FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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L'INCONTRO

Daniela Di Bari




"Posso?" La ragazza alzò la testa e vide un uomo sulla quarantina, vestito in modo distinto. "Prego! Ha ragione" L'uomo rimase interdetto: "Ho ragione su cosa?" Lei scoppiò in una risata allegra: "Mi scusi. E' che mi capita spesso di "sentire" i pensieri delle persone e, a volte, rispondo come se avessero parlato. Non credeva di trovare un altro essere umano su questo treno deserto, e ha sperato di potersi sedere qui, per non sopportare tutto il viaggio da solo." Lui sorrise, come sollevato: "Ma cos'è, una specie di maga?" La ragazza lo guardò con un'ironia indecifrabile, che per un attimo lo mise a disagio. "No, anzi. Ho solo imparato a chiudere gli occhi e ad aprire il cuore. Si può capire molto di più, ed è difficile fraintendere." Lui l'osservò in silenzio: era bella, anche se vestita in modo eccentrico. Notò le unghie laccate di blu, lo stesso colore degli occhi. Occhi grandi, cui era difficile sfuggire. Portava anche uno stravagante copricapo, coloratissimo, una buffa via di mezzo tra un basco e un turbante. "Come mai proprio stanotte?" Lui sussultò: "Cosa intende?" "Perché ha scelto proprio questa notte per mettersi in viaggio? Tutto il resto del mondo sta festeggiando mentre noi due ci facciamo sballottare sulle rotaie." "Mi sembra così stupido agitarsi tanto solo perché da mezzanotte potremo scrivere sulle lettere 1 gennaio 2000" "Anche a me non fa un grande effetto; non trova che sia una data vuota con tutti quegli zeri in fila? Ma ora voglio sapere il vero motivo: non è una casualità che lei sia su questo treno." "Non è che a me non me ne importi nulla di questo "storica" data. Anzi, in un certo senso, è stato proprio il cambio di millennio, declamato ovunque ormai da mesi, che mi ha dato il coraggio. Ho scelto questa notte simbolica per compiere il passo che avrei dovuto fare già anni fa. Ho lasciato la famiglia, il lavoro, e ho preso il primo treno che ho trovato in stazione. Via da tutto e da tutti. Per troppo tempo ho preferito non ammettere che vivevo la vita sbagliata, con la donna sbagliata, sopportando un lavoro opprimente. Avevo paura di ricominciare da capo. Ma ora si, diamine, lo voglio, eccome! Mi sento un uomo nuovo, posso rinascere: finalmente vivo e finalmente me stesso!" Parlando si era infervorato: il viso era accalorato, i lineamenti tesi e gli occhi brillanti, e contrastavano stranamente con l'abbigliamento ordinario. La ragazza sorrise: "Sono così felice per lei! Anch'io ho preso una decisione importante, e sentirla parlare mi ha convinta ancora di più." Si alzò in piedi. Il volto era addirittura raggiante di gioia. Aprì il finestrino e si affacciò, inspirando avidamente. "Ah! Com'è bello! Ora potrò vivere veramente!" Voltatasi verso l'uomo si tolse il cappello: era completamente calva. Egli non riuscì a trattenere lo stupore. "Ho un cancro al cervello. Il dottore ha detto che passeranno mesi prima che l'attività cerebrale si deteriori del tutto. Ma io non voglio aspettare. La chemioterapia mi sta già uccidendo... Auguri! Questo sarà un anno veramente speciale come lo è per me." Allora l'uomo capì e si alzò di scatto, ma era troppo tardi: con un balzo la ragazza si aggrappo' al finestrino aperto e si gettò nell'oscurità in corsa. Non aveva mai visto un'espressione di così assoluta felicità.



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