FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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ASPETTANDO

Gianluca Sordiglioni




"Tu perché aspetti ancora?"
"Non lo sò. Ma è troppo tempo che aspettiamo, non credi? Mi sono anche dimenticato perché siamo qui."
"Io invece no."
Jim e Greg guardavano la superficie desolata del pianeta, accovacciati su un masso in cima ad una rupe.
Le due lune, laggiù verso nord, irradiavano deboli raggi luminosi. Nella penombra orribile si intravedevano gli scheletri di alberi un tempo rigogliosi, ora ridotti ad un ammasso di rami grigi ed informi.
Jim ripensò all'astronave. L'ultima volta che l'aveva vista era quando avevano lanciato l'SOS, il 16 Maggio 2029. Se ne ricordava come fosse ieri. Un tempo era una bellissima astronave, veloce, stabile, lucente. Dopo l'avaria, dopo la caduta libera attraverso l'atmosfera, dopo il miracoloso atterraggio non era altro che un ammasso di ferraglia arrugginita. L'impatto l'aveva accartocciata come una lattina vuota sotto una pressa: per fortuna, loro si erano salvati, avevano lanciato l'SOS, ed avevano preso con sé tutto quello che ancora funzionava. Purtroppo non avevano potuto staccare l'orologio, benché funzionasse, dato che era incassato nella plancia e non avevano tempo per smontare tutto. Il quadrante della radioattività dei motori iper-atomici segnava livelli preoccupanti, e loro avevano già assorbito sufficienti radiazioni da restarne segnati per tutta la vita. Scapparono e non ritornarono mai più in quel luogo.
Ogni sera lui e Greg si arrampicano su quella rupe ed aspettano di vedere una luce nel cielo.
Ogni sera attivano il radio-faro di segnalazione.
Ogni sera scrutano l'orizzonte per vedere se arriva l'astronave dei soccorsi.
Ed ogni sera, a mezzanotte, l'incorruttibile orologio dell'astronave abbandonata conta un nuovo giorno che arriva.
Quella sera, segnava il 28 Febbraio 2984.




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