FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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LA NONNO DEL BRANCAPUSAGIO

Damiano Molinari




Il Branca puzzava di sassi, di chiodi, di bistecche secche e di prosciutto cotto equino del pianeta Zuccotto.
Pungi, avendo capito ormai che lui era imbattibile era talmente scemo da volerlo battere lo stesso.
Lui era così scemo che non c'era nell'universo uno più scemo di lui. Era talmente scemo che ogni tanto non camminava perché si dimenticava che aveva i piedi, e questo era veramente da scemo perché lui non aveva i piedi. Al posto dei piedi aveva due cosi grossi come bistecche con 5 dita e 5 unghie; in pratica aveva due piedi, solo che le dita erano tutti intorno alla bisteccotta, come una girandola, e le unghie erano tutte una sopra l'altra su un dito solo. Questi due falsi piedi si chiamavano "i Pungipiedi fasulloni".
Il Branca però aveva Talento. Se l'era mangiato 100 miliardi di anni prima ad una festicciola per esseri infiniti.
Lui era tanto triste allora perché alla sua festa non ci era andato nessuno, e lui si era potuto mangiare solo Talento, che era l'unico coione che c'era andato.
Nel frattempo a 50.000 chilometri di distanza le ascelle di Labulo erano morte. Porca vacca! Pensò Labulo. "sono disascellato, sono fottuto. Sono ridotto come un porco morto!".




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