FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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PENSIERI LUNGHI

Stefano La Marca




Un cortometraggio

Napoli, 20 Aprile 1996


Scena 1

Buio. Lontano da qui abbaia un cane. Passa una motoretta. In primo piano una cicala fa il verso all'immancabile cretino che suona il clacson. Qualcuno grida una frase poco comprensibile. Da una radio, in secondo piano, escono le note di"Amapola". Sul fondo una luce. E' quella di un caseggiato solitario. Un condominio in cui sono accese alcune luci. E' sera, forse estate. Siamo alla periferia di una grande città. La macchina da presa si avvicina con una lenta progressione. Dovremmo essere in esterni e invece siamo in studio. La m.d.p. è sul dolly ma simula un movimento dall'alto, il fabbricato è in realtà un modellino. Ascoltiamo due voci fuori campo. Sono di due amici, due giovani sulla trentina che passeggiano nelle vicinanze.
Giovane 1= L'altra sera stavo ragionando sull'universo. Ma ti pare possibile che siamo soli in tutto questo casino? Ho letto un libro che sosteneva che le piramidi e i disegni tracciati sul terreno in Perù sono stati fatti da gente di una civiltà diversa dalla nostra...
Giovane 2=E' la solita teoria di un popolo molto progredito giunto sulla terra e poi scomparso in alcune decine di anni in modo misterioso. Si ma c'è una falla...
Giovane 1=E quale?
Giovane 2=Un popolo tanto progredito da fare viaggi interstellari sarebbe stato in grado di prevedere tutto, anche il punto in cui siamo arrivati.
Giovane 1=E allora?
Giovane 2=E tu davvero credi che in giro per l'universo ci sia stato qualcuno, che sapendolo prima, era disposto a diventare antenato di Umberto Bossi?
Giovane 1=Eh, già...già...già

Titoli di testa.

Scena 2

Interno notte. Siamo in uno degli appartamenti del condominio. Quattro amici sono stravaccati su due divani in un salotto di una casa arredata secondo lo stile di un trentacinquenne. Siamo, evidentemente, dopo cena. Su di un tavolino basso, davanti a loro una tazzina dove qualcuno ha bevuto un caffè, un bicchiere da liquore, qualche cioccolattino. I quattro amici si apprestano a chiacchierare in maniera rilassata. La m.d.p. sistemata ad altezza di seduta del divano, inquadra il padrone di casa e uno degli amici seduti sul divano, gli altri due amici (ma questo lo possiamo solo supporre) sono seduti sull'altro divano che è sistemato ad elle con quello inquadrato. Nello stereo gira il cd della"Donna cannone" di De Gregori.
Padrone di casa=(Si mette a seder più rigidamente con le mani sulle ginocchia) Una cosa è certa: questo è un discorso di merda.
[l'amico vicino annuisce. La m.d.p. inquadra in p.p. un'altro amico sull'altro divano che annuisce a sua volta mentre il discorso continua] Io lo voglio dire prima perché non ci siano dubbi. [la m.d.p. torna ad inquadrare a mezzo busto il padrone di casa] Questo è un discorso di merda. Voi lo sapete: sono sempre stato contrario ai maschilisti. Appena posso rubo Cosmopolitan ad Alessandra (lo prende dal tavolino d'angolo fra i due divani), faccio una genovese che neanche la buonanima di mammà..., non esco di casa se non ho avviato la lavastoviglie, che tra l'altra mi consuma un fottio, e l'otto marzo questa casa se ne cade di mimose. Eppure torno a ripetervi che questo è un discorso di merda. Siete d'accordo? (gira la testa intorno per raccogliere i consensi degli amici, li sentiamo dire"non c'è dubbio","be, si""certo che messa così..." Un attimo di pausa, poi con tono grave e conclusivo) E allora siamo tutti d'accordo quindi.... (pausa) (cambiando tono e diventando gioviale) possiamo cominciare. [la m.d.p. un po' dall'alto, inquadra i due divani. I quattro amici si compattano sedendosi più vicini. L'aria è quella di una cospirazione gioiosa. Nel frattempo si organizza il tutto]
Padrone di casa=(prendendola dal tavolino e distribuendola) Qui c'è la carta, chi ha le penne?
[mezzo busto del primo amico che cerca le penne nelle tasche e poi le distribuisce]
Primo amico=Le ho io.
Secondo amico (v.f.c.)=Ma scrivono stavolta?
Primo amico=Si, si...
[mezzo busto del padrone di casa]
Padrone di casa=Allora cominciamo. (pausa) Anna? (momento di silenzio, il padrone di casa si guarda intorno) E dai, alzate le mani. (pausa) Oh, e tu?
Terzo amico=Che devo fa'?
Padrone di casa=Ma come non eravate andati in discoteca....
Terzo amico=Andarci ci siamo andati.
Padrone di casa=E poi?
Terzo amico=Ha voluto tornare a casa...
Padrone di casa=Ah, ma allora sei una schifezza!
(gli altri fischiano e sfottono)
Padrone di casa=Va bè... Andiamo avanti. Francesca? Giova', ho detto Fran-ce-sca.
Terzo amico=E allora?
Padrone di casa=(mettendosi le mani in faccia, disperato) Oh, Cristo...
Terzo amico=Ma tu eri andato a sciare...
Padrone di casa=E tu avevi mal di testa.
Terzo amico=(quasi scusandosi) E poi mi passò...
Padrone di casa=Meno male che ci siamo lasciati. Restano Maria e Pina. Facciamo un unico controllo...
(Tutti alzano le mani)
Padrone di casa=(borbottando fra se) Meno male che non ci sono sorprese. (Poi risoluto: comincia il gioco vero e proprio) Ok. Ricominciamo. Anna. (pausa) Bocca?
(fioccano i commenti)
Secondo amico=Sei meno.
Primo amico=Sette.
Padrone di casa=Ma come sei meno?
Secondo amico=(tecnico) E' che ha i canini sporgenti.
Padrone di casa=E allora?
Secondo amico=Ah, ma allora ci vogliamo mettere a discutere dell'importanza dei canini nel sesso orale?
(gli altri si schierano da una parte e dall'altra dandosi sulle voci. Dissolvenza audio e passiamo alla scena successiva)

Scena 3

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Primo piano, interno 3

Scena 4

Interno notte. Siamo nel corridoio d'ingresso di un appartamento. In fondo al corridoio vediamo la porta di casa. Nel corridoio una coppia di trentacinquenni sta indossando i giubbotti per uscire.
Padre=(riferito a qualcuno che deve arrivare dall'esterno) E vedi se sta stronza viene...
Suona il campanello. Lui va ad aprire.
Padre=Etta, carissima....
Etta entra. E' una giovane baby-sitter. Porta con se una borsa voluminosa.
Madre=Oggi i bambini sono un po' agitati. Comunque noi torniamo presto. (uscendo) Se c'è bisogno, il numero di casa Betillo è sulla rubrica. C'è anche il cuginetto. Un po' di pazienza... Mi raccomando. Fammi stare tranquilla. (Esce e chiude la porta)
Etta=(spalle alla porta chiusa) (fa cadere la borsa a terra semplicemente aprendo la mano che la reggeva) (con una strana luce negli occhi) Finalmente soli.

Scena 5

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Quarto piano, interno 10

Scena 6

Interno notte. Alla parete, accanto alla porta d'ingresso è appeso un citofono che suona. Mario va a rispondere. Non sentiamo la voce dall'altro lato.
Mario=Siiii.....N'ata vota mò!.....Ma non è possibile. Ti ho già detto che non abbiamo niente da dirci....Ma no, cazzo!.....Va bè, mo' non fare così....(staccandosi dal citofono verso la camera) Cristo santo. (al citofono) Va bè sali, ma solo due minuti. (riattacca il citofono e si appoggia sconsolato al muro).

Scena 7

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Primo piano, interno 3

Scena 8

Interno notte. Siamo nell'appartamento dove c'è la baby-sitter. Siamo nel corridoio. Etta finisce di sistemarsi in testa un casco da football americano. Accanto a lei c'è la borsa aperta dalla quale ha tirato fuori e indossato un corpetto da football, le ginocchiere ed il casco. Ora conta sulle mani per vedere se la vestizione è completa.
Etta=(dopo aver contato fino a tre) (ricordandosi di aver saltato un passaggio) Cavolo, mi stava scordando i parastinchi...Tu vire nu poco...(se li mette) (con aria di sfida) A noi due. (e si avvia verso la porta)

Scena 9

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Quarto piano, interno 10

Scena 10

Interno notte. Siamo tornati nell'appartamento del citofono. Troviamo i due uomini nel centro di una discussione. Mario e Peppino sono seduti ad un tavolo. Sono uno di fronte all'altro.
Peppino=Tu devi smettere di vederla. Questa cosa non può andare avanti. Siamo persone ragionevoli, gente civile e possiamo parlarne tranquillamente. E poi, siamo o no nel duemila? Dunque, tu non devi più vederla.
Mario=Si, ma....
Peppino=Niente ma. E' meglio che ci dai un taglio netto, subito. Oltretutto mi metti in agitazione. Ieri, per esempio vi ho visti discutere mentre andavate al supermercato...
Mario=Va bè. Le solite questioni....
Peppino=E la discussione all'ingresso del cinema? E poi al ristorante. Lì è stato il massimo. Vi siete anche baciati!!
Mario=(sgomento) Ma allora ci hai proprio pedinati...
Peppino=Certo. Mettiti nei miei panni: cosa avrei dovuto fare? Tu vieni a portarmi via la donna....
Mario=Quanto a questo c'è bisogno di chiarire: Sandra attraversa un periodo difficile. Mi chiama, cerchiamo di parlare, di chiarire....
Peppino=Lo so. Ma che mi hai preso per imbecille? Pensi che io non veda tutti i bigliettini che le lasci in portineria?
Mario=Senti, l'hai detto tu: siamo fra persone civili. Ho bisogno di parlarle....
Peppino=E i motel, allora? Vi vedete sul piazzale e cambiate macchina. Ma vi sembra che io sia scemo?
Mario=No, nessuno pensa questo, ma...
Peppino=Appunto. Adesso questa storia deve finire.
Mario=Ma...
Peppino=(sempre più deciso) Niente, ma. Ora basta.
Mario=Peppino...
Peppino=Chiudiamo questa storiaccia e non ne parliamo più....
Mario=Peppì...
Peppino=Basta con le chiacchiere. Questo è l'ultimo avvertimento. (si comincia ad alterare) Voglio che smettiate di vedervi. Lo e-si-go!!
Mario=(perde la pazienza e si protende sul tavolo) Ohh, Peppino, è vero che siamo nel duemila, ma Sandra è sposata con me e tu sei l'amante!!! (fra i denti a sfumare) E mo basta. E che cazzo. Chist' over è scemo. Mo non se ne può più....

Scena 11

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Terzo piano, interno 9

Scena 12

Interno notte. Siamo nella cucina di un appartamento. Vediamo il rubinetto del lavello gocciolare.
Luigi=(v.f.c.) Ma lo vuoi far riparare quel rubinetto?
Lina=(v.f.c.) E' una citazione bergmaniana.
Luigi=(v.f.c.)Ma quale citazione...
Lina=E' difficile trovare un idraulico. Ti ricordi Woody Allen: non solo dio non esiste, ma provate a trovare un buon idraulico...
Luigi=Di domenica. Allen diceva: "provate a trovare un idraulico di domenica."
Lina=Bè, comunque io non l'ho ancora trovato...
Luigi=(allarmato) Ma cosa stai cucinando?
Lina=Il sugo con la sugna.
Luigi=Io non lo posso mangiare.
Lina=E perché?
Luigi=Ho i triglicerdi alti.
Lina=Alti i tuoi? Pensa che con i miei volevano farci una squadra di basket, eppure sono ancora qui.
Luigi=Si, ma se continui così non ci resterai ancora per molto. (Lina gli fa una boccaccia) Come va con Pietro?
Lina=(sospirando) Insomma. Lo sai, va dall'analista. E poi a forza di stare con lui ho scoperto che la quotidianeità può uccidere le emozioni.
Luigi=(passando vicino alla lavatrice ed alzando un paio di calzini sporchi) E già... Gli afflati d'amore si allontanano proporzionalmente all'avvicinarsi (si tura il naso) degli afflati dei pedalini usati.
Lina=E metti giù quei cosi. Di, piuttosto, ti ricordi di Marina?
Luigi=E chi se la dimentica. Marina Bianchi, più che una donna un armadio. E' come l'aids: se la conosci la eviti.
Lina=Non fare il cretino: lo sai che siamo amiche. (pausa) Filippo l'ha lasciata. (Pausa) E dire che le avevo detto quello che pensavo chiaro e tondo: non gli stare addosso. Lasciagli il suo spazio. Non gli stare addosso.
Luigi=Non ce l'avrebbe mai fatta. Siete sempre le stesse: il primo giorno dite una scopata e via; poi il mattino dopo vi alzate e chiedete"che facciamo stasera?" e poi il quinto giorno"guarda com'è bello quel bambino!". Ahhh...
Lina=Cretino.
Pausa
Lina=E tu? Come l'hai messa con Simona?
Luigi=E' venuta da me per il fine settimana...
Lina=Noo. Ma se è una cozza. Ah, già: per te dai 12 ai 90 basta che respirino.
Luigi=(continuando) O, almeno che siano ancora calde.
Lina gli risponde a gesti: muove la mano orizzontalmente al pavimento, a pochi centimetri da questo. Come a dire che la discussione ha raggiunto un livello molto basso.
Luigi=Tu, piuttosto, Pietro non viene neanche a tavola?
Lina=Non lo so. E' di la che segue le prescrizioni dell'analista e così poi ha poca fame...
Luigi=E che c'entra la fame con l'analista?
Lina=Ma non te ne ha mai parlato?
Luigi=No.
Lina=L'analista dice che lui ha subito un trauma nella sua infanzia e poi lo ha rimosso. Così ora per affrontare i suoi problemi deve tornare con la mente all'infanzia. Deve ricordarsi di quando era bambino, di quello che è successo e delle sue reazioni, dei suoi pensieri di allora. E, per aiutarlo, il dottore gli ha detto di concentrarsi su odori e sapori di quell'epoca. Vieni ti faccio vedere.
Luigi=(intanto che percorrono il corridoio che li separa dalla stanza di Pietro) Un po' come il viaggio nella memoria di Proust...
Lina=(aprendo la porta) Già. Ma non credo proprio che Proust avrebbe mai potuto prevedere Topolino e Nutella.
Primo piano di Pietro
Pietro=(con accanto un barattolo di Nutella e alzando gli occhi dal Topolino) Che palle!!!

Scena 13

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Secondo piano, interno 5

Scena 14

Interno notte. Una ragazza bellissima piange dietro una finestra. Vediamo le goccie cadere sui vetri e le sue lacrime scorrerle sulle guance.

Scena 15

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Primo piano, interno 3
Scena 16

Interno notte. Appartamento dove c'è la baby-sitter. Buio. Una mano, quella del padre, apre la porta ed accende la luce. Regna un silenzio irreale.
Padre=(intuendo che c'è qualcosa che non va) Oh, gesù! C'è troppo silenzio...
(I due lasciano la porta spalancata e si precipitano ad aprire la porta di fronte)
Di fronte alla porta c'è Etta accasciata a terra. Ha i capelli ritti in testa. Sembra una scena da cartone animato. Tre bambini corrono gridando nella stanza che è completamente sottosopra. Etta è seduta a terra esausta. Riesce a dire solo tre parole.
Etta=(con un filo di voce roca) Etta... telefono... casa.

Scena 17

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Attico, interno 13

Scena 18

Interno notte. Due uomini vicino alla finestra. Sono in un salotto dove c'è un tavolo pieno zeppo di pile di documenti. Si sente una sirena in avvicinamento.
Assistente=Stanno arrivando.
Donna=(voce fuori campo) (angosciata) Così presto?
Burocrate=Ti avevo detto che quello parlava subito...Bè, diamoci da fare. (nel salotto c'è grande agitazione, ognuno va a prendere un mucchio di documenti da distruggere) Giorgio... Giorgio... Sto benedetto ragazzo non c'è mai quando serve...
Donna=Io vado in bagno.
Burocrate=Si, si. Michela non ne prendere tanti che poi si inceppa il trita documenti e finiamo di fare...
Michela=(avviandosi) Si, papà.
Assistente=(con un pacco di documenti in mano) E io che faccio?
Burocrate=Ma dieci anni nel ministero non ti hanno insegnato niente? Che vuoi fare, li vogliamo dare ai carbinieri? Così stanotte arrestano tutta la Dc...Ahhh, devo fare sempre tutto da solo... Il forno, no? (l'assistente si avvia) (il burocrate fra se) E poi dice che uno si butta a sinistra... (gridando) Giorgio... Giorgio...

Scena 19

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche"old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Attico, interno 14

Scena 20

Interno notte. Siamo nella camera da letto di un appartamento. Vediamo la fotografia di una bella donna. Accanto, sul letto un uomo sta preparando la valigia. E, mentre la prepara, parla fra se.
Uomo=Da tanto aspettavo questo momento. Ora la mia vita cambierà...No, troppo melodrammatico...Ho capito che ho sbagliato. Non lo rifarò più...Se! E quando ci crede....Vediamo...Ma è possibile che per questi momenti tutti hanno pronta la frase storica e io no....Accidenti. Mi devo concentrare....Ecco. E' stata una tentazione troppo forte...Se! Va bè! Questa fa il paio con lo spirito è forte ma la carne è debole. Una vera cagata...E poi, come mi presento? La giacca blu fa troppo serio...In maniche di camicia stile"passavo di qui per caso?" Non, non va bene. Accidenti...Ci crederà che è stata la prima volta... (risoluto) Ci deve credere per forza... (poi trova l'idea vincente) Ecco: Aspettavo questo momento. E sono sicuro che da ora in poi la mia vita migliorerà. Si. abbastanza serio, ottimista, tranquillo. Si può andare... (suona il campanello e l'uomo andando ad aprire ripete fra se) Aspettavo questo momento e sono sicuro che da ora in poi la mia vita migliorerà...Aspettavo questo momento e sono sicuro che da ora in poi la mia vita migliorerà...(apre la porta, davanti a lui tre uomini)
Carabinieri=Signor Ianniello, lei è in arresto.
Uomo=Aspettavo questo momento e...(ha dimenticato la frase e capisce che tanto non servirà a nulla) Tenisseve na sigaretta?

Scena 21

Interno notte. Vediamo i carabinieri entrare in casa di Ianniello ma li vediamo attraverso uno spiraglio ottenuto aprendo la porta d'ingresso dell'appartamento accanto. Il burocrate e i suoi familiari stanno spiando la situazione.
Assistente=(eccitato corre verso il salotto) Non sono venuti per noi ma per Ianniello.
Il Burocrate è ancora vicino alla finestra.
Burocrate=(fischia per lo scampato pericolo) Mi sto facendo troppo vecchio per questo lavoro. Una volta o l'altra morirò di crepacuore. No, no, devo smettere. (stremato) E che scherziamo... Non si può più andare avanti così...

Scena 22

Sullo schermo appare un cartello nero con scritte bianche "old stile". Come nelle comiche del cinema muto. Sul cartello è scritto:
Secondo piano, interno 5

Scena 23

Interno notte. La ragazza bellissima continua a guardare nella notte. Continua a piovere. Lei ora ha smesso di piangere. Riflette su un suo dolore. Poi si riprende.
Ragazza=(fra se e se) (con la tranquillità di chi ha deciso di avere fiducia nel futuro, anche se la sua è una scelta obbligata) Adda passà à nuttata... (si avvia verso la porta della stanza, la supera e se la chiude alle spalle) (pausa) (riapre la porta e guarda diritto in camera facendo capolino solo con la testa) Si, ma intanto i che nuttata, ca ce aspetta!! (ritira la testa e sbatte la porta)

Titoli di coda

Dopo poco, mentre continuano a scorrere i titoli, la musica esce.

Voci fuori campo dei due giovani che sono all'esterno del condomino su rumori di fondo.
Giovane 1=Certo che è tutto un gran casino.
Giovane 2=Ti ricordi Berlinguer? Per venirne fuori ci vogliono pensieri lunghi. Magari non proprio quelli, ma pensieri lunghi.
Giovane 1=E ti ricordi Bartali e Coppi?
Giovane 2=Si ma che c'entra?
Giovane 1=Non si puo solo pensare. Si deve anche agire.
Giovane 2=Pensieri lunghi e pedalare.
Giovane 1=(riflessivo) Già, già...



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