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LA STRANA SORTE DI JERZY KOSINSKI

Massimiliano Griner




Come tutti sanno, Aldous Huxley morì ad Hollywood il 22 novembre 1963, lo stesso giorno in cui John Fitzgerald Kennedy cadde sotto i colpi di un pazzo assassino (1). Una vera coincidenza, viene fatto di pensare. Poi riflettendo meglio, ci si accorge che un sacco di altri individui devono essere morti quel giorno insieme con Kennedy, e che Huxley era un uomo famoso, ma in fondo pur sempre un uomo. Non aveva dichiarato lui stesso che "Tutti gli uomini sono fisico-chimicamente uguali" (2)?
Ma che diremmo se nello stesso giorno sia Dallas che a Hollywood fossero morti altri quattro John a due a due, andando a sbattere l'uno contro la vettura dell'altro? o se in quel giorno fossero morte a Dallas solo persone il cui nome inizia per 'J'? Ammetto che tutte queste cose sono molto improbabili, ma non impossibili, e a volte accadono. In quel caso, se ne siamo testimoni anche indiretti, rimaniamo sconvolti dalla ambiguità e curiosità della 'coincidenzà. In fondo che rapporto c'è tra chiamarsi John, o James, e morire in un certo giorno?
Sicuramente niente, eppure certe circostanze ci colpiscono come se fossero davvero rilevanti. Una cosa che mi ha colpito è il caso di Jerzy Kosinski, lo scrittore polacco naturalizzato americano. "La sera dell'8 agosto 1969 Jerzy Kosinski [e signora] si trova[no] all'aereoporto di New York, in transito da Parigi, diretto a Los Angeles. Lo aspettano i Polanski, nella loro villa di Beverly Hills (...) ma nel trasbordo da un aereo e l'altro si smarriscono le valigie. E' una fortuna. Kosinski insiste nel volerle recuperare subito e perde così la coincidenza notturna. Solo per questo sfugge alla strage che quella notte Charles Manson e la sua banda consumano nella villa di Beverly Hills..." (3).
Chiunque sente narrare questa storiella si sente molto colpito, eppure tutto lo stupore si regge su degli assunti fragilissimi, inconsistenti. Il primo è che Kosinski e la moglie avrebbero dovuto morire, così infatti era scritto da qualche parte, in un disegno complessivo del creato, ma poi tutto è andato a monte a causa di qualche ingranaggio scricchiolante: nel caso in questione, lo smarrimento dei bagagli.
In secondo luogo la credenza che tertium non datur: e cioè: o Kosinski e consorte raggiungono Cielo Drive 10050 in tempo per essere sgozzati da Manson, o perdono i bagagli e si salvano. Ma i mondi possibili del futuro, la sera dell'8 agosto 1969, sono non due, ma infiniti. Ad esempio, c'è un mondo possibile in cui i Kosinski arrivano a Bel Air e Susan Atkins e gli altri entrano nella villa di fianco a quella dei Polanski. Sulla base di cosa supponiamo che se un nostro progetto va a monte tutto il resto debba invece rimanere uguale? abbiamo qualche elemento per crederlo?


Note bibliografiche

(1) Giuseppe Gadda Conti, "Aldous Huxley - Cenni biografici", in Huxley, "Il Mondo Nuovo", Milano, 1976, p. 6.
(2) Ibidem, p. 77.
(3) Beniamino Placido, Postfazione, in Kosinski, "Oltre il giardino", Milano, 1971, p. 167. Cfr. anche Ed Sanders, "The Family: the Story of Charles Manson Dune Buggy Attack Battalion", University of California, 1971.




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