FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LA CARNE E LA NOTTE

Matteo Morelli




(Cosa vuoi tu da me?)

Come osi solamente sospettare di sapere qualcosa, di capire anche solamente la più banale delle
questioni? Ingenuo ed ipocrita sognatore di tramonti lontani a portata di mano...
Tu non sai nulla, niente di tutto quello che sei, sottile corteccia di un secolare albero annodato
alla più profonda irrealtà del non essere. Idiota scriteriato, intento a cercare di aprire una porta
che neanche vedi, di cui hai solo una vaga intuizione.

Le porte però non sono come tu credi... Niente serrature quaggiù, niente maniglie. Non ne abbiamo
bisogno per proteggerci da assurdi attacchi di menti sbrodolate da una libreria di larvali
pensatori.
In questa apparente mistura di pece e petrolio, la luce che ci guida non è quella della ragione,
bensì quella di un gelido respiro di morte. La tua.

Non logorarti la mente, non servirebbe a capire, anzi, ti porterebbe inesorabilmentè alla più
vergognosa falsità del tuo stesso essere, e potresti anche accorgertene.

Ti amo, candido schermo o foglio che sia, così intriso di parole e pensieri non espressi, fonte di
rigurgiti notturni e non, albero dai rami spinosi, dalle foglie caduche, ma padre di frutti
nutrienti per lo spirito.

Sognamo pure, amato lettore, sognamo insieme in questa notte di parole, notte amica e gemella,
notte matrigna e nemica, notte ruffiana dai colori trasparenti, amante puttana di tutti i mortali,
baciami ancora, ho bisogno di te anche questa volta, conducimi cullandomi con le tue piagate
mani dentro il profondo abisso, cosicchè io possa nuotare dentro l'infinito me stesso, senza
perdermi nel quotidiano camminare di un mondo limitato dalla nostra principale prigione: la
carne.



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