FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







LA FONDUTA

Enrico Denicolo'




Una sera pensai di andare a dormire presto, così andai in camera e accesi la luce e nel letto trovai due fighe. Voglio dire, c'erano due sessi femminili e nient'altro, niente gambe, niente corpo, solo due purpuree vulve che pulsavano e fremevano pericolosamente. Lì per lì pensai ad una allucinazione, la proiezione di qualche paura inconscia, paura delle donne forse, o che ne so io. Le due fighe stavano lì, aprivano le labbra e si contraevano oscenamente, e non mi piacevano mica come mi guardavano. Allora andai in cucina, aprii il frigorifero e presi la coscia e l'ala di un pollo fritto e tornai in camera. Con cautela porsi la coscia e l'ala del pollo e nello stesso istante sentii un brivido di un orrore raggelarmi il corpo. Tornai in cucina, questa volta presi una scatoletta di tonno sott'olio, l'aprii e di nuovo tornai in camera. Rovesciai tutto il tonno sul lenzuolo, accanto alle due fighe, e quelle lo divorarono. ERA ORRIBILE! Spensi la luce, chiusi a chiave la porta e tornai in cucina, accesi la televisione e restai lì davanti per tutto il resto della sera, a guardare se c'era qualche notizia strana, qualcosa che potesse avere a che fare con le due vulve. Ma dal televisore prese ad uscire solo un mucchio di spazzatura, melma grassa che cominciò ad inondare tutta la stanza, e delle due fighe, infine, non dissero niente. Il giorno dopo non andai neanche a lavorare, ero così depresso a causa di quella due fighe piombate nel mio letto da chissà dove. Sareste rimasti agghiacciate se aveste visto come divoravano il pollo fritto e il tonno in scatola ed il formaggio, di cui, quest'ultimo, in seguito avevo notato andavano pazze. Al supermercato compravo la qualità di formaggio più economica, non intendevo trattarle bene più del necessario, e del resto lo apprezzavano moltissimo, anzi come ho già detto ne andavano pazze. Lo tagliavo a dadini e glieli lasciavo sul letto, e mentre quelle mangiavano pensavo a come fare per togliermele dai piedi. Ma non era semplice, forse erano due creature aliene provenienti dallo spazio, potevano essere anche immortali, pensa un po', due fighe aliene e immortali che vanno pazze per il formaggio. Stavo leggendo un inserto di cucina su come si fa la fonduta, quando suonarono alla porta. Mi alzai dalla sedia su cui mi trovavo, una sedia di metallo cromato e formica rossa intonata con la credenza della cucina pure in formica rossa, e andai ad aprire. Era Giulietti. In cucina Giulietti si sedette sul divano, io mi rimisi sulla sedia di prima. Decisi di non dirgli niente delle due fighe, Giulietti è un tipo irreprensibile. "Ieri sono stato all'inaugurazione della mostra di Scarpellini," disse, "pensavo di vederti lì." "Avevo certe cose da fare, " gli ho detto, "non sono uscito per niente." "I quadri sono molto belli. Penso che Scarpellini sia uno dei pittori italiani migliori." "Sì, lo penso anch'io." "Alla fine della serata ha anche letto alcune tue poesie. Certe cose mi ricordano T.S.Eliot." "T.S.Eliot è uno dei miei poeti preferiti, IL CANTO D'AMORE DI Mr. PRUFROCK è notevole, mi ha sicuramente influenzato. Senti, sai fare la fonduta?""No, però ho visto al supermercato che ci sono dei preparati fatti apposta. Non sapevo che ti piacesse la fonduta." "Voglio provare a farla." Dopo averlo fuso, versai un mare di formaggio nella vasca da bagno, poi, mentre ormai il forte odore aveva invaso tutta la casa, andai ad aprire la porta della camera. Le due fighe già vibravano dall'eccitazione, scesero lentamente dal letto e strisciando, arrivarono, attraverso il corridoio, nel bagno. Salirono fin sull'orlo della vasca e dopo un attimo si tuffarono nel formaggio liquido. L'effetto fu strabiliante, le due fighe iniziarono ad annaspare, proprio come avrebbero fatto due bagnanti che non sapendo nuotare stanno affogando. Più annaspavano e più il formaggio le invischiava, finché alla fine vennero sommerse, risucchiate, sopraffatte da quella massa gialla e cremosa. Aspettai che il formaggio, raffreddandosi, si solidificasse, poi lo raccolsi e lo misi, assieme alle due fighe morte, in un sacco dell'immondizia (mi ci vollero due ore), poi andai fuori e gettai tutto nella spazzatura. Quella sera, dopo aver cambiato le lenzuola, tornai a dormire nel mio letto, si sentiva ancora l'odore di urina delle due fighe mescolato a quello del formaggio, ma ugualmente feci un sogno bellissimo: sognai che ero su un veliero in un mare di formaggio, appunto!



ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.