FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL BUG

Marco Brandizi




"Se i costruttori costruissero come i programmatori programmano, il primo picchio che passasse potrebbe distruggere la civiltà" dalle Leggi di Murphy

Il volo AH17591 di Giovedì 15 Gennaio 2995 sta per atterrare a Washington D.C.
"I passeggeri sono pregati di allacciare le cinture di sicurezza".
La voce cortese dell'hostess distrasse il dott. Shannon dalla lettura di un vecchissimo articolo, memorizzato ancora su supporto cartaceo, risalente ad esattamente un secolo prima, a parte l'approssimazione di qualche decina di giorni. L'autore Marvin Minsky, considerato il padre dell'intelligenza artificiale, nonché delle moderne scienze da essa derivate, come l'economia informatica, l'ingegneria della conoscenza in ecosistemi, sosteneva in quella pubblicazione delle "Scienze" che le tecnologie di cui era pioniere avrebbero progressivamente sostituito gli uomini, in quanto più efficienti e capaci di vita praticamente perpetua. Minsky arrivava ad immaginare un'estinzione di tipo darwinista dell'uomo, rimpiazzato da androidi dalle maggiori e straordinarie facoltà intellettive e fisiche, da considerarsi inoltre, piuttosto che dei vincitori nella lotta tra specie, dei naturali discendenti degli umani, un anello in più che si sarebbe aggiunto alla catena che va dalla scimmia all'homo sapiens.
Nel sentire l'annuncio Shannon chiuse il prezioso volume della biblioteca internazionale e si sfilò con gesto meccanico gli occhiali dal naso, deformato dalla relativa montatura.
"Stronzate!" pensò con una libertà di linguaggio che mai un personaggio come lui avrebbe voluto o potuto concedersi in pubblico. Rivolse il viso raggrinzito verso il finestrino e osservò i primi edifici che cominciavano a farsi visibili. Gli tornò in mente una lettura di gioventù di Asimov: Trantor, il pianeta-capitale dell'impero galattico, un'immensa metropoli superpopolata e centro amministrativo della galassia. Mentre rifletteva le sue labbra smunte accennarono una lieve espressione di soddisfazione: era contento che il suo mondo non fosse diventato come Trantor, un gigantesco ammasso di metallo lucente, nel quale la gente vive e lavora in spazi angusti, va in vacanza in stanze affollate, col sole artificiale, e quando esce all'aperto ha l'esaurimento nervoso. Sapeva che, nonostante i problemi che stava per affrontare, il principio, cosiddetto dello "sviluppo compatibile" si era pienamente imposto in ogni angolo del pianeta, soprattutto grazie ai sistemi esperti e all'ingegneria della conoscenza. I sistemi di simulazione si erano azzardati a suggerire persino di cancellare l'urbanizzazione eccessiva di alcune aree, o di annullare il debito pubblico verso l'estero di alcune nazioni, nonostante i vincoli economici incorporati dalle loro basi di conoscenza. Decenni prima qualunque umano con queste idee sarebbe stato bollato come eretico rivoluzionario; ma di fronte all'abisso a cui il sistema era giunto, e di fronte alla stimata e asettica affidabilità dei calcolatori, quelle consulenze furono applicate. Shannon ne era compiaciuto, era compiaciuto di vivere in un mondo un po' migliore del migliore dei possibili; come era compiaciuto di esserne stato lui, quale esperto di informatica, tra i maggiori artefici. E naturalmente, era compiaciuto del Nobel che tutto ciò gli era valso.
Il mattino seguente, attraversando i corridoi della Casa Bianca, neanche ricordava più tutte le volte che c'era già stato; la segretaria personale del presidente lo accolse con la consueta confidenzialità e lo introdusse nell'ufficio. Poco dopo entrò un corpulento signore di mezza età, più somigliante al tenutario texano che era stato prima di finire là, che al presidente degli Stati Uniti d'America, cioè, in pratica, della terra.
"Buongiorno Lenard, fatto buon viaggio? Come va il tuo lavoro in Europa?"
"Meglio della tua campagna elettorale qui in America" "Ah, ah, hai proprio ragione. Tutta colpa di questi maledetti anti-illuministi. Leggi qua, gli ultimi documenti rintracciati dai Servizi segreti: 'L'Associazione Internazionale Anti-illuminista agisce contro il predominio della falsa intelligenza dei computer sull'intelligenza umana. Nostro obbiettivo è ricondurre la politica, le scelte sul governo del mondo, nelle mani dell'uomo, sottraendole a quelle dei sistemi esperti, riappropriandoci così del nostro diritto all'autodeterminazione'.
Come se noi uomini fossimo ancora capaci di gestire modelli econometrici con migliaia di variabili e centinaia di equazioni differenziali!" "Presidente" replicò l'interlocutore, girandosi dalla finestra, fuori dalla quale si era soffermato a contemplare i riverberi del raro sole invernale, splendenti sulle mura abbaglianti come l'avorio e sul prato rigoglioso "Spero tu non mi abbia fatto viaggiare fin qui su uno dei pessimi velivoli della nostra compagnia di bandiera per parlarmi dei del tuo consenso elettorale"
"No di certo, ma credo che tu sappia già il motivo per cui ti ho fatto venire"
"Ho letto i videogiornali, spiegami bene la dinamica economica del caso"
"Bene, vedo che hai già capito di che si tratta. Dunque, come sai, Cuba è una nazione in via di sviluppo, dopo la morte di Castro e le diverse turbolenze politiche, si è mossa, grazie ai simulatori forniti dal nostro governo, verso l'applicazione di una politica di stampo keynesiano: espansione della domanda attraverso investimenti e spesa pubblica, ampiamente supportata dai nostri finanziamenti a fondo perduto. Anche nell'ultimo anno i calcolatori avevano previsto bassa inflazione, a causa della lontananza di quell'economia dalla piena occupazione; così il governo ha proseguito il suo programma di spesa e la banca cubana non ha adottato manovre restrittive dell'offerta di moneta. Tutti credevamo che la disoccupazione sarebbe ulteriormente diminuita, senza rialzi eccessivi dei prezzi, e invece..."
"E invece c'è stato il crack estesamente descritto dall'Economist on line"
"Infatti. Solo nell'ultimo trimestre gli indici generali dei prezzi sono saliti del cinque per cento, la fiducia dei mercati è scemata, le imprese non assumono più massicciamente come qualche tempo fa; siamo, per la prima volta da quando usiamo i simulatori, ad una congiuntura paragonabile a quelle del secolo scorso"
"Insomma i tuoi politicanti barbudos hanno sbagliato i conti. Quello che non capisco è perché chiedi a me di tirarti fuori dai guai"
"Adesso non comincerai anche tu a sragionare come quegli sciagurati sabotatori che mi stanno rovinando le elezioni! Sai benissimo che i conti, noi, non li facciamo più da così tanto tempo che solo gli eccelsi come te continuano a capirci qualcosa di più delle quattro nozioni che ci vengono insegnate a scuola. Abbiamo ottime ragioni per credere che siano stati i sistemi esperti a, come dici tu, sbagliare i conti. Per questo ho chiamato te, il maggior esperto mondiale di software engineering. E poi anche perché anche tu ti devi considerare un po' responsabile, in fondo chi fu trent'anni fa a perorare la causa dell'Automazione del governo mondiale?"
Lo sguardo di Shannon fu attraversato da un fulmine e il presidente capì di aver centrato il bersaglio.
"Me ne occuperò, ma non ti prometto nessun risultato sicuro. Ed inoltre ti preciso che io non ho mai affermato in nessuna sede che dovevamo farci sostituire, dimenticare i modelli matematici, come fare i conti"
"Lasciamo perdere; il mio jet per l'Avana è a tua disposizione da subito, voglio un'analisi completa su quei sistemi, possibilmente voglio che tiri fuori il bug"
Shannon si avviò verso la porta; poco prima di chiuderla si voltò verso il presidente: "E se lo trovo, cosa farai con gli anti- illuministi?"
"Inutile ricordarti che tutta l'operazione è coperta dal massimo segreto; lo correggeremo, prima che ci mettano le mani le persone sbagliate. L'equilibrio dell'intero pianeta è in gioco"
"Certo. Auguri per la teleconferenza elettorale, la seguirò dalla spiaggia La segu, ma, come al solito, insieme ad altre tre o quattro finestre aperte sullo schermo del portatile."
Sulle quali scorse schemi e diagrammi relativi al sistema esperto economico che aveva dato così grandi preoccupazioni. Aveva cominciato leggendo i rapporti dettagliati delle autorità circa l'andamento della crisi, arrivando a scartare subito sia l'interfaccia utente, la cui affidabilità targata Microsoft lasciava ben pochi dubbi, sia il motore inferenziale, che usava le teorie di logica matematica più consolidate e il cui progetto aveva curato egli stesso, nei primi anni della carriera. Passò quindi alla base di conoscenza, verificando la correttezza di molte statistiche, i vincoli di integrità, le connessioni logiche, le regole derivate dal sistema; provò nuovi casi-test reperiti dalle riviste tecniche. Il risultato fu zero, il sistema continuava ad errare quell'unica previsione, salvo poi correggerla con i risultati reali, e a formularne altre centinaia correttamente. Passò diversi giorni a rivoltarsi nel groviglio di dati, diagrammi, algoritmi e gerarchie di classi; ma l'errore non saltava fuori. Stava per abbandonare tutto, concludere che era un caso impossibile, che forse neanche esisteva ciò che si cercava; quando un pomeriggio, mentre un tramonto arroventato si adagiava sull'oceano e incendiava l'orizzonte, arrivò trafelato il collaboratore che il presidente gli aveva messo a disposizione.
"Dott. Shannon, temo dovrà viaggiare ancora; abbiamo ricevuto segnalazione di un'altra crisi."
Le reti neurali di sicurezza sismica installate in Giappone erano tra le più avanzate del mondo. Facevano uso della moderna sismologia, in grado di prevedere con eccellente accuratezza, grazie ai sistemi non lineari che modellano le dinamiche telluriche, luogo e tempo di terremoti di qualsiasi grado in aree molto vaste, con un anticipo che va da un mese a qualche anno. Unità di rilevamento dell'attività della crosta terrestre erano installate in tutto il mondo, in particolare in paesi come quello, o in aree come la California, diventate nel ventunesimo secolo molto instabili. Da alcuni anni quasi più nessun scienziato svolgeva studi di sismologia, dato che ci si affidava al sistema informativo delle reti neurali. Tutti si consideravano al riparo dalle bizze della crosta terrestre. Ma quella volta non funzionò. I danni materiali non furono gravi, la scossa fu solo del quarto-quinto grado. Ma l'associazione internazionale anti-lluminista propagò l'onda d'urto fino a produrre un devastante terremoto politico-sociale.
Quando Shannon arrivò a Tokyo, il centro era invaso da un gigantesco corteo, dipinto a tinta unica dalle bandiere e dagli striscioni; per le vie riecheggiava il fuoco parolaio dei comizianti anti-illuministi, accompagnato da scroscianti applausi, urla, cori. La folla, incitata a distruggere le macchine, accerchiò il Palazzo dell'Informatica, scaraventò cassonetti dell'immondizia contro le sue vetrate luccicanti e lustre, rovesciò e bruciò le auto. Le forze dell'ordine reagirono come erano abituate da secoli a reagire in quelle circostanze: caricando, percorrendo la città con le camionette e le sirene che squarciavano l'aria satura di odio, cercando di sciogliere gli assembramenti coi lacrimogeni, immobilizzando i facinorosi con le pistole elettrostatiche. Nel fumo bianco volavano i manganelli color nero lucente, i picconi scorticavano il manto stradale per ricavarne quei frammenti che da sempre erano i proiettili dei poveri, adatti al lancio a mani nude. In diversi punti sorsero barricate di materassi e vecchi elettrodomestici, falò di suppellettili prelevate nei raid vandalici. La battaglia infuriò per cinque giornate, numero fatidico in diversi tumulti storici.
Shannon non sapeva gran ché di sismologia, ecco perché ora stava lavorando con il signor Yokohama, responsabile nazionale della sicurezza sismica, il quale, comprensibilmente sgomentato e angosciato, aveva offerto piena collaborazione.
"Allora signor Yokohama, secondo le conclusioni dei suoi tecnici, la rete funziona correttamente"
"Si infatti, errori di questo tipo sarebbero comunque evitati dal fatto che l'informazione è distribuita e ridondante, secondo diverse rappresentazioni che si compensano tra loro; anche nella logica delle transizioni di stato non sono stati riscontrati problemi. A me sembra che si possa concludere che l'unica ragione per cui può essere scoppiato questo macello è che la rete abbia elaborato fonti inattendibili"
"E' quello che pensavo anch'io. Qui ho visto che gli input per la ricostruzione dello stato vengono interpolati dall'Archivio storico internazionale"
"No, non credo che sia l'archivio la causa; la loro fama mondiale di assoluta affidabilità è la giustificazione delle salatissime tariffe di abbonamento che accollano agli utenti"
"Già, ma anche in questo caso l'archivio esegue alcune elaborazioni di preprocesso. Senta, lei sa che macchine usano all'archivio per questi calcoli?"
"Dei personal computer vecchissimi, avranno almeno un secolo, tuttavia per queste applicazioni non troppo sofisticate sono sufficienti. Il nome dei processori installati sui server è segnato su questa documentazione; non so neanche come si pronuncia"
"Ma cosa diavolo vuol dire 'anche in questo caso'?"
"Niente. Per oggi ne abbiamo avuto abbastanza. Che ne dice di una cena da Mc. Donald, servizio automatico?"
Shannon aveva la netta sensazione che la chiave del rompicapo era in quelle macchine, ma non riusciva a ricordare cosa avesse letto di esse durante gli studi di storia dell'informatica, di cui per passatempo si occupava. Aveva sul tavolo di casa i data sheet del processore, li aveva esplorati dettagliatamente, analizzato la circuiteria interna di sincronizzazione dei bus, scandagliato i microprogrammi dell'instruction set, controllato le tabelle delle operazioni. Sul suo personal, aveva caricato i CD delle specifiche di progetto in OrCAD e testato il microprocessore; tutto sembrava a posto. Quella sera sua moglie si occupava del suo meno cervellotico passatempo del ricamare. Mentre il gatto si svegliò dal torpore sul suo sofà e andò pigramente a stirarsi sotto le gambe del tavolo, lei si lasciò andare ad un'esclamazione:
"Accidenti! ho lasciato un intero pezzo del disegno!"
Shannon continuò a borbottare comandi al microfono del suo PC, come se non avesse sentito nulla. Ma dopo qualche istante ebbe una convulsione che quasi lo fece cadere dalla sedia; il suo volto arrossì dall'eccitazione.
"Cosa hai detto?" Chiese col tono di chi ha sentito che è passato il classico asino che vola.
La moglie lo guardò sbigottita.
"Cosa ho detto? Il disegno. Il disegno. Qui. Ho dimenticato di cucire i punti di un intero pezzo"
"Ho capito! Adesso ricordo finalmente! Cara sei un genio! Adesso devo partire, devo testimoniare in quel processo, in fondo non è tutta loro la colpa"
"Un attimo dopo era già fuori di casa, senza che la consorte avesse capito null'altro che ancora una volta la lasciava, a causa dei suoi innumerevoli impegni internazionali.
Pinelli era un anti-illuminista, esponente di punta della sede italiana dell'organizzazione tecnica di sabotaggio. Le speranze di uscire da quel processo della corte internazionale con qualcosa di meno di un ergastolo erano molto flebili. Del resto era stato trovato mentre eseguiva brogli elettorali al fine di far passare i referendum sull'Abolizione del Sistema automatico nazionale di pianificazione energetica. La rete elettorale garantiva segretezza e autenticità del voto, inviato dal domicilio dei cittadini, raccolto dalle province, e da queste riversato nei server del ministero, il tutto grazie alla crittografia basata sul paradigma RSA: doppia chiave di codifica per ciascun residente, una firma elettronica sicura e a prova di falsificazioni. Purtroppo, sicura e garantita anche per i morti, i minori, i falsi iscritti all'anagrafe. Proprio in quel paese la seconda metà del secolo precedente aveva insegnato molto a proposito. Pinelli e i suoi complici furono scoperti solo perché avevano troppi nemici tra i servizi segreti internazionali, i quali, alle loro costole come mastini, non aspettavano occasione migliore per azzannarli.
L'aula del tribunale era affollatissima, diverse altre sedi erano collegate in tutto il mondo, il presidente degli USA aveva una connessione diretta. Il processo raggiunse il culmine dell'attenzione con la testimonianza del dottor Shannon.
"Dott. Shannon" iniziò un pubblico ministero grintoso e imbaldanzito "lei ha insistito per testimoniare in favore della difesa, ci vuole spiegare perché?"
"Prima di tutto perché mi sono convinto che gli anti-illuministi, sebbene io non condivida i loro principi, abbiano qualche ragione dalla loro parte: l'automazione della civiltà ha preso il sopravvento, stiamo abdicando le nostre intelligenze in favore delle tecnologie digitali, le capacità delle quali, per altro, sono altamente sopravvalutate" un brusio sempre più rumoroso attraversò l'aula "e poi perché credo che l'imputato non sia colpevole di tutte le accuse che gli sono addebitate"
"Dottore, lei saprà che l'imputato è stato preso con le mani nel sacco; non vorrà negare l'evidenza!"
"L'imputato è sicuramente responsabile di brogli elettorali, ma non degli altri nove capi di imputazione attribuiti alla Associazione Internazionale Anti-illuminista, e quindi all'imputato stesso"& Il brusio sfociò in grida di "Vergogna!", al punto che il presidente della corte dovette intervenire.
"Dott. Shannon" prosegui il magistrato, che ora era un po' allibito "ci vuol spiegare meglio il suo singolare punto di vista?"
"Con piacere. Negli ultimi mesi si sono verificate diverse preoccupanti anomalie nei più importanti sistemi informatici del mondo. Fin da quando il governo americano mi ha chiesto di occuparmene" con la coda dell'occhio osservò sul monitor che la faccia paonazza di rancher texano del presidente stava sbiancando (che resa i monitor del ventunesimo secolo!) "fin da allora sapevamo bene che c'era un problema tecnico, e non un'azione di sabotaggio. L'analisi delle ultime crisi mi ha portato verso un'unica causa possibile. Tutti i sistemi che avevano mostrato malfunzionamenti usano, per le loro stime e i loro calcoli, i dati forniti dall'Archivio Storico Internazionale"
Il dottore maneggiò un po' con la sua consolle. "Sullo schermo potete vedere le pagine di un documento molto antico, esattamente di cento anni fa, giorno più, giorno meno. In esso è descritto un difetto di produzione di un microprocessore: alcuni esemplari distribuiti nel mercato hanno le tabelle delle divisioni con alcune locazioni contenenti valori errati, come se nel mosaico di un ricamo mancassero alcuni punti e il disegno corrispondente apparisse con alcuni fronzoli, difficili da cogliere a prima vista, ma rintracciabili ad una più attenta osservazione. La Intel, allora colosso del firmware, quando il problema fu evidente a tutti, offrì la sostituzione gratuita di tutti i chip difettosi, anche se ciò nonostante dichiarò fallimento alcuni anni dopo. Ma pare che l'Archivio storico, allora un anonimo nodo Internet, non ritenne opportuna la seccatura di tecnici che smontassero e rimontassero le numerose macchine installate, dato che queste lavoravano su applicazioni a basso volume di calcoli. Così si tenne i processori bacati, supportandoli col software che emula il coprocessore interno, bypassando in questo modo quello reale. Per qualche tempo andò tutto bene, anche dopo l'introduzione dei nuovi sistemi operativi intelligenti, nei quali, visto che più nessuno ricordava la famigerata CPU, non fu reinstallato il software di emulazione. Le prime conseguenze macroscopiche di questo minuscolo bug si sono registrate solo in tempi recenti perché solo una ventina di anni fa l'Archivio storico ha iniziato ad eseguire elaborazioni di interpolazione e preprocesso dei dati, che prima erano forniti esclusivamente in forma grezza; e ci sono voluti poi alcuni anni perché la quantità di risultati matematici erronei diventasse consistente e si propagasse a sufficienza. Il nome latineggiante di questo microprocessore lo potete leggere qui, sul titolo dell'opuscolo, diffuso dalla stessa Intel, quando un matematico casualmente rilevò il difetto e lo rese di pubblico dominio; detto nome è: PENTIUM"

P.S.: Ovviamente questa storia è ispirata dalla stringente attualità: è stata concepita infatti durante " giorni dell'Affaire Pentium. Auguro all'Intel di non fallire mai.




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