FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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FENOMENOLOGIA DI UN FILM PORNOGRAFICO FRANCESE DELLA SECONDA META' DEGLI ANNI '70

Massimiliano Griner




Analisi del primo episodio di Intime confessioni, caldi appuntamenti di Patrick Aubin.


"Siamo anche diventati più banali; siamo stati seppelliti nel corso stesso della nostra esistenza. Il mondo ci ha accettato, il che probabilmente è il peggio che poteva succederci"(1)

1 Quello che distingue immediatamente il film pornografico dalla seconda metà degli anni ottanta ad oggi da uno di periodo precedente, è il fatto che il primo si presenta fin dalla titolatura come un prodotto cinematografico a tutti gli effetti: appaiono i nomi degli attori, del regista, del produttore, del montatore, di tutti coloro insomma che hanno prestato la loro opera per la realizzazione del film. Naturalmente non ogni nome è autentico, la maggior parte forse saranno pseudonimi, ma anche nel cinema di ieri quasi tutti gli attori più famosi ne facevano uso. E non tanto per mascherarsi dietro una identità falsa, ma per correggere un nome ed un cognome ritenuti, a torto o a ragione, inadatti o poco presentabili. Lo stesso vale per le attrici - più che per gli attori - dello stars-system della Hollywood pornografica, i cui pseudonimi alludono alla loro procacità e sensualità, o evocano origini esotiche.
Al suo apparire in Italia come prodotto destinato ad un consumo di massa, verso la metà degli anni '70 - le origini della pornografia cinematografica come prodotto esclusivo, appannaggio dei soli ceti elevati, è un fatto noto - il film a carattere pornografico circolava in un regime di clandestinità. Se superava le maglie strette della censura, poteva essere ritirato dalla circolazione anche quando aveva fatto la sua comparsa nelle sale di proiezione su denuncia di un semplice cittadino che reclamasse presso il magistrato l'osservanza degli articoli 528 e 529 del nostro Codice Penale, che tutelano il senso del pudore. Oggi un terzo delle videocassette noleggiate nel nostro paese contiene films a carattere pornografico. Questo dato dovrebbe essere esemplificativo, nella sua semplice nudità, di quanto si sia ristretto il campo dei cittadini che considera la pornografia lesiva del 'comune senso del pudore'. Il cittadino medio ha smesso di trovare offensiva la pornografia, e il magistrato medio ha smesso di perseguirla come reato, anche se entrambi non hanno smesso di vergognarsi di farne uso. Il film a carattere pornografico ha così trovato, nell'arco di circa dieci anni, un suo posto e un suo ruolo nella cultura di massa. Le 'attricì hanno smesso di nascondersi sotto mentite spoglie e non disdegnano di fare la loro educata comparsa sui mass media più diffusi, inserendosi senza fatica in intrattenimenti televisivi o finendo citate in articoli giornalistici mondani.
I titoli di testa diventano più costosi, più elaborati, più complessi: non si disdegna un uso forse eccessivo dell'elettronica per recuperare immagini dal corpo del film, rielaborarle con effetti fantasmagorici, e inquadrare con la dovizia dello sfondo dei loro corpi in azione i nomi delle protagoniste e dei loro partners, quasi che si volesse evitare ogni misanderstanding da parte di un pubblico ormai ricettivo, che seleziona la sua scelta del film riconoscendo i performers che vi hanno preso parte. La vecchia cinepresa a sedici millimetri ha ceduto il passo alla telecamera ad alta definizione, e l'illuminazione, necessaria a mostrare nitidamente i corpi dei performers, viene curata da tecnici professionisti.
2 Intime confessioni, caldi appuntamenti, di Patrick Aubin, appartiene invece all'epoca dell'affermarsi del cinema a carattere pornografico. Si tratta di un film a episodi di origini francese databile intorno al 1976, 1977. Al contrario del film attuale, quello di Aubin non porta alcun riferimento alla data di produzione, né il nome di chi ha realizzato la produzione. Tuttavia uno dei figuranti del secondo episodio indossa una maglietta nera su cui è riportata la scritta 'Rocky', un gadget derivato dall'omonimo film di Stallone dedicato alla figura di Rocky Marciano: questo ci da la possibilità di avere del film un terminus post quem indiscutibile.
I titoli di testa si riducono a tre quadri. Il primo riporta il titolo, tradotto in italiano, il secondo riporta i nomi di tre 'attori' principali: Francoise Sallier, France Lamay e David Danielle. Il terzo, infine, riporta il nome del regista. Non c'è da dubitare che la versione francese presentasse dei titoli di testa più ricchi. E' probabile che i realizzatori della versione italiana si siano limitati a tradurre i quadri senza introdurre modifiche. Se poi delle modifiche ai titoli siano realmente avvenute, è sintomatico che questo sia stato del tutto indifferente ai realizzatori francesi. Oltre a questi tre quadri non c'è altro. I caratteri con cui sono state composte le parole sono simili al Cooper, o all'Accent ombrato extended, caratteri poveri, grossolani ed economici che andavano per la maggiore nei titoli cinematografici della mass-cult dei '70.
Il film si divide in tre episodi distinti, dei quali prenderemo in analisi solo il primo. Privo di titoli, al contrario degli altri due, forse perché si appoggia a quelli di testa, si svolge all'interno di una casa borghese. Suona il campanello e una giovane cameriera bionda va ad aprire: è appena tornata la padrona di casa; evidentemente la donna deve svolgere una attività che la costringe a mancare per lunghi periodi da casa. Interessante il fatto che sia la donna a fare ritorno, mentre il marito l'attende a casa, in un curioso ribaltamento dei ruoli tradizionali. Sembra che il ribaltamento sia da attribuire alla malcelata logica maschilista a cui è ispirato il film: l'uomo costituisce un punto fermo, intorno al quale ruotano prima la moglie e poi l'amante, con l'ausilio della giovane domestica, il cui ruolo sessuale rimane esclusivamente ancillare. Mathieu, questo il nome del protagonista dell'episodio, non deve fare un solo passo oltre le rassicuranti e confortevoli mura domestiche, l'elemento femminile lo raggiunge nel suo nido protetto. Nel caso della moglie, lo libera poi dalla sua presenza non appena terminato il match sessuale. Come a ratificare a livello dell'immaginario il desiderio postcoitale di ogni uomo di fuggire dalla donna con cui si è appena unito - documentato dalla sessuologia - Aubin libera il protagonista dalla presenza ormai ostile e superflua della moglie non appena ha svolto l'unico ruolo a cui sembra destinata, il piacere del marito. Quanto a lei, sembra felice di potersi defilare dal letto in cui giace il marito che si finge dormiente e riprendere le sue attività di donna in carriera, e del tutto appagata dal fugace incontro amoroso. Non appena la donna è uscita, un piano sequenza a mano ci riporta sul viso dell'uomo che non a caso, fa occhiolino al pubblico.
Nella prima sequenza il marito entra furtivamente nella stanza da letto dove la moglie si sta spogliando, e sotto gli occhi della cameriera la penetra da tergo. "Ma che succede?" - si domanda la moglie come se non capisse. Al che la cameriera: "ma signora, è il signore, suo marito", prestandosi ad un involontario scambio di battute del tutto irrealistico e con esiti risibili. Poi la cameriera si unisce ai coniugi, proseguendo nella dimensione erotica quella che è la sua funzione quotidiana: il servire. Così l'uomo e la donna sono aiutati, assistiti e titillati dalla giovane cameriera, che per parte sua non goderà di alcuna attenzione particolare. Diventa uno strumento, una cosa, un mezzo per accrescere il piacere ora dell'uomo ora della moglie, spezzando la circolarità del rapporto erotico secondo la quale è possibile erogare piacere solo distribuendolo a propria volta. Ma la circolarità del rapporto erotico richiede un dispendio di energie psichiche non indifferenti per infrangere, seppure per un tempo limitato, le barriere del proprio io e inserirsi in un circuito in cui compaia l'altro da sé. Dovendosi inscrivere il rapporto erotico nella circolarità del do, ut des, il fermarsi al secondo dei due momenti, quello ricettivo, significa per il soggetto sollevarsi dall'obbligo di spendere delle energie psichiche, ma anche la perdita pressoché completa della appagatività di un rapporto circolare. La trasformazione dell'altro in un mezzo non è mai realmente appagante da un punto di vista sessuale, anche se indiscutibilmente soddisfacente nell'ottica del dominio dell'uomo sull'uomo - della specie uomo sulla specie uomo. E la sfera in cui accade il fenomeno del dominio la chiamiamo usualmente 'politicà. La cameriera trasformata istituzionalmente in un mezzo - non viene mai penetrata ma aiuta la penetrazione, stimola oralmente i genitali dei due coniugi, ma non viene da loro stimolata in nessun modo - assolve allo scopo del regista di politicizzare l'atto sessuale rappresentato dai due coniugi, associando il piacere sessuale al piacere del dominio in un'unica tessitura unitaria.

3 Viene detto spesso (2) che il compito della pornografia è la rappresentazione di quello che una società si astiene dal compiere perché incapace di sostenerne la portata dirompente. In buona sostanza faremmo uso della pornografia per consentire alle nostre pulsioni, consciamente, socialmente represse, di trovare una realizzazione, per quanto precaria, nella rappresentazione offerta dai figuranti, a cui deleghiamo un ruolo terapeutico, catartico. Se il cemento della società attuale è realmente la famiglia e l'esclusivismo sessuale dei coniugi la garanzia della sua solidità e stabilità, la realizzazione del modello di sessualità che è offerto dalla pornografia solo sotto forma di mimo, avrebbe senz'altro un effetto dirompente. Se poi ogni genere di pornografia sia realmente dirompente quanto si vorrebbe, o se fosse opportuno fare dei più sottili distinguo, non è cosa di cui occuparsi ora (3). Tuttavia la situazione del film di Aubin mostra qualcosa di più di quello che ci viene detto da questa interpretazione del pornografico: non ci mostra solo un marito dotato di tutti i comfort necessari ad una felice realizzazione della sua propria sessualità - una moglie piacente e compiacente priva di scrupoli in fatto di sessualità, del tutto estranea alla gelosia, felice che il marito sia amorevolmente assistito dalla cameriera in sua assenza, la cameriera stessa, una bionda esornativa capace di soddisfare ogni stimolo del padrone senza aspirare a nessun contraccambio, desiderosa di soddisfare il padrone e le sue amanti e gratificata da questo ruolo subordinato, etc. Se si limitasse a ciò, a mostrare cioè una serie di possessi immediati di facile fruizione, non farebbe altro che rappresentare per i membri del pubblico maschile una serie di beni di cui essi non possono godere per motivi contingenti: perché non hanno una moglie simile, perché non possono permettersi una cameriera, e se anche lo possono non risponderà mai alle loro aspettative, etc. In realtà il film a carattere pornografico non si limita a descrivere situazioni difficilmente raggiungibili, ma che in linea di principio potrebbero essere ottenute da chi lo desiderasse. Il film pornografico descrive talora situazioni realmente irraggiungibili, irreali, impossibili, quali nessuno ha mai né potrà mai vivere, e per questo motivo coinvolge pesantemente l'immaginario dello spettatore. Nel film a carattere pornografico la rappresentazione dell'atto sessuale è mondata da ogni anche minima parvenza di negatività: non esistono malattie veneree, non esiste il pericolo per la donna di rimanere pregna, perché è come sterile. E' naturalmente, gioiosamente sterile, non teme alcuna gravidanza, è sempre perfettamente lubrificata. La pornografia l'ha trasformata da macchina per la riproduzione - quale l'ha voluta la natura - in macchina per creare il piacere del maschio. Nemmeno fa uso di contraccettivi orali, ma se pure ne facesse uso, sarebbero privi di controindicazioni cliniche. Non esiste gelosia, non esiste l'abbandono, la mancanza, non esistono sentimenti, perché ogni sentimento anche gradevole ha un seppur minimo risvolto di negatività. Non esiste un desiderio che possa avere il tempo di soffrire la mancanza del desideratum poiché, appena è stato espresso, viene soddisfatto.
Dopo essere stato mondato da ogni aspetto sgradevole, il film può apprestarsi a ricreare le situazioni irraggiungibili che costituiscono la sua peculiarità. Oltre a configurare una facile situazione di dominio di Mathieu sulla cameriera - di facile percezione anche per un pubblico grossolano, perché la figura della serva suggerisce naturalmente uno stato di subalternità all'interno di un rapporto di dominazione - Aubin ci invita a credere che il piacere sessuale che Mathieu provi nell'usare la cameriera come puro mezzo sia possibile ed autentico, a fronte dell'amarezza e dell'assenza di appagamento che ciascuno ha provato non essendo riuscito a soddisfare il proprio partner.

4 Che il cinema pornografico si alimenti del divieto di circolare se non clandestinamente, è falso in tutti i sensi della parola 'alimenti". Se significa che il cinema pornografico è migliore se creato in clandestinità, non ho elementi per dirlo. Indiscutibilmente la sola pornografia che abbia del valore, dell'originalità, è cosa del passato, e ormai non se ne produce più: oggi film come Behind the green door o Deep Throat non sono più possibili, e più avanti tenterò di motivare questa affermazione. Se invece significa che se ne produce di più nella clandestinità, sono quasi certo che ciò sia falso: oggi il numero di utenti della pornografia è maggiore del passato, è stato necessario accrescere la produzione a livello internazionale, e le condizioni di produzione e di distribuzione del prodotto sono senz'altro più favorevoli, grazie alla sostanziale accettazione del fenomeno della pornografia.


NOTE AL TESTO

(1) La frase è dell'attore del porno Bill Margold, riportata da Stoller Robert J., Il porno. Miti per il XX secolo, Feltrinelli, 1993, p. 70, corsivo mio.
(2) Cfr. Stoller, citato.
(3) L'ethos del film a carattere pornografico non è affatto ispirato a posizioni radicali e dirompenti, salvo le rare eccezioni del passato di cui ho parlato altrove (cfr PORNO). Oggi la pornografia è ormai inserita nella logica commerciale secondo cui ha valore solo ciò che si vende. Ha potuto inserirsi in una logica commerciale nel momento in cui la morale pubblica le ha consentito di uscire dalla clandestinità.
Il criterio a cui il regista deve adeguarsi è quindi quello del soddisfacimento del pubblico, e per ottenere questo risultato deve offrirgli un prodotto che sia ad esso gradito. Ogni nuova idea, che si discosti dalle abitudini del pubblico, presenta il rischio di deluderne le aspettative: il che induce al conformismo e alla piatta ripetizione di moduli che già hanno incontrato favore in precedenza. Apparentemente il film a carattere pornografico presenterà situazioni scandalose, o 'proibite', che violano i parametri della normalità sessuale, cioè i costumi sessuali della maggioranza in un dato tempo storico, ma l'anormalità sarà comunque soggetta ad una appiattente stilizzazione. Avremo stilemi all'origine trasgressivi, ma ormai rigidamente codificati, come il 'sesso di gruppo', 'un maschio e due femmine', 'una femmina e due maschi', la 'scena di lesbismo', 'la moglie che sorprende il marito con un'altra donna e si unisce a loro', etc. Si tratta indiscutibilmente di varianti rispetto alla concezione tradizionale della coppia chiusa eterosessuale, ma di varianti ormai usuali, ripetitive, convenzionali, svuotate dalla loro carica dirompente. Inoltre le situazioni rappresentate sono attribuibili ad una ispirazione reazionaria dell'espressione della sessualità e dei rapporti tra l'uomo e la donna nella società. All'immancabile maschilismo di fondo di ogni soggetto, dovuto al fatto che, almeno all'origine, il film a carattere pornografico era realizzato per un pubblico quasi esclusivamente maschile, fa riscontro l'assunzione della eterosessualità come luogo centrale dell'espressione della vita sessuale, e dell'omosessualità - esclusivamente femminile - a conforto dei gusti del solito pubblico prevalentemente maschile. Così, mentre castigati studiosi della psiche avanzavano l'ipotesi che la determinazione delle preferenze sessuali di un individuo della specie umana era da attribuirsi a condizionamenti di natura sociale e culturale, e si istituiva soffocando una presunta bisessualità originaria, i 'maestrì del cinema pornografico iniziavano a diffondere presso un pubblico ormai di massa la loro opera reazionaria di codificazione e 'normalizzazione' della trasgressione.




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