FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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IL CORVO

Fernando Figoni




Un vecchio camminava sulla neve in una triste giornata d'inverno, un debole sole faceva luccicare i campi imbiancati alla sua destra ed alla sua sinistra. Un Corvo volava nel cielo attorno a lui, ogni tanto gracchiava e sbatteva le ali. - Corvo, strana creatura, che fai nel cielo, aspetti forse la mia morte? Il Corvo cessò di gracchiare; la neve cominciò a fioccare, lenta dapprima poi più veloce, il vento sferzava il viso del vecchio, ed il cielo diventava sempre più grigio. Il vecchio era stanco, vide un tronco d'albero e pensò - Mi fermerò per un momento al riparo di quel tronco, solo per un momento mi fermerò. Il vecchio si sedette sotto l'albero. Ad un certo punto vide tra i fiocchi come un turbinare di luci, che si componevano e si disgregavano di continuo; poi una figura vestita di bianco si avvicinò a lui. - Sei stanco, vecchio, vero?
- Oh sì, molto stanco.
- Vieni con me e potrai riposare in un luogo migliore, io sono un emissario del Signore, guarda il suo paradiso! Ed il vecchio vide il mondo giovane sotto la luna ed alberi dalle foglie d'argento crescere alla luce di un sole d'oro. E bianche case nel sole. Il gracchiare del Corvo spezzò la malia del giovane in bianco. Disse il vecchio - Corvo, strana creatura sei anche tu forse un alato messaggero? Il Corvo gracchiò.
- Guarda, disse il giovane, il Nemico manda i suoi neri corvi per rapire la tua anima, attento a te! Il Corvo gracchiò di nuovo.
- Fa sì che ti mostri ciò che ti vuol dare e vedrai la falsità del suo spirito; egli ti aspetta per divorarti il cuore.
Il Corvo gracchiò ma non si mosse. Il vecchio vedeva solo il mulinello dei fiocchi. La neve fioccava e già le gambe del vecchio erano coperte di bianco. Disse il vecchio: - Hai parlato ed io ho pensato, giovane. Che il Corvo divori il mio cuore, abbia la sua ricompensa perché mi ha aspettato ed io morirò sotto gli occhi di una creatura di Dio. La neve continuava a scendere sul vecchio che non parlava più. Poi smise di nevicare, il Corvo ed il giovane stavano fermi in silenzio vicino al corpo del vecchio. - Il tuo re ha un ben strano messaggero, Corvo, ma potente e tenace, dunque ho perso! Ed il Corvo parlò
- Vattene Samael, non c'è altro da fare per te qui. Perché vedrò la sua anima al cospetto di Dio. Il giovane sparì ed il Corvo rimase a saltellare gracchiando nel bianco della neve.



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