FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LETTERE D'AMORE?

Mario Nuzzo




Vivevo nella prigione costruita con i mattoni delle mie paure, le cui mura solo il fantasma della mia coscienza riusciva a oltrepassare.

Brancolavo nel limbo di una disperazione furiosa ed allo stesso tempo rassegnata, scandendo i pensieri al ritmo dei minuti che mi separavano dalla sua prossima telefonata.

Ero presente ma distante.

Fu allora che lei cominciò a scrivermi, affidando i suoi pensieri ad un quaderno da 200 lire, che raffigurava, su di un lato, la testa di un falco che si appresta a ghermire la sua preda, e sull'altro uno stormo di aironi in movenze da corteggiamento.



03-08-1983


:<<Ci sono momenti in cui sento una forza violenta che mi trascina il cuore; vive di pensieri brevi come respiri ma profondi e luminosi come l'infinito e poi se ne va, morendo soffocata nel mio petto, avvelenata dalla mia inquietitudine.

E' la forza dell'amore, bella e misteriosa come la morte. E poi ci sono momenti in cui trovo negli antri bui della mia anima il rumoroso silenzio del nulla, il grido spaventoso del vuoto e della solitudine.

In questi momenti sento il freddo che invade il mio cuore e porta il gelo dove sono i miei sentimenti. Ascolto il rantolo dei miei pensieri ed il lento, tacito morire dei miei sogni, dei miei desideri, delle mie ambizioni. Avverto l'estraneità della vita, la sua beffa.

In questi momenti nulla mi è più caro delle mie malinconie. E scopro dentro di me un mondo sconosciuto, un universo in fiamme, un cielo stellato, la voce dei secoli, le parole del tempo, i sussurri di stagioni lontane che prendono forma e colorano la mia fantasia. Talvolta credo di togliere il velo al dramma che vive il mio personaggio e nel buio della stanza mi ripeto:- Tu non sai amare! -: Ma la mia voce fa violenza alla mia anima, che impallidisce e arrossisce, che trema e sogghigna.

Amore mio, vorrei che tu potessi vedere in uno specchio quell'anima nuda, vorrei che tu toccassi la sincerità delle mie parole. Se tu potessi prendere il mio cuore fra le mani ti bruceresti e vedresti cadere gocce del mio sangue in terra: esse scriverebbero forse la mia storia? Esse ti parlerebbero del mio dolore e dell'odio che corrode le mie carni?

Vorrei che tu vedessi l'innocenza sul mio volto e la dolcezza nei miei occhi, vorrei che tu mi chiamassi "amore".Se tu sapessi quanti minuti portano il tuo nome, quanti pensieri, quante lacrime, quanti sospiri! Ma il tuo nome è scritto anche su molti dei miei sorrisi, delle mie incertezze, delle mie ambizioni.

Talvolta vedo i miei pensieri schierati come soldati, nudi, sconfitti.

Talaltra brancolo nella caverna del mio spirito raccattandoli come fossero rifiuti...

Certi pensieri nascono maledetti, fra cumuli di macerie e crescono all'ombra della coscienza, come un equivoco. Io non posso amare. Ogni volta che oso, che dimentico la mia natura, che rinnego la mia essenza, rasento la distruzione.

E' solo così che mi hanno insegnato ad amare.
Vorrei prendere il mio spirito, porlo fra le tue mani e lasciare che tu lo accarezzassi per l'eternità. Vorrei che tu vedessi in me la perfezione, che tu fossi cieco, incapace di scorgere i miei limiti.

Vorrei essere il dio che ti creò, per possederti fin nella scintilla divina del pensiero.

Per averti rinuncerei a ciò che sono.....

Se un giorno dovessi morire, vorrei guardare la vita per l'ultima volta insieme a te.

Vorrei perdere l'anima stando fra le tue braccia, ascoltando il battito del tuo cuore, anche se non battesse per me.

E' amore questo?>>




06-09-1983 ore 01:40


:<< Ho dormito dalle 8 a mezzanotte e adesso non ho sonno. Mi sono rigirata nel letto per un'ora, alla fine sono scesa a guardare un po' la tv. Intanto penso a te. Mi sono inginocchiata ai piedi del letto, al buio e ho pregato.

Era molto tempo che non lo facevo più. Avevo dimenticato la sensazione di dolce sollievo che si prova, la gioia piccola e contenuta che ti trascina minuto dopo minuto, parola dopo parola, pensiero dopo pensiero fino a lasciarti fra le mani di Dio. L'ho sentito stanotte vicino a me; ho sentito dentro di me quella forza inumana e genuina che Kant chiamava "legge morale". Non è altro che l'eterno patto stipulato dall'uomo con Dio nella notte dei tempi. E' una verità che giace nascosta negli antri più bui della coscienza umana, che si fa compagna anonima dello Spirito, sollecita il cuore e nutre l'intelletto.

Dall'origine oscura del mondo l'uomo ha fatto dei propri cuccioli una mandria di superbi idioti. Per millenni ha accettato menzogne e compromessi bollando con il marchio della vergogna e dell'indecenza quei sentimenti che per la loro stessa grandezza spaventano. Vi è una tale orchestra nel cuore dell'uomo che ciascun sentimento risulta indispensabile all'armoniosa follia di certi momenti, come all'avaro silenzio e al sordo rumore di cert'altri. Non vi è recinto che protegga l'amore dall'odio, l'ammirazione dall'invidia, l'ingenuità dalla stoltezza, l'intelligenza dalla distruzione. Quando l'uomo ha colto in sé l'ombra della divinità e la sua coscienza ha respirato il profumo dei secoli, gli dei lo hanno accusato di ingratitudine. Nacquero così la vergogna, l'umiliazione, l'odio. Egli aveva scoperto il segreto della vita, per il quale ogni genitore sarebbe pronto a rinnegare il proprio figlio. La superbia dell'uomo fu punita, la sua mente seppellita sotto la cenere della superstizione, il suo corpo coperto dalla fuliggine del mito. L'uomo tuttavia riuscì a riaffermare il principio della propria esistenza abbandonandosi alla curiosità, segno impaziente che chiuse ai mortali le porte del Paradiso......

C'eri tu nelle mie preghiere, come in ogni mio pensiero. Non so se il mio amore sia in grado di riscattare, almeno in parte, il male che nasce dalla pretesa di chi vuole soddisfare il proprio orgoglio nascondendosi sotto il velo dell'affetto. Non so se il mio amore sarà capace di ripagarti di tante partite perse in precedenza. Vorrei essere il sole dei tuoi mattini e non la nube delle tue giornate piovose.

Io ti amo perche sei così, perché non avrebbe senso continuare le mie battaglie senza di te. Certi sentimenti nascono violenti ed improvvisi e non hanno bisogno di maturare per diventare grandi.

"Chi può prevedere il destino? Esso è
come le foglie d'autunno, come il volo capriccioso e incurante degli uccelli che non vedono minacce nel cielo immenso: la colomba non vede l'avvoltoio e l'avvoltoio ignora la colomba." (Gogol'). Ma se per averti ancora dovessi combattere anche il destino non esiterei.

Le parole hanno una potenza magica, risuonano come una campana di bronzo per campi e castelli e paesi lontani. E come per una strana armonia di pensieri e sensazioni sento il tocco di un'argentea campana e la voce dell'amore che grida al vento: "LASCIAR PIENEZZA A QUEL CHE ANCORA CRESCE".
Mi piace ripeterlo sotto voce, al buio, prima di addormentarmi... pensando a te e sognando di stringerti e di amarti ancora.... finché non sarai stanco di me, delle mie infantili moine, dei miei capricci e.... delle mie paranoie.

Buona notte amore.

P.S. Mi manchi tantissimo.>>




Ore 14:35 5 Agosto 1983


In questo momento sono troppo stanca per amare. Piu tardi forse!

Voglio abbracciare il silenzio e correre ad occhi chiusi sui binari dell'oblio.

Esisterà la felicità?





ore 17:42 stesso giorno


Come un temporale improvviso scoppia dentro di me una rabbia ferina che divora la noia ed i buoni propositi. Vorrei prendere a pugni il sole, sputare al cielo, appiccare il fuoco alla terra e morire fra le onde del mare.

Ho letto la mia sofferenza in una malinconica poesia di Paul Eluard. Il poeta ama la sua donna come io amo il mio uomo. Il poeta ed io amiamo lavita con la stessa indecente morbosità: vorremmo non lasciarne mai abbastanza agli altri. Il poeta ha tutto ciò che un uomo possa volere, tuttavia l'inquietudine non sgombra il suo animo, rifiuta la soddisfazione e la felicità delle piccole gioie. Egli ha saputo dare un nome a questa snaturata malinconia: "male di vivere". E "male di vivere" è il nome delle mie isterie, delle mie angosce, di quel dolore che nutre lacrime e lacrime di solitudine e di speranza. "Male di vivere" è il nome della stanchezza e della avarizia del mio cuore, della sua avidità e della sua ira.

Quando ho amato qualcuno ho cercato sempre di prendere per me tutto quello che poteva offrire: la sua intelligenza, il suo affetto, la sua capacità di comprendere.

Questo amare nonostante tutto, questo infierire senza tregua, sono lo sfogo di quella rabbia che mi trascino dietro insieme ad un mondo senza storia e senza tempo.

So amare poco me stessa e l'insoddisfazione che ne deriva la scaravento addosso agli altri come una colpa. Come è avido e infantile questo cuore amorfo che si diverte a fare il pagliaccio e tradisce se stesso ad ogni momento!

"Amore mio", come è dolce questa unione di suoni!

Amore mio, fra poco sarai qui ed io potrò mostrarti il volto della mia malattia.

Perché non succhi dalle mie labbra questa tristezza che mi gela il sangue e mi toglie la voglia di vivere?

Perché una volta non mi sorridi e mi chiami Sincerità?

Se l'umiliazione ucciderà il demone che vive sotto la mia pelle, mi prostrerò ai tuoi piedi, lavandoli con i miei capelli.Ah! quanto odio sta cibando i miei mostruosi pensieri! Eppure ti sto amando, anche in questo momento, anche adesso che vedo accanto me la morte che mi sorride.




28/06/1983


Una volta mi hai detto: <<La nostra è una storia strana, nata male. Ci unisce una forte attrazione, ma ad essa si mescola una reciproca repulsione.>>

Questo vuol dire che siamo in cima alla vetta e già sull'orlo dell'abisso. In non so più quale concezione orientale, ogni coppia di opposti costituisce una unità dinamica. Ogni volta che una forza arriva al suo massimo contiene in sé il seme del suo contrario. E' una intuizione della coscienza e proprio perché tale risulta illogica. Ma la logica è un'arte costruita dall'uomo. L'amore no.

Se la nostra storia è attrazione e repulsione, se è voluttà ed orrore, se è colpa ed innocenza, se è sacra e ripugnante allo stesso tempo, se è umanità' e bestialità', io e te abbiamo raggiunto l'unità.

E' una storia nevrotica, come l'hai definita tu? Sì, perché è tutto ma spesso senza armonia. Un momento è poesia, magia, sogno, il momento dopo è ira, guerra, silenzio. Abbiamo fatto dell'offesa un'arma e della paura uno scudo. Perché?

La nostra storia si è nutrita di dubbi dal primo istante. Quando ho capito che amare significava stare con te, ho smesso di cercare. Adesso bisogna smettere di dubitare.

E' stata una storia senza forzature, nata dagli intrecci di una vita che non conosce volontà. Che sia caso o destino poco importa. Una poesia cinese dice: Sedendo senza far niente viene la primavera e l'erba cresce. Lasciando che ogni cosa sia, non esiste nulla che non si faccia.

Una storia così è senza fine eppure è già finita. Se è passione ha già in sé il germe della propria distruzione.

Questa storia indugia, esita, poi corre; cammina ad occhi chiusi su una corda tesa a metà tra il cielo e la terra, il paradiso e l'inferno.

Non dobbiamo che tacere e restare a guardare.

Se tutto deve finire, che sia! Ma se è destinata a durare perché ostinarsi a voler capire?

<< Chi vuol nascere deve distruggere un mondo>>

L'amore, cioè, cresce dall'indebolimento della volontà. Per questo le parole dell'odio e dell'amore diventano le stesse sulle labbra del tempo.

Mi hai detto che ci sono momenti che hai bisogno di confrontarti con gli altri e momenti in cui hai bisogno solo di trovare te stesso.

Per me invece ci sono momenti in cui ho me stessa, in cui tutto ha un senso ed una verità, in cui l'amore brilla, e momenti in cui tutto perde il sigillo della verità ed in cui anche l'amore perde la sua luce. In questi momenti mi sembra di capire cosa sia la disperazione.

Ho bisogno di te perché ti amo.

<<L'amore non deve implorare né pretendere. Deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina. Attraverso l'amore puoi trovare te stesso.>> (Da Demian di Herman Hesse)

Io volevo essere la sola rosa rossa del tuo giardino. Non sono che una margherita china sul suo stelo, che si bagna delle tue parole nutrendosi dei tuoi sorrisi. Volevo essere l'aquila che fende il tuo cielo azzurro e nero. Non sono che un'ape che fa delle tue parole nettare e vola adagiata sui tuoi pensieri. Volevo essere il sogno delle tue notti. Non sono che un volto che ti spia durante il giorno.

Ho già usato troppe parole: che esse servano a comunicare è vero, ma è vero anche che spesso storpiano la verità. La verità non si comprende, si intuisce. Allora diventa perfezione. C'è una verità che arriva attraverso vie misteriose in noi, nello specchio del destino, dove puoi vedere la tua immagine giocare con Dio.

La verità non è nelle parole né nel mondo che ci circonda ma è in noi, nel nostro cuore, dove i fenomeni dell'universo si incrociano una volta e per sempre.

Io voglio essere quella verità, quel sempre.
Voglio essere tutto questo ed altro...
E' una chimera?

P.S. Non so bene neanche io cosa volessi dirti. Non sono io che scrivo a te ma è il mio cuore che parla al tuo cuore. Aveva bisogno di liberare i suoi pensieri.




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