FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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CYBERPOESIE

Mauro Zappia




PAGE UP


Sul quadrante della tastiera
un embrione di speranza
ucciso in un Plop
freddo, improvviso.

E nella scheda-audio
il lamento disperato
di un lisergonauta
distrutto, alcoolizzato.

Incontro un linker
col gelato,
cybercorpo corrotto,
amore condiviso
18.243 visitatori
ed ovunque ed in nessun posto

una page up

per ricominciare.




AROUND THE NET


Siamo il logos che scaccia
immagini centralizzate
e crea la distorsione.
Senza sensi di colpa
abbandona

la casa
la famiglia
il capitale

ed alberga nel Provider.

"LOGIN, cazzo", dico.
"PPP Disabled",
il terminale risponde.

Aspetto di bere
dai bui fluidi dei corridoi
rediallando a tappeto
e percorro a tentoni
i quattrometriperquattro
tastando i muri
le shilouette che s'adombrano
baciandosi e cospargendo di umido
lo spazio realmente sospeso.
Sto male
poeta fuori
la porta del Tempio
sordo alle urla
del capufficio
dei chiacchiericci
dei vagiti
dei rumori delle Fiatauto;
il viscido risucchio
sussulta nello stomaco
o di quel coso che ne resta
"Fatti forza poeta.
Stammi a sentire e guarda
quanto è grande il tuo schermo N.I.!
Dio quant'è grande e ci puoi
godere tutti i siti WWW di questo mondo.
E quanto vai forte nelle sessioni Telnet
ci puoi chattare alla grande
permettendoti di
mandare affanculo
tutti i pivellini della Rete.
Falli continuamente ploppare, poeta,
quegli stronzetti borghesi
e tutte le f si slabbreanno
per parlare con te.
Sei un Grande Cazzo, poeta.
Forza resisti ancora un po'.
Sei il Grande Cazzo della Rete,
tutti dovranno fare i conti con te
prima o poi.
Dio, sei forte poeta
sai sbalordirci tutti
se solo digiti sulla tastiera"

LOGIN h 01.14.53

(Io sono il Nulla,
sono il Tutto,
sono il Dio.
Ora sono nella Rete)





CYBERSEX


Pedina stanca sul divano,
il piccoloschermo
dei nostri desideri applicati
ad numero delle Bahamas
anche stanotte
celebra le pornodive
spettacolari sirene del Potere
educatrici di sesso convenzionale,
coiti interrotti da pochi spot.
Non riesco più a sognare,
a far valere
la fantasia del sesso
di quando ero giovane e magro.
Laido ciccione, sporco di birra
plaudo
inesorabile consumatore
alla Rappresentazione,
e mi spello le mani
ed osservo il mio glande
irretito da storie
perfette
e ben costruite.
Ho bisogno d'altro.
Ho bisogno di bere acido
dal mouse
e la mano ungolata
mi spinge nel proscenio.
Chiudo gli occhi
e chatto da pazzi,
vittima dei miei carnefici
carnefice di vittime occasionali.
Orgasmi lunghi ore e notti intere,
digitando amore on line
libero, incondizionato
sesso virtuale
amore della mente.



SPERANZE VIRTUALI


Lo specchio non vedrà

che un corpo
trasformato in lombrico
ruminante nell' umida terra

e una testa
fermento d' albe confuse
dilaniata da vaghe speranze

E l' immagine
simulacro lucente
di zerovirgolaventotto pixiel

proietterà questo probabile
Ego telematico
risorsa di rete nella Rete

Allora il monitor
ingloberà la T.V.



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