FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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AUTOPOESIE

Giovanni Benedetti




POI LA LUNA
Si corre, si corre
inseguendo noi stessi

Si corre per soldi, per sogni
con coraggio, baldanza
e sembriamo qualcuno, qualcosa

Sembriamo riflessi su specchi inventati
ogni gesto studiato, parola pesata

Sembriamo contenti, sembriamo potenti
ogni freccia nel centro
ogni sfida uno scatto di reni e poi un balzo

Poi si guarda la Luna, la notte, una stella
questo stato leggero di quiete apparente

Ogni cosa si ferma, è distante
si pensa un po' a lei, un po' agli altri
si ricordano gesti, parole, momenti

Si sorprende lo sguardo un po' perso nel niente
si contempla, si osserva un dettaglio importante

Si rimane sospesi, inseguendo la mente
era avanti di un passo
ci ha portati lontano, di un passo
dal nostro presente.

SENZA TITOLO
Le cose che dici sono giuste
ma la normalità non è un vestito
che lo indosso e mi cambia d'aspetto

Non conosco la mia normalità
so che non coincide con la tua
so che le nostre teste sono diverse

So che con la menzogna a me stesso
e soprattutto con le cose non dette
mi sono voluto credere adatto a stare con te

Ma sulle menzogne non si costruisce niente
e ora che non credo più alle bugie che mi racconto
ancora meno credo alla menzogna di esserti adatto

E l'infantile viltà di non affrontare contrasti
nemmeno i più stupidi, normali e innocui
che tanto mi hanno per anni fatto temere di perderti

Continua ancora oggi a rabbrividirmi la schiena
e neanche ora ho il coraggio di dirti
quel che di te non mi va, ma che t'amo

E neanche oggi ho il coraggio di provare a vedere
se dicendoti tutto, pregi e difetti
sono io la persona che tu vuoi accanto

Neanche dopo tutti questi anni ho il coraggio di dirti
quel che davvero vorrei, da te e da noi due
per sapere se io, come uomo, a te posso andar bene

E capire
sottilmente, lentamente ogni giorno
piano piano capire

Pago anch'io come te
solo l'immagine ideale
nella propria testa da entrambi rincorsa

Capire quanto per te io sia
pur scelto e amato, desiderato e atteso
l'uomo sbagliato

E un altro po' di noi si consuma
e ai nostri piedi cade
e il tempo-vento lontano disperde.


GOCCE CHE ALTRO
Gocce cadono
dalla ferita che è la vita

Una goccia è l'illusione
che il brutto cambi in bello
che il dolore cambi in gioia
che l'attesa divenga

Una goccia è gioventù
che il vigore cambia in stento
che il pulsare cambia in tedio
che i capelli imbianchino

Una goccia è la passione
che il difetto cambia in dote
che il desiderio cambia in noia
che il quotidiano annienti

Una goccia è la rivalsa
che il soffrire porti stima
che a qualcosa tutto serva
che senza un fine tutto resti

Una goccia sono i giorni
che fluiscano di gocce tutte uguali
che formino uno scroscio
e la vita vada

Una goccia è la fatica
che se utile soddisfa
ma a cosa serve la fatica
niente serva a niente

Una goccia è questo corpo
che si conservi per i vermi
questo volto per la foto
tanto è l'anima che vola

Goccia a goccia la mia vita
cade a terra si disperde
poi è finita.



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