FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







NATALE

Harry Wald




Raccontino festivo dedicato a Ippo Condrio e Carta Stampata, con affetto.


"Charlie one chiama Echo five, Echo five, cambio..."
La voce del radioamatore si perdeva nella notte dell'etere ormai da molto tempo, ma nessuno rispondeva.
"Echo five, sono Charlie one, rispondi... ti prego" si lasciò sfuggire, scoraggiato, l'uomo alla trasmittente.
Sollevò lo sguardo sul piccolo lucernaio, coperto di una scura massa flottante. La neve copriva ogni tetto della cittadina a ridosso delle montagne. Paradossalmente, il silenzio gli ricordava quello delle profondità marine. Immergersi con le bombole, la sensazione di trovarsi all'interno di un barattolo di minuscoli vegetali sott'olio, e di essere uno di loro. La stanza del sottotetto era calda, pulita, confortevole; la luce virata di rosso dai paralumi evidenziava zone più chiare, con mensole cariche di libri, un tavolo con la radio e gli altri strumenti, e zone più scure, da dove emanava, carezzevole, la musica dell'impianto hi-fi.
Dozzine di led verdi, gialli e rossi occhieggiavano intermittenti, riempiendo il locale di presenze, che l'uomo immaginava come folletti e fate. La densità degli oggetti gli dava l'impressione di essere in compagnia ma, in realtà, la solitudine era l'unico compagno, indelicato e asfissiante, che avesse.
"Charlie one chiama Echo five... buon Natale, buon Natale, buon Natale..."
Solo nella notte, non era giusto, non era giusto.
Stappo' la bottiglia di Armagnac e ne annusò il collo verde scuro.
Ubriacarsi? Così, scientemente? Non lo aveva mai fatto. Tracannò un sorso lungo e caldo. L'elettricità del liquore fece fibrare molte cellule sensoriali.
Si ritrovò a correre nudo per le strade del paese, urlando Buon Natale e stringendo le mani di chi incontrava, come nel film di Capra, felice di essere vivo. No, niente, il liquore lo esaltava, si, ma il down sarebbe stato spaventoso. Mal di testa, vomito, dodici ore di sonno.
"Lasciamo perdere", si disse, riattaccandosi al mike.
"Charlie one chiama Echo five, Echo ci sei?"
Niente.
"Sarà a tavola per il cenone, con la moglie e i figli, magari un po' di parenti assortiti, cazzo che invidia".
Si alzò e andò alla finestra della mansarda.
Giù in strada non passava nessuno, non c'era neanche più la strada. Il giorno di Natale gli spazzaneve festeggiavano in magazzino, bielle e clacson, ingranaggi e gomme festosamente ammiccanti tra le luci dei fanali e delle sirene, si rivelavano contando sull'assenza dei guidatori, bevevano benzina, divertendosi come matti. Avrebbe voluto esserci.
Riflettè che non aveva nessuno con cui scusarsi di quei pensieri idioti, uno dei vantaggi della solitudine. Poteva anche esprimerli ad alta voce, volendo. Provò, in tono profondo e teatrale:
"Bene, signori e signore, siamo qui riuniti per festeggiare il Natale.
Natale, festività religiosa e sentita anche da chi religioso non è. Natale, festa che accomuna uomini, macchine, vitelli e tafani. Oggi celebriamo la festa del dio vivente, banchettiamo in suo onore, siamo tutti più gentili tra di noi. E in questo rito ci assiste la splendida musica di... " fece partire il compact disc con il random "dunque, la splendida musica di Anonimo, e le celestiali voci bianche del brano 'in dolce jubilò".
Si guardò attorno, immaginando il bell'effetto delle sue parole, la complicità sorridente degli adulti, la noia dei bambini. Doveva fare qualcosa anche per loro, naturalmente.
Si assestò i calzoni, schiarì la voce e riprese;
"Allora, un bell'indovinello: c'è un uomo impiccato a una trave, all'interno di una casa formata da un solo locale alto dieci metri e senza mobili. Fuori dalla casa c'è un grande camion vuoto. Voi, facendomi domande a cui possa rispondere solo con un sì o con un no, dovete scoprire in che luogo della Terra si trova la casa, come si è impiccato l'uomo, che cosa conteneva il camion. Cominciamo..."
"Eh", pensò, "i bambini di oggi sono abituati ai morti, ai mostri, certo gli farà piacere un indovinello così".
Guardò l'effetto prodotto dalle sue parole e sorrise.
I bambini si consultavano tra di loro, alcuni smarriti, altri concentrati, fioccarono le prime domande, dopo dieci minuti riuscirono, collaborando, a trovare le tre risposte.
Si sentì felice.
"Adesso", disse ad alta voce, "tutti a tavola!"
"Echo five chiama Charlie one, ci sei Charlie?"
L'uomo prese il mike e rispose;
"Ciao Echo, si, sono qui"
"Beh, volevo farti gli auguri di buon Natale, Charlie. Sono un po' stufo di tutto il casino qui in casa, sai, i parenti e le sole menate. Ti va di fare quattro chiacchere?"
L'uomo tirò un respiro profondo, si guardò in giro con uno sguardo che inglobava la stanza e replicò con voce allegra;
"Si, certo, però tra un paio d'ore. Ho qui la famiglia e altri amici a cena, anzi, stiamo per sederci a tavola. Ti richiamo io, va bene?".
Si alzò e andò in sala da pranzo, pronto per una conversazione forse banale ma piena di gioia.



ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.