FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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RACCONTI

Dante Basili




BIDONE SPAZIALE


- Sono proprio malridotti, hanno il circuito radio in avaria e non rispondono al segnale di avvicinamento, dobbiamo farlo noi?
- Non è necessario, si stanno dirigendo nella nostra direzione, ecco il segnale, è molto debole, inserisci il " programma di non collaborazione".
- Ma signore!
- Inserisci il programma ho detto, non rallenteremo certo la nostra crociera a causa di questi straccioni.
- Ma signor capitano, quello è un caccia della lega e noi come Astoriani abbiamo il dovere di soccorrerli...
- Sciocchezze, noi come Astoriani siamo gli unici fornitori di propellente falmir e qualunque siano le sorti del conflitto è da noi che verranno a comprare...
- Ma signore il regolamento...
- Basta! L'unico regolamento che conta sono i quaranta delegati che abbiamo a bordo, hanno vinto questo viaggio premio e non ho alcuna intenzione d' importunarli, inserisci il programma di non collaborazione.
- Fatto signore.

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- Confermo il segnale di avvicinamento, due dei tre motori sono fuori uso e abbiamo urgente bisogno di informazioni tecniche, il computer di bordo è saltato.
- Confermato il vostro codice di avvicinamento, procedete.
- Bene, sappiamo di trovarci su una linea principale, ma non sappiamo quale, chiediamo di inserirci nel vostro sistema centrale per determinare la rotta.
- Spiacente non concesso, questa non è una nave soccorso e non è stata abilitata al trasferimento di informazioni.
- Maledizione brutta ferraglia, noi non siamo dispiaciuti, siamo nella merda, disattivati e facci parlare con qualcuno!
- Spiacente non concesso, non c'è nessun operatore in questa nave abilitato a risolvere problemi tecnici.
- Porca... bene, faccio appello alla terza convenzione della lega e vi chiedo formalmente di cedere una delle vostre astronavi-scialuppa.
- Spiacente non concesso, il sistema è stato aggiornato fino alla seconda convenzione nella quale non vi è cenno a tale clausola.
- Ma è pazzesco, l'ultima convenzione risale a quindici anni fa! Faccio appello al diritto di soccorso e vi chiedo di rifornire il nostro serbatoio principale.
- Spiacente non concesso, il propellente falmir rimasto è appena sufficiente al mantenimento dell'astronave e non possiamo esaudire la richiesta.
- Ho capito brutto cassone, chiedo di interrompere il contatto.
- Concesso, buon viaggio e buon proseguimento.

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Lentamente il caccia si allontanò dalla nave da crociera e appena giunto a distanza di sicurezza sparò un colpo dall'unico cannoncino ancora funzionante.
Il bagliore fu accecante e qualche secondo dopo, della grande astronave schizzata in mille frammenti, non rimaneva che un debole tremolio nel vuoto.


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- Ehi! Ted! che diavolo succede?
- Niente Peter, un relitto spaziale alla deriva da più di quindici anni, l'ho appena disintegrato... e poi dicono che capitano gli incidenti... a velocità normale ci saremmo spiaccicati...
- Sta calmo Ted e andiamocene via, questa più che una linea principale sembra una pattumiera!




FIAT LUX


Non era più necessario prelevare campioni dalla superficie.
Aveva completamente risolto tutti gli interrogativi intorno alle funzioni vitali di quella creatura, lo provava il fatto che poteva farla vivere a lungo in laboratorio.
L'ostacolo più grande era stato procurarsi una sufficiente sorgente luminosa, sì, proprio così:"luminosa".
Acqua, sali minerali, azoto, ossigeno, anidride carbonica...tutto ciò non era un problema, ma la luce...
Da millenni gli esseri umani non bazzicavano più con la luce, erano completamente assuefatti al buio delle profonde caverne ed era quasi impossibile per loro immaginare un concetto così astratto, una così piccola fetta dello spettro elettromagnetico:la luce rimaneva solo una grandezza fisica misurata dalle sonde in superficie.
Lassù la vita sembrava impossibile in quelle condizioni estreme e fu con grande sorpresa e incredulità che vi si scoprirono, fin dalle prime esplorazioni, forme di vita.
Anzi, la diversità biologica della superficie era paragonabile a quella del sottosuolo e data l'imponente mole di dati e campioni raccolti si rese necessaria la divisione della ricerca in settori specializzati.
Lui aveva dedicato la vita alla sua creatura e L' ultimo successo, la possibilità di studiare l'intero ciclo biologico in laboratorio, lo aveva provvisto di una tale quantità di informazioni che sentiva di essere prossimo alla totale comprensione di quella forma vivente.
La "totale comprensione", era questo l'obbiettivo principe della vera ricerca scientifica, non l'utilitarismo della scoperta, ma la meraviglia della comprensione.
Era pronto, era il suo momento, attendeva con impazienza il nulla osta dell'elaboratore che faticosamente organizzava l'enorme mole di dati.
Fatto!
Collegò i sensori alla nuca:la scarica fu immediata e la tanto attesa "visione d'insieme" fu indescrivibile...

E pensare che un tempo, per vedere una margherita, sarebbe bastato accendere la luce.



SIRFO 1128


Un evento eccezionale, una di quelle circostanze fortuite che capitano solo una volta nella vita: l'ascensore era guasto e mentre scendeva le scale del bordellotel lo aveva incrociato...
Da mesi, da quando lo aveva inserito nella lista dei primi otto ricercati, conosceva la sua scheda a memoria. Non vi era alcuna possibilità di confondersi, era proprio lui e si sentiva così sicuro di se da non essersi neppure mimetizzato.
SIRFO 1128, era questo il codice del bastardo, un maledetto mutante elettromagnetico che non si era accontentato di fare l'interfaccia nelle astronavi di lusso, ma si divertiva con i computer della Borsa Planetaria. L' ammontare delle sue truffe era valutato in migliaia di dracme e non si sapeva dove avesse messo tutto quel ben di dio dato che non aveva alcuna possibilità di spenderlo.
Si sospettava fosse affetto dalla sindrome di Robin Hood o qualche altra scemenza del genere.
Nel vederlo gli si era bloccato il respiro, ma il severo addestramento dei cacciatori gli venne in aiuto:in una frazione di secondo si ricompose, accennò un sorriso di saluto e noncurante passò oltre.
Nessuno sulle scale di quella stamberga oltre loro due, scese le scale ascoltando con attenzione spasmodica i passi dell'altro che salivano, voltato l'angolo si fermò e si tolse le scarpe e quasi gli venne un conato di vomito per la puzza, lottò con se stesso per non gettarle via e quatto quatto, rapido e silenziosissimo, risalì le scale.
Fece appena in tempo a scorgerlo mentre si introduceva nel loculo n° 9, solo quei figli di una provetta potevano star comodi in poco più di un metro quadrato.
Era fatta!
SIRFO 1128 non era pericoloso, viaggiava sempre disarmato e per di più era rachitico come la maggior parte dei mutanti elettromagnetici. Il più era trovarlo, e lui lo aveva trovato. Sarebbe bastato afferrare il piccoletto per la gola, sollevarlo, addormentarlo con due schiaffoni e caricarselo in spalla:un gioco da ragazzi.
Solo agli occhi bisognava stare attenti, quei merdosi occhiacci a spillo tipo "tossico della prima generazione", era risaputo che quella razza di mutanti aveva forti capacità ipnomagnetiche, ma lui era un professionista preparato ad ogni evenienza.
Abbassò il visore ad infrarossi ed allungò la mano alla maniglia del loculo... porca... un rumore:dalla sua destra giungeva un fastidioso cigolio.
Un cameriere!
Uno di quelli arrugginiti immatricolati prima della seconda riforma.
Di nuovo il suo sangue freddo:col fare più naturale possibile aprì il loculo li accanto, il n° 7 e vi si infilò dentro.
In quello spazio ristretto si ritrovò immerso in una valanga di pensieri. IL ronzio di comunicazione li accanto, fra il mutante ed il cameriere lo infastidiva, cosa avevano da dirsi quei due? Il lettore binario era rimasto nella filomobile, impossibile capirci qualcosa, non poteva far altro che aspettare per poi riprendere il suo lavoro.
Era davvero una circostanza incredibile:da ben tre anni Sirfo 1128 sfuggiva a cacciatori di taglie ed a sofisticati programmi segugio ed ora... non sapeva ben spiegarlo, ma senz' altro tutto aveva un nesso con la sua decennale esperienza, era un professionista lui, di quelli che pagano le tasse.
Gli venne da sputare pensando a Bulldog.
Bestemmiò ripulendosi la faccia dalla sua stessa saliva e da qualcos' altro:così dolcemente sospeso nell'amnioliquido si era dimenticato di trovarsi in posizione orizzontale...
Bulldog, il suo sofisticato programma segugio, uno dei più avanzati, gli costava un occhio in informazioni a pagamento e del mutante non aveva ricevuto che qualche informazione sporadica e di bassa affidabilità.
Quei figli di puttana di informatori, quegli onesti cittadini che da un po di tempo non si accontentavano più del gruzzoletto per la delazione, ma inseguivano personalmente il criminale, i più ci lasciavano le penne, ma qualcuno alla taglia ci arrivava e senza pagare le tasse.
- Il signore desidera?- gracchiò la voce della sgangherato cameriere.
- Una giapponese minorenne tarata a perversione 11, mandamela fra un'ora.
- Bene signore, le ricordo che allo stesso prezzo sono disponibili aree per lei più biocompatibili dei loculi.
- Sto bene qui, grazie!
Appena il cigolio della ferraglia si fece lontano aprì il portello, balzò a terra, appoggiò la mano sulla maniglia del loculo n°9 e lo spalancò.
Finalmente! Un brivido lo percorse, era la parte migliore del suo lavoro... attraverso lo schermo ad infrarossi vedeva fremere di terrore il corpo del piccoletto e immaginava quegli occhi magnetici, spalancati e impotenti...
Riuscì ad afferrargli solo un braccio e non la gola, si dimenava come un'anguilla quel bastardo, alzò la mano per appiopargli uno sganassone, ma si bloccò pietrificato.
Non era mai successo, un segnale di priorità assoluta!
Era la prima volta che Bulldog trasmetteva un simile messaggio:il ticchettio della scarica elettrica gli faceva pulsare la schiena.
Solo per questioni di estrema importanza Bulldog aveva il permesso di inviare quel segnale.
Approfittando di quell'attimo di smarrimento il mutante si divincolo dalla presa e si appiatti nel fondo del loculo.
-Non fa niente, ritardi solo il tuo momento- si ritrovò a pensare, ma si trovava in uno stato confusionale: priorità assoluta significava necessità di intervento immediato.
I lunghi anni di addestramento ebbero la meglio anche sulle ultime parole che gli disse sua madre:"ricordati che è meglio un uovo oggi che una gallina domani".
Voltò le spalle al loculo n°9 e corse lungo il corridoio, arrivato alle scale vide con la coda dell'occhio il mutante elettromagnetico che scappava dalla parte opposta. Si sarebbero rivisti, ne era certo, ma ora lo aspettava qualcosa di più grosso.
Otto minuti e ventiquattro secondi per arrivare alla filomobile, quelle maledette scale non finivano mai, entrò e si collegò direttamente con Bulldog:

- MESSAGGIO DI PRIORITA' ASSOLUTA

- SOGGETTO: SIRFO 1128

- OGGETTO: 14° STRADA-STABILE 28-DICIOTTESIMO PIANO-LOCULO N° 9...

Mentre i dati scorrevano comprese:era nella merda!
Proprio mentre stava per acciuffare quel bastardo anche Bulldog lo aveva trovato.

- COSTO DELL' INFORMAZIONE 1500 DRACME

Ben la metà della cifra stabilita per la taglia, il valore massimo che il segugio poteva accettare come prezzo per un ' informazione.
Preso dalla disperazione provò un moto di tenerezza verso il suo fedele programma, chi aveva sbagliato non era il cagnolino, ma lui stesso che aveva "gettato la carne per inseguirne l'odore" (le penultime parole di sua madre).
La giornata, cominciata come una benedizione, si era trasformata in un inferno.
Maledisse in cuor suo quello schifoso nanerottolo dal quale era partito tutto, ora si ritrovava sotto di 500 dracme e se non avesse coperto la cifra entro tre giorni gli avrebbero ritirato la licenza.
Era distrutto, ma ancora una volta il sangue freddo del cacciatore gli venne in aiuto, c'era un'ultima possibilità:l'informatore.
Bulldog aveva considerato l'informatore così affidabile da innescare la priorità assoluta:un tipo in gamba dunque. Per essere a conoscenza del numero del loculo il furbone era nel corridoio del bordellotel tanto quanto vi era lui ed aveva certamente assistito alla sua demenziale ritirata. Constatando che Sirfo 1128 non era un tipo pericoloso non era stato difficile catturarlo e consegnarlo alla giustizia.
In questo momento per la città qualcuno camminava con ben una taglia e mezzo nelle tasche mentre lui, un professionista, si ritrovava sotto zero.
Ma ecco la possibile salvezza:prima di effettuare il pagamento il segugio registrava generalità e recapito dell'informatore.
Sarebbe stato un gioco da ragazzi aspettarlo a casa e con la pistola puntata alla testa del suo cybergatto (se lo avessero fatto a lui, al suo micino, sarebbe impazzito) farsi ridare ciò che gli spettava... e non solo la taglia e mezzo... gli avrebbe anche insegnato che non si gioca a fare il cacciatore.
Eccitato spinse il pulsante elenco informatori.

-ULTIMA SEGNALAZIONE: INFORMAZIONE DI PRIORITA' ASSOLUTA

- GENERALITA' INFORMATORE: SIRFO 1128

- RECAPITO: ERRORE - NON REGISTRATO



ORDINI DI GRANDEZZA


Vieni Zikr, scendi da cavallo e siediti accanto a me, ti racconterò la storia dell'Universo dei terrestri.
- Oh no! Quella la conosco a memoria.
- Ascoltami, questa volta c'è un nuovo finale, ne vale la pena vedrai... su, collegati.

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- 500 D.C. affermazione delle idee aristoteliche, l'universo ha seimila anni ed è stato creato in sei giorni...

- 1100 D.C. I resti fossili sono modelli incompiuti della creazione o ciò che rimane degli esseri annegati durante il diluvio...

- 1500 D.C. Leonardo studia i resti fossili nelle rocce stratificate ed afferma che non possono essere stati trasportati da un solo diluvio d' acqua...

- 1600 D.C. Aldrovandi afferma l'esistenza di una età della pietra che risulta anteriore all'età dell 'universo, passa lunghi anni in prigione...

- 1654 D.C. Ussher dopo lunghi studi proclama che l'universo è stato creato nel 4004 A.C. alle nove del mattino...

- 1749 D.C. Buffon afferma che da una primitiva nebulosa hanno avuto origine i vari pianeti ed il sole e porta l'età dell'universo a 100.000 anni, viene costretto a ritrattare...

- 1936 D.C. Hubble con la sua "costante" afferma che l'universo ha un miliardo e ottocento milioni di anni...

- 1952 D.C. Blade corregge la costante di Hubble e raddoppia l'età dell'universo.

- 2015 D.C. Kim Lee propone le sue teorie elaborando i dati dei grandi telescopi spaziali...

- 2020 D.C. La fisica delle particelle conferma la teoria di Kim Lee portando l'età dell'universo a 160 miliardi di anni suddivisi in quattro "big bang" e tre "risucchi"...

- 2028 D.C. Lavier corregge la "costante di pulsazione" di Kim raddoppiando l'età dell'universo e suddividendola in nove "big bang" e otto "risucchi"...

- 2050 D.C. Ogamisama propone il suo modello matematico della sfera cava, l'universo è una grande sfera di cui percepiamo solo l'interno e la superficie...

- 2075 D.C. Rikter porta l'età dell'universo a tredici big bang e scopre altri due universi-sfera, y e z, di età diversa dal nostro, muore terminato da un suo collega...


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- Ehi nonno! Ed Eraclito, Chuan Chou, Galileo, Kepler, Spimal...
- Per conoscere bene un bosco è meglio seguire ogni volta strade diverse.
- Comunque questa storia non è molto diversa dalle altre.
- Il bello deve ancora venire e te lo racconterò a voce, scollegati quindi e ascolta: "un vecchio stregone amava raccontare una storia..."
- Ehi! Una storia nella storia.
- Buono Zikr e lasciami finire:

"C' era un a volta un zanzara che, vedendo un fuscello di paglia galleggiare su una pozza di urina di asino, alzò la testa e disse a se stessa:
- E' da lungo tempo che sogno l'oceano e un vascello. Eccoli! -
Quella pozza di urina le sembrava profonda e senza limiti perché il suo universo aveva le dimensioni dei suoi occhi. Simili occhi non vedono che simili oceani. Improvvisamente il vento spostò leggermente il fuscello di paglia e la zanzara si trovò ad esclamare:
- Che grande comandante sono! -"

- E' finita?
- Si.
- E' bella, ma cosa vuole dire?
- Che finché avrai gli occhi di zanzara, tutti gli universi che scoprirai saranno universi-zanzara, che non avranno mai fine. Ordini di grandezza diversi, ma che fanno parte dello stesso sistema numerico.
- Vuoi dire che è possibile cambiare sistema numerico, che è possibile trovare una fine?
- Certo piccolo, basterebbe cercare non solo fuori, ma anche dentro. Basterebbe avere gli occhi di un giovane falco, ma le zanzare non hanno lo sguardo del falco.



SUPERFICIORIANI


Troppo intenso, dannazione! Fortuna che lo avevano fatto atterrare in un deserto, ben consapevoli che fosse alle prime armi.
L'astronave sprofondò nel terreno fino ad arrivare alla pellicola della seconda sfera, quasi a un Terzo di distanza dal centro solido del pianeta, temperatura esterna 2100°.
Subito riportò la nave in superficie, risalendo il lungo tunnel nel quale era appena sprofondato, temperatura esterna 42°.
Si augurò che in centrale non si stessero spanciando dal ridere...in fondo era il suo primo atterraggio. Ci teneva a quel posto, al giorno d' oggi fare la "Sentinella" non era niente male.
Proprio prima di partire aveva prelevato dall'archeoteca tutti i dati che la sua memoria poteva contenere a proposito del pianeta Superficie.
Già il nome con cui era registrato, "Superficie", indicava la peculiarità del pianeta. Come la maggioranza dei sistemi era strutturato a strati, a sfere concentriche e questo ne contava approssimativamente sei: tre profonde allo stato denso-fluido e tre superficiali allo stato gassoso.
Ora si trovava nel mezzo, più precisamente sulla pellicola del terzo strato, un attimo prima, perdendo il controllo della nave era quasi giunto a toccare la pellicola del secondo.
"La pellicola, quella sottile linea di demarcazione...l'Universo ama queste porte, questi salti, questi passaggi da un mondo all'altro" - si ritrovò a pensare.
Ma cosa dire di un pianeta che ha sviluppato la vita non nello spazio oltre la porta, bensì sulla porta stessa?
Questo era Superficie.
Tutta la vita del pianeta era situata li dove adesso lui si trovava, al di sopra della terza sfera.
Tutt' intorno la luce era accecante e nel deserto rilevava solo organismi elementari, ma i suoi sensori vedevano lontano... alzò gli occhi al cielo inserendo il filtro solare:era un sollievo rivedere le stelle eliminando la luce diffusa degli strati superiori. Istintivamente confermò uno dei dati precedentemente registrati:a quindici chilometri verso l'alto, in prossimità della quarta sfera, la temperatura scendeva a 60° sotto zero.
Era naturale, pensò, che i superficioriani fossero costretti a vivere sulla superficie del pianeta, lui stesso avrebbe avuto difficoltà a gestire sbalzi di temperatura di cento gradi in poco più di dieci chilometri.
Sempre cercando conferma ai suoi dati abbassò lo sguardo e constatò che a soli quindici chilometri di profondità, la temperatura si innalzava a tal punto da essere insostenibile:circa 300°.
15 km in alto e 15 km in basso e li, nel mezzo ed estesa per migliaia di km quadrati, la vita.
Ma vi era una differenza:la simmetria alto-basso non era perfetta:verso l'alto gli organismi colonizzavano uno spazio relativamente ampio invece verso il basso scomparivano a trenta-quaranta centimetri di profondità. Questo dato non lo ritrovava fra quelli registrati, colpa senz' altro della insufficiente memoria portatile...
Certo la dotazione d' ordinanza faceva un poco desiderare, ma era comunque contento di essere stato assunto come Sentinella;non era un lavoro per fare carriera, ma potevi vedere un sacco di posti strani, come questo ad esempio.
A proposito, come chiamavano i superficioriani il loro pianeta?
- terzo pianeta - pianeta azzurro - terra -
Le tre risposte erano giunte dalla memoria centrale e non erano accompagnate da alcuna spiegazione, delle prime due intuiva facilmente l'origine, ma della terza, terra, non trovava soluzione.
"appena torno corro subito a consultare l'archeoteca" pensò.
Amava molto il suo nuovo lavoro.


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