FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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BEOTI GLI ULTIMI

Alessandro Canale




TOILETTE

M'incontro malvolentieri
appena sveglio.
L'occhio è bovino,
la forfora che cade
mi ricorda Natale.
Sanguina un premolare.
Ne esco depresso,
non riscuoto successo,
nel cesso.


JUST MARRIED

La sposa era bruttissima,
lui pure.
Seppelliti dal riso
lì all'uscita
(l'ironico non certo il vegetale)
non presero male
neanche le battute più sozze.
E partirono lieti
in viaggio di cozze.


CAMPIONATO ITTICO

Il calamaro
tra i pali è guardingo.
La vongola avversaria si fa strada.
Sgusciando dribbla un gambero
a ritroso
e crossa,
superando un pesce spada.
Cicca l'aggancio un sarago,
il pericolo s'appresta.
Invano i suoi tentacoli
protende il portiere.
E' battuto da un polpo di testa.


AVANCES

Armida
non coglie
le erotiche allusioni
dei miei epigrammi.
Marziale non la solletica
o è sessualmente ermetica?
Se la strofa criptica
non porta alla scopata,
approccio più diretto.
Una rima baciata.


SPùN RIVER

Che fine ha fatto mai
Toni Astarita...
Perché non canta più
Mario Tessuto...
Le voci di lontane pomiciate
sparite
morte
spente
fine,
andate.
non è che meritassero qualcosa,
non li ricordo certo con rimpianto.
Mi scoccia che un momento
solo loro
ed il momento dopo
avanti un altro.
Ma è un fatto più di vita
che di dischi.
Però talvolta un dubbio mi reprimo...
è morto Franco Quarto?
...e Franco Primo?


DEBACLE

Delusa, lei
risbatte nel tiretto
il suo scudiscio.
Nell'angolo
riinfilo le mutande,
alla rovescio.


CONSAPEVOLEZZA

Dai consuntivi della vita
elimino il paragone.
Meglio la proporzione,
più ironica e sottile
(non stimola la bile).
Serve un esempio
a chiarire l'arcano?
Wess sta a Ray Charles
come io sto a Flaiano.


DEPRESSIONI 1

La vita è un film
che non mette
di buon umore.
Manca il lieto fine.
Il protagonista muore.


BLACK OUT

Gli asparagi
abbandonano i legami
favoriti dall'oscurità
totale.
La braciola
stremata dal letargo,
stravacca
sopra il pesto andato a male.
Estingue lentamente
la limanda,
si scuotono dal torpore i sofficini
e spirano,
nei fondali profondi
dove annegano i secondi.
Da un calo di tensione
non può salvarsi niente.
Tutto è portato via
dalla corrente.


LISTA D'ATTESA

Rimpiango quegli agosti anni '60
con quel loro sapore di canotto.
La vetta dei dilemmi esistenziali...
lemarancio o gelato col biscotto?
Regnava un disimpegno balneare,
la bandiera se rossa c'incazzava,
perfino il lato estetico era al minimo,
arrapavano i sandali alla schiava.
L'andazzo riflettendo era terragno,
la Sardegna era una pena militare,
il cocomero andava col tassello.
Io a Ladispoli, confesso, andavo al mare.
Rimpiango quegli agosti terra terra,
sbracato qui in attesa per Linate.
Mai più tropici esotici edonisti,
al massimi in Abruzzo st'altra estate.


DOPOCENA

Poggiato sul bidè
metto un Adelphi,
rosa che fa pandant
col bagnoschiuma.
Invece ai piedi
della Zucchi in piuma
ci sparo il tomo blu
di Ceronetti.
Flaubert che è grosso
lo mollo sul divano,
ma aperto in mezzo
che mi fa più fico.
Sopra il comò
c'è Stefano D'Arrigo
ed il Focault...vabbè
lo tengo in mano.
La cultura di massa
la sfrutto per la sveltina.
Leggere non serve
basta la copertina.


NATALE

Col ventinove
Armando
ha fatto tombola.
Io andavo ancora
per una cinquina.
Rifletto sul ritardo
esistenziale,
levando i ceci
dalla cartolina.


CEAUSESCU

La nostra ideologia
annaspa
sepolta dal crollo di un muro.
Cadono statue bulgare
divelte a colpi di raspa,
come i busti rumeni.
Noi,
Italici comunisti scemi
ci freghiamo le mani
estranei al coprifuoco.
Contenti una volta tanto
di aver costruito poco.



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