FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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DUE LUNE PIENE

Mario Anton Orefice



Il suono del flauto correva fra i muri del borgo medievale. Dietro il duomo un musicista ondeggiava insieme al suo strumento sotto l'affresco dell'Annunciazione. Poco più in là, sotto il sole, un uomo piccolo dipingeva un acquerello.Mi avvicinai senza far rumore. Le pennellate si susseguivano rapide sul foglio.Campi verdi si mescolavano a colori di terre e nuvole. Si voltò di scatto appena avvertì la mia presenza. Aveva la pelle bruna e due tranquilli occhi neri. Scusa se ti disturbo? No, fa niente.E' molto bello. Guarda lì ce ne sono altri. No mi piace questo. Avevo già scelto. Quel quadro non ancora compiuto parlava del passaggio da un attimo all'altro, dell'inconoscibile che ci accompagna e ci attende. Ma non è finito. Proprio per questo mi piace. So che comunque questo quadro ha un prezzo troppo alto per me. Perché dici così, non è vero. Si vede che sei un bravo pittore. Ho capito che ti piace. Guarda, di solito un acquerello così lo vendo per cinquantamila, ma per te faccio trentamila.Va bene. Nel portafoglio avevo solo una banconota da centomila e lui non aveva il resto. Non è un problema. Ci vediamo nel pomeriggio. Ah... se hai tempo vieni nella mia galleria in piazza Santagostino, sarò lì fino alle tre. Lo salutai e mi fermai poco distante in un bar. Dopo poco chiuse il cavalletto e si avviò per una stradina. Passai alla Galleria. Era un locale piccolo, restaurato di recente. Alle pareti molti acquerelli di carattere espressionista, non le solite immagini commerciali per turisti. Questa è la tua pittura. E' vero. Se dipingessi cartoline farei molti più soldi, ma non vendo mai il mio cuore. Hai visto il pozzo? Non lo avevo notato. Era vicino all'entrata e lo avevo scambiato per un tavolino. La lastra di vetro sul muro circolare copriva una cavità che sembrava senza fine. Ma quant'è profondo?
Due metri. Come?... La superficie dell'acqua, illuminata da un faro, si rifletteva su quella del vetro creando la moltiplicazione infinita che si può osservare mettendo due specchi uno di fronte all'altro. E' uno dei più antichi pozzi della città. Gli dissi che sarebbe piaciuto molto a mia moglie. Hai anche figli? Sì Elena di dodici anni e Alessandra che ha cinque mesi. Hai una bambina così piccola. E' molto bello, ogni creatura che nasce è una domanda nuova. A chi? Al mondo. Il mondo però non risponde sempre bene. E' normale. La natura segue un suo cammino. Tu puoi essere il più grande artista di questo mondo, l'uomo più pazzo, gli alberi continueranno a crescere, i fiumi a scorrere e gli uomini commettere ciò che è scritto nel destino. Credi al destino? L'universo è un tappeto e ognuno di noi è un piccolo disegno all'interno del tappeto. Anche il nostro incontro ha i suoi colori e il suo luogo nel tappeto. Ti dedico una poesia. Sul libro dei visitatori scrissi: Le stelle silenziose mi guardano, e io, a una, a una, le ascolto, seduto sulla luna. La lesse e esclamò: Straordinario! Sai come mi chiamo io? Badran, che in egiziano vuol dire "Due lune piene". La luna è femminile, perciò essa rappresenta l'intuito, la non definizione. Prova a fare l'amore con la tua donna alla luce della luna, tutto è più magico. Il sole invece è la forza maschile che squadra e illumina, e dice questo è bianco e questo e nero. Nega l'immaginazione, la fantasia. Quello che diceva era semplice ma nello stesso costruiva una splendida architettura dello spirito. Tornammo insieme verso il duomo, fra i profumi delle pizzicherie e la folla dei turisti. Aveva lasciato il mio acquerello nella cartella ai piedi del cavalletto. Mentre pensavo che quel quadro non rappresentava solo un paesaggio per me, Badran disse: E' molto importante quello che è accaduto oggi. Quando c'è un legame fra due persone questo non esiste solo nel momento in cui si parlano, ma te lo porti dentro e ti dà serenità. A volte però è dura anche se ha dei legami combattere contro il Male. E' vero. Ma vedi io penso che se tu hai questi legami il Male può venirti a trovare, la lotta sarà dura e difficile, ma alla fine egli ti lascerà in pace perché ti troverà solido come una roccia. E un'altra cosa voglio dirti. Se ti capita che la vita non va come vuoi tu, non dare la colpa agli altri ma chiuditi nella tua stanza e fai conti con te stesso, ed esci solo quando hai finito. Continuavamo a parlare: lui con l'acquerello in mano io con le trentamila lire piegate fra le dita. Quando ci salutammo l'acquisto si era trasformato in uno scambio di doni. Mentre scendevo i gradini del duomo sentivo che mi guardava. Era in cima alla scalinata, aveva gli occhi socchiusi, la mano destra sollevata come un uccello che prende il volo e sorrideva.



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