FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







UNOFFICIAL PAGES FROM PONY EXPRESS

Giampaolo Spinato



Einaudi, Torino 1995, pp.134, 18mila lire.


"UNA STORIA METROPOLITANA"
1) THE BEGINNING...

Era l'inverno della grande nevicata, il ventiquattresimo e il più freddo di tutta la mia collezione. Le sciarpe erano dure come cartone, col pomo d'Adamo appeso al loro cappio ruvido anche deglutire era diventato pericoloso. Una cosa mai vista, ma ci adattammo. Una prerogativa di quegli anni, la capacità d'adattamento. Per conto mio, a quei tempi non sopportavo più quelli che menavano il torrone sui vent'anni. Il mio repertorio di frantumi aveva già una discreta consistenza. In più, non ci credevo ai reduci che spalmavano retorica sulle battaglie perse. Ci avevano lasciato in eredità illusioni troppo smorte per pasturare il loro disincanto. Ma di questo si occuperanno le puntuali analisi degli specialisti, a me basta l'accenno, per tracciare le coordinate, come dire, per prendere la mira. Non ho nostalgie e l'ho sempre fatta controvento. Cfr. avanti. Continua.
Mettiamola così: a quell'epoca volevo andare lontano. Non ero stato abituato a credere al futuro, ma la spinta a correre più in là, quella sì, era scritta nel codice genetico. Più tardi, quando riuscii a guardare con distacco i fatti di quell'inverno, mi convinsi, come si dice, che nel caso c'è spesso una necessità. Fosse per me, metterei molte cose tra parentesi - ecco quello che ho imparato - le parole non contano, finiscono dritte in un buco nero che sbadiglia sempre dalla fame. Bisognerebbe ridurgli la salivazione di tanto in tanto con qualche briciola di consapevolezza. I fatti. Ecco: il succo della storia è tutto lì. Non ha importanza sapere cosa sarebbe potuto accadere se non mi fossi comportato come ho fatto. E' accaduto tutto grazie a un malinteso. O forse doveva semplicemente andare così. Non importa da che parte la si guardi.
Per un certo tempo chiusi tutti i ponti con il mondo. Mi tappai in casa e coltivai una serie di abitudini balorde. Questo, all'inizio, prima della telefonata. Ancora adesso non saprei spiegarmi come rotolai giù per quella china; a raccontarlo, mi sembra di parlare di un'altra persona. Poi successero altre cose strane. Mi misi a cercare un certo Delta Uno. Conobbi Jenny e abitai la sua baracca. Divenni amico di Karim e Ibrahima. Nel frattempo, scoprii chi fosse la persona che cercavo. Ma questo non semplificò le cose. Anzi. Vennero il quaderno nero, i messaggi e gli incontri di Pin. E c'erano di mezzo anche Cerata - Cerata o Macula, come si faceva chiamare - e Sara che, nonostante fosse cieca, ha saputo guardare dentro a quello che è successo meglio di chiunque altro. Prima, però, la corrente mi spinse letteralmente alla deriva. Il tutto senza mai oltrepassare i confini della città che mi ha ospitato come un bolo nel suo ventre molle.




ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.