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UNA FACCIA DI NOME MARIO

Andrea Spalla




C'era una volta una faccia di nome Mario.
Mario era nata e cresciuta sulla copertina di un libro. Giovane, ben pettinata e sempre sorridente, campeggiava sulla prima pagina di un romanzo di successo nella vetrina principale di una grande libreria del centro cittadino. Ogni mattina vedeva sollevarsi la saracinesca, accendersi le luci ed iniziare una nuova giornata. Quasi come per un riflesso incondizionato Mario - per niente affaticato in volto - cominciava a sorridere richiamando l'attenzione dei passanti. Accanto a lei - stampate su tante altre copie dello stesso libro - altre facce identiche sorridevano allo stesso modo.

Dovete sapere che per le facce che stanno sulle copertine dei libri non esiste soddisfazione migliore che venire acquistati da qualcuno, letti ed infine messi da qualche parte accanto ad altri libri. Questo rappresenta il loro Paradiso, in contrasto con il Purgatorio dei disordinati scaffali delle Offerte Speciali e l'Inferno del macero.

Il romanzo ebbe grande successo. Ogni giorno tantissime copie del libro venivano prelevate dalla vetrina e Mario le osservava allontanarsi, indovinando l'espressione felice delle facce sotto la carta leggera che le avvolgeva. La sera arrivava in fretta e quando le luci si abbassavano insieme alla saracinesca, Mario si rilassava, sbuffava un poco e si preparava per la notte.

Natale era quasi alle porte. Pochi avrebbero resistito alla tentazione di regalare un buon romanzo e quello che portava Mario sulla copertina - per quanto ne sapeva lei - era uno dei migliori. Per far passare il tempo le facce scommettevano tra loro su chi sarebbe stato il prossimo fortunato. << Ecco, tocca a me, me lo sento >> diceva Mario ogni volta che vedeva entrare qualcuno. << Hai perso anche stavolta >> le gridava un grosso elefante che si stringeva per riuscire a stare sulla copertina di un'enciclopedia per bambini quando un'altra copia del libro veniva prelevata. Allora tutti nella vetrina scoppiavano a ridere ed il gioco ricominciava.

Il tempo però scorreva impietoso. Mario cominciò a preoccuparsi. Una notte decise di dare un'occhiata al libro su cui si trovava. Si sentì gelare il sangue nelle vene. I raggi del sole avevano scolorito il titolo del romanzo ed arricciato i bordi della copertina. Perfino i suoi capelli - biondi come l'oro - erano diventati di un color grigiastro. Il giorno dopo ce la mise tutta. Sorrise a più non posso senza pensare ad altro che a concentrarsi sulle persone che entravano. << Oggi non giochiamo, Mario? >> gli chiese l'elefante. Ma Mario era così impegnata che non lo sentì nemmeno. << Comprami, comprami... ti prego >> ripeteva a bassa voce. Sorridere diventava sempre più difficile con quell'enorme paura che gli cresceva dentro.

Natale passò ed i mesi nel cesto delle Offerte Speciali furono i più difficili. Vecchie macchine fotografiche, pipe da collezione, animali disegnati e giardini sbiaditi lo prendevano in giro in continuazione. << Il mio libro ha avuto un enorme successo >> continuava a ripetere << e molti miei amici sono in bella mostra sugli scaffali di tantissime case >>. Ogni volta che ripeteva questa frase dal cesto si sollevava un coro di insulti, sberleffi e canzoncine denigratorie.

Oggi Mario giace dimenticata in uno scaffale della libreria. I bordi della copertina sempre più sciupati, quasi nessuno si ricorda di quel romanzo. Mario sta lì, con la faccia appoggiata allo scaffale senza riuscire più a sorridere. Quando sente qualcuno che sfila il suo libro cerca di risollevarsi ma non riesce a cancellare quel velo di profonda tristezza che le si può leggere in fondo agli occhi.

Qualche giorno fa un signore l'ha estratta dallo scaffale, ha sfogliato il libro e poi ne ha osservato con attenzione la copertina. << Mi sembra di ricordare che questo sia un buon romanzo di qualche anno fa... >> ha detto a bassa voce <<...ma non ho proprio voglia di avere una copertina così triste sul comodino la sera >> lo ha interrotto sua moglie, che glielo ha tolto dalle mani e lo ha rimesso al suo posto.




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