FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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COMPLIMENTI AL DIO PLACEBO

Roberto Balò




5. 17. Se p e q sono numeri interi dispari l'equazione
xn + 2px + 2q=0 per n maggiore, uguale a 2
non ha soluzioni razionali
L. Vannucci, P. L. Visani

I fognaiuoli del paradiso conoscono bene quei topi bianchi che corrono sotto il
trono di Dio.

A. Breton, P. Soupault


* * *

andavo a caccia di ciclopi
ma non ne trovai alcuno
tranne forse
un'impressione
come di un occhio triangolare
che s'intravedeva in una nube


* * *

sono un'alternanza
un guazzabuglio psichico
un concatenarsi di stati
tra il dio e l'uomo
tra l'alto e il basso
il corto e il largo
sono un'altalena
un arrotolarsi di rosari
il grande occhio
la mente universale
l'idea solitaria

non ho infanzia
né vecchiaia
mi piace l'ombra
quando c'è il sole
e il sole quando è tempaccio
l'arte è variabile
l'uomo è monotono
gli dei imprevedibili

la mia esistenza finisce
dove cominciano le ombre
la mia morte finisce
dove inizia l'uomo
ma l'uomo è morte
e per me
non c'è nemmeno più posto nell'Ade
dove tutti uguali
la vita ci portava

non c'è più nube
che mi trasporti tra i cieli
non c'è più tempio
che mi contenga
io vivo finché qualcuno
crede in me
altrimenti divento ombra

divento ombra
inessenza impalpabile
pagina bianca
fumo
alito di pensiero

divento ombra
orpello della vita
innocuo occhio
delle cose umane
dio-poeta
dio-io
odio dio


* * *

tra mani fragili
di putti alati
arpe di pietra
innalzano
sorde e pese note
al permaloso e volitivo
Onniprepotente
ormai avvezzo al suono
delle sue meccaniche celesti


* * *

non ho ricordi d'infanzia
originali
la nonna che prepara
il pane col vino e lo zucchero
io e mia cugina
che giochiamo nel pagliaio
la giornata con il nonno
a tenere le lenze in acqua
niente di particolare
tranne il vago ricordo
di mia madre che schiacciava
con i denti gli scarafaggi
e me ne faceva succhiare il dentro


MAL DI TESTA

sono ubriaco
(soprattutto di stanchezza)
mi meraviglio
di avere le braccia
mi meraviglio
che anche gli altri ce l'abbiano

poi vedo due tette
due tette bellissime
strizzate in un vestito striminzito
e mi meraviglio di non averle
le invidio
le voglio
(quantomeno toccare)
dio mio che tette
dio mio che tette
amen
appoggiato ad un albero
guardo gambe tette culi sfrecciare
avanti indietro
come gatti eleganti
che non vogliono farsi acchiappare


MAL DI CUORE

sono ubriaco
(soprattutto di stanchezza)
mi meraviglio
di avere le braccia
mi meraviglio
che anche gli altri ce l'abbiano

poi vedo due seni
seni di dea
raccolti in un vestito da regina
ma forse è una regina
una santa
una madonna
(o forse solo una Donna)
mi parla
così bella e intelligente
sono perso
appoggiato ad un albero
guardo le dee sfrecciare
avanti indietro
come abitanti dei campi elisi
che non posso afferrare


* * * (a Francesca L.)

stanotte ho schiacciato
un assiuolo
(o come dicono dalle mie parti
un chiurlo)
dicono che porti male
sentirli cantare
ma a qualcuno
(oltre che a lui)
è andata peggio


* * *

cosa ci potrà fare con queste gambe
una commercialista
che probabilmente capirà poco di ragioneria
ma cosa importa
se si hanno queste gambe
mistero del movimento dei corpi celesti
dell'architettura divina
della statica del sesso
fonti della gravità
dell'attrazione dei corpi
poli magnetici
morbidezza canoviana
cosa importa che queste gambe preparino
buste paga sbagliate

FUCKTOTUM

poiché sforzarsi
di fronte a queste
cool faces
è come andare in autostrada
contromano per 10 km
e non ammazzare nessuno

quant'è buono il whiskey
il whiskey con la birra
un sorso e un sorso
un interessante erezione ogni tanto
che poi non è tanto importante
quando la nostra pelle assassinata
spurga il marciume dei corpi
in coltivazioni estensive di funghi
procurando pruriti inestinguibili

nei solchi di grasse rughe
una gamba da donna
perfettamente depilata
un esercito di bottiglie vuote
e di mutande sudice
fuori dall'armadio
poesie come sparvieri neri
i più belli mai visti
e nei momenti peggiori
alla radio c'è sempre Mahler


* * *

ode
banale mot poetique
maudit en soi même
spesso tediosa
come il reading del Tasso
a Eleonora d'Este
impoltronata
col cuscino sotto il capo

(dantesco svenimento)

da qui
l'infinita utilità
della frase fatta
inespugnabile
occupazione di cellule
fin quando
penna e cervello si scaricano
l'una d'inchiostro
l'altra di materia grigia
saltando i passaggi
- Cartier-Bresson vede
Giacometti attraversare
una strada piovosa -


UNA BELLA SERATA

per quel che mi ricordo
ci eravamo già fatti 2 o 3 Jack
quando arrivammo al Parterre
i musicisti avevano già finito di suonare
e al bar c'era un bel casino
ma conquistato il bancone
ci si parò davanti una visione
che non definire mistica sarebbe un'eresia
una delle più belle donne sulla terra
nera aderente e barista
- uno dei rari segni dell'esistenza di Dio -
disse Alberto

quando poi ci servì 2 birre
e 2 Jack esageratamente alti
poteva anche essere Dio in persona
avrei pregato tutti i giorni
non mi sarei più ubriacato
non avrei più bestemmiato
minigonna cortissima
stavamo lì sperando che le cadesse qualcosa
grande ressa ma il bancone era nostro
poi non potevamo che finire a parlare di Bukowski
Miller o chi altro


* * *

120.000 £
e certo che pare
che aspetti solo te
Prof. Dott.
Professore Associato di Clinica Dermatologica
Università di Firenze
ha tutto il suo tempo
a mia disposizione
in pratica 10 minuti
per ascoltarmi - caro Moretti! -
e visitarmi
e annusare il suo alito schifoso
e non essere d'accordo
con la cura precedente
che evidentemente
non ha dato risultati
120.000 £
e bravo
nel suo austero gabinetto medico
con l'Arpia-Moglie-Segretaria
che incassetta le centoventi
per comprarci le stampine di Bueno
o di Maccari o qualche sbavato acquerello
da attaccare in anticamera


* * *

il cielo è affollato
di anime callose
dalle mani grosse
e i nasi rossi
poco leggiadri cherubini
angeli pesanti
bizzarre figure trippute
sporche di nero e sangue
gli abiti incollati alla pelle

dio è rimasto sulla terra
dio è incarnato nella storia
temete dio
e sudate nella sua terra
nella sua storia

e ancora
- maledetti dei -
ci vedrete specolare
da una qualche elevazione
e ci lanceremo in battaglia
come musulmani
col petto in fuori
in cerca di morte
o
piegati sudati
sporchi sepolti
con lo sguardo al cielo
rabbioso ghigno
contro l'occhio triangolare


PAROS

declinammo l'invito
ad adorare l'alba
raggiungendo il monte
a dorso di ciuco
guidati dal pastore
e calcare le rocce
tra cacarelli di pecora
ed erba secca

declinammo l'invito
e il pastore
si scordò di noi


* * *

cantami o diva
ch'io t'uccisi sì
ma per sbaglio
per un colpo partito
per una disattenzione
per una noncuranza
cantami adesso divetta mia
cantami che n'ho bisogno
cantami dalle tue labbra
e le tue gote spumose
e i cigliatissimi occhi
il biondo crine
in volute molli
mani e braccia
di bambina appena cresciuta
sweet fourteen
sing me o diva
cantami in sottoveste
cantami in accappatoio
in vestiti alla marinara
in abito da sera
in tacchi alti
in scarpe da ginnastica
cantami o diva
di seta celeste
in spiagge rocciose
in notti lunose
baciami o diva
in punta di piedi
prendimi il volto tra le dita
imponimi il tuo anello
fatti di nuovo guardare
di nuovo toccare
di nuovo naso mio
di nuovo fronte mia
tristallegra
morbida diva
dai soffici fianchi
cantami o diva
porca puttana
che la tua voce
punga le mie orecchie
che le tue cosce
stringano la mia lingua
che i tuoi piedi
calpestino la mia bocca
che i tuoi seni
soffochino il mio volto
cantami ancora
come una volta
con le dita tra i capelli
cantami dai sogni
dal fumo
che sempre più t'aspiro
dal polmone
dal fegato
dalle cellule
cantami o diva
dead diva
killed diva
sing me goddess
shooted by a mistake
cantami o diva
uccisa da uno sbaglio

* * *

mi tagliano i capelli
e sotto c'è un teschio
pieno di frattaglie
buone solo
per una soprassata



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