FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL DIO PLACEBO

Roberto Balò




Oggi, oggi, oggi
si celebrano le nozze regali.
Era questo lo scopo per cui nascesti
tu che eri destinato alla gioia da Dio,
e per la gioia di Dio designato?
Puoi dirigerti, quindi, verso i monti
su cui sorgono tre maestosi templi,
e di lì meditare tu stesso sopra le cose umane

(da LE NOZZE CHIMICHE DI CHRISTIAN ROSENKREUTZ
di Johan Valentin Andreae)


OLIMPO

l'immersione in queste onde
che non smettono mai d'infrangersi
e danno il mal di testa
basta mare
ho il cuore di uno scoglio
e il cervello cespuglioso
a cosa servirà
rinchiudersi in un cubo
al centro dell'isola
a cantare alla fonte
dove Era rinnova la sua verginità?

rendetemi gli dei
slegateli dalle rupi
fateli uscire dai vulcani
indicategli la strada dei boschi
aprite gli otri
i vasi
le conchiglie
setacciate i mari
scovateli tutti
ch'io possa innalzare colonne
come sbarre
per rinchiuderli
ché non escano a fare danno

l'Olimpo
vuoto e silenzioso
si tinge dei colori degli occhi
e le impronte dei corpi
restano impresse nelle rocce
mentre una luna azzurra
segue i sentieri tra i campi
fino al mare
ad una spiaggia nera
rischiarata dalla schiuma
unico suono
l'onda sui ciottoli

liberi i numi
scorridori dei cieli
infestano le menti
oscurano le parole
e non si può più leggere la musica
e le colonne crollano
lasciando scie di vertebre


MICENE

sulle mura di Micene
avevo davanti la finta
infinita valle
e meditavo sulla forza dei massi
alla ricerca di un'incontenibile
mestruazione poetica
che sorgesse dalle pietre
per lavare di sangue
i pascoli e gli olivi
e annegare i tedeschi
che s'inerpicavano
coi tripponi sudati
verso i leoni acefali

ho una mia foto
alla porta Nord
un rettangolo di sassi
archeologicamente insignificante
rispetto al resto
ma io ero lì
emulo Indiana Jones
con lo sguardo obliquo
omaggiante gli autoctoni
che in verità erano ben pochi


ARTEMIDE

mai nome fu più azzeccato
dea della caccia
(con la i o senza?)
dea dei selvaggi boschi
terrore di ogni preda
predatrice astuta
non mai vinta

i capelli arrossati dal
cuore schiantato
delle tue vittime
le mani unghiate
per una stretta sicura

di pelle verde ricoperta
nascosta tra le fronde
ripari dal sole
i tuoi occhi magnetici
tramutanti come di Circe

non siamo che maiali
ai tuoi piedi
rinchiudici nello stabbiolo
e permettici di strofinare
i nostri luridi nasi
almeno una volta al giorno
sui tuoi sacri Levìs


MANIFESTO

un sistematico assassionio di Muse
la poesia ermetica è questo
continuo celarsi di verità relative
promanate da colui che
TEMETTE-GERMI-ROSSI
e che tra l'altro
probabilmente
non è mai esistito


* * *

nella torre d'avorio
dei santi del male
lavorano
indefessi
i giorni e le notti
spostando cubi
da una parte all'altra
della scena
e stanno
magici segnali
in attesa di partire
anche se il tempo corre
lasciando bave di sabbia
sui corpi
tormentati
dai dolori
trafitti
trasportati
da insonnie diurne
perché si riesce a vivere
solo di notte
quando gli altri
dormono anche fisicamente
e nessun sogno li turba
e noi vampiri
maghi
streghe
licantropi
mostri dall'alito marcio
e dagli occhi neri
cerchiamo di incontrarci
di toccarci
noi rifiuti
noi eletti
rifiuti eletti
della modernità


EX LIBRIS

sono stato
ad un reading di poesie
ottima serata
belle poesie
vino porto gin...
toccante spettacolo
ambiente accogliente
affabili personaggi
(anche se troppo astemi)

poesia amore musica
colte dotte alticce
citazioni
riparliamone
si! riparliamone
il galateo
il secondo fine
il terzo fine
il quarto incomodo
viscidi abbordaggi
saluti e baci
poi
dai tetti
scendo
le scale
e vado al mio motorino
sulla cui sella
come fradicio fiore
campeggia
ostentatamente altera
in pieno centro
grossa e liquida
cacata di piccione
lentamente
estraggo il mio kleenex
e smerdo accuratamente
per raggiungere
il nero della pelle


ORACOLO

sul retro fronte
latteo erratico
sfilano le immagini
degli amici poeti
in continuo cercarsi
ed abbandonarsi
chissà perché
lasciano tutto questo spazio
e tutto questo tempo

si promena per l'Olimpo
il divino Max
dantescamente nasuto
con l'aria ridente
arcigna irata
sognante
con alte grida
sempre pronto
a squassarti l'anima

Pablo zaino in spalla
in partenza sempre
verso l'acqua
verso il sole
verso il picco dell'amore
il più on the road
il meno pazzo
il più lontano
il meno solitario

piegato indietro
sotto il peso
di una bottiglia
Ulisse si sporca
la barba di birra
e canta dolcissimo
bacchico sileno
su 12 tremolanti corde

quieto inappuntabile Stef
adagiato in un angolo
sornionamente guata
e registra
una mano nell'oro del sax
l'altra tesa
verso di me

con la mosca sotto il labbro
montaleggia Greg
sandalato
potenziale buddista
mistico assassino
di leggende
si staglia nel sole
sagoma indecifrabile

in continuo cercarsi
...
chissà perché
...
questo spazio
...
per volersi basterebbe...


CASABLANCA

in questo pub
c'è ancora la bottiglia del seltz
come quelle dei film(s)
per tenere a distanza i maneschi
e rinferscare le idee alla teste calde
le ventole al soffitto
e un triste e cencioso Bogart

non arriverà mai l'ex
e non c'è nemmeno
un alleniano Sam
per suonare ancora
chissà quale canzone
e gli Avana
con questa umidità
non tirano più
e la Guinness è troppo scura
per vederci attraverso
e la schiuma lascia
l'impalpabile amaro
di un risveglio


* * *

3 settimane
su un altro pianeta
con le scarpe sciolte
che mi aiutano a pensare
e la birra sfortunatamente
non è tutto quel che c'è

facile
accendersi una sigaretta
dopo l'altra
(con quanto costano)
accompagnarle con una scura
sentire il tlac delle monete
vinte alla slot
che scrolla le sue luci
e il brush delle voci

c'è altro

l'intorno nemico
l'indefinito assassino
che spenge le sigarette
e prosciuga i bicchieri


* * *

la ricciola bionda
che fuma col bocchino
e non aspira nemmeno
il culone della vecchia
che strabuzza dallo sgabello
il sigaro rullato
i cessi puzzolenti
con la macchinetta dei preservativi
rotta da 3 settimane almeno

siamo qui per sprecare il fiato?
per pensare a quale tasto pigiare nella slot?
o a dove buttare la palla del flipper?

l'idiota di turno
sempre presente
in qualsiasi luogo
in qualsiasi forma
proteico essere
sfruttato schiavizzato
tollerato

non toccate la mia birra
devo andare a pisciare


4. 5. 45.

mi trovavo in uno di quei localetti
finto-notturno
dove sul listino-prezzi
appaiono dei cocktails favolosi
che poi si rivelano
regolarmente autentiche brodaglie
quando da un gruppo di 4 o 5 persone
tra cui anche un paio di donne
si levò contro di me un fitto lancio
di noccioline salatini e pistacchi

un attimo per guardarli in faccia
estrassi la pistola
5 colpi e poi silenzio

soffiai il fumo che usciva
dalla canna della 45
e sorseggiai con calma
l'acquosissimo martini
che il cameriere
mi aveva prontamente portato
dopo la scaramuccia

ormai non mi chiedo più
perché gli stronzi vadano pestati
li schiaccio e stop

e questa fu l'ultima volta
che filosofeggiai sull'argomento
avevo altro a cui pensare
il vecchio Frank usciva dal juke-box
e una biondona sicuramente tinta
ma con tutte le sue cose a posto
si era appena seduta accanto a me
e...


MAD HOUSE

Jurassic Park
un film che mai vedrò
ma che conosco a menadito

in questo manicomio
pazzoidi schizzofrenici
criminali idioti
out of mind
la folie
le fou
la tour foudroyèe
il cervello in pappa
i nervi già sottili
non reggono più
non dovrei più scrivere
e calmarmi
oh yeah


LA SCUOLA DI VIENNA

quando non c'è più rabbia
si diventa delle palle di cavolo
depressi di nervi
inventati da Freud
per qualche marco in più


A PIERO

ti potrei dire
"non sai cosa perdi!"
mi potresti rispondere
"non sai cosa perdi!"
le rispettive esperienze
non contano un cazzo
ognuno la sua
ognuno la sua tristezza
ogni tristezza a suo modo
ognuno i suoi guai
ogni guaio uguale
nella sua enormità
ognuno sa quello che perde
e ognuno sa quello che trova
ma non è questo il problema
il problema è che è sempre lo stesso
non cambia un cazzo
il problema è che non cambia un cazzo
bisognerebbe rifare tutto daccapo
e anche così al 99%
non cambierebbe un cazzo

alla prossima


* * *

segnano le sigarette
le ore della giornata
infangato nei bar più economici
a strozzare amari e stravecchi
e guardare con l'occhio strabico
il rosso che incenerisce la sigaretta
e pagare
e ridere delle batture dei vecchi alcolizzati
che si offrono a vicenda
i giri di vino
osservo la grazia
del barista
come sblocca il filtro del caffè
lo sbatte con tonfo sordo
tlac riempie di polvere
vruuumm l'acqua sul caffè
poggia il bicchiere sul banco
e versa la grappa tlin
il cucchiaino sul piattino
e prendo la penna per correggere
mi blocco lascio un po' di spazio
e ripenso a quando andai al cinema
con un compagno di scuola delle
elementari e i suoi genitori che
erano in crisi e dovevamo
prendere il taxi e non lo
prendemmo e andammo in bus
e sarebbe stata la prima volta
che avrei preso il taxi e ci
sarebbe piaciuto tantissimo
chissà che fine ha fatto


* * *

le natiche fasciate
nelle stoffe elasticizzate
le coscette che sporgono
dalle gonnelline ascellari
mi ubriacano
e mi ritrovo a vagare
in un sabato pomeriggio
tra le strade affollate
da cittadine dell'hinterland
calate nel capoluogo
in tenute da caccia grossa
sfilano impettite tiratissime
e strappano gli occhi
a chi incrocia il loro cammino

quelle che non cacciano
sono ancora meglio
ormai soddisfatte del loro maschio
che gli cammina accanto
con i bicipiti che sporgono
dalla fruit aderente
senza un pelo fuori posto
sennò l'equilibrio crolla
e gli sguardi
non sono più gli stessi

mi fermo un attimo
a pensare a ciò che sto facendo
e mi sento idiota
con tutti questi che
mi si strusciano addosso
e vedo muovere le bocche
incessantemente senza capire una parola
TACETE per un secondo
voglio sentire il rumore
del mondo che gira
ma sono ormai saturo
di colore di suono di stoffa
di nauseabonda eau de toilette
FERMATEVI
non muovetevi
sceglierò chi deve restare
e chi deve crepare
sarò io stesso ad occuparmi
delle esecuzioni
sarà solo un piacere
l'attesa di godermi coloro
che dovranno adorarmi
e ringraziarmi per averli scelti
e faranno sacrifici animali
in mio onore
e mi ricopriranno di doni e...

...e non resterebbe
che cominciare a sparare nel mucchio
e lavare le strade di sangue
per godermi un tacco a spillo
e sbottonare un baby-doll
ed affondare la faccia
nella carne profumata


* * *

stasera
dopo una buona dose di vino
ho fatto il giro dei bar
della sera
sono andato ad amari
montenegro
potevo andare a grappa
ma sono andato ad amari

è triste vedersi ubriachi
nelle vetrine dei bar
con la testa smezzata
negli specchi
dove stanno in splendida mostra
le bottiglie
e le bariste
bottiglie e bariste
e ti perdi nella testa smezzata

e quando mi sveglio
c'è una biondina
bruttina anzicheno
con la faccia butterata
che mi guarda
e io capisco di essere ubriaco
e l'uomo che è con lei
beve una lemonsoda

che uomo di merda
ma intanto
se la tromba

lei ha una giacca verde
io il mio giubbotto
di pelle nera
ed ogni tanto
mi tira un'occhiata

mi piacerebbe tanto scoparti
anche solo per far dispetto
a quello della lemonsoda
si vede che hai
una faccia triste
insoddisfatta
c'hai pensato anche tu
di scoparmi
inconfessabile desiderio

ti troverai un cazzo
tra le cosce
che non t'appartiene
un cazzo al limone
ma è così
io non avrei mai
il coraggio di dirti
"trombiamo"
e tu non avresti mai
il coraggio di rispondermi


* * *

spalmato sul letto
con un libro
una giornata in casa
leggere mangiare dormire
esistenzialismo spicciolo
non succede niente
e quindi non ho niente da raccontare

potrei parlare d'amore
che è l'unica cosa che c'è
anche se non succede niente
ma non ne ho voglia
è un argomento palloso
fritto e bollito
non se ne può più
per diversivo
domani
passerò la giornata a bestemmiare gli dèi
così per sport
qualcuno lo beccherò di sicuro


* * *

ho pianto
30 anni dopo la morte di Kerouac
ho pianto
davanti alla serenità di Ginsberg
Allen con l'occhio destro
semisocchiuso dietro gli occhiali
adesso con la barba corta
e con i pochi capelli
che gli sono rimasti
una placida rabbia
una calma violenta
con un sorriso arrestato
rinchiuso in manicomio
con un sorriso
vorrei essere a Parigi
dove la danza di Matisse
con le coscione lunghe
le ballerine opime monocrome
a Firenze
le sfumature del fuoco dei barboni
a Frisco
dove c'è tanta musica
e tante ragazze
con il culo stretto nei jeans
e le tettone che s'intravedono
dai bottoni della camicia
labbra rossissime si schiudono
alitate di birra
qui dove sorseggio un amaro
e il barista oggi è la persona
più triste del mondo


SCRITTA UNA NOTTE SU UNA PAGINA BIANCA
DELL'ANTOLOGIA DI SPOON RIVER

i buoni sentimenti
le tette nude
donne che si toccano
ed è tremendo
quando sono al cesso
che mi vengono
dei versi meravigliosi
ed ho solo topolino
e non una penna
e quando tiro lo scarico
mi sono già dimenticato
come quando vomito
la colazione la mattina
e 5 minuti dopo
ho già ripreso il caffè
e acceso una sigaretta
e penso che devo muovermi
che Paolo aspetta
cosa aspetterà poi
magari non c'è nemmeno
così è infatti mi dimentico
che è giovedi e lui non c'è
e dimentico di aver vomitato
bevuto il caffè fumato una sigaretta
e me ne accendo un'altra
dimentico
dimentico
ma a volte ricordo anche
ed a ricordare si sta male
preferisco dimenticare
e quando rivomito
mi sembra sempre al peggiore
perché non ricordo le altre
e non ricordo
tutte le tette che ho visto


LA FINE DELL'AVANGUARDIA

dada è morto
dada è vivo
paura surrealistica
mente cubiforme
con gli spigoli appuntiti
che fanno molto male
la fantasia è morta ammazzata
la fantasia non è mai esistita
mi esprimo per immagini
racconto stupri
e violento puttane col nasone
e con la fica secca
l'attrito è doloroso
l'attrito è doloroso
l'espressione del volto
distorta in onde concentriche
la smorfia di godimento
o di orrore
è un fiore di loto
variamente articolato
variamente mutilato
la testa spiccata di Iocanaan
continua a profetizzare
che tutto finirà
ma chissà come finirà
in questa selva
di surreali segnali
che non simbolizzano un cazzo


L'INIZIO DELL'AVANGUARDIA

è tempo
ch'io torni sull'Olimpo
ad ingozzarmi di cibo sesso e vino
e a sputare noccioli di olive
in testa ai fedeli
che li prenderanno
per segni divini



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