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LA VERA STORIA DI ELVIS PRESLEY, CANTANTE LEGGERO (57 KG.) DELLA BRIANZA (VERO NO

ME CORDELLI MAURO)
Alberto Forni


Radio edit dub remix version


Tutto ebbe inizio il giorno in cui Cordelli Mauro, che aveva appena otto anni, si mise a canticchiare un motivetto molto di moda che aveva sentito alla radio.
Si trattava, per la cronaca, di "Too drunk to fuck" dei Dead Kennedys. L'usignolo che la famiglia aveva vinto alla sagra della ghianda secca, preso dall'invidia più nera, si affogò gettandosi con gesto plateale nella vaschetta dell'acqua.
Tutti intuirono immediatamente quale radioso futuro si preparava per il giovane Cordelli ed il padre decise così di mandarlo a lezioni di canto. Ma il suo talento era così eccezionale e spontaneo che il maestro di canto, preso dall'invidia più nera, tentò di affogarsi gettandosi con gesto plateale nella vaschetta d'acqua dell'usignolo.
Un improvviso mal di testa lo spinse poi a desistere dal suo proposito suicida e a limitarsi a scongiurare Cordelli jr. affinché gli desse qualche lezione di canto.
Con i soldi guadagnati, il mini-Cordelli speculò in borsa dove, grazie ad un tentativo di scalata nei confronti della Concetta mobbili s.p.a. di cui deteneva gran parte delle azioni, si arricchì tanto da potersi comprare una Porsche Ufo Cabrio.
Tuttavia non potendola guidare data la giovane età, la parcheggiò sotto casa e la coprì con un telo.
La lasciò lì per alcuni anni finché la sera precedente il suo diciottesimo compleanno gliela rubarono.
(Alcuni vicini affermarono di aver visto aggirarsi nei pressi della macchina il maestro di canto, altri parlarono di un camion con scritto "Concetta mobbili", altri ancora asserirono di aver visto il fantasma dell'usignolo suicida).
Al di là dello spiacevole episodio, con la maggiore età il figlio di Cordelli senior decise che era venuto il momento di conquistare i principali mercati discografici.

Si diede così l'originale nome d'arte di Elvis Presley.
Non inganni la prima impressione, infatti volendo dimostrare che la sua cultura musicale spaziava dagli anni cinquanta agli anni ottanta prese il cognome da Elvis Presley ed il nome da Elvis Costello.
"Minchia che bella idea" disse Elvis Costello, che aveva lontane origini catanesi, non appena glielo riferirono.
"..............." disse Elvis Presley dal cimitero in cui si trovava in soggiorno obbligato per abuso di psicofarmaci.
L'ex-Cordelli incise così il suo primo quarantacinque giri che volle intitolare:
"Fatti mandare dalla mamma a prendere:
1) Scottex casa
2) Idraulico liquido
3) Pocket coffee
(sottotitolo: Emozioniamo?)".
Un titolo forse un po' lungo ma che ben esprimeva la rabbia e lo smarrimento generazionale di quei tempi.
Il disco si piazzò al primo posto delle classifiche e vi rimase così a lungo, ma così a lungo, che alla fine dovettero chiamare i pompieri per tirarlo giù.
La geniale intuizione di Elvis fu di riconoscere il momento di stanca nella musica giovanile, il bisogno di novità.
Per questo inventò un rock diverso, un rock venato di jazz ed in parte striato di rap con influenze salsa-reggae, contaminazioni di punk-mazurkato e un po' di ska-metallato. Shakerare bene e servire a temperatura ambiente con un'oliva.
Anche i quarantacinque giri seguenti raggiunsero la vetta delle classifiche tranne "La vera entità del frollino".
Questo singolo, che aveva una innovativa copertina commestibile e che fu subito inserito fra le attrezzature indispensabili per i corsi di sopravvivenza, non riuscì purtroppo ad andare oltre il terzo posto probabilmente perché Elvis lo scrisse durante una crisi mistico-filosofico-alimentare durata diversi minuti.


Dopo questa raffica di singoli che decretarono il successo di Elvis ma anche dei pocket coffee (ed anche dei pompieri per la verità) venne il momento di incidere il primo album.
Elvis capì che la gente desiderava un ritorno alla semplicità e volle intitolarlo solamente "E.P." che erano, naturalmente, le iniziali del suo nome d'arte.
Ma molti fans convinti che volesse dire "extended play", cioè un singolo con quattro canzoni, si incazzarono moltissimo perché costava quanto un album. Elvis fece così ritirare tutte le copie in circolazione, lo ristampo' col titolo "Elvis Presley, nome d'arte da Elvis Costello ed Elvis Presley, vero nome Cordelli Mauro", si incazzò il giusto con quei minorati mentali dei suoi fans e disse infine: "In culo alla semplicità".
Un momento di rottura e di ribellione che però passò subito. Ristampato con il nuovo titolo il disco uscì alle quattro di un pomeriggio. Alle quattro e dieci diventò disco d'oro e alle quattro e diciotto disco di platino.
In seguito, avendo esaurito tutti i materiali preziosi atti a classificarlo, diventò nell'ordine: disco-mix, disco-bambina, disco-music, disco-inferno e disco-teca.
Il successo non diede alla testa ad Elvis che rimase il ragazzo semplice di sempre. Pur con questa insana passione per i motori.
Poiché non si era dimenticato del triste episodio della Porsche, per rifarsi si comprò: una Lotus Esprit, una Rolls Royce convertible, una Lamborghini Diablo e un paio di Ferrari F40. Comprò anche due Skoda che mandò per vendetta al maestro di canto e a Concetta mobbili.
Comunque non utilizzava i soldi che guadagnava solo per propositi egoistici. Ritenendo indispensabile il rispetto per l'ambiente e gli animali fondò un'associazione per la difesa dei trottolini amorosi, malinconici ma simpatici mammiferi votati principalmente all'accoppiamento e alla riproduzione. Non sembrava invece interessato a trovare un'anima gemella e quando lo intervistavano sull'argomento-donne rispondeva sempre: "Mica ci hanno il cambio" dimostrando così una saggezza contadina molto radicata.


Per i giovani era già un idolo tanto che gli fu proposto il ruolo di testimonial in una campagna pubblicitaria di pigiami.
Nello spot, ricco di effetti speciali, si vedeva Elvis che piano piano si trasformava in un pigiama, il pigiama piano piano si trasformava in una chitarra, la chitarra piano piano si trasformava in Elvis Costello, Elvis Costello piano piano si trasformava in Elvis Presley....... ma siccome lo spot durava trenta secondi si vedeva solo Elvis che si trasformava in un pigiama. Il successo della pubblicità fu tale che alcuni impiegati statali cominciarono ad andare al lavoro in pigiama dicendo che il nuovo look si conciliava meglio con la loro attività.
Alcuni studenti di scuole serali si giustificavano dicendo che così non dovevano cambiarsi quando tornavano a casa e guadagnavano tempo per studiare. I tempi erano ormai maturi per un tour che lo portò a confrontarsi con le persone e ad accendere il suo interesse verso le donne.
Infatti durante questa serie di concerti Elvis si sposò tre volte.
Prima con Emma Accordi, una fioraia di Rovazzano di Mezzo che aspirava a diventare una scrittrice giallo-rosa.
Un pomeriggio, durante le prove del suono, lei gli disse: "Ti amo", lui le disse: "Io no, ma non so cosa fare prima del concerto."
Si sposarono immediatamente e la cerimonia venne officiata da Concetta mobbili che fra l'altro ringraziò Elvis per la Skoda.
La mattina dopo però egli volle divorziare perché aveva alcune commissioni da portare a termine.
Il secondo matrimonio, pur considerato tale dal biografo ufficiale, non fu mai celebrato.
Elvis si innamorò di una ragazza che passava per strada e così la apostrofò: "........................".
Vista l'espressione allibita della ragazza continuò: "Io ti amo ma siccome sono sfortunato in amore so già come andrebbe a finire. Divorziamo direttamente."
Lei accettò ed ora riceve, come alimenti, tre milioni al mese.

L'ultimo matrimonio fu una cosa spettacolare.
Elvis aveva portato la Ferrari a riparare perché la cintura di sicurezza dalla parte del passeggero tirava un po' troppo.
In officina incontrò Anna, un raro esemplare di donna-meccanico.
Era veramente stupenda con quella tuta blu ben stirata, le mani affusolate, le unghie curate e pittate di grasso.
"Ti voglio sposare" le disse Elvis "e non dovrai più lavorare in officina.
Voglio che tu stia a casa ad aspettarmi e a truccare le mie macchine."
Lei accettò con gioia e la mattina del matrimonio arrivarono in monopattino perché in automobile sarebbe stato troppo banaleper due patiti come loro.
Finita la cerimonia si apprestavano a partire, con una Rolls Royce, per il viaggio di nozze quando Anna, forse per l'emozione, inserì la prima marcia e grattò.
Elvis, visibilmente sconcertato e deluso, disse solo: "Pensavo tu fossi diversa, invece sei come tutte le altre. Non voglio vederti mai più."
Al di là delle disavventure nella vita privata, il tour andava benissimo. La fama si sparse così velocemente che anche gli stadi cominciarono a non bastare più.
Fu deciso così di tenere l'ultimo concerto nel deserto dei Gobi.
Vennero più cinquecentomila persone da tutto il mondo e furono avvistati anche un paio di ufo.
Elvis, dimostrando ancora una volta la sua sensibilità nei confronti dei problemi sociali, decise di devolvere l'incasso della serata all'associazione per la ricerca contro il crampo dello scrittore.
Dopo due brani Elvis chiese da bere ma gli fu risposto che lì, da tempo, non vi era traccia di acqua.
Incurante del pericolo continuò a cantare disidratandosi a poco a poco fino a quando, dopo l'ultimo bis, sparì definitivamente.
E' proprio vero che, come si usa dire, la musica brucia i propri miti molto velocemente.


Dalle ultime indiscrezioni pare che Elvis Presley, vero nome Cordelli Mauro, abbia ottenuto un posto in paradiso accanto a Sid Vicious a non più di tre metri da quello prenotato per Costello.




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