FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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L'ATTRAZIONE MIRAGGIO

Alberto Forni




Assunta rimase incinta un radioso giorno di settembre.
Inizialmente pensò che fosse colpa di un raggio di sole quindi andò dai genitori e proclamò con fare solenne: "Aspetto un salvatore dell'umanità perché secondo il mio nome ho assunto lo spirito santo".
Il padre, per nulla sconvolto, replicò con fare altrettanto solenne: "Allora secondo il tuo nome mò assumiti pure 'sta scarica di botte".
E la picchiò con una scatola di penne rigate.
Viste le lievi perplessità dimostrate dai genitori, Assunta cercò di abortire sostituendo al digestivo dell'acido muriatico aromatizzato con il ginepro.
Questa mossa non diede però nessun effetto visibile se non che la ragazza riusciva a digerire con estrema facilità il piatto principale della cucina materna: i delicati peperoni cipollati alla panna di peperoncino.
Quando il pargoletto venne alla luce, sponsorizzato da una nota industria chimica, la madre che non riusciva a capacitarsi del fatto si mise a correre per la sala parto urlando: "Miraggio, miraggio."
Un medico disse: "Che nome carino."
Un altro aggiunse: "Chissà perché mi viene in mente Ben Hur."
Un terzo azzardò: "Forse dovremmo tagliare il cordone ombelicale."
Era un bambino incredibilmente sano ma molto, molto piccolo tanto che la madre inizialmente dovette vestirlo coi vestiti di Big Jim.
Solo dopo un paio di anni potè passare a quelli di Ken.
La culla era stata ricavata da un porta frutta in vimini mentre per allattarlo la madre aveva dovuto comprare un cicciobello modificato ai seni.
Per visitarlo il pediatra doveva farsi prestare dal figlio il kit del piccolo medico.
L'infanzia di Miraggio fu molto triste, i compagni lo sbeffeggiavano per via del nome con un continuo "ti vedo-non ti vedo", i professori lo segnavano sempre assente perché non arrivando al banco non si vedeva, le biciclette lo investivano un giorno sì e uno no a seconda delle targhe pari o dispari.
Un inferno.
L'adolescenza fu invece molto tristissima.
Se dichiarava il suo amore ad una ragazza questa gli diceva: "Sei proprio un miraggio" e poi gli dava una pettinata con le suole di cuoio, quando i professori lo chiamavano alla lavagna dal momento che non ci arrivava scriveva sul muro e veniva sospeso, non aveva un padre, non aveva amici, non aveva animali domestici, non aveva libri da leggere, non aveva giochi con cui giocare, non aveva niente di niente nemmeno una fidanzata.
Però entrava al cinema senza pagare.
Raggiunta la maggiore età (e l'altezza di un metro e trentacinque) abbandonò gli studi e se ne andò da casa per cercare la fortuna.
Dopo due giorni che dormiva in stazione venne la fortuna e disse: "Ho saputo che mi cercavi". Lo squadrò ben bene poi aggiunse: "Ma per il tuo caso devi rivolgerti più in alto. Molto più in alto."
Miraggio capì che avrebbe dovuto fare la gavetta ed iniziò imparando moltissimi mestieri.
Fece nell'ordine:
1) Il portiere di notte in una squadra di serie C2 (consisteva nel sorvegliare la porta per impedire che gli avversari la notte seguente alla partita tornassero sul campo per vincere la gara)
2) Fattorino di un fattorino (cioè un fattorino che non aveva voglia di lavorare gli passava tutto il lavoro e metà dello stipendio. Dopodiché il fattorino faceva il fattorino da un'altra parte e trovava un altro che lo sostituisse. Così poteva permettersi di fare il fattorino in un altro posto e via di seguito. Insomma questo fattorino "primo" guardava la televisione tutto il giorno, guadagnava quattro milioni al mese e chiamava questa trovata "la materializzazione della catena di sant'Antonio")
3) Spacciatore di Mon Cherì (si trattava di stazionare la notte in un giardinetto in cui le signore a dieta venivano a cercare queste sostanze a loro proibite. Qualcuno mise in giro la voce che Miraggio spacciasse anche roba pesante e tagliata male come il Galak ma probabilmente era solo per screditarlo)
4) Sporcatore di vetri (la notte Miraggio andava in giro a sputare sui parabrezza delle macchine per permettere agli extracomunitari di pulirli la mattina dopo ai semafori. Purtroppo per fare questo lavoro bisognava bere moltissimo e alla fine si spendeva più di quello che si guadagnava).
Presto capì che niente di tutto questo lo interessava.
Doveva trovare la sua vera strada.
La svolta avvenne quando fuori da un circo vide un cartello che diceva: "Hey tu, sì proprio tu, avvicinati un attimo così mi puoi leggere".
Sul cartello c'era scritto "Cercasi artisti" e Miraggio ebbe un'illuminazione. Si presentò come il nano più alto del mondo e fu subito assunto nel circo dei fratelli Massimini, un circo di fama intercomunale. Quando veniva presentato, il pubblico strabuzzava gli occhi e si chiedeva: "Ma come fa un nano ad essere così alto. E' incredibile, fantasmatico, ipermercato." Era gente un po' rozza che credeva che le parole lunghe servissero a esprimere stupore.
Miraggio era fuori di sé per la gioia perché, per la prima volta nella sua vita, tutti si complimentavano per la sua vertiginosa altezza.
Passati due anni e ricominciando a girare gli stessi posti bisognava però apportare qualche novità, così Miraggio a malincuore decise di riciclarsi come il watusso più basso del mondo.
Tuttavia in questa veste era meno credibile allora acquistò una carta d'identità falsa con la quale girava tra il pubblico mostrando la dicitura: "Watusso naturalizzato lombardo".
Il circo non andava più molto bene, la gente aveva perso interesse anche perché grazie alla realtà virtuale ognuno poteva starsene a casa e fare il domatore di leoni senza neppure il pericolo di essere sbranato.
I fratelli Massimini decisero allora di puntare sull'esotico e cambiarono nome al circo che diventò così il Van Von Der Linder, circo delle colonie olandesi.
Furono reclutati anche nuovi, strabilianti, artisti da tutto il mondo.
C'erano delle salamandre peruviane ammaestrate che saltavano, ballavano e cantavano "Sei un mito", cimici polacche che volavano in formazione e facevano anche qualche numero delle frecce tricolori, uno squalo bulimico del Ghana che mangiava gli uomini ma poi si metteva la pinna in gola e li rivomitava interi.
Il vero protagonista era però un trapezista ceco e cieco che senza rete faceva un sestuplo salto mortale molto carpiato con avvitamento blackedeckerico e poi si sfracellava al suolo.
L'unico inconveniente era che dovevano reclutarne uno per ogni spettacolo e qualcuno, stranamente, rifiutava.
La fama del circo riprese quota e cominciò a spargersi in tutta la ridente penisola di Quarto Oggiaro.
La gente riconosceva i fratelli Massimini per strada: "Guarda, quello è Pippo Baudo".
"No, ti dico che è Irene Pivetti".
"Per me è Bud Spencer".
I due fratelli erano infatti degli abili trasformisti. Durante lo spettacolo si camuffavano ad esempio da Woody Allen, andavano da una signora del pubblico e chiedevano:
"A chi assomigliamo?"
"A Carlo d'Inghilterra".
"Brava signora".
Così il pubblico era contento e loro pure perché facevano un sacco di soldi.
Anche Miraggio era felice, sia per il successo del circo che per quello personale, ma sentiva che qualcosa ancora gli mancava.
"Forse l'amore?" si domandò una sera.
"Sicuramente" rispose da sotto la foca che Miraggio si scopava spesso. Così cominciò a cercare il vero amore ma senza alcun risultato.
Dopo un anno di estenuanti ricerche si rese conto che la carne era debole e in un eccesso di appetito sessuale tentò di violentare un macaco che lo denunciò al W.W.F.
Tornò anche dalla foca con uno splendido collier di aringhe ma lei nel frattempo aveva intrapreso una relazione con un delfino del circo Orfei. Rimasto completamente solo Miraggio cominciò a riflettere sulle grandi questioni della vita.
Si licenziò dal circo e trascorse un periodo di studio matto e disperatissimo consultando testi sacri (Bibbia, Corano, Sutra buddisti) e profani (Playboy, Le Ore, Casalinghe vogliose).
Alla fine capì il senso ultimo della vita e decise di aprire una catena di sex-shop guadagnando una cifra incredibile, fantasmatica, ipermercato.
All'anagrafe ha cambiato il nome in Richard.
Si è fatto allungare le ossa ed è alto un metro e ottantuno.
Ha fatto la plastica ed ora è biondo con gli occhi azzurri.
Gira con macchine da sogno ed è pieno di donne bellissime.
Più che un miraggio un esempio.




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