FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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NUGATINE

Simone Guagnelli




Nugatina 1 -Simone-

Silenzioso
segnalo
senza senso
soli sorgenti
scrutando seduto
soavi sentieri sabbiosi
sognati sovente
senza sperarli



Nugatina 2 -Senza titolo-

Mentre il vento d'autunno
in una città deserta
passeggia di notte
con barattoli e cartacce
soffiandovi quasi un'insperata
vita
anche il fumo
di una sigaretta
accompagna i miei
dubbiosi pensieri
donando loro
un'apparente forma:
davvero eri soltanto
un animale da scopare?



Nugatina 3 -L'angelo variobluastro-

Un angelo
variobluastri sottili
lamenti
attraversa
nel tempo
il vuoto della folla
ansante
mentre
un grido
fra gesta immote
gonfia di gioia
i miei capelli.



Nugatina 4 -Senza titolo-

Sotto il gelo del cielo
guardo in ginocchio
danzare
su libere foglie
lieve la tua ombra bianca
Ah
se un uomo passasse
cadrebbe in oblio di dolore.
Ma il mondo è chiuso
e la feroce terra non
sveglia sogni
a chi sogna urlando.


Nugatina 5 -Ad Enne Bi-

A onore
del tuo pallore
svegliai una parola:
amore.
La più incolore.



Nugatina 6 -Core de latta-

Io
"core de latta" più di chiunque
vittoriosa ti ho vista fuggire
come una parola.
Forse ti amavo
ma mai t'ho odiata
Mi desideravi
senza un motivo
come la notte
si desidera un sogno.
Battente
come una rima
tutto potevi.

Il tempo
(lo abbiamo imparato)
ragione
non la dà mai
(a nessuno)
la ragione al tempo
si ruba.
A me bastò
(di false verità)
rubarti i petali
e non importa
se vorrai tornare
perché più nulla
avrai da rubarmi.
Delle mie vere falsità
(anche se non vorrai)
ti farò dono
così prezioso
da non scorgerne più
la traccia.

Calmo per sempre
sarà il mio corpo
se nessuno vedrà più
le mie dita.
Dell'umana saggezza
son secche le foglie
ma mai l'inchiostro
d'un maestro
contorsionista.
Le tue lacrime
le avevo celate
in un cassetto che
ieri
ho riaperto.
Dentro
inconfondibile
solo
il tuo odor di
liscivia.
Capita che i topini
(in cerca di latte)
s'accontentino
di lacrimucce.

Ed ora
Voi
sciolte parole
cucite
non è un mistero
con pezzi di gialla blusa
e con musiche
aperte da un semplice ahi!
calate
quasi figlie dell'eutimia
sull'incompressibile
vuoto del mondo.
Andate
storpi furiosi
a petoflautar
d'amore.


Nugatina 7 -A Vanessa-

Ahi, ahi!
Simone, cosa fai?
Dietro a un pallore
ancora ti distrai!
Il tuo amore
non ha più nulla
di umano.
Fra tanti nomi
(di tutti)
il più vano.


Nugatina 8 - A F. B. (ancora viva)-

Oggi
il tuo sorriso
è una corda tesa
uno stendino
dove i pensieri
finalmente
possono asciugarsi.
Distendi le tue braccia
verso me ma io
non so riempire l'infinito
spazio che separa
le tue dita
non so capire
dai tuoi sguardi
quali fiere minacciano
il tuo respiro.
Il lumicino che mi
guida nei miei labirinti
è buio pesto
per stanare i milioni
di tarli neri
che rosicchiano i tuoi
(più lieti) anni.

Non resta che accendere
un fuoco
dove bruciare millenni
d'esempi devastanti.
Chissà, magari sentiremo
(sentirai)
anche meno
freddo.


Nugatina 9 -In morte di F. B. 1-

Mai più
la luce del volto
rigato
di sorrisi.

Lo sguardo assente
fraterno
fatto di musiche
di cioccolato.

La risata
forte
giovane
ebbra.

I seni magici
di pietra e sale.

I gesti
ampi
coraggiosi
avidi.

Non più
le sigarette
continuamente accese
quasi a riscaldare
l'anima.

I capelli rossi e
neri e
biondi.

Le labbra libere
aperte
colte.

Di te
nulla resta
più nulla.
Solo
un ritmo lento
ostinato
e antico
che dalla mano
sfugge
e si getta rapido
fra le rade righe
di ricordi
vani.


Nugatina 10 -In morte di F. B. 2-

Aveva 23 anni
si chiamava Fabiana Bartolomei.
Morta per un incidente di moto.
Qualcuno
dirà che era diversa
dai "normali" e diversa
dai "diversi".
Ma nessuno
più semplicemente
dirà
che era solo
troppo spesso
identica a se stessa.

Io non so
e non voglio
piangerla.
Lo strano è che provo
NON
disperazione
per un'amica morta
MA
nostalgia
come per un amore
ormai troppo
lontano.
Do svidan'ja drug moj, do svidan'ja.


Nugatina 11 -In morte di F. B. 3-

Gelo
l'occhio non vuole
credere
al destino
nemmeno al tuo
compiutosi.
Non cede alla
naturalezza del tuo
corpo freddo.
Si perde
in questo immenso
acquario
detto sala di rianimazione.
L'anima tua vedo
sollevarsi calma
e ormai decisa.
S'inchina a ringraziare
gli astanti.
"Smettila,
non scherzare!
siam venuti a donare
la vita
e non ad applaudir
tragedie!"
Silenzio.
Tua madre,
slacrimata fino ai calcagni,
non cessa di bestemmiar
preghiere.
A che ti serve
la luce o la pace
se qua giù c'è
chi cesserà di
averle entrambe?
Se coll'uncino
dei tuoi folli dubbi
m'hai inchiodato
sulla tua stessa
croce?
In vita ti sorridevo
ed anche adesso
non posso farne
a meno.
Niente lacrime
e niente fiori
dunque.
Sempre e solo
calma apparente.
I grigiori del quotidiano?
Nulla (credimi)
rispetto ai rottami
della tua moto.
Io
spero ancora
in un sole più caldo
e in un cielo più umano.
Ma a te,
ora che importa?
Sei lì che fumi
in bianco e nero
dietro l'urna
delle tue ceneri
fra l'ombra e la luce
come sempre.


Nugatina 12 -In luogo di una poetica-

Torno
a sorrider versi
a recitare
i sentimenti
che persi
tra le vetrine
amare degli occhi
si susseguono senza
pentimenti.
Decido all'istante
la parola giusta
e la scansione
aritmica
dei miei peccati
amati
fino a non rifarli.
Vorrei donare
a chi distratto legge
la gioia statica
di procellosi avventi,
la calma inquieta
che mi perseguita
e tutto il friabile
dell'esistenza.


Nugatina 13 -A Ljudmila-
Il mio verso più bello
fu letteralmente
uno scherzo del cazzo.
Sei tu difatti
che doni senso
ai miei dissensi
e a tutto ciò
che troppo spesso
e incautamente
viene detto
amore.



Nugatina 14 -Il ritrovato medico-

Pare sia l'amore
soltanto un
ritrovato medico.
Per questo andrebbe
sempre agitato
prima dell'uso?



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