FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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FARFANNI

Tanino Stella




1


Il Seppia guarda lo schermo, e lo schermo pigramente gli riflette ombre scure e deformi: gli sembra quasi di sentirlo lamentare Non accendermi, non rompermi le palle. Scusa schermo... Palle! Pensa il Seppia, e rivolge in sé la propria attenzione. La stanza è in penombra coi suoi mobili bianchi e lo sfondo azzurrino: colori da ospedale, ha sentenziato spesso il Seppia, che in quella stanza ci dorme. Ed appunto adesso egli considera la situazione, e si industria a porvi rimedio: se dipingessi un ampio smile sul soffitto? Se si guarda uno smile, non si può non sorridergli. Il paradigma del sorriso... Un sorriso tanto essenziale, che ci riporta alla mente tutti gli altri che mai abbiamo visto o speso! Enorme. Giallo! Ma non lo so forse non è una grande idea... Se mai mi venisse a noia come potrei poi sorridere ancora? Palle... Ho un monitor con le palle! Decide che la stanza è adesso, oltre che lugubre, oltremodo silenziosa e dunque accende lo stereo. La musica che ne proviene è acidissima: schegge di suoni rimbalzano negli angoli, i bassi fanno tremare i vetri. Seppia decide di passare il tempo rovistando nel suo armadietto, che non aperto da anni, conserva oggetti e carte che egli tratta come reperti di gioventù. Trova la visiera di un casco e due cornette telefoniche, dei pupazzi di plastica, e vecchi quaderni del ginnasio.Alla fine si imbatte nelle lettere di una sua ex. Cazzo che roba... Guarda che mi scriveva questa qui. Dovevo proprio essere un figo allora! E dire che non me ne accorgevo, questa era cotta. Però io me la ricordo come una stronza! E' strano. Scazzammo a Parigi mi pare, a causa di un certo Menelao... Che puttana! Come ho fatto a dimenticarmene...
E questa? Si chiede adesso.
La lettera che il Seppia si trova tra le mani è su un foglio protocollo mezzo sbrindellato piegato in otto. La calligrafia appare sconosciuta... Inizia con Cara Ella!
Questa non è mia! Si meraviglia il Seppia.
Questa è una lettera di Menelao per lei, che Ella mi diede in pegno quando era ancora cotta, e che cercò di riavere poi, quando era ormai stronza!... Allora non gliela restituii, alla fine: ho un vago ricordo di lotte furibonde, riguardo a questa faccenda... Il foglio appare stropicciato e malconcio: furibonde. Ora il Seppia ricorda: ha lo sguardo fisso sulla lettera e leggermente sogghigna.
Un trofeo, una preda: uno scalpo... Quanti anni sono che non la vedo... Potrei ridargliela 'sta lettera, un modo per rinnovarle il mio disprezzo. Ma no, lasciamola in pace. Preferisco tenermi lo scalpo.


2

Anna è da sola in casa: deve studiare un enorme libro di biologia. L'esame sarà tra un paio di settimane ma lei ancora sta combattendo con sfilze di nomi, che non riesce né a pronunciare né a ricordarsi a cosa cazzo corrispondano.
Lo studio procede ozioso: numerose pause the lo rallentano. Un disco gira sullo stereo tenuto a volume così basso, che Anna ha bisogno di tutta la sua capacità di concentrazione, per coglierne il motivo. Che stronzo il Seppia! Ella pensa.
Figurati se si farà sentire: o se lo scorda, o si inventa una di quelle enormi balle disarmanti. Di sicuro non lo chiamerò io, sta fresco sta.
Se gli interessa sapere della mia festa si facesse sentire!
Che poi tanto, il barcone lo sa qual è... Magari viene direttamente sul tardi. Però così non potrò perlargli a quattr'occhi. Bhe, è perché è stronzo, che non telefona.
Il mollusco rappresentato in sezione e pag. 455, riceve un paio di baffi ed un cappello: un ragnetto già pendeva dal margine dell'illustrazione.
Che stronzo che è. Cazzo. Se non ci parlo prima, quello non appena mi vede con Sigfrido si defila... Ma perché continua a comportarsi come un ragazzino? Perché non si decide a offrirmi nulla, mi avesse almeno mai chiesto qualcosa, di me e di Sigfrido!
Che stronzo! Mica telefona...
Magari si vergogna.
Magari è ora che comincio a prepararmi... Conclude Anna, e comincia a riempire la vasca. Mentre i vapori si diffondono e la schiuma si gonfia, passa da una stanza all'altra procurandosi asciugamani, biancheria e ciabbattine. Quando tutto è a posto, si spoglia con cura e si infila nella vasca. Con graduali sofferenze, si adagia nell'acqua bollente, e socchiudendo leggermente gli occhi, inizia a rilassarsi.
Che mi aveva detto martedì il Seppia? Ha fatto il vago... Ma mi ricordo di averglielo esplicitamente detto, di telefonarmi entro sabato. Se non si prende l'invito, non so se lo fanno entrare dopo una certa ora.
Chissà se si maschera. Spero che non porti nessuno...
Spero che non porti Zebra. Quel tipo mi mette in tesa!... La paranoia che lo assale a qualsiasi minimo evento, la professionalità che ama esibire, anche riguardo a tese del tutto immaginarie. Considera tutto con sufficenza. Che tipo... E' che mi dà ai nervi vederlo sprecare tante energie per i dettagli. E' un perfezionista. E' un esibizionista della pignoleria. E secondo me, a volte racconta un sacco di balle.
O forse è solo che gli sto sul cazzo, magari con altre persone riesce a donarsi di più.
Anna quasi si addormenta, nel tepore della vasca.
Nella stanza accanto un costume da farfalla attende sul letto, giacendo immobile tra ori e svolazzi.


3

Ore 18.35: il Seppia esce di casa e si ritrova nell'atmosfera del pianeta; le canne del pomeriggio lo hanno intorpidito facendolo sentire ora leggero leggero.Affronta viale Atlantico come un labirinto 3D e marcia deciso schivando persone e cartelli, alberi e cani al guinzaglio. Prima di uscire, ha come d'abitudine pescato un tarocco: la carta dell'appeso che ora ha in tasca, lo ha innervosito. Una carta ambigua; per lui indica di sicuro una tesa, ma senza connotazioni precise. Non necessariamente guai: è più un simbolo di movimento astratto, trouble, travaglio.
L'aria è leggermente fredda e umida, luce poca, appena un filo di vento. Il bar del cappuc*cio è a nord-nordwest.
I tarocchi Seppia li tiene sempre sulla scrivania; a volte ne pesca uno uscendo, a volte li usa per girare fischioni: uno tra i tanti attrezzi da kannabista, che spesso scorda in giro per casa. La di lui mamma, sgamando tarocchi in posti sempre più inaspettati, addirittura si tende: sospetta che Seppia le stia imbastendo un maleficio! L'ha vista spesso, contemplare atterrita enigmatiche torri o inspiegabili imperatrici.
Alla cassa c'e la grassoccia, che senza attendere l'ordinazione batte sicura 1200, che tanto sempre e solo una cosa ha ordinato il Seppia in quel bar. La cassiera carina dev'essere ammalata: sono tre giorni che non c'è, pensa Seppia, Questa non ha grazia... Non sembra che abbia voluto farmi una cortesia ad anticiparmi sull'ordinazione, l'ha fatta sembrare quasi un'arrogaza: e che, decide lei?
Anche il ragazzo alla macchina, ha già cominciato a preparare la schiuma, ma oggi il Seppia si sente in vena di giocare: Un succo di pomodoro, dichiara. La grassoccia lo guarda interdetta, il Seppia rilancia: Condito.
Quella di recarsi a piedi alle punte di fumo, è un'abitudine che il Seppia si porta appresso da quand'era pischello. Mi pare strano che fermano uno a piedi, si era spesso detto, e poi è più facile non dare nell'occhio, o buttare tutto.
La mamma è partita stamattina per la settimana bianca, e subito il Seppia ne ha approfittato per organizzare una storia, e per imboscare Plegine... Ed appunto una di queste ha deglutito con nonchalance, proprio un attimo fa. Con l'occhio sempre vigile sul capolinea del 412 che a malapena si intravede dalla porta, il Seppia sorseggia il pomodoro, attendendo che qualcosa cominci a salirgli. L'autiere sta giocando a carte poco distante dal mezzo, sembra che ne avrà ancora per un po'.
Va bene....
Ma era meglio il cappuccio... Ora 'sta roba ci metterà minimo mezz'ora, a salirmi; d'altra parte ogni tanto si deve pur fare qualcosa di imprevisto. Come l'autiere depone le carte, il Seppia si muove dalla sua postazione: si sposta veloce con sicurezza, avendo già calcolato mentalmente il percorso. In tre balzi è a bordo.
La permanenza non è proprio comoda, ma almeno è breve: difatti scende solo quattro fermate più in là. Pian piano sta facendo sera e la luce diventa arancione filtrando tra i gas di scarico: il Seppia si accende una paglia. Sono le 18.55, Ruggero sarà al bar alle 19.00: sono arrivato prima, speriamo ch'egli almeno stavolta sia puntuale... E spero soprattutto che non mi pisci.
Devo chiamare Anna! Vabbè, mò la chiamo.
Che cazzo, perché non arriva? Mai una volta una! Con tutti i soldi che gli do mi tocca sempre di aspettarlo le ore.


4

Zork contempla compiaciuto il quadro-controllo: va tutto perfettamente liscio. La nave comincierà le manovre di parcheggio tra circa mezzora. I dati sull'atmosfera sembrano attendibili, pensa. Meglio ricontrollare, comunque. Qui Zork, Dice aprendo il contatto: Fai ancora una verifica per piacere.
Ok. Gli risponde Xata dal controllo-motori. Saremo in orbita tra meno di due ore... Dove parcheggiamo?
Ci fermiamo sopra l'Europa.
Città di riferimento?
Marsiglia, Praga, Francoforte: verticale di rientro Roma.
Ok... Controllo atmosfera positivo. Procedo ad impostare il computer?
Si va bene, comincia pure.
Zork chiude, e si alza per stiracchiarsi.
Le cartografie più recenti di Terra, risalgono al 1980, data locale. Potrebbe essere anche un problema, doversi muovere con carte così vecchie: effettuato il carico bisognerà che aggiorniamo la documentazione, prima di tornarcene a casa... 1522 anni luce: non siamo nel culo della galassia, ma ci manca poco: però ne vale la pena! Questo triangolo Terra-Plutone-Zarxon, ci frutterà minimo due milioni di crediti.
Potremo rimediare un motore nuovo... Almeno dieci volte più veloce di questo. E poi via, verso mille nuove, incredibili avventure, si entusiasma Zork, e rimane assorto a lisciarsi la probiscide. Poi si scuote.
Speriamo che vada tutto per il verso giusto.


5

Secondo te ci metterà parecchio? Fa Zebra ad un certo punto. Il Liska alza le spalle ma non risponde subito, che è tutto assorto a tarare il bilancia; infine dichiara Adesso lo starà aspettando al bar.
Quello è capace che si fa bere! Non lo so, è che l'ho sempre pensato, che sia sfigato... Non per dire, ma ti ricordi quando ci bevvero a via Nazionale? E quando vi bevvero allo Zoo? E alla via chiusa? E alla Villa?
Ma no, invece ci doveva proprio andare, che non se ne può più di questa storia che lui sta in tesa. Pare che invece se ci vado io non ci sto, in tesa. Secondo me è solo un capriccio: se le deve levare queste tese.
Si Liska, ma se invece fosse vero che è sfigato? Se lo beccano diciamo addio al mezz'etto. Se sta in tesa è capace che faccia qualche cazzata...
Ma dai, starà talmente in paranoia che non lo beccheranno mai: il Seppia non è uno che perde la calma, è solo che riflette a lungo. Per questo va in paranoia, vuole prevedere tutto, ma non si lascia prendere dal panico. Ed è un tesaiolo!
Lo so, lascia stare, lo so.
Il Liska finisce di settare il bilancia: si dedica ora a provarlo, usando sigarette e centolire.
Non c'è la festa di Anna stasera?
Si, Seppia ha detto se vogliamo andare.
Tu ci vieni?
Si. Devo anzi sentire Margie a proposito di una cosa, che ci era venuta in mente proprio per la festa.
Anch'io devo sentire Kassandra, ma ci fanno entrare tutti?
L'anno scorso ci stava mezza Roma su quel barcone... Dovrebbe essere tranquilla... E poi mica che non la conosciamo Anna.
Però io non mi voglio mascherare
Manco io, metti che poi non entriamo... Ma poi da cosa ti saresti mascherato?
Diabolik!
Io da Tekkamen.
Allora da Dylan Dog...
Spillo dice che si traveste da Lemming.
Quest'ultimo pensiero li lascia entrambi assorti. Il bilancia è pronto: sul tavolo ci sono cartine e appizzino, Zebra giocherella col coltello, poco distante dal phon.


6

Alle 19.15 Seppia becca Ruggero e avvengono gli scambi, poi si separano: il Ruggero si volatilizza nel giro di pochi secondi, il Seppia si riavvia, a passo lento per fare il vago, verso la fermata del 412. Con rassegnazione si costringe ad aspettare il bus.
Che cosa può accadere sul bus? Pure se mi fanno la multa mica mi perquisiranno, e al limite la pago subito. Pure un posto di blocco: non possono fermare tutti, uno a piedi non si nota se torna indietro... E come potrebbero perquisirlo un bus? Dovrei stare tranquillo. A meno che non mi stiano già da un po' controllando il telefono! Ma perché ci sono venuto io a prendere il fumo? Bhe ormai ci sono. Mi tocca ballare.
Ad un certo punto una voce che lo chiama interrompe il filo dei suoi pensieri: al Seppia gli salta il cuore in gola! Sua zia lo sta chiamando: avendolo riconosciuto, ha accostato al volo dall'altra parte della strada. Il Seppia resta un attimo impietrito ascoltandosi chiamare, poi decide di avvicinarsi, visto che la zia ha cominciato a dargli giù di claxon.
Ciao zia, che fai da queste parti?
Ciao caro, dai sali che ti do un passaggio: da che parte vai?
Ma no zia, non c'è problema, sto andando a casa: piglio il bus. Ma che dici...
Proprio perché è vicino, che problema mi fa accompagnarti?
Non c'è via d'uscita: bisogna che il Seppia accetti questo passaggio; incrociando le dita sale a bordo.
L'auto riparte di scatto: la tesa è che la Zia del Seppia guida a modo tutto suo, svicolando e claxonando. Poche le speranze di non farsi notare, a questo punto.
Questa settimana che la mamma è partita non fare complimenti eh? Se hai bisogno di qualcosa, di qualsiasi cosa, fatti sentire!
Si zia.
Come ti va? L'hai trovata una ragazza finalmente?
No zia, non ancora.
E' perché sei pigro! Stai sempre a casa, sempre a casa... Ma che ci fai a casa? Dormi? Come fai a dormire tanto?
Non lo so zia.
Alla tua età dovresti uscire tutte le sere, ti dovresti divertire... Dovresti conoscere ragazze, proprio! Perché non vai mai a ballare? Vai almeno a qualche concerto: io lo dico per te! Datti una smossa. E i cugini? Da quant'è che non li vedi?
Non so zia.
La zia continua a divagare, ed il Seppia ogni tanto ad assentire: oramai sono quasi arrivati.
All'improvviso una macchina dei finanzieri gli taglia la strada, immettendosi da destra nel flusso del traffico.
La zia li tampona, e quando il Seppia vede scendere i finanzieri incazzatissimi, dentro quasi si sente mancare... Ma fuori, rimane impassibile. La botta non è stata granché, e la zia è allenatissima a questi diverbi: tiene a bada per un po' i finanzieri, poi gli concede visione della patente e dell'assicurazione.
Mentre il Seppia continua tra sé e sé a urlare bestemmie, tutte le formalità vengono espletate. Un'ultima ramanzina del finanziere, e si può ripartire: il Seppia pensa con soddisfazione a come non sia stato affatto considerato... Un gran culo, nonostante tutto.




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