FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL COLORE DEGLI OCCHI

Roberta Calì




Entrò nel bagno e si guardò allo specchio. Lo specchio le rimandò la sua immagine di donna tranquilla e soddisfatta. I suoi splendidi occhi marroni erano un po' rossi, però, e bruciavano. Erano un po' di giorni che le stavano dando fastidio, anzi erano anni, ma recentemente il problema si stava acuendo, andrò dall'oculista, si disse, ormai aveva rimandato da troppo tempo. Prese il telefono e fissò un appuntamento.

Nella sala d'aspetto dell'oculista c'erano già tre persone davanti a lei. Si sedette su una delle poltroncine, prese una di quelle stupide riviste che stanno sempre nelle sale d'aspetto dei medici e la sfogliò svogliatamente. Dopo un po' iniziò a scrutare le persone che aspettavano insieme a lei. Due erano uomini, molto insignificanti, la terza era una bella donna che stava leggendo. Forse sentendosi osservata, la donna sollevò gli occhi dalla rivista e le sorrise. Oddio, aveva gli occhi azzurri! Di un azzurro intenso, abbacinante, non riusciva a credere a quello che stava vedendo. Aveva sentito dire che esistevano persone così, scherzi della natura, che per lo più vivevano isolati, ma vederne una era tutt'altra cosa. Sapeva che ultimamente questi esseri avevano iniziato a pretendere di avere gli stessi diritti degli altri all'interno della società, una cosa completamnte priva di senso, solo quelli con gli occhi marroni avevano diritto al lavoro, a una casa, insomma a tutte le cose che hanno le persone normali.
Una delle cose più assurde era la loro richiesta di potersi sposare, ma non lo sapevano che gli occhi azzurri si possono ereditare? Quanto poi ad adottare dei bambini! Come avrebbero potuto crescere con della gente così.

Non riusciva a staccare gli occhi da quella donna, le sembrava in tutto e per tutto normale, a parte il colore degli occhi che, strano a dirsi, non le sembrava affatto brutto o ripugnante. La donna le sorrise ancora, era estremamente imbarazzante, non sapeva come comportarsi, doveva fare finta di niente? Darle confidenza? Mandarla al diavolo? Per fortuna l'infermiera uscì e fece cenno alla donna di seguirla. Si rimmerse nella lettura, ma si sentiva turbata. Venne il suo turno, il dottore la fece accomodare, fece le solite domande di rito, la sgridò per non essere andata prima a farsi vedere. <<Signora per forza gli occhi le fanno male, sta portando le lenti colorate da troppo tempo>>. <<Ma dottore che cosa sta dicendo, lenti colorate?>>. <<Si certo, è quello che voi con gli occhi azzuri fate, per mimetizzarvi e nascondere il vostro difetto, solo che lei le porta da troppo tempo, da talmente tanto tempo da non ricordarsene


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