FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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POESIE

Erica Jong
(trad. a cura di Massimiliano Griner)




Dedico queste due traduzioni alla mia fidanzata, E.

LA POESIA DELLA BIANCHERIA SPORCA
libera traduzione di "The Dirty Laundry Poem", in Jong, 1977.

Questa è la poesia della biancheria sporca:
Abbiamo viaggiato di città in città
Accumulando panni sporchi & magliette sudate,
Blue jeans macchiati dal nostro succo rappreso
& magliette spiegazzate dalla nostra passione gloriosa e caotica
& biancheria intima inamidata dal nostro godimento
Sono tornata/o a casa per lavare i miei abiti:
Gocciolano sul pavimento del bagno come pioggia
L'acqua scandisce i giorni fino al tuo arrivo
L'acqua sporca mi parla d'amore

Umido/a di vapore del ribollio del nostro amore
Ho immerso le mani nell'acqua calda
Come se le immergessi
Nel tuo cuore

Dopo anni di macchie & schizzi
Finalmente vengo pulita/o
Volerò da te con un valigia di biancheria linda
& ti lascerò sfregare il mio corpo con il tuo amore


AFRICA
libera traduzione di "The Sad Bed", in Jong, 1977.
Questa traduzione è nata dal ricordo dei sentimenti provati quando ero diviso dalla
percorsa che amo dalle lande desolate del Sudan, dove nasce il Nilo, dal Corno
d'Africa, e dallo specchio immenso del mare Mediterraneo

Il mio è letto triste,
Letto di castità voluta,
Perché tu sei chilometri,
Montagne, lontana,
Oltre canyons, sotto le scie dei jets,
Dove i cirri rigano il cielo
Da oriente a occidente,
Dove copulano i cumuli per farci dispetto
E il cazzo duro del Vento
Percuote la pancia dei jumbo

Non siamo in volo,
E sospiriamo nei nostri letti tristi,
Cinquemila chilometri lontani,
Ma memorizzati l'un l'altra cogli occhi e coi fianchi
Così pieni l'uno dell'altra,
E vuoti davanti a tutti gli altri

Potrei trovare una fica che me lo cinga,
Ma non urlerei,
Potresti trovare un cazzo che ti riempia
Ma non ti farebbe mai volare
& non gli morderesti la spalla
Per entrare nel suo sangue

Così l'intero paese è un letto,
Su cui giacciamo, sponda contro sponda,
Divisi da montagne insuperabili
Dal nostro ostinato amore.
Che un terremoto squassi il continente,
E ci faccia collassare l'una nell'altro!


Milano, 1994



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