FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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BENI

The Spy




"Ma come aveva potuto fare una cosa del genere?"Il professor Beni continuava a domandarselo, era immobile sulla sua potrona di fronte al suo vecchio telefono a muro che, lui lo sapeva, non avrebbe mai squillato. Ripercorse mentalemente per l'ennesima volta tutti i fatti accaduti e tutte le emozioni che aveva provato durante la giornata Si era alzato come tutte le mattine alle 6:30 svegliato dalla solita voce di RadioMaria. Dopo aver bevuto il suo latte, come sempre lasciato raffreddare quel poco mentre leggeva le ultime notizie, si era preparato per andare a scuola. Aveva sceso i soliti 37 gradini che lo portavno nel cortiletto difronte a casa, come sempre aveva notato che il 17esimo gradino era un po' più rovinato degli altri. Arrivato sul ciglio della strada aveva cercato la sua auto guardando prima a destra. poi al centro ed infine a sinistra (come d'altronde gli pareva il metodo più razionale), con rammarico aveva notato che la sera precedente non aveva scelto il miglior parcheggio tutto sommato in quanto la traiettoria per raggiungerla, seppur movendosi diagonalmente, era di sicuro più lunga di quanto sarebbe stata se avesse scelto l'altro parcheggio. "Chissà a cosa stavo pensado ieri sera" si era detto con un tono ironico, infatti lo sapeva benissimo: come sempre stava pensado al Gobetti, un pensiero fisso. Quel disgraziato minorenne irrazionale voleva sempre competere con lui, pensò, gli faceva spesso fare delle brutte figure davanti a tutta la classe, e non poteva nemmeno dargli un 4 secco come faceva con gli altri perché sapeva che il preside lo teneva di buon occhio e avrebbe sicuramente controllato il compito, ovviamente senza errori. La sua matematica non si discuteva, razionalità ecco quello che ci vuole! Il Gobetti andava solo ad intuito, sapeva le risposte senza aver controllato tute le possibilità. E sempre risposte giuste!! Era questo che lo faceva più arrabbiare tanto da non dormire la notte. Il suo pensiero tornò agli avvenimenti del giorno... Dopo aver notato che stavano rifacendo la facciata del palazzo di fronte ed era salito in macchina. Quindi calcolata la quantità di benzina rimanente nel serbatoio accese il motore e si avviò verso la scuola. Ormai erano 18 anni che percorreva sempre lo stesso vialetto, gli stessi tornanti, 6 chilometri 24 metri e 34 centimetri se il suo posto fosse stato libero, ma era sempre libero. Durante le due ore che aveva trascorso a scuola aveva restituito i compiti, gli studenti lo sapevano, infatti restituiva i compiti sempre dopo 5 giorni. Gli studenti sapevano anche che avrebbe consegnato poche sufficenze, che si ricordi a memoria di studente non aveva mai consegnato più di 4 sufficenze per compito. Lui non badava a queste voci, lui aveva sempre giudicato i compiti secondo il suo criterio e chi si era meritato la sufficenza l'aveva sempre presa, anzi lui sosteneva spesso di aver consegnato tutte sufficenze una volta. Ormai Beni odiava la scuola ed odiava andare in 4a dove sapeva che in prima fila l'aspettava il Gobetti con le sue domande impertinenti e irrazionali. L'odiava proprio con quel suo doppio mento e quel suo fare da saputello. l'interrogava tutti i giorni perché l'unica cosa che lo faceva divertire un po' era vedere il Gobetti in piedi, con quel suo corpo di gran lunga sovrappeso e quelle sue gambe più corte del normale.. "è un mostro" pensava ogni volta. Dopo la scuola era salito in macchiana e, dopo i suoi soliti calcoli altimetrici, era partito per i tornanti quando all'improvviso se lo era trovato di fronte.. "IL GOBETTI" aveva pensato ad alta voce, che camminava sul ciglio della strada, ed aveva iniziato a calcolare "dunque un corpo di circa 3 quintali che viaggia circa a 50 km/h si scontra con un corpo di circa 100 chili praticamente immobile, lo può spostare di circa 2 metri? SI, come no? Tu che ne pensi Gobetti?"... ecco lì si offiscavano i suoi ricordi, si era poi ritrovato vicino a casa, aveva parcheggiato dove gli era sembrato il posto migliore ed aveva notato delle strane macchie rosse proprio sul cofano della sua vettura... Ed ora era lì e pensare a tutto questo... non c'erano più dubbi aveva investito il Gobetti con la sua 131, aveva commesso un crimine. Prese il suo giubbotto e scese i soliti 37 scalini, non si soffermò neppure a contemplare il 17esimo, però una volta sulla strada notò con disprezzo per se stesso che neanche stavolta aveva scelto il parcheggio migliore "Al diavolo!!" disse, e per un attimo si sentì sollevato di un peso. C'era abbastanza benzina e partì ancora verso la scuola... era la prima volta che percorreva quelle strade al buio. Arrivò nel punto esatto dell'accaduto ma se ne accorse solo qualche secondo dopo. Abbandonò l'auto in salita e corse a vedere giù dal burrone. Scrutò sistematicamente in tutte le direzioni ma non trovò nulla, quando si voltò vide la sua 131 che veniva verso di lui ed iniziò a pensare.. "dunque un corpo di 3 quintali, seppure partito da fermo, che percorre circa 12 metri per una discesa di circa 12 gradi spostare un corpo di 70 chili per 10 centimetri? ", la risposta la sperimentò immediatamente, mentre cadeva si ricordò che stavano rifacendo la facciata della casa difronte alla sua e che la stavano pitturando proprio di rosso.. "vedi Gobetti, sei riuscito a farmi fuori alla fine", furono gli ultimi pensieri di Angelo Beni, professore di matematica.




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