FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
www: http://www.fabula.it/
email: staff@fabula.it







UN GIORNO DI AUTUNNO

Fileros



Suono il campanello al portoncino che si apre immediatamente, come se il mio arrivo fosse stato spiato attraverso le persiane.
Avevo telefonato poco prima preannunciando la mia venuta e lei, in vena di intimità, mi aveva risposto in modo provocante "Ti aspetto, ho desiderio di te"
Ho guidato per mezz'ora, impacciato da una persistente erezione che ora è ancora più pressante.
Salgo di corsa le tre rampe che portano al piano superiore, dove lei mi aspetta dietro l'uscio socchiuso, per non mostrarsi sulle scale nell'abbigliamento succinto in cui mi accoglie.
Dato che le scale sono deserte e portano soltanto al suo appartamento, non penso che quella precauzione sia pudore ma solo simpatica malizia.
Un leggero maglioncino nero, scollato, che a mala pena arriva all'inguine, in funzione di miniabito.
Le gambe nude escono perfette dall'orlo slabbrato della minigonna e dalla scollatura spunta una spalla ancora più nuda.
Richiuso l'uscio, prima ancora di salire l'ultima rampa interna che conduce all'appartamento, la stringo fra le braccia, facendo aderire il mio corpo al suo, perché senta tutta l'urgenza del mio desiderio
Lei, per rendere ancora più intimo l'abbraccio, insinua una gamba fra le mie, divaricando le sue fino a portare il sesso a contatto della mia coscia.
Le nostre lingue si estenuano in un bacio appassionato, mentre le mie mani si muovono frenetiche a ritrovare il suo corpo completamente nudo sotto il leggero abito.
Per sincerarmi che ha rinunciato ad indossare anche le mutandine, sollevo leggermente l'orlo del miniabito e stringo le sue tenere e seriche rotondità mentre la costringo con ancora più forza contro il mio sesso.
Ho detto "ha rinunciato" perché questa è un'attenzione particolare e particolarmente gradita.
Io, per un gioco erotico fra di noi, l'ho pregata in diverse occasioni, anche fuori casa, di non indossare biancheria intima sotto i vestiti.
Non ha mai avuto problemi con il reggiseno, anche perché era abituata a prendere il sole in spiaggia in topless, ma raramente sono riuscito a convincerla a non indossare le mutandine, che sono solito sfilarle io, solo al momento di fare all'amore.
La sua riluttanza è in buona parte dovuta al fatto che ama la biancheria sexy e sa come esaltare il desiderio di entrambi liberandosene maliziosamente.
L'argomento è valido, ma qualche volta, mi piace saperla nuda sotto l'abito ed interamente disponibile alle carezze più intime, anche se questo comporta il rischio di regalare a qualcuno una piacevole ed eccitante visione.
Il constatare come si è preparata all'incontro, mi riempie di gioia e di eccitazione.
Vorremmo amarci immediatamente lì, sullo stretto pianerottolo interno e a stento riusciamo a staccarci per superare l'ultimo tratto di scale
Mentre saliamo per la rampa piuttosto ripida, lascio che mi preceda, per godermi il delizioso scorcio dei glutei abbronzati dal sole, il segno bianco dello stretto costume, che si insinua nel punto dove il solco delle natiche si unisce alle cosce, sfumando in una leggera peluria
Lei mi guida nel comodo salotto e mi costringe a sedere sulla poltrona, di fronte al camino già acceso e mi si accoccola ai piedi appoggiando la testa alle mie gambe.
Rimaniamo in quella posizione a parlare per ritrovarci non solo fisicamente
La sua spalla scoperta è una tentazione troppo forte, infilo la mano nello scollo per accarezzare la nuda morbidezza del seno.
La posizione ci fa però sentire troppo distanti; mi si accoccola in braccio.
Mentre la bacio sulla bocca, la mia mano l'accarezza per tutto il corpo. dalle natiche su per la schiena ed il seno, poi ancora giù al solco fra le natiche e la sento contrarsi al contatto delle mie dita con le parti più sensibili.
La posizione non mi consente di raggiungere agevolmente ed accarezzare il suo sesso.
Dopo averle sfilato il maglioncino ed essermi io stesso, con il suo aiuto, liberato completamente degli abiti, la faccio sedere al mio posto ed ora sono io ad inginocchiarmi fra le sue gambe, costringendola ad appoggiarne una al bracciolo della poltrona.
Sento il calore della fiamma nel camino irraggiarsi confortevolmente sulla mia pelle nuda ed anche lei deve percepirne il tepore sulle parti più intime, ora completamente divaricate ed esposte.
Posso ammirare il sesso completamente aperto, gonfio di desiderio e la rosa di piegoline che sbocciano poco più sotto.
Le labbra più interne, delicatamente rosate, anch'esse divaricate, sono tenerissime, inumidite dalla trepida attesa di una carezza.
Nella parte alta delle cosce, ai fianchi del sesso due seriche nicchie, destinate ad avviluppare il sesso, sembrano le valve di una conchiglia.
é meravigliosa, così maliziosamente ed impudicamente aperta, insieme inerme e stupendamente forte della sua bellezza,
Appoggio le mani sulle sue gambe a divaricarle maggiormente e mi chino a baciare quelle splendide labbra come se fossero una seconda bocca.
La mia lingua si insinua in profondità a cogliere la delicatezza del sesso, il tepore della carne, il sapore degli umori.
Il suo profumo di femmina mi inebria e delicatamente lambisco ogni anfratto, ogni piega, sofferrmandomi più a lungo sulla parte più sensibile, che cerco di risucchiare fra le mie labbra.
La mia saliva si mescola ai suoi fluidi sessuali a formare un dolce e delizioso liquore che cola lentamente ad inumidire più in basso anche il buchetto grinzoso, di cui cerco ora, sempre con la lingua, di forzare le pieghe a dilatarsi per consentirne la penetrazione.
é solo la punta che riesce ad insinuarsi, allora, approfittando dell'abbondante lubrificazione forzo l'ingresso con un dito ed entro delicatamente nel profondo della calda morbidezza del suo corpo, pieno di tenerezza.
Sento il corpo di lei inarcarsi come a dilatarsi maggiormente per aumentare il suo godimento.
Torno con la lingua sul clitoride ed ora posso percepire, dalle pulsazioni della carne che imprigiona il mio dito, le ondate di intensità del suo piacere.
Muovo lentamente il dito avanti ed indietro e le contrazioni sembrano a tratti risucchiarlo ed a tratti espellerlo.
Dalla frequenza del suo respiro la sento sempre più eccitata, prossima all'orgasmo.
é con la mano ora che le accarezzo il sesso, concentrandomi sul clitoride teso e vibrante, dando alle mie dita un movimento circolare di intensità crescente.
Lei si tormenta i seni ed i capezzoli in un crescendo di eccitazione.
Il suo ansito aumenta al il ritmo delle mie carezze fino a che al culmine dell'orgasmo si tramuta quasi in un grido di piacere.
La riprendo sulle ginocchia e la stringo ora fra le mie braccia, quasi priva di energia; le copro la bocca di baci. risucchio le sue labbra fra le mie e ne lambisco lievemente gli angoli.
Non cerco in questo momento il suo sesso perché ora è troppo sensibile fino ad essere dolente.
Tanta è stata prima l'eccitazione e la sensazione di godimento che ho avuto nel darle piacere, tanta è ora la tenerezza che provo dalla sua disarmata dolcezza e perfino l'intensità del desiderio che tendeva il mio fallo fino allo spasmo, sembra ora per un attimo acquietata.
Ma la quiete dura poco, ora è lei che mi fa sedere di nuovo sulla poltrona e si accoccola a terra fra le mie gambe, divaricandole.
Ora sono io che mi sento spudoratamente esposto.
Il fallo eretto, turgido e levigato, la pelle ritratta a scoprire completamente la cappella, una gocciolina densa che imperla la sommità.
Sento la sua mano chiudersi sull'asta e tendere ancora di più la pelle con un movimento verso la base del pene, per poi risalire aumentando la stretta come volesse spremere altro nettare.
Dopo pochi movimenti, sento le sue labbra aderire al mio fallo con teneri baci e la lingua lambirlo soffermandosi maliziosamente sui drappeggi di pelle, dove si concentra la maggiore sensibilità.
Il mio piacere è spasmodico, in quel momento il mio essere è tutto concentrato nel sesso, dimentico di ogni cosa se non del godimento che quelle carezze mi danno.
La sento ancora lambire i miei umori poi, le sue labbra si serrano morbide intorno all'asta e la lingua continua ad accarezzarla.
Mi abbandono totalmente alla sua bocca calda, amorosa.
A tratti, via via che il piacere aumenta, guido o sollecito la sua mano a muoversi lungo il fallo eretto, talvolta trattenendola per rallentare il raggiungimento dell'orgasmo.
é una sensazione schizofrenica; non vorrei che il piacere finisse mai e nello stesso tempo tutto il mio corpo desidera raggiungere l'acme liberatorio
Quando lo sento giungere in maniera irrefrenabile, mi affido totalmente alle sue mani ed alla sua bocca che mi portano rapidamente al culmine del godimento.
Senza che quasi me ne rendessi conto lei ha forzato la mia intimità posteriore e solo ora, abbandonandomi interamente a lei, mi rendo conto di quanto il piacere venga esaltato dal sentirmi frugato nella profondità del mio corpo.
Sento che l'orgasmo sta sopraffacendomi e quasi ad annunciarlo a lei, che lo avverte sicuramente da tutto il mio corpo teso, sospiro."Vengo amore, vengo" e sento il seme fluire nella sua bocca che ora immobile lo accoglie interamente per poi deglutirlo con un movimento che risucchia le ultime gocce.
Sento ancora la sua lingua lambirmi amorevolmente, mentre il fallo, esausto, diminuisce gradualmente il suo turgore.
Ho sempre invidiato a lei la possibilità di percepire così intensamente e materialmente il prorompere del mio godimento.
Ho sempre pensato che il sesso orale, vissuto nella sua interezza, è quello che più consente una intima unione, e mi eccita il pensiero di lei che si nutre di me e che una infinitesima parte del suo corpo conterrà cellule nate e alimentate materialmente da una parte di me.
Lei lo sa ed à per questo che ora mi bacia profondamente sulla bocca, per condividere con me le tracce di sapore che ancora impregnano le sue labbra, quasi una rituale comunione.
Facciamo una lunga doccia tiepida, che è ancora occasione di carezze e di gioco,
A me piace stringerla contro di me, liscia e scivolosa, insaponarla tutta, anche nelle sue parti più intime e lasciare che le sue mani si stringano ancora sul mio pene, che già torna a gonfiarsi.
Sotto la doccia le nostre bocche si uniscono di nuovo in un bacio appassionato, mentre l'acqua scorre sui i nostri visi, fra i nostri corpi.
Dopo esserci asciugati reciprocamente, ci stendiamo davanti al camino, su di una coperta stesa per terra.
La sensazione del calore emanato dalla fiamma sui nostri corpi nudi è deliziosa, ci scambiamo carezze tenerissime che poco a poco fanno rinascere il nostro desiderio.
Mi dispongo con la testa verso i suoi piedi, le divarico le gambe leggermente piegate e comincio ad accarezzarla, lievemente timoroso di farle male. mentre ancora una volta ammiro la splendida struttura del sesso che sboccia a pochi centimetri dal mio viso.
Con precauzione lo allargo, lo dilato, lo accarezzo in profondità.
La sento sospirare e mi chino a baciarla con delicatezza, con trasporto.
Sento che, il suo corpo si tende, di nuovo pronto all'amore.
Il mio sesso è alla portata delle sue mani e lei ne approfitta per accarezzarlo, per stuzzicarlo, anche lui sempre più gonfio e desideroso di nuovo di godere.
Sento le sue dita sostituirsi alla mia lingua sul suo sesso infiammato e lascio che sia lei ad accarezzarsi, stabilendo la pressione e il ritmo che più le danno piacere.
Io mi limito ad accarezzarla per tutto il corpo, stringendo fra le mani i seni, frugando la sua bocca con baci interminabili.
Sento la sua eccitazione diventare spasmodica, mentre le sue dita si muovono sempre più velocemente.
é meravigliosa così intenta a darsi piacere, quasi dimentica anche di me, ma attenta a percepire la mia vicinanza.
é uno spettacolo splendido, pieno di puro erotismo che infiamma ancora di più il mio desiderio.
Ancora una volta, come l'orgasmo si approssima, i sui sospiri diventano incalzanti, fino a che, in un crescendo di tensione, gemendo tutto il suo piacere, raggiunge l'orgasmo..
La sua mano giace ora inerte sul suo sesso, non più per eccitarlo ma per proteggerlo..
Quando, come ora, si abbandona alle proprie carezze, non mi sento escluso dal suo godimento. anzi mi sembra di esserle ancora più vicino e sono felice quando mi confessa di averlo fatto anche in mia assenza.
Continuo a coccolarla mentre si riprende dalla spossatezza che segue la gioia sessuale.
Si impadronisce, con mano amorevole, della mia virilità prepotentemente eretta e l'accarezza con trasporto, chinandosi di tempo in tempo a baciarla, a lambirla ed a imprigionarla fra le labbra.
"Ora desidero sentirti dentro di me" è il suo tenero invito a penetrarla.
So che non riuscirò a farla godere in questo modo, il suo sesso enfiato dai ripetuti orgasmi è ora troppo sensibile per gustare completamente l'amplesso, d'altra parte, entrambi preferiamo non raggiungere l'orgasmo contemporaneamente per godere maggiormente l'uno dell'altro.
Indugio ancora in qualche carezza e qualche bacio, poi mi chino ad inumidire la tenera apertura con la saliva, per lubrificare l'imminente penetrazione.
Le divarico le gambe, avvicino al suo sesso spalancato il mio membro eretto e lentamente, con tutta l'attenzione che mi è possibile mettere, entro lentamente in lei, fino a raggiungere la massima profondità possibile per poi fermarmi e consentire a lei di rilassarsi.
Se seguissi il mio istinto, affonderei con forza fra le sue gambe, al centro del piacere, per poi uscire e tornare ad immergermi con forza, ma il timore di farle male mi trattiene e concentro tutta la mia attenzione al caldo abbraccio delle tenerissime pareti della sua vagina che avvolgono il fallo.
Mentre entro in lei, tengo il mio occhi fissi nei suoi, quasi volessi penetrarla anche con lo sguardo, per spiare le sue reazioni, per essere certo che è pienamente conscia della dell'unione dei nostri sessi:
Quando sento che torna a rilassarsi, comincio a muovermi, prima quasi impercettibilmente poi sempre più con vigore, guidato dall'urgenza dei miei sensi.
Una, due, tre volte affondo lentamente dentro di lei prima di lasciarmi andare al ritmo a cui ormai il desiderio mi costringe.
In breve sento erompere ancora una volta l'orgasmo e sento fluire irresistibilmente lo sperma nel profondo della sua vagina che si contrae sensibilmente come per risucchiarmi completamente.
Non ci sono parole per descrivere la violenta emozione dell'eiaculazione.
Il mio fallo non vorrebbe più abbandonare quell'ardente rifugio ed indugia, conficcato ben in profondità, fino a che la caduta della tensione non lo fa lentamente afflosciare.
Scivolo lentamente fuori, ancora una volta porto la bocca al sesso di lei a lambire e risucchiare i nostri umori mescolati, poi la bacio profondamente sulla bocca, per rinnovare il nostro meraviglioso rituale di amore e di comunione assoluta.



ATTENZIONE!
Questo testo è tutelato dalle norme sul diritto d'autore.
L'autore autorizza solo la diffusione gratuita dell'opera presso gli utenti della banca dati e l'utilizzo della stessa nell'ambito esclusivo delle attività interne al circolo.
L'autore pertanto mantiene il diritto esclusivo di utilizzazione economica dell'opera in ogni forma e modo, originale o derivato.