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GRECIA

Francesca Dell'Angelo




Quando io e mia madre sbarcammo sull'isola ci venne incontro un omino dai capelli bianchi, che aveva tutta l'aria di non essere mai stato altrove e che ripeteva "Rum? Rum? Rum?" guardandoci dal basso in alto con occhi interrogativi. Intontite dal sole di mezzogiorno impiegammo alcuni minuti per capire cosa ci stesse domandando, scoprendolo mentre già lo seguivamo dentro uno dei tanti vicoli scavati nel paese.
Ci sistemò in una stanzetta bianca, con tende bianche, lenzuola bianche, sedie bianche ed un grande tappeto rosso al centro del pavimento bianco. L'omino viveva con una figlia che parlava italiano e che mi sembrò bellissima quando, il mattino seguente, la vidi per la prima volta mentre ci serviva la colazione. Come la stanza, indossava un abito lungo bianco, sandali bianchi ed un foulard rosso legato sotto il mento. Si chiamava Amanda.

Amanda era più selvaggia di quanto avessi immaginato;ci mostrò l'isola dalla parte del mare a bordo della barca del padre, si infilò in grotte sconosciute agli stranieri nuotando come un pesce, si arrampicò sugli scogli affilati dal vento per rituffarsi in mare a testa in giù e mise a dura prova i miei sogni da eroina della jungla che cullavo fin dalla più tenera età.
Non era solo selvaggia, era anche brillante. Specializzata in imitazioni ispirate direttamente ai personaggi dell'isola, ci intratteneva in mare aperto con vere e proprie rappresentazioni, a cui ben presto si unì anche mia madre rivelando un'insospettabile vena ironica.

Ci siamo scritte per parecchi anni, ritrovandoci periodicamente sull'isola durante la tarda estate o sulle nevi italiane nel periodo invernale, dove mi toglievo la soddisfazione di insegnarle anch'io qualcosa. Non aveva recapito telefonico, così quando cominciai a non ricevere più sue notizie mi imbarcai, senza avvertirla prima.

Premetto che non ho l'abitudine di credere alle storie di magia e mistero che spesso si sentono raccontare e nemmeno mi affido, se non per gioco, all'interpretazione degli astri od al simbolismo mistico. Eppure non cedetti al dubbio nemmeno per un istante quando venni a sapere dal padre che Amanda era diventata un albero. Non mi disse quale tra i mille e più dell'isola, ma io decisi per un melo selvatico, affacciato sul mare, le cui radici in parte affondavano nella terra ed in parte seguivano le linee della scogliera.


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