro sia fuori dalla biblioteca.
Ora che lo devo leggere spero che non sia troppo pesante, l'ultimo che ho letto è stato "Cuore" di De Amicis, cinque o sei anni fa.
Allora, il primo che ho trovato è il "Paradosso del mentitore", attribuito al filosofo greco Eubulide, fa riferimento al II libro, corro a prenderlo.
Ecco, il paradosso in questione, consiste nel chiedere al mentitore di rispondere alla domanda:"Menti, quando dici di mentire?".
Nel caso in cui il mentitore affermi "Si, sto mentendo", non mente, perché se un mentitore afferma di esserlo ed effettivamente lo è, dice la verità. Al contrario se risponde:"no, non sto mentendo", allora sta mentendo, quindi è un mentitore.
Accidenti! Esclamai, che ragionamento contorto. Comunque segno sul mio taccuino la lettera "M".
Nel volume XII trovo l'elaborazione del paradosso del mentitore fatta dal cretese Epimenide, il quale afferma:"Tutti i cretesi sono mentitori", bello questo! Segniamo la "T".
Maan racconta che i pensatori più importanti dell'antichità discussero del paradosso del mentitore, Aristotele affrontò più volte il problema, come lui fecero altri pensatori antichi;Aulo Gellio, Crisippo, Seneca e Cicerone, addirittura leggo che un logico antico, tale Fileta di Cos, sia morto prematuramente per la frustrazione causata dalla sua incapacità di risolvere il problema.
"Non avrei mai pensato che esistessero dei quiz irrisolvibili come questi! Pensai tra me e me.
Il prossimo paradosso è il "Dilemma del coccodrillo" che fa riferimento al libro XV. Questo paradosso attribuito a Diogene Laerzio biografo greco del terzo secolo d.C. dice che:"Un coccodrillo aveva afferrato un bambino che stava giocando sulle rive del Nilo, la madre implorò il coccodrillo di restituirglielo. <<Certo!>> rispose il coccodrillo;<<se sai dirmi in anticipo esattamente ciò che farò, ti restituirò il bambino, ma se non indovinerai, lo mangerò>> così la madre rispose <<tu divorerai il mio bambino>> ma il coccodrillo rispose astutamente <<non posso restituirti il piccolo, perché se te lo rendo farò si che tu abbia detto il falso, e ti avevo garantito che se in tal caso lo avrei mangiato>>, <<le cose stanno al contrario>> rispose la madre <<non puoi mangiare il bambino perché in tal caso farai si che io abbia detto il vero, ed avevi promesso che se fosse stato così, avresti restituito il bimbo>>. Caspita! dissi, non c'è un vincitore logico in questa disputa. Segno la "U".
Stranamente ero rimasto incantato da quel libro, pensavo ad eventuali possibili soluzioni, senza trovarne, ovviamente.
Maan fa riferimento al "Paradosso dell'avvocato" citato negli Academica di Cicerone, devo prendere il libro VII.
Arrivato allo scaffale, una sorpresa, il libro non c'è più. Ebbi un sussulto, cosa posso fare, pensai, comincio a spostare nervosamente i libri intorno, niente, mi alzo sconsolato, quando, con la coda dell'occhio vedo un punto luminoso, mi giro di scatto, era stato l'oro impresso sulla copertina di cuoio del VII a brillare, si trovava su un ripiano alto, mischiato ad altri libri, che spavento, pensai.
Finalmente ebbi modo di leggere il "Paradosso dell'Avvocato".
"Si narra che un antico filosofo greco di nome Protagora, avesse insegnato la legge ad un povero giovane, Euatlo. A condizione che questi lo ricompensasse non appena vinta la sua prima causa. Euatlo però decise di abbandonare la professione legale, e Protagora, stancatosi di aspettare, un giorno lo avvicinò e gli sollecitò il pagamento. Visto il rifiuto del giovane lo citò in tribunale.
Dinanzi alla corte Protagora affermò che, se Euatlo avesse vinto, sarebbe stata la sua prima causa vinta, cosicché avrebbe dovuto pagare, ma anche se avesse perso, avrebbe dovuto obbedire alla corte e quindi pagare, ma anche se avesse perso, non avendo vinto la sua prima causa, non avrebbe più dovuto pagare Protagora".
Pensai, qui hanno ragione tutti e due, ma come è possibile? Con orgoglio appuntai l'ultima lettera la "S".
Dunque, non sono mai stato bravo in matematica;
M più T più U più S fa 11 + 18 +19 + 17 = 65.
Sfoglio Paradoxes e giungo a pagina 65, leggo tutto d'un fiato il suo contenuto, ma al quarto rigo trovo una frase stampata come a proseguire il discorso dell'autore, ma dicendo:"Mentre cercavi per raggiungere il tuo premio, senza saperlo, lo stavi ricevendo, chi persevera vince".


ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato