FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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9 POESIE

Marco Palone




MURO DI CASA

Muro di casa
ormai sperso nella campagna
relitto d'uomini andati
stanze spalancate
agli eccessi di cielo

erba subito gérmina
su pareti diròcche
radici poi mordono
la carne calma dei mattoni
ed il pietrame:
rovi onnivori ramificano
e intralciano finestre vocianti

col madore di pioggia
licheni punteggiano
fioriscono schiumano inverdicano
e muschi tappezzano
puniscono pietre lasciate

a loro volta puniti
da spacchi di sole
abitati poi da formiche
che subito decàlcinano
scarnificano stipano
le crepe di pupe
che pruderanno i prati.



CONIUGAZIONE

Io sono...
questo è il problema
a che vale essere se stessi
se vuol dire essere
soli
~tocco-bordo-collisione~
Tu sei...
e come palle di biliardo
ci possiamo al massimo scontrare:
la tua pelle è
dura come d'avorio
~verde-otto-bianco~
Egli è...
altro esterno
e parallelo
diverso étero
~urto-schiocco-deviazione~

Noi siamo...
illusione e bugia
ma non rimane altro
che fingere:
ognuno traccia la sua traiettoria
~bianco-tre-nero~
Voi siete...
enti non omogenei
perciò nemici
~urto-bordo-collisione~

Essi sono...
pluralità generica di persone
che non si conoscono
ma rotolano sullo stesso piano:
~nero-~
~buca.~

STALLO

Sei sempre là
in una stanza
ai margini del campo
tu solo sei preso
nell'incrocio delle minacce
mentre altri ricamano
i loro tragitti

sei sempre là
multiplo ennesimo
sulla scena pensi
di non lasciar traccia tua
mentre altri si accordano
in simmetrie strategiche

Alla fine
si rivela sempre
l'equivoco feroce
di un matto
che invece è uno stallo
che dura una vita.

Credimi, non è valsa la pena.



TACETE

Chiedano terra le voci
senz'ali che mi strillano
alla gola

cessino pure le scie
dei motori di lamenti
che brulicano gli asfalti

si spenga il sibilìo
dei cieli irretiti
da metalliche rotte

si chiudano i passi
i n v i a t i da ingranaggi
incastonati nel polso

che io possa
fondermi
diluirmi
svaporare
sparire-sparire-sparire
senza lasciare
punto di traccia.



DECOLLO

Sulla pista abbandono
il mio involucro vuoto
che ormai non-vola

al momento del distacco
non soffro: m'innalzo
su rovine passate

lasciando rottami sconfitti
matasse di possibili irrealizzati
che m'imputridivano l'anima

e angosce sole
dietro le porte chiuse
del rifiuto
__

Ora, raggiunto l'assetto,
al centro della gamma d'azzurri
compio il ciclo degli anni

osservo il circolo
imperfetto che contiene a stento
le varietà dell'essere io

come personaggi
che non accettano la parte
e rimangono fuori dal palco

Ma forse non ho cercato
ho solo abitato
una continua d i s i n t e g r a z i o n e
__

Non inverto la prua
nel punto di rottura dell'itinerario
ma segno l'istinto

che impelle-brancola
oltre l'orizzonte visibile
e porta sempre al mio dove

ma stavolta all'arrivo
voglio aprire l'anello
degli equivoci

voglio grattare il cuore
sul muro duro della vita



AL TELEFONO

Io parlo parole
in un filo sotteso
sentiero fra case
~parlam i~
io mando
frasi
attraverso i nervi confusi
della città farneticante
~parlami~
ma il flusso
procede
u n i d i r e z i o n a l e
~parlami~
la voce
non ha odore
non ha colore
non ha calore
è solo suono
~parlami~
~tuuuu - tu - tuuuu; tuuuu - tu - tuuuu...~



NIRVANA

Nel ciclo del respiro
quando l'anima cade
al di là della linea
verso azzurri lontani

nel delirio dei sensi
giacché la coscienza cede
ossessivo il bianco
si stende in un campo

talvolta
-interferenza sgargiante-
in dissonanza
turba
gli esìlii del pensiero

ma poi
rientra la sovrana
armonia a due note
dell'ispiro-espiro
e sistole-diastole.

Sull'estasi delle carni
fermenta l'anelito
che si protende
verso dove
nessun ponte s'inarca.




~Vedi, quanti tornano al corpo,~
~continuamente rinascendo~
~continuamente penando~
~in soffocanti carceri...~
~(Inno manicheo)~


METAMORPHOSIS

A piedi nudi
lungo il fruscio delle piogge
verso il grembo del bosco:
poi prostrato sulla terra ubriaca.
~Libera la mia anima crocefissa nella materia~
Sento le piogge
scorrermi dentro
marciscono le carni trafitte dalle radici
e preda di lupi d'insetti:
il cuore è dissolto nella terra
~Libera la mia anima crocefissa nella materia~
i lupi mi spargono tra spine e cespugli
e gli insetti portano
i miei frammenti altrove
ma saranno poi preda d'uccelli.
~Libera la mia anima crocefissa nella materia~
E sentirò allora allontanarsi
i rumori salendo nei cieli freschi
dove le nubi derivano
~Libera la mia anima crocefissa nella materia~
e ripiomberò, trafiggendo
i cieli all'indietro
- io goccia di sudiciume -
sarò concime di piante
o mi scioglierò nel pianto dei mari:
le ossa sono già crete levigate dal vento
sulla pelle gialla del deserto.



VISIONE II

D'improvviso
scardina le porte
degli atrii di psyche
-di solito in ombra-
il ritmo fulminante
della visione

vedo
sento
concepisco
terre-abissi-volti-corpi-essenze-presenze
nello stesso istante

illumino le tane delle decisioni
gli angoli ottusi dell'esistere
gli anfratti della coscienza
che si fondono-sublimano
mentre io brucio forte
nella fiamma del pensiero

dall'energia tremenda
scandito è il corpo
che vacilla-trepida
e poi sfinito
al r a l l e n t a t o r e
cessa la visione
____

Il resto è solo
un raccattar cocci
una rincorsa
sia per reale incapacità
sia per sfinitezza
vana.



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