FABULA - CIRCOLO LETTERARIO TELEMATICO
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ANONIMA SEQUESTRI

Marco Faré




Piero P. tornava a casa, quella sera di novembre, stanco dopo una lunga giornata di lavoro, e pensava ad una doccia calda, mentre sceso dall'autobus affrontava il freddo. L'ultima cosa che avrebbe desiderato era proprio quello che trovò, se mai avesse potuto immaginarsela.
-Amore!-
Non aveva neanche posato la borsa. Sua moglie Carla lo stringeva e singhiozzava. Mentre provava a calmarla vide Nadia, la sua bambina, che da dietro una porta lo fissava con gli occhi pieni di lacrime. -Ma cosa succede?-
-Ti hanno rapito! Ti hanno rapito!- gli spiegò Carla, senza smettere di singhiozzare. Gli porse una busta.
La busta era di carta bianca. Era "affrancata in blocco", con l'indirizzo stampato. A fianco del suo indirizzo c'era quello del mittente: "Anonima Sequestri, c.p. 1423, 237498 Città del Nord". Era arrivata quel giorno, con la posta della sera. Sfilò il foglio e lo lesse mentalmente, fermandosi dopo poche righe perché già sapeva di cosa si trattava.
-Non preoccuparti, Carla, non c'è niente di grave in questo.- mentiva -Abbiamo da parte dei soldi.-
-Ma come faremo? E tu, starai via...? Quanto chiederanno?-
-Non lo so, ma vedrai che non sarà troppo. Danno sempre un'occhiata al reddito della famiglia.- ancora Carla non si calmava -Non starò via molto.-

La mattina dopo Piero si alzò presto, preparò una piccola valigia, fece un'abbondante colazione e telefonò a un suo collega per avvertire che non sarebbe andato in ufficio. Gli spiegò anche la ragione e il collega, che era anche suo amico, capì e promise di non far troppa pubblicità alla cosa.
Mentre sceglieva dei vestiti adatti (comodi, poco costosi), scambiava l'orologio bello (un regalo di sua madre) con uno di poco prezzo e la fede vera con un anello di bigiotteria, si sentiva impreparato, anche se da un certo punto di vista sollevato. Carla lo guardava con occhi tristi, rassegnati. La bambina dormiva e avevano deciso di non svegliarla. E' successo, pensava Piero, ora devo andare, meno male è toccato a me e non ad una di loro due. Nonostante i rapiti fossero numerosi, la percentuale di famiglie colpite rispetto al totale era molto bassa (Città del Nord era molto popolosa) e la probabilità che una stessa famiglia venisse colpita due volte era quasi zero.
L'addio era stato breve e intenso. Le aveva ricordato che sarebbe tornato presto. L'aveva baciata e poi si era voltato per andarsene. Dal finestrino dell'autobus vedeva la città, già sveglia, che si recava al lavoro. Il tragitto che doveva percorrere era lungo. La sua mente era inquieta e carica di pensieri. Si sentiva lucido, pronto ad affrontare la gente che avrebbe dovuto incontrare. Tanti erano usciti da quella storia indenni, solo in poche eccezioni i rapiti non rivedevano più la propria famiglia. I racconti che circolavano parlavano di stanze semplici, ma pulite. Il personale non era cortese, ma neanche cattivo. Era gente che lavorava, un lavoro umile, come tanti altri. L'unica vera scocciatura stava, dopo, nei moduli da riempire, documenti e altro, per mettersi in regola con il governo, con le banche che avevano concesso il prestito per il riscatto, con le assicurazioni, con il datore di lavoro. Alcuni affermavano che era meglio non tornare per evitare questi fastidi, ma naturalmente esageravano. Nonostante ciò, non era del tutto fuori luogo dire che il peggio iniziava dopo il pagamento del riscatto e la liberazione.
Viali, negozi, piccole piazze, centri di quartiere. Tutto questo scorreva davanti ai suoi occhi senza che lui lo guardasse. Era molto insolito per lui, dato che era cuorioso e si trovava da quelle parti per la prima volta.
E' successo, tocca a me. L'Anonima Sequestri. Era una società non riconosciuta dallo Stato, ma accettata con rassegnazione per impedire eccessive violenze. Una volta era peggio. Venivano a casa tua, ti prelevavano subito e ti portavano nelle loro sedi. Prima ancora, forse trenta o quaranta anni fa, era terribile. Potevano arrivare in qualunque momento, armati. Ti portavano via con la forza, ti mettevano in una cascina abbandonata o in una grotta, per mesi, a pane e acqua. Ti rapivano veramente. Ora abbiamo fatto dei progressi. Siamo gente civile. Certo, fondamentalmente non è cambiato niente. Non puoi avere contatti con nessuno, neanche con la famiglia. Loro chiedono il riscatto e, se questo viene pagato senza troppi ritardi, ti lasciano andare. Se va bene in due mesi riprendi la tua vita normale. In questo periodo nessuno sa dove sei, perché non è detto che ti lascino alla Sezione Regionale alla quale devi presentarti. Però si sa che sei in una sede dell'Anonima Sequestri. Ora sono tranquillo, pensava Piero seduto nell'autobus ormai semivuoto che correva lungo le strade tutte uguali della periferia. Sono tranquillo. Carla pagherà il riscatto coi soldi che ho risparmiato, e, se non basteranno, chiederà ad una banca un prestito. Lo concederanno, non possono negarlo. Sono tranquillo. Ho letto molto sull'argomento. Dopo che è successo ad Andrea, quel tale dell'Ufficio Registri, mi sono spaventato perché non sapevo di preciso cosa fosse l'Anonima Sequestri, ma ora mi sono informato. Ci sono storie terribili su quello che accade nelle sedi dell'Anonima Sequestri, ma sono dicerie, spero. Gente che non si è presentata dopo che aveva ricevuto la lettera. In questi casi loro arrivano e se non ti trovano e pensano che ti sei nascosto, ti cercano dappertutto, o magari rapiscono qualcun'altro, tua moglie o tua figlia. Pensò a Carla e a Nadia. Se poi continui a non collaborare arrivano quelli armati. A volte le armi le usano e arriva la polizia, perché l'Anonima Sequestri non è riconosciuta dallo Stato. E ci sono proteste ufficiali, ma, dicono quelli dell'Anonima, noi cosa potevamo fare, non si è presentato. E allora la polizia lascia perdere. Ma io sto collaborando, adesso arrivo, sto da voi due mesi, mia moglie paga il riscatto e voi le lasciate in pace. E' semplice, è bello. Sono fortunato. Adesso non è più come una volta, ora siamo gente civile.
Alzò gli occhi verso l'edificio imponente che aveva di fronte. Non era una di quelle costruzioni fatte da architetti famosi, ma era molto grande e sicuramente costosa. E ce n'erano parecchie in giro per tutto lo Stato.
Dovevano guadagnare molti soldi, i capi. I capi. E' anonima, quindi i capi non si sa chi siano. Alcuni dicono che sono personaggi in vista, ma non si sa chi siano. Di sicuro devono essere molto ricchi.
Trovò questi pensieri inutili e fuori luogo. Salì gli ultimi scalini rimasti, poi si fermò qualche secondo davanti al portone, sotto gli occhi severi della guardia.
Non è più come una volta.
Entrò.



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