FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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QUESTIONE DI COSCIENZA

Harry Wald




Porse l'altra guancia
finché non vi attaccarono
sopra una decorazione
-Elias Canetti-


PROLOGO:

Nel 1980, gli scienziati del centro di ricerca militare di Long Beach, nello stato di New York, ottennero in laboratorio il primo diamante isotopicamente puro, composto per il 99.9% da carbonio 12. Il diamante naturale, che contiene anche concentrazioni di carbonio 13, aveva fino a quel momento avuto la prerogativa di essere il miglior conduttore di calore conosciuto.
Il nuovo diamante sintetizzato dagli americani era una volta e mezza più conduttore, e mille volte più inattaccabile al raggio di un laser. Poteva quindi venire impiegato nei sistemi elettronici per satelliti e... per la fabbricazione di specchi laser.
Pochi mesi più tardi, una voluminosa relazione era posata sulla scrivania del neo presidente Ronald Reagan a Washington, D.C. L'entusiasmo degli scienziati trasudava dalle pagine colme di dati e culminava nel finale con le seguenti parole: "... ma forse si andrà ben oltre, poiché molti impieghi sono oggi difficili da prevedere. Abbiamo a disposizione un materiale le cui notevoli peculiarità sono una continua sorpresa anche per i suoi inventori." Il volto innaturalmente liscio del più anziano presidente che gli Stati Uniti avessero mai avuto si contrasse, mettendo a nudo i denti falsi e perfetti, le rughe riportate dell'ultimo lifting e le piccole cicatrici del trapianto di capelli. Egli non era bene in grado di comprendere le spiegazioni tecniche contenute nel documento, ma il libbricino marrone scritto per lui da un esperto del Reader's Digest al servizio della CIA lo aveva davvero illuminato sulle vaste implicazioni politiche di quella nuova invenzione. La parodia di un sorriso scomparve dal suo viso rude e arcaico mentre parole ispirate prendevano consistenza: <<Adesso vi concio per le feste, banditi!>>


CAPITOLO I


Nessun grido atroce all'orecchio
come il silenzio dell'insetto
sotto il dito che lo schiaccia
-Camillo Sbarbaro-


Il ricatto ebbe inizio con una dimostrazione non annunciata e piuttosto melodrammatica nel 1984, proprio l'anno che George Orwell aveva scelto per ambientarvi il trionfo di un comunismo grottescamente totalitario. Il teatro degli eventi vide l'equa spartizione dello scenario fra terra, cielo e mare. Una piccola atomica venne fatta deflagrare trecento metri nel sottosuolo di una località desertica del Nevada. L'enorme energia da essa sprigionata fu convogliata in un accumulatore. Di qui, poche ore dopo, questa potenza di milioni di Kw venne trasferita in speciali impianti per la produzione e l'impiego della nuova arma: il laser a raggi X, che poteva concentrare l'energia in raggi invisibili e dal diametro infinitesimale.
<<Durerà un trentesimo di secondo>>, disse uno scienziato magro all'ufficiale di Stato Maggiore con gli occhi febbricitanti.
<<Non mi interessa un accidente di quanto durerà! Li vogliamo fare neri, adesso?!>>, sbottò questi, tirando un calcetto alla struttura metallica della consolle.
Lo scienziato alzò le spalle, gli fece segno di procedere e il militare premette con forza il grosso pulsante giallo davanti a lui.
Un solo raggio perforò i trecento metri di cemento, roccia e sabbia della base. Attraversò invisibile l'atmosfera del pianeta e trecento chilometri di spazio, per andare a colpire uno specchio di diamanti sintetici largo due metri all'esterno di un satellite posto in orbita perfetta per rifletterlo di nuovo a terra. Meglio, in acqua, dove annientò il propulsore atomico di un sommergibile sovietico al largo delle coste norvegesi, provocandone l'inabissamento con i novecentodue membri dell'equipaggio.
Quando, poco dopo, giunsero alla base sotterranea le foto scattate dal satellite spia sull'area del disastro, dozzine di tecnici lanciarono in aria fogli e giornali, abbracciandosi felici come nel giorno del ringraziamento.


CAPITOLO II


Le allucinazioni svaniscono e la realtà,
più terrificante,
prende il loro posto.
- Elias Canetti -


Il giorno 12 febbraio 199... l'agente dell'MI5 * Arnold Swallet cominciò il primo dei numerosi interrogatori in terra ungherese al colonnello del KGB transfuga Iliech Katzarin, per gli amici Ilia. Si trattava di routine; una ripetuta sequenza di domande banali, con qualche ben dissimulato quesito più importante; una prassi utilizzata da secoli dalle polizie di tutto il mondo, sempre efficace. Puoi anche conoscere il sistema che verrà usato per arrostirti, ma rimarrai bruciacchiato lo stesso. Il fatto che Katzarin fosse un transfuga non faceva nessuna differenza.
L'insolito cominciò a trasparire il terzo giorno.
Ilia, che già aveva dato segni di squilibrio, non resistette oltre alla proibizione di fumare le sue amate Galliuscia (copia sovietica di una più nota marca francese). Le sigarette ungheresi erano davvero una tortura per lui.
Arnold Swallet lo guardava senza solidarietà pur pensando, a volte, come fosse curioso che duecentosettantadue agenti speciali del KGB fossero stati intercettati dall'MI5 mentre, in quei tre giorni, attraversavano la frontiera allo scopo di liquidare l'ometto cinereo e sudaticcio che gli stava seduto di fronte in maniche di camicia.
<<Quello che ho da riferire è più importante per l'umanità di qualunque altra cosa sia stata detta dopo: E la luce fu; come può pretendere che mi confidi con un semplice funzionario?>>, disse Ilia, esprimendo un concetto che andava ripetendo da giorni, con parole sempre diverse.
<<Vuole una Galliuscia?>>, chiese per l'ennesima volta Swallet senza alzare gli occhi dalla scrivania (tanto aveva un micro-monitor nel cassetto aperto).
Ilia Katzarin volse al soffitto uno sguardo disperato e alla fine cedette:
<<Va bene, parlerò! La politica mondiale, a partire dal 1984, è stata mistificata dagli Stati Uniti grazie ad una nuova arma laser con cui hanno reso inutile ogni arsenale atomico da qui allo stretto di Bering, compresi i satelliti e le basi sotterranee. Il mio paese è stato ricattato al fine di guidare sé stesso all'autodistruzione politica ed economica. Il processo è tuttora in atto; in URSS ci saranno bipartitismo ed economia di mercato, il tutto nelle mani esperte di quegli sciacalli... e adesso mi dia la dannata sigaretta!>>

Due giorni più tardi, era la volta di Arnold Swallet di sentirsi vittima di un incubo da interrogatorio. Lo smembramento dell'URSS in oltre 40 repubbliche indipendenti, appena federate, i massacri razziali degli ultimi anni che erano costati milioni di vittime, il crollo del comunismo come sistema politico, le centinaia di affondamenti di navi, sottomarini, petroliere; la distruzione di intere squadriglie aeree, la carestia in Asia, il tracollo dell'economia nell'Est, le rivoluzioni sanguinose nei paesi satellite, l'esplosione del reattore di Chernobyl, il crollo del Muro... e quella vecchia storia dell'attacco all'Irak a negoziati quasi conclusi, con l'URSS che non aveva fatto una piega nonostante l'insulto americano fosse di evidenza internazionale.
Tutto era stato spiegato limpidamente da un Katzarin felice, nascosto giorno e notte in una nuvola di fumo azzurrognolo e odoroso di tabacco. Sul principio della lunga esposizione di Ilia, Swallet aveva preso le sue dichiarazioni con il moderato, paradossalmente scettico stupore di chi è abituato alle cose assurde che possono venire dette da un soggetto sotto stress da interrogatorio, ma si era ben presto convinto che Katzarin credeva in ciò che affermava con tanta lucidità. Quando giunsero da Londra le prime informazioni tecniche in risposta ai suoi quesiti per indagare sui singoli pezzi del puzzle composto da Iliech, l'agente dell'MI5 cominciò a considerare le cose in un altro modo.

La centrale di Chernobyl: Katzarin sosteneva che i politici sovietici avevano dato una versione inaccettabile dell'episodio. Sul piano scientifico, un qualunque fisico nucleare specializzato in centrali poteva confermare che non solo un reattore difficilmente esplode, ma che, piuttosto, se danneggiato gravemente continua a bruciare (cioè a fondere), affondando nel terreno per molte settimane. Questo è l'effetto conosciuto come Sindrome Cinese.
Iliech portava a sostegno delle sue affermazioni le smentite all'attendibilità della versione ufficiale che aveva dato anni prima un noto scienziato italiano.
La misteriosa epidemia che aveva distrutto il 70% del raccolto sovietico di grano e cerali, due anni prima, e che aveva assestato un colpo mortale alla credibilità del governo. Le conseguenze erano state catastrofiche: rivolta delle repubbliche, totale dipendenza dal grano canadese e statunitense, conseguente strangolamento economico; esecuzioni di pubblici funzionari, a migliaia, da parte delle folle affamate; massacri antisemiti, antiarmeni, antimusulmani, antirussofoni, con un milione di vittime. La spiegazione ufficiale, che aveva scatenato l'ira popolare, era stata che, quell'anno, per il grano e i cereali si era impiegato un antiparassitario la cui composizione chimica era risultata essere un grave errore di valutazione.

<<Falso, falso, FALSO!>>, aveva tuonato il colonnello del KGB con foga entusiasta, <<chieda ai suoi amici americani di far avere al servizio segreto inglese qualche nitida foto presa dai satelliti nelle zone del tragico errore! Non sarà possibile, e questo perché delle vere fotografie mostrerebbero, ancora oggi, il deserto nero, le stoppie carbonizzate in cui il loro Laser Spaziale ha trasformato in pochi minuti milioni di ettari di colture! Glielo chieda!>>
Riguardo a questi e numerosi altri interrogativi, Swallet aveva mandato al Centro di Londra un certo numero di circostanziate quanto segrete richieste di informazioni. Le risposte, che provenivano da reparti autonomi, cominciarono ad accumularsi sulla grande scrivania del suo anonimo ufficio di Miskolc già da quella sera.
La sezione "Indagini Nucleari" diceva che i dati erano insufficienti per un'analisi significativa; il reparto "Guerra Chimica" rispondeva chiedendo, insolitamente, spiegazioni sul motivo delle domande; gli arruffapopolo del "Settore Etnico" si trinceravano addirittura dietro al tradizionale, ma inconcepibile quando era un alto funzionario a fare domande, veto del "Top Secret".
Vi era una singolare difformità nei toni, però i contenuti dei messaggi erano identici: nulla.


CAPITOLO III


Gli uomini non hanno più misura, per nulla,
da quando la vita umana non è più la misura.
-Elias Canetti-


Swallet era un uomo ordinato senza essere ordinario, costretto dal suo lavoro a mascherare il livello di carriera raggiunto. Nella folle selva di arrampicatori del Centro, egli costituiva una rara quanto scomoda eccezione, poiché era un uomo di idee, buon organizzatore, sincero democratico. Mentre Katzarin liquidava il caso Chernobyl spiegandogli che un raggio del laser spaziale, di pochi millimetri ma manovrato come un velocissimo bisturi dal computer, aveva colpito il reattore nucleare su una superficie di un metro quadrato, Swallet pensava a tutt'altro. Una specie di nuovo sbigottimento si andava trasformando in lui in livore. Nei confronti degli americani, di un popolo fratello, dei difensori della democrazia e dei diritti umani... Era davvero possibile che si fossero manovrate per anni le leve di un potere assoluto, infliggendo danni da olocausto ad altri esseri umani, senza che nessuno ne fosse venuto a conoscenza? Rivolse la domanda al piccolo colonnello sovietico.
<<Gorbaciov non aveva altra scelta che il silenzio>>, disse Ilia con rinnovata fermezza, <<la distruzione fisica dell'URSS e la morte di 300 milioni di esseri umani sono anche oggi la posta di un gioco avviato da Reagan e continuato dai suoi successori. Nessuna scelta: obbedire, tacere, e fare a pezzi il comunismo, in casa nostra e fuori!>>
Katzarin si accese lentamente l'ennesima Galliuscia. L'agente inglese lo osservava, trattenendo a stento l'ansia di sapere di più.
<<Comunque>>, riprese il sovietico <<ben pochi politici e militari in URSS sono a conoscenza del ricatto globale degli americani. I sommergibili, la centrale di Chernobyl, una dozzina di satelliti e due installazioni militari sotterranee sono stati colpiti per dimostrare come possano facilmente smantellare le nostre difese. Il laser spaziale giunge dove i nostri missili non potrebbero e, ciò che più importa, colpisce in frazioni di secondo dopo l'impulso iniziale, liquefando ogni materiale con un calore di 600.000 gradi. Pensate che fosse possibile non mantenere il segreto? No... >>
<<Perché lei ha rotto il silenzio, Ilia? Come è in possesso di queste informazioni? Perché ha scelto noi inglesi per fornirle all'Occidente?>>, lo interruppe bruscamente Swallet, ricordandosi di colpo quale fosse il proprio dovere. Quelle domande avrebbe dovuto farle molto prima.
<<Mio caro amico>>, replicò il sempre più sereno Katzarin <<anche da un'analisi di superficie alla scena politica britannica risulta lampante che i tempi bui di Margareth Thatcher e John Major sono passati. Il nuovo Primo Ministro laburista ha mutato la posizione del vostro Paese all'interno della CEE con il proprio costruttivo impegno nel realizzare l'integrazione dei vecchi membri con quelli nuovi dell'ex Est europeo. Inoltre, credo che tra i giovani politici britannici vi sia un crescente interesse per concretizzare la nota opzione italiana di una 'Grande Europà comprendente la mia nazione. In virtù del fatto che gli americani hanno taciuto circa il ricatto persino con i loro tradizionali alleati, mi è sembrato che fosse venuto il tempo di mettere sul piatto della bilancia questo argomento>>.
Il sovietico si interruppe per un momento, sorridendo all'indirizzo di Swallet; questi lo fissava senza nemmeno vederlo.
<<Lei si sta chiedendo chi io sia, in realtà, per disporre liberamente di tante informazioni, e con quale autorità ne faccio un uso così potenzialmente pericoloso per il mio Paese e per gli altri. Mi perdoni la retorica, comunque glielo voglio dire: io sono un comunista. Non un burocrate, non un politico, non un guerrafondaio: un comunista dell'utopia. Per un fortunato caso, molto tempo fa, ho avuto le prime informazioni su ciò che stava accadendo. Il resto è, al 99%, il risultato di un'indagine segreta che mi ha impegnato negli ultimi cinque anni. Con quale autorità ho rotto il silenzio? Con quella della mia coscienza, non altra. Spero che quanto le ho detto e ancora le dirò apra una breccia anche nella sua>>.
L'agente dell'MI5 guardò apertamente negli occhi il colonnello del KGB, per la prima volta in quei lunghi giorni: <<D'accordo; ammettiamo tutto, per ipotesi. Ma come spiega che una sola arma, per quanto sofisticata, riesca a rendere inutilizzabile il vostro intero arsenale atomico?>>
<<Ci sono ormai in orbita un centinaio di satelliti equipaggiati con gli specchi laser. In pochi minuti l'Unione Sovietica può venire bruciata senza che si tocchi un solo metro quadrato dei territori confinanti. Sul principio dell'attacco i raggi laser invisibili colpirebbero i centri di controllo dei missili nucleari, togliendoci ogni deterrente "a posteriori". Di fronte alle dimostrazioni pratiche di questa minaccia, Gorbaciov ha sottoscritto una resa incondizionata ed ha preso le redini di una vera e propria autogestione comandata della sconfitta. Il sistema capitalistico è poi subentrato all'organizzazione militare nell'amministrare il potere acquisito e, da allora, il Politburo agisce come un governo fantoccio...>>

L'aria condizionata dell'ufficio a prova di intercettazioni era secca e calda. Swallet si passò la punta della lingua sulle labbra inaridite e gettò un'occhiata alle sue spalle, sulla città dalle strade coperte di neve, sui passanti frettolosi, piccole sagome infagottate nei cappotti, ignari di quella conversazione.
<<Ilia, mi risponda: se la sconfitta dell'URSS è così totale, se non è possibile da parte vostra una reazione di alcun genere, perché allora gli americani non l'hanno resa pubblica? Perché non spazzare via alla luce del sole il vecchio ordinamento comunista, invece di limitarsi ad esaurirlo con un finto processo di democratizzazione? I governi di Paesi quali Giappone, Sudafrica, Germania accetterebbero con sollievo la debàcle di un sistema politico come il vostro! >>
<<Come sempre>>, replicò Katzarin in un ghigno amaro <<voi inglesi sottovalutate la forza dell'opinione pubblica internazionale. Milioni di persone che fino a ieri non si erano mai occupate di politica insorgerebbero contro un ricatto di così enormi proporzioni. Gli intellettuali inonderebbero la carta stampata di condanne e petizioni; le marce di protesta e le pubbliche dimostrazioni sarebbero innumerevoli. E poi, di quante unità si rafforzerebbero le organizzazioni terroristiche, con un motivo tanto valido per colpire? E quali sarebbero le conseguenze di un simile annuncio allo stesso interno degli Stati Uniti? Come la prenderebbero quelle libere coscienze rivoluzionarie che ancora sussistono nel proletariato mondiale? Questi interrogativi hanno spaventato gli americani al punto da far loro preferire la tortuosa ma più sicura via del silenzio>>.
Gli scuri occhietti di Iliech Katzarin rilucevano di un torbido e profondo splendore, come se quelle parole fossero l'ultimo asteroide superstite di una galassia esplosa nello spazio lontano e freddo. Swallet si prese la faccia tra le mani, appoggiando i gomiti sul tavolo, per un tempo misurabile solo con l'orologio delle coscienze. Alla fine alzò il capo e, con voce ferma, disse: <<Che cosa vuole da me?>>


CAPITOLO IV


Più avanziamo e più l'utopia,
come un orizzonte,
indietreggia.
Ma se noi non fissiamo lo sguardo
su quell'ideale lontano
la nostra azione è cieca.
Vuoi che io sia cieco?
Vuoi che viva di passioni inutili?
-Roger Garaudy-


Due giorni più tardi, il terminale dell'agenzia France Press in Bolivia cominciò a ricevere i primi dati di un software informatico molto complesso. L'addetto ai cifrari dell'ambasciata svizzera in Uganda si grattò la testa, perplesso: per quanto i codici d'ingresso fossero a combinazione elettronica rotante c'era qualcuno che riusciva ad intromettersi...
L'operatore IBM che programmava i tempi di passaggio delle navi nel canale di Suez si deterse un sudore che non veniva soltanto dai 35 gradi all'ombra della stanza dove si trovava: il goliarda senza nome che si era allacciato al suo computer stava scrivendo un romanzo di fantapolitica.
Il bambino australiano che passava noiose giornate a giocare con i videogames nella casa colonica della grande piantagione dei genitori sbarrava gli occhi affascinato dalla serie di grafici, mappe terrestri e spaziali, dislocazioni di basi e missili che il suo Pc ultimo modello gli andava mostrando ormai da alcune ore...
Nel volgere di 24 ore, la maggior parte dei medio/grandi computer allacciati alle principali reti di distribuzione - oltre a quelli diplomatici e militari di cui Swallet poteva servirsi tramite il personale della filiale dell'MI5 lì a Miskolc - ricevettero il sunto del lavoro durato cinque anni che Iliech Katzarin aveva trasferito su un CD-ROM da 640 Megabyte di memoria.


FINE


Questo racconto è stato scritto nel 1991 e pubblicato nel 1993 su una rivista romana.
Tutti i diritti sono riservati all'Autore per tutti i paesi del mondo.
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A parte queste precisazioni, comunque importanti perché tese a salvaguardare i miei buoni diritti, l'Autore, cioè io, e scusate se parlo come Maradona, gradirebbe ricevere messaggi di commento, critica e/o qualche buona idea o soggetto narrativo, da sviluppare magari in comune con altri amici.

Gli avvenimenti della Storia hanno superato il mio racconto, ma credo che il tema di fondo sia pur sempre plausibile. Voi cosa ne pensate?
La coscienza di un individuo è più importante della Ragion di Stato?
Esiste un'ideale scala di valori che sarebbe giusto ognuno seguisse?
Qual è la vostra?

Fatevi leggere!

Harry

* Il servizio segreto britannico




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