FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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ARMONY ROSA - GIOCHI IMPOSSIBILI

Francesco Levantini




Con due grandi balzi la pallina attraversò la stanza per poi finire la sua corsa, ammortizzata dal tappeto, rotolando vicino alla gamba del tavolo. - I ganci non valgono! - si lamentò Stefania.
- Lo avevamo deciso prima no? -
- Diciamo che lo hai deciso tu - sbotto Marco accasciandosi sconsolato sul divano.
- Come si fa a giocare a calcetto senza ganci. -
La bimba strinse forte le manopole del bigliardino un po' indispettita per il rimprovero.
- Credo - disse - che una volta stabilita una regola debba essere rispettata. Io i ganci non li so fare. Ho i polsi deboli e mi si storcono. -
- Ti si storce il cervello - disse lui - non i polsi. E' una vita che gioco, e ho giocato con tutti ma è solo con te che non ci si diverte. Tu dimmi come si fa a segnare senza ganci? -
- Intanto io di goals te ne ho fatti già sei - ribadì Stefania - e tutti in modo regolare. E poi, se con me non ti diverti puoi anche andartene a giocare con... a giocar con chi vuoi. -
Un grosso lacrimone apparve sul volto di Stefania. Ma Marco non lo vide. Offesa per l'insulto e troppo orgogliosa per ammettere di esserne stata colpita la bimba schizzo fuori dal salone urtando con il gomito lo stipite della porta.
- E dove vai adesso, - disse lui - Vieni qui che stavo scherzando. -
Il bambino si affacciò sul corridoio appena in tempo per vedere la mamma di Stefania uscire dalla cucina.
- Cosa c'è Marco? -
- Scusi signora, è stata colpa mia ma non l'ho fatto apposta. A me mi vengono naturali i ganci al calcetto e... -
- Stefania! - lo interruppe la donna - possibile che tu debba sempre aver ragione. Non fare la sciocca e impara un po' a giocare senza litigare. Dai venite qui tutti e due che è pronto il te. -
Marco sbirciò nella camera della bambina e la vide. Seduta sul letto con le spalle rivolte alla porta.
- Stefania. - disse - Posso entrare? -
- Vattene via, - disse lei - vattene a giocare coi ganci a casa di Luca. -
- Dai, non fare così che poi la tua mamma si arrabbia per niente -
- Si arrabbia perché sei un imbroglione e lei non ti conosce. -
- Dai che non è vero, non l'ho fatto apposta vieni che finiamo la partita. -
Stefania si girò tamponandosi il naso col fazzoletto appallottolato in mano.
- Davvero non ti diverti a giocare con me? - disse la bimba spalancando gli occhi.
- Mano dai. E' il calcetto che è un gioco da maschi. - Rispose Marco.
- Ho un'idea - disse lei - cambiamo gioco. Dai che montiamo il tavolo da ping-pong. Qui non ci sono regole. Però... - Stefania fisso Marco dritto negli occhi sfoggiando il suo più smagliante sorriso. - Facciamo che si gioca senza schiacciate. Sai... poi mi si sloga il polso e... -




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