FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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MATTINA IN TRENO

Emilio Brambilla




Questa mattina Gino si è svegliato alle 6:44, con 28 minuti di ritardo rispetto al suo solito (si, lui si sveglia alle 6:16 e non alle 6:15 perché.... usate un pizzico della vostra di fantasia per inventarvi un motivo, non sarete mica di quelli che vogliono avere tutto "bello e pronto" senza neanche un pizzico di fatica?) e appena si è accorto dell'ora è andato in bagno a... (vedi parentesi precedente). Finito di prepararsi esce di casa e corre, a piedi e sotto un diluvio torrenziale, in stazione dove riesce a prendere al volo il treno che, guarda caso, a differenza del solito, non ha neanche un minuto di ritardo. inizia a percorrere il corridoio e si infila nel primo scompartimento che, con suo grande stupore è vuoto: non gli era mai capitato di trovare uno scompartimento vuoto sul treno delle 7:04 e mai avrebbe pensato di trovarlo proprio oggi, essendo stato l'ultimo a salire. Ne approfitta accomodandosi come mai era riuscito a fare occupando ben quattro posti e sentendosi quasi spiaciuto di non poter utilizzare anche i quattro di fronte a lui.
Durante i primi 17 minuti e 32 secondi del viaggio pensa a tante cose: Pensa che questa è proprio la sua giornata fortunata, pensa anche che avrebbe invitato in quello scompartimento Pina, quella sua amica tanto carina che sale alla stazione successiva e della quale è innamorato da tanto tempo, ma con la quale non ha neanche il coraggio di parlare; proprio mentre pensa a quello che le avrebbe dovuto dire e come poteva fare per invitarla (dopo 17 minuti e 32 secondi appunto) arriva il controllore. Gino cerca il suo abbonamento e glielo porge. Dopo essere stato guardato male, anche per la posizione assunta con lo scopo occupare i 4 posti, Gino arriva quasi al punto di buttarsi dal finestrino (chiuso) quando l'uomo di fronte a lui gli contesta che gli abbonamenti per studenti non sono validi la domenica.
Dopo essere sceso a patti con il controllore che gli fa pagare il biglietto senza sovrattassa fino alla stazione successiva, comincia a insultarsi e a chiedersi come potesse essere così distratto da non ricordarsi che la domenica è festa, ma fortunatamente il treno comincia a rallentare e così smette di pensarci e si prepara per scendere. Vi lascio immaginare quale possa essere il suo umore trovandosi alle 7:30 di una domenica piovosa, seduto nella sala d'aspetto di una stazione di provincia deve non c'è neanche l'addetto alla biglietteria ad aspettare il prossimo treno, che non passerà prima delle 9:21, per tornare a casa.
La solitudine di quel luogo non lo disturba, anzi resta piuttosto infastidito quando iniziano, verso le 9, ad arrivare alcune persone, le quali, secondo lui perlomeno, lo scrutano chiedendosi cosa possa fare un ragazzo della sua età, mai visto in paese, in stazione a quell'ora. Così non appena arriva il bigliettaio si precipita a comperare il biglietto e va ad aspettare il treno fuori dalla stazione, davanti al primo binario. Quando arriva il treno nota subito che è lo stesso che aveva preso all'andata e che ora, dopo essere arrivato al capolinea torna indietro, lo ha riconosciuto dalle carrozze: è l'unico convoglio di quella linea ad avere ancora quelle con gli scompartimenti. Ovviamente è ancora vuoto e si siede ancora in uno scompartimento libero, questa volta occupando un solo posto, vicino al finestrino.
La pioggia ha smesso di scendere dalle nuvole <<Quando scenderò io dalle nuvole?>>, si chiede Gino mentre vede spuntare un raggio di sole e materializzarsi di un piccolo arcobaleno all'orizzonte.
Si dipinge sul suo viso un sorriso radioso, proprio mentre sente alla sua destra una voce <<ciao, è libero?>>. E' la voce di Pina e, manco a dirlo, c'è anche Pina in persona, quindi Gino si affretta a rispondere affermativamente invitandola a sedersi. Pina si siede di fronte a Gino, sembra anche lei imbarazzata, intanto il treno parte e nessuno riesce a dire niente. Gino è come paralizzato, vorrebbe dirle molte cose, ma quando cerca di farlo le labbra non riescono a muoversi e le corde vocali non emettono alcun suono; Pina sembra nella stessa condizione. Uno scossone del treno, il ginocchio di Pina si tocca con quello di Gino, nessuno lo ritrae restano immobili, estasiato da quel contatto Gino sente una sensazione bellissima e pensa che se non si sposta neanche lei significa qualcosa. Pina esordisce a questo punto: <<Cosa fai sul treno oggi, io vado in città>> Gino racconta tutta la storia e notando che lei sembra divertita dalla faccenda aggiunge anche qualche particolare che non corrisponde tanto alla verità, ma che rende il tutto più comico. La conversazione continua con grande gioia dei due evidentemente l'uno innamorato dell'altra e viceversa raggiungendo il suo apice quando lui chiede: <<Come mai vai in città?>> e lei risponde: <<devo comperare un regalo di compleanno per mia mamma...>> e dopo qualche esitazione continua: <<vuoi venire anche tu>>, ma Gino non accetta facendo notare che il suo biglietto ferroviario non gli permette di proseguire oltre la stazione del suo paese.
Quando il treno entra in stazione rallenta e i due si salutano, Gino aspetta fino all'ultimo prima di avviarsi verso l'uscita, fino a quando il treno non è fermo non si alza, ma poi deve andare.
Sceso dalla carrozza si sente un po' triste per la fine di quel
momento magico, è felice perché sente di essere corrisposto, ma rimpiange di non aver avuto il coraggio di accompagnarla. Mentre pensa a tutte queste cose sente la voce di Pina dal finestrino del treno: <<Gino, prendimi un posto vicino a te sul treno di domani mattina, mi raccomando>>.




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