FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL PIANETA DELLE PAROLE

Beppe Caravita




C'era una volta un pianeta, abitato da tanta gente che a poco a poco aveva sempre meno da lavorare, per produrre ciò che serviva per vivere. E così, non sapendo che fare, si misero a parlare. Parlavano tra loro, spettegolavano, conversavano, dichiaravano, persino da soli in camera da letto. Le parole, in breve tempo, divenirono persino più numerose degli abitanti del pianeta. E questi ultimi, per reggere il diluvio di parole, inventarono delle macchine che trasmettevano, immagazzinavano, moltiplicavano e sceglievano le parole ma non c'era nulla da fare. Alla sera gli abitanti del pianeta arrivavano stanchi a casa, pur non avendo fatto nulla o prodotto nulla. Semplicemente avevano la testa piena di parole, che ronzavano come api impazzite nelle orecchie, nei timpani, nel cervello.
Divennero rapidamente infelici gli abitanti del pianeta. Un malessere strano se ne impadronì. La loro voce divenne meccanica, automatica, priva di toni e musica. Le parole, da sole, uscivano dalle labbra. Avevano preso il potere sugli uomini che, impazziti, non facevano ormai che insultarsi a vicenda senza motivo.
Fu allora che un bimbo, per sua natura molto silenzioso, scoprì la chiave del mistero: <<le parole vogliono vivere - disse - e noi lasciamole vivere. Prendiamo queste macchine di parole, i computer, e facciamoli parlare tra loro senza interruzione, tutti>>.
Detto, fatto. I computer cominciarono a parlarsi l'uno all'altro come matti. A decine, poi a centinaia, poi a migliaia, poi a milioni. E a poco a poco le parole cominciarono a uscire dalla testa della gente per entrare nei circuiti dei computer. E gli abitanti del pianeta assaporarono di nuovo il gusto di un disegno, di un panorama, di un bacio, di una musica. Il loro cervello si decantò, ripulì, riordinò, raddrizzò, svuotò, fece una piroetta e si mise a ridere.
Erano tornati quelli di prima, persino con il piacere dell'aratro e della falce. Mentre i computer, silenziosi, tenevano a bada le parole.




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